www.resistenze.org - pensiero resistente - gioventý comunista - 22-02-21 - n. 780

La lotta contro l'UE deve essere ancorata alla lotta per il socialismo-comunismo

Peoples Dispatch | peoplesdispatch.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

12/02/2021

Il Movimento della Gioventù Comunista dei Paesi Bassi, discutendo della situazione che affligge le masse del paese nelle condizioni di crisi capitalista sempre più acuta, affermano che la lotta è l'unica via d'uscita dalla crisi

Nel contesto di una crescente crisi politica e sociale nei Paesi Bassi, Peoples Dispatch parla al Movimento della Gioventù Comunista (CJB) per comprendere la loro analisi riguardo la situazione politica e sociale, tra cui le dimissioni del governo del primo ministro Mark Rutte, le molteplici implicazioni della crisi da COVID-19, i diritti dei lavoratori e la campagna in corso per aumentare il salario minimo. Il CJB è stato fondato nel settembre 2003 come organizzazione giovanile del Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi (NCPN).
                 
Peoples Dispatch (PD): Il primo ministro Rutte e tutto il suo gabinetto si sono dimessi il 15 gennaio 2021. Come interpretate le loro dimissioni? Le dimissioni del governo ostacoleranno la lotta del paese contro il COVID-19?

Movimento Giovanile Comunista (CJB): Il governo si è dimesso a causa del contraccolpo a seguito del cosiddetto "affare delle indennità", che noi chiamiamo scandalo. In questo scandalo, 26.000 famiglie che avevano diritto a un'indennità per la cura dei bambini sono state ingiustamente accusate di frode. Questi genitori hanno dovuto restituire cifre spropositate, spesso decine di migliaia di euro. C'è anche un elemento razzista nello scandalo, poiché le autorità fiscali applicano il profiling razziale. Migliaia di famiglie hanno contratto un debito insostenibile e hanno vissuto in povertà per anni a causa di questo scandalo.

La narrazione sostenuta dal governo e dai media è che il governo ha assunto la "massima responsabilità politica". La realtà è, tuttavia, che le dimissioni sono solo simboliche poiché le prossime elezioni nei Paesi Bassi avranno luogo tra due mesi. Le dimissioni del governo sono in realtà una mossa strategica dei partiti borghesi. Si prendono la "responsabilità" ora, così il nuovo governo può iniziare con una "tabula rasa" (qualunque sia la composizione del nuovo governo). Allo stesso tempo, le dimissioni permettono ai partiti borghesi di concentrarsi sulle pseudo liti tra loro alimentando il circo politico da campagna elettorale.

La classe operaia olandese ha davanti a sé un momento difficile. La pandemia è accompagnata da una grave crisi economica capitalista. Dopo le elezioni, il nuovo governo borghese cercherà di scaricare il peso della crisi sulla classe operaia. Per questo diciamo che non c'è motivo di celebrare le dimissioni del governo. Scandali come questo sono solo sintomi di un sistema disumano, il capitalismo. Solo attraverso la lotta dei lavoratori contro questo sistema barbaro si possono stabilire e difendere i diritti sociali.

Il governo dimissionario è autorizzato a prendere misure relative alla pandemia. Pertanto, non ci sono conseguenze immediate per la lotta contro il coronavirus.

PD: Qual è l'impatto della pandemia di COVID-19 nei Paesi Bassi e quanto è stato efficace il governo nel mitigare la crisi sanitaria e sociale. Quali sono gli ultimi aggiornamenti sulle vaccinazioni COVID-19 nel paese?

CJB: Purtroppo, il modo in cui il governo olandese gestisce la pandemia è disastroso. Il governo non era minimamente preparato all'emergenza sanitaria e ha fatto troppo poco e troppo tardi. Per esempio, quando il virus si stava già diffondendo nei Paesi Bassi e la situazione in Italia si stava aggravando, il consiglio ufficiale del governo olandese era ancora solo di non stringere le mani e di lavarsele regolarmente.

