www.resistenze.org
- pensiero resistente - gioventù comunista - 05-07-12 - n. 417
da Gioventù Comunista di Grecia - http://int.kne.gr/images/Ntokoumenta.pdf
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Brano estratto dalla Risoluzione del X Congresso della Gioventù Comunista di Grecia (KNE), Atene 7-9 Maggio 2010
Il futuro della Gioventù sta nella trasformazione rivoluzionaria della società, nel socialismo-comunismo
Dal 9° Congresso ad oggi è stato confermato che non esiste nessun problema che ha a che fare con la gioventù che non sia legato al problema politico del paese, alla proprietà privata e capitalista dei mezzi di produzione, all'anarchia della produzione capitalistica. La disoccupazione come fenomeno sociale del sistema, le barriere di classe nel campo dell'istruzione, la diffusione del lavoro flessibile e senza sicurezza sociale, l'assenza di tempo libero e di educazione fisica, le droghe, la distruzione dell'ambiente, delle foreste e delle coste, il degrado culturale, sono in diretta relazione con i grandi profitti dei capitalisti e la mercificazione di tutto, con l'appropriazione individuale della vasta ricchezza sociale prodotta.
Il capitalismo è marcio. I giovani non hanno nulla di buono da aspettarsi, solo il peggioramento dell'istruzione, del lavoro e della vita in generale. La brutalità del capitalismo assume forme nuove. Nessun intervento statale e nessuna politica alternativa di gestione del sistema può liberare l'uomo dalla crisi di sovrapproduzione che comporta una grande distruzione delle forze produttive e soprattutto che condanna l'uomo ad un sempre maggior aumento della disoccupazione. Lo proviamo con l'attuale crisi capitalistica: licenziamenti, tagli salariali, aumento degli orari di lavoro, infortuni sul lavoro con molte vittime giovani, abbandono scolastico, aumento della percentuale di studenti che lavorano. In realtà, alla gioventù stanno togliendo tutte le conquiste che i lavoratori hanno ottenuto nelle generazioni precedenti: l'orario stabile, le otto ore di lavoro, la sicurezza sociale, i Contratti Collettivi. Questi diritti sono stati conquistati con lotte di classe molto dure e sotto l'influenza del socialismo dell'URSS e dell'Europa centrale e orientale.
L'ideologia borghese, il riformismo, l'opportunismo e tutti i loro sostenitori cercano in ogni modo e con ogni mezzo di propaganda di nascondere la realtà, benché si presentino come "amici del popolo". Cercano di convincere che il sistema può superare le contraddizioni e raggiungere la prosperità sociale con il "sacrificio di tutti". Tuttavia, i profitti esistevano prima della crisi, così come esistono oggi, perché vi è sfruttamento.
Sia a livello internazionale sia nel nostro paese, si va parlando del "socialismo del XXI secolo", che rimuove l'essenza del socialismo, vale a dire la proprietà collettiva dei mezzi di produzione concentrati, la pianificazione centrale e il controllo operaio. Creano confusione sui problemi della costruzione del socialismo nel XX secolo, liquidano ciò che ha portato all'eliminazione dello sfruttamento e abbracciano ciò che ha distrutto le nuove relazioni socialiste.
La vittoria della controrivoluzione pone degli ostacoli e il popolo ha difficoltà a comprendere che esiste un altro cammino, che deve avvenire un cambio a livello di potere politico. Che questa prospettiva non solo è necessaria e obbligatoria, ma anche realistica. La percezione dominante continua a essere quella che si possono avere cambiamenti radicali all'interno del sistema, senza conflitto per il suo rovesciamento, cioè senza una rivoluzione sociale e politica. Dominano la paura e il fatalismo, la soluzione individuale, anche temporanea, il compromesso, la logica del "pragmatismo" contro le reali potenzialità di migliori condizioni di vita.
Tuttavia, si è ridotta la capacità del sistema capitalista di fare alcune concessioni, sotto pressione o per necessità di controllo del movimento, concessioni che successivamente si riprende sempre con maggiori benefici per i profitti del grande capitale e monopoli. Non dobbiamo vedere solo gli ostacoli e le difficoltà materiali, ma anche le potenzialità che si vanno accumulando. La lotta sindacale può creare difficoltà alla politica dominante e limitarne le conseguenze. Naturalmente, la soluzione ai problemi senza il cambiamento radicale politico e sociale non è fattibile.
Oggi, l'acuirsi delle contraddizioni e della crisi stessa del capitalismo indipendentemente dalle conseguenze contraddittorie nella coscienza dei giovani ha reso più matura che mai la necessità della collettivizzazione dei mezzi di produzione, la loro funzione in base alla pianificazione centrale nazionale, sotto il controllo operaio. Solo così si può risolvere il problema della disoccupazione, in modo che tutti i lavoratori abbiano un posto fisso e stabile, una vita con diritti, senza lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. Questa è l'essenza dell'uscita alla quale chiama il KKE, il cammino per il socialismo-comunismo.
Questa grande opportunità, viene calunniata dalle forze borghesi e dall'opportunismo da oltre due decenni, dopo il rovesciamento del socialismo. Oggi, questi sforzi sono più intensi nei confronti delle nuove generazioni, che a causa della loro età ignorano i risultati dei paesi socialisti e i fatti storici. I giovani subiscono le conseguenze della propaganda anti-socialista e anti-comunista.
