www.resistenze.org - pensiero resistente - gioventù comunista - 27-01-15 - n. 528

La necessità dell'organizzazione di fronte alla repressione

Álvaro C. | tintaroja.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

26/01/2015

Noi CJC [Collettivi dei Giovani Comunisti, ndt] non ci diamo una forma organizzativa casualmente. Il modello dell'organizzazione leninista, seguito dai progetti comunisti in tutto il mondo, ha una basse molto importante nella difesa di fronte agli attacchi che lo Stato borghese esercita contro le organizzazioni a carattere rivoluzionario. Così, nella fase attuale del capitalismo, nella quale vengono colpite le realtà combattive, è di vitale importanza avere una struttura interna coesa, in modo che se dovesse cadere una parte dell'organizzazione, in nessun momento si riuscirebbe a tirare giù l'intera struttura e l'organizzazione continuerebbe a funzionare.

Le classi dominanti negli ultimi anni hanno scatenato una campagna anticomunista su scala mondiale di proporzioni mai viste da molti anni. Nel nostro paese i casi di repressione aumentano in maniera esponenziale. Negli ultimi giorni, abbiamo appreso della sentenza sul caso del giovane madrileño Alfon che affronta due condanne penali rispettivamente di 1 e 4 anni, nello scenario generale dell'attacco dello Stato borghese agli elementi più coscienti della società. Ed anche del pestaggio dei lavoratori della Coca-Cola per essersi opposti alla dismissione della fabbrica.

I casi di repressione ai danni di militanti sono tanti e la nostra organizzazione non ne è esente. Noi del PCPE e dei CJC abbiamo subito sulla nostra pelle gli attacchi dello Stato negli anni recenti. Nel giugno del 2011 furono detenuti cinque compagni asturiani e il 1 dicembre di quello stesso anno tre compagni catalani affrontarono un processo farsa, tutti sottoposti ad accuse false che non arrivarono da nessuna parte. Nonostante siano state situazioni dolorose per noi, abbiamo saputo affrontarle come la situazione richiedeva. Il partito e la gioventù hanno agito all'unisono in tutto il paese esigendo l'assoluzione per tutti i nostri compagni e chiedendo la solidarietà necessaria in queste occasioni. La vittoria ottenuta non sarebbe stata possibile senza gli elementi qui citati, senza la pressione esercitata in tutto il paese da parte dell'organizzazione, agendo in quei momenti difficili in maniera totalmente organizzata e con obiettivi ben definiti.

Ogni azione nella quale partecipiamo noi comunisti è governata dal criterio di raggiungere la massima efficacia possibile in difesa degli interessi del proletariato e dei settori popolari, e la nostra forza si appoggia ad essi. Di fronte ad ogni colpo del nemico, di fronte ad ogni caso di repressione, l'organizzazione attiva immediatamente la lotta delle masse attorno a sé. L'obiettivo: far pagare al nemico di classe il più alto prezzo politico possibile, grazie a quei legami essenziali con le masse. Ciascun episodio di repressione dev'essere spiegato come la manifestazione della natura di classe dello Stato, denunciandolo come strumento del dominio e dell'oppressione capitalista, portando a termine questa lotta ideologica contro il capitalismo.

Di fronte a tutte queste situazioni acquista ancor più importanza il centralismo democratico, colonna vertebrale della vita organizzativa del progetto e che esplica l'unità dialettica tra il centralismo e la democrazia. Tanto la direzione quanto la struttura e la linea politica dell'organizzazione, sono frutto della responsabilità collettiva della stessa, con tre principi molto chiari: direzione collettiva, principio di critica e autocritica e principio di disciplina cosciente.

La ferrea organicità del partito e il centralismo democratico acquisiscono un'importanza eccezionale in periodi complicati come la clandestinità. Ci riferiamo a quelle situazioni difficili e avverse nelle quali la struttura resta operativa, nelle quali se cade una cellula i compagni sono consapevoli dell'importanza di restare fedeli al progetto e di non dover concedere "ni un tantico asì" ai nemici, nelle quali siamo coscienti che in questo modo il progetto continuerà ad avanzare, mentre si riprende dall'attacco subito per mano dello Stato.

L'importanza della sicurezza in tutti gli aspetti della nostra vita, sia personale che militante, è estrapolabile dal contesto storico nel quale viviamo, come vedevamo prima. Dobbiamo capire che la necessità di organizzarsi torna ad essere imperante, poiché il rischio di subire la repressione sulla nostra pelle diminuisce se la nostra azione è di carattere collettivo. Solamente assumendo e interiorizzando l'importanza del centralismo democratico come strumento del Partito comunista di fronte agli attacchi esterni, e conservando la nostra fermezza, serrando le nostre file mentre combattiamo storicamente e avanziamo verso il rafforzamento del Partito comunista, sarà possibile vincere la repressione dello Stato capitalista.


Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.