Attualmente è in vigore un lockdown iniziato a metà dicembre e che doveva durare fino al 9 febbraio, ma è stato appena esteso al 2 marzo. Le scuole e i negozi non essenziali sono chiusi. Il governo ha anche invocato un coprifuoco dopo le 21:00, a partire dalla settimana scorsa. Tuttavia, fabbriche, centri di commerciali e altri grandi luoghi di lavoro continuano a funzionare, spesso senza le necessarie misure sanitarie. Fin dall'inizio, il governo ha dato la priorità ai profitti capitalistici rispetto al benessere della popolazione. Il governo sta pompando miliardi nelle aziende per salvaguardare i profitti capitalisti, mentre decine di migliaia di lavoratori vedono scomparire i loro posti di lavoro. Inoltre, constatiamo che il governo usa la pandemia come pretesto per approvare leggi che limitano i diritti democratici.

La mancanza di preparazione per una pandemia si è rivelata nella carenza di personale sanitario, di posti letto in terapia intensiva, e durante i primi mesi anche di dispositivi di protezione. Questa situazione è stata di fatto creata dai governi che si sono succeduti e che hanno indebolito il sistema sanitario con tagli e privatizzazioni. Per esempio, la quantità totale di letti ospedalieri nei Paesi Bassi è scesa del 21% tra il 2003 e il 2017 e molti ospedali sono stati chiusi negli ultimi anni perché non erano redditizi.

Fino ad ora, oltre 13.000 persone sono morte a causa del coronavirus nel nostro paese. I Paesi Bassi sono stati l'ultimo paese dell'UE a iniziare il programma di vaccinazione il 6 gennaio.

PD: Cosa può dirci delle proteste contro il coprifuoco notturno in tutta Olanda, con diffusi casi di violenza. Chi sono questi manifestanti?

CJB: Il governo olandese ha emesso un coprifuoco notturno il 23 gennaio, allo scopo di ostacolare la diffusione del virus, specialmente la variante inglese che sembra diffondersi più velocemente. Ci sono state proteste e rivolte in varie città contro il coprifuoco e ne sono attese altre. Queste proteste sono alimentate da preoccupazioni ma anche da teorie cospirative sul virus e dalla crescente repressione statale. Elementi di estrema destra giocano un ruolo importante nelle rivolte violente.

L'influenza delle teorie cospirative è aumentata l'anno scorso. Il governo olandese è in parte responsabile di questo, a causa delle sue posizioni contraddittorie. Per esempio, il governo ha sostenuto per mesi - contrariamente all'OMS - che non c'era bisogno di indossare le mascherine facciali perché non c'era "alcuna prova che funzionino contro il coronavirus", ma in seguito le mascherine sono diventate obbligatorie negli spazi pubblici al chiuso. Un altro esempio: ai lavoratori dell'assistenza agli anziani era stato indicato di non indossare mascherine. Più tardi si è rivelato che questa direzione era basata sulla carenza di mascherine, negata in precedenza. Tali contraddizioni hanno rafforzato le teorie cospirative, promosse anche da organizzazioni di estrema destra (compreso il partito FvD), anche se ovviamente non tutte le persone influenzate dal pensiero cospirativo sono estremisti di estrema destra.

Detto questo, molte persone sono giustamente preoccupate per le conseguenze negative dell'isolamento di lunga durata (ad esempio per gli effetti sulla cura sanitaria regolare). Questo è, tuttavia, un risultato della risposta inadeguata e tardiva del governo.

Inoltre, c'è effettivamente una tendenza a limitare i diritti politici e ad aumentare la repressione. Una tendenza che esisteva già prima della pandemia. Per esempio, ci sono proposte che permetterebbero al governo di proibire le organizzazioni politiche senza una sentenza di un tribunale o di estendere la dotazione di armi agli ufficiali addetti alla prevenzione (CSO). Le rivolte non combattono questa tendenza perché sono dirette contro le misure di salute pubblica. Il problema non è il lockdown o il coprifuoco, ma che misure così severe dovrebbero essere accompagnate da misure altrettanto drastiche contro le infezioni nei luoghi di lavoro (che spesso operano senza le necessarie misure sanitarie) e da misure per rafforzare il sistema sanitario.

PD: Quanto è stata disastrosa la pandemia per la classe operaia