In tutta Europa e nel nostro paese abbiamo assistito alle manifestazioni di anticomunismo in occasione dei 20 anni di celebrazione della caduta del muro di Berlino, dello stravolgimento del ruolo storico dell'URSS e del fattore popolare nella Vittoria Antifascista. Le forze sociali e politiche che oggi festeggiano sono quelle che hanno alimentato il fascismo, la deviazione dal sistema parlamentare borghese, la guerra, il cambiamento delle frontiere e gli interventi: sono gli industriali, gli armatori, i banchieri, il loro personale politico, la socialdemocrazia, gli opportunisti e coloro che hanno accantonato la lotta di classe.
Abbiamo già una triste esperienza delle parole usate per rovesciare il sistema socialista: "libertà", "coesistenza pacifica dei paesi", "prosperità sociale", "progresso", "democrazia pluralista".
Questi slogan borghesi si sono trasformati in nuove guerre imperialiste e bagni di sangue in Jugoslavia, Africa, Medio Oriente, Palestina, Iraq e Afghanistan, citando una piccola parte del vasto catalogo dell'orrore. Gli slogan si sono trasformati in nuove misure di repressione e violenza di stato, nella limitazione delle libertà individuali e dei diritti sociali. Hanno determinato brutale sfruttamento, ruberie, distruzione e depauperazione dell'ambiente, perdita di conquiste e regressi conservatori in una serie di paesi, nel consolidamento della dittatura dei monopoli, aprendo le porte dell'inferno agli immigrati e ai rifugiati politici.
La necessità e il carattere realista del socialismo esistono e si rafforzano, indipendentemente dalle battute d'arresto temporanee nell'evoluzione sociale, indipendentemente dai rapporti di forza nel nostro paese e a livello internazionale, indipendentemente dal fatto che in qualche parte del pianeta si stia già sviluppando o meno una nuova società. Anche il capitalismo, che ha sostituito i rapporti feudali di sfruttamento, con un nuovo tipo di sfruttamento, ha avuto battute d'arresto e fallimenti, fino a diventare dominante. Le temporanee battute d'arresto nello sviluppo sociale non sono un fenomeno nuovo.
Il socialismo è la soluzione finale alla contraddizione primaria che viviamo: tra il costante aumento della socializzazione del lavoro da un lato e l'espropriazione individuale della ricchezza prodotta dall'altro. Il socialismo-comunismo è la fine dello sfruttamento, non la sua sostituzione con un nuovo tipo di sfruttamento. L'esperienza storica della costruzione del socialismo ha dimostrato che la lotta di classe continua, in quanto la classe sfruttatrice non si rassegna alla sua sconfitta e viene supportata dall'imperialismo internazionale. E' necessaria la conoscenza scientifica delle nuove condizioni, delle nuove tendenze in formazione, in modo che prevalga un sistema storicamente nuovo, che elimini definitivamente la proprietà individuale dei mezzi di produzione.
E' evidente, per la ferocia con la quale la borghesia sta attaccando, che la crisi porta pericoli per la plutocrazia e speranze per i popoli che possono aprire la via al dominio delle forze rivoluzionarie nel conflitto con le forze borghesi, per la transizione al socialismo-comunismo.
La nostra epoca è l'epoca del passaggio dal capitalismo al socialismo.
E' un fatto oggettivo, che non dipende dai rapporti di forza. Tuttavia, non si può costruire nessun futuro senza la consapevole azione umana.
La rinascita del movimento, la crescita della lotta di classe presuppongono la rivalutazione della prospettiva del socialismo-comunismo, la presa di coscienza di uno sbocco reale e della propria forza da parte della classe lavoratrice e della gioventù.
Il futuro della gioventù non rientra nel quadro del capitalismo, si può conquistare solo attraverso la lotta della classe operaia per la costruzione della sua società. Il rafforzamento del KKE e della KNE è il fattore fondamentale per far si che la lotta per il socialismo sia all'ordine del giorno.
Il KKE si rivolge anche alle forze sociali che sono legate alla proprietà individuale limitata dei mezzi di produzione, ai contadini poveri, agli strati piccolo-borghesi della città con redditi bassi, a tutti coloro inoltre che sono danneggiati dai monopoli e dal loro stato. Il KKE ha elaborato una politica sull'alleanza della classe operaia con tali forze, nel Fronte Democratico Antimperialista e Antimonopolista, che non implica l'accordo su tutta le strategia del KKE, sulla sua visione della rivoluzione e della costruzione socialista. Il Fronte richiede una lotta unitaria contro i monopoli, i loro governi e le loro alleanze politiche interstatali (UE, NATO), la lotta per il potere e l'economia popolare, così come descritto nella Risoluzione del 18° Congresso del Partito. Sul piano del potere, non esiste soluzione alternativa al potere popolare
La risoluzione del 18° Congresso sulle cause della vittoria della controrivoluzione, l'arricchimento della nostra prospettiva programmatica sul socialismo, che integra le conclusioni sulla costruzione del socialismo, è un'arma importante e indispensabile per l'azione della nostra Organizzazione. Tutta l'azione della KNE segue questa strategia, sotto la guida del KKE.
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