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Intervista a Socrates Fernandez, nuovo Segretario Generale dei CJC
 
Collettivi dei Giovani Comunisti di Spagna (CJC) | tintaroja.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
27/03/2013
 
Tinta Roja e Unidad y Lucha
 
Hai militato per anni nei CJC di Castiglia e Leon, qual è stata la tua esperienza e come avete vissuto lo sviluppo dei CJC in questi ultimi tempi?
 
La mia esperienza è stata pienamente positiva, cominciando a militare nel 2008 in una organizzazione locale dei CJC a quel tempo piccola, che a poco a poco ha guadagnato prestigio e capacità di incidere politicamente tra le masse, in particolare nel movimento operaio e dopo nel movimento studentesco. Negli ultimi due anni il salto quantitativo è stato molto importante, con una crescita esponenziale unita allo sviluppo qualitativo, formando Comitati Intermedi di direzione in quasi tutto lo stato e guadagnando posizioni nei fronti attraverso un deciso e pianificato intervento politico.
 
Come vedi il futuro della gioventù comunista nei prossimi anni? Quali sono le sfide che devono affrontare i CJC in questo nuovo periodo?
 
Per la Gioventù Comunista vedo nel prossimo periodo un futuro promettente. La situazione della gioventù operaia e di estrazione popolare è critica e la sfida dei CJC sarà, insieme al partito, quella di svolgere un lavoro fondamentale nei settori giovanili. Si tratta di un lavoro che nelle nostre tesi dell'8° Congresso abbiamo definito di accumulo delle forze in senso di classe, dotando le grandi masse giovanili di un'organizzazione nell'ambito del progetto strategico del Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo.
 
Il 9° Congresso del PCPE ha rappresentato una svolta storica delle posizioni importanti e decisamente leniniste per tutto il Movimento comunista spagnolo. In che modo l'8° Congresso dei CJC si aggiunge a questa tendenza?
 
Nella pratica, come CJC abbiamo partecipato fin dal primo momento al congresso del partito. Le nostre tesi del 7° Congresso avevano una caratterizzazione simile a quella che il partito aveva prima del 9° Congresso, ma il nostro profondo legame con il partito come sua organizzazione giovanile ha fatto si che applicassimo le tesi del 9° Congresso del PCPE anche prima della celebrazione del nostro 8° Congresso, che si è messo in linea con il partito sviluppando elementi di discussione e di lavoro nelle espressioni giovanili del Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo.
 
Una delle scommesse più chiare che escono dall'8° Congresso dei CJC è la "settorializzazione", che cosa significa esattamente?
 
Significa organizzare la Gioventù Comunista sulla base del contatto reale con le masse giovanili, intervenendo nei conflitti in modo diretto e collegato al carattere comune della lotta di classe. Significa avanzare nell'organizzazione di collettivi settoriali fondamentalmente nei centri di studio e nei luoghi di lavoro, oltre a rafforzare il ruolo del collettivo territoriale nei quartieri, con tutta una serie di funzioni che si sviluppano nella tesi 3 dell'8° Congresso .
 
Uno dei principali accordi con maggior peso che esce da questo Congresso è il rafforzamento "per una maggiore bolscevizzazione" dei CJC. Che cosa significa, come si rendono più bolscevici i CJC?
 
Quando facciamo riferimento a una maggiore "bolscevizzazione" dei CJC, intendiamo un adattamento politico-organizzativo alla grande crescita dell'organizzazione. Il Congresso ha deciso di estendere il Comitato Centrale a 21 membri e l'istituzione di un Ufficio Politico per sviluppare il dibattito da approvare nel plenum del Comitato Centrale. Ha deciso anche la creazione di una Segreteria, che avrà compiti esecutivi per attuare le decisioni degli altri due organi politici della Gioventù Comunista.
 
Quali sono, a parte ciò che è stato già detto, i progressi più importanti decisi nel 8° Congresso?
 
A parte la settorializzazione, che abbiamo già commentato, la necessità di un intervento di massa più audace, più cosciente e con l'obiettivo di organizzare ampie masse giovanili. In questo senso si pongono orientamenti generali per il movimento operaio, sempre insieme al partito, si approfondisce il movimento studentesco e si sviluppa un nuovo elemento nel lavoro futuro dei CJC, che è il Movimento di Quartiere, attraverso delle Assemblee di Giovani, come espressione giovanile di quartiere del Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo.
 
Negli ultimi mesi abbiamo visto come si sono polarizzate le posizioni del riformismo (e delle loro organizzazioni: PCE-IU-UJCE) e quelle rivoluzionarie nel movimento comunista nel paese. A tuo giudizio, quali sono le differenze fondamentali tra di loro? E perché è necessario combattere i discorsi riformisti? Si potrebbe dire che siamo davanti al lungo scontro tra menscevichi e bolscevichi?
 
Fondamentalmente, questo è il confronto storico tra riforme e rivoluzione. L'opportunismo mira a svolgere un determinato ruolo, come "gamba sinistra" del sistema di dominazione borghese non scontrandosi in nessun momento con il potere dei monopoli, ma indicando la possibilità di una gestione più umana del capitalismo.
 
Per questo, il Partito Comunista e la Gioventù Comunista mai andrà a creare nella classe operaia e nel popolo illusioni riformiste o promesse che non può soddisfare, scontrandosi ideologicamente con quei discorsi che cercano di portare la classe operaia ad una politica di riconciliazione con la borghesia.
 
Il capitalismo nella sua fase imperialista attuale, tende alla reazione in tutti i campi. Come incide questa realtà sui CJC e il PCPE? Come affronteranno la montante repressione poliziesca di questi ultimi anni?
 
In ogni nuovo conflitto di qualsiasi tipo, l'organizzazione comunista acquisisce ricche esperienze che servono per analizzare correttamente la situazione presente per poter affrontare meglio i pericoli a venire. Pertanto, la protezione dei comunisti non sono altro che la classe operaia e i settori popolari. Se il progetto del PCPE e dei CJC continua ad avanzare nei suoi legami con le masse, per l'apparato repressivo dello Stato borghese sarà molto difficile colpirci, dato che la miglior difesa dell'avanguardia comunista non può essere altro che il proletariato combattente e organizzato attorno al suo Partito Comunista.
 
Nel campo delle relazioni internazionali con le altre gioventù comuniste sorelle, come si pongono i CJC nel rafforzamento del polo marxista-leninista internazionale? Quale sarà il ruolo del CJC in questo ambito?
 
Il coordinamento tra le Gioventù Comuniste, in questa nuova fase sono cruciali. Come CJC, anche se una piccola organizzazione tuttavia, siamo riusciti ritagliarci uno spazio proprio nel mondo delle relazioni internazionali, grazie alla nostra fermezza e chiarezza ideologica, che ha portato al fatto che alcuni distaccamenti giovanili, ci assumono come riferimento al momento di orientare le loro lotte.
 
Questo è vero e credo che nel Congresso si è potuto vedere, ora ci tocca fare un altro passo avanti, assumendo compiti organizzativi (per esempio abbiamo proposto di organizzare quest'anno il X Incontro Europeo delle Organizzazioni Giovanili Comuniste) e destinando sforzi, nel lavoro con le differenti gioventù sorelle, con l'obiettivo di conquistare uno spazio di avanzamento collettivo nelle posizioni politiche che ci consentano di avere un'unità sempre più forte e aggiungere sempre più organizzazioni che, con il nostro esempio di lotta e di fermezza così come quella delle nostre organizzazioni sorelle, si uniscano alle posizioni coerenti del marxismo-leninismo.
 
I compiti nell'immediato sono creare il quadro dove, con il dibattito, si possano eliminare le posizioni superate aiutando a chiarire ideologicamente molte organizzazioni giovanili e iniziare a separare il grano dal loglio, creando un nucleo evidente di organizzazioni giovanili coerentemente comuniste che possano essere di riferimento svincolandosi da quelli che dietro la retorica possono offrire solo il peggio del riformismo.
 
Passando ora alle questioni più concrete, compagno, quali sono i principi che guidano la tattica e la strategia dei CJC nel movimento studentesco d'ora in avanti?
 
La nostra strategia per il movimento studentesco è integralmente legata alla strategia generale della costruzione del Fronte Operaio e Popolare per il Socialismo. In questo senso, il ruolo della gioventù di articolare la massa studentesca di estrazione operaia e popolare all'interno del FOPS è essenziale. Puntiamo sulla costruzione di un sindacato studentesco a livello statale che ci permetta di aumentare il livello di lavoro e combattività degli studenti, che ci permetta di condurre le lotte di ogni centro di studi contro le misure di privatizzazione e tagli del capitale. Questo sindacato non è una realtà oggi, ma mediante l'impegno, il lavoro e la lotta faremo che lo sia.
 
L'estate scorsa ti abbiamo ascoltato leggere la dichiarazione di solidarietà con i minatori in sciopero a L'Avana, con i compagni dell'Unione della Gioventù Comunista di Cuba. Qual è il cammino da seguire nel movimento operaio?
 
Il cammino dell'intervento dei comunisti va nel senso di dotare la classe operaia degli elementi organizzativi per lo scontro di classe. I Comitati per l'Unità Operaia nascono con lo scopo di unire la classe operaia e organizzarla per l'elevazione delle sue lotte economiche in lotte di carattere politico con l'obiettivo strategico della consecuzione del socialismo.
 
Sul piano giovanile, come CJC abbiamo celebrato nel gennaio 2012, la I Assemblea di Quadri del Movimento Operaio, in cui si analizzano i settori giovanili dove i CJC devono intervenire per organizzare la gioventù operaia, tanto nei CUO come proprio nella Gioventù Comunista.
 
Il PCPE e i CJC puntano sul lavoro e la lotta di massa. Secondo te, che cosa allontana un comunista dalla classe operaia e dal popolo, e come ci avviciniamo?
 
Sono due le questioni che possono allontanare un comunista dalla classe operaia. La prima il collocarsi in una posizione di retroguardia, non mettendosi un passo in avanti per diventare un referente nel suo centro di studio, di lavoro o di quartiere nell'organizzazione della classe operaia e dei settori popolari così come nella lotta politica contro il capitalismo. La seconda questione parte da una errata interpretazione del carattere d'avanguardia dell'organizzazione comunista, separandosi completamente dalle masse per cadere in una teorizzazione che non fa avanzare le posizioni combattive della classe.
 
Questi sono approssimativamente i due elementi che allontanano il militante comunista da un corretto e audace intervento di massa.
 
Infine, compagno, sappiamo che il momento attuale è di accumulazione di forze verso la crisi rivoluzionaria, ma volevo chiederti, come vedi questo prossimo periodo di lotta di classe, cosa ci farà compiere con successo i nostri obiettivi e come raggiungeremo questo momento di crisi rivoluzionaria?
 
Il prossimo periodo sarà duro, la tendenza alla reazione del capitalismo in crisi si caratterizzerà dal tentativo dall'oligarchia di recuperare la sua quota di profitto, che si tradurrà in maggiore sfruttamento della classe operaia e salari da miseria, portando il prezzo della forza lavoro anche al di sotto del suo costo di riproduzione.
 
La classe operaia è in guerra, in guerra contro l'oligarchia e il potere dei monopoli e il successo dei nostri obiettivi sta nello sviluppare le condizioni soggettive nel nostro paese, dando alla classe operaia il suo Stato Maggiore per la rivoluzione, che non è nient'altro che il Partito Comunista.
 
 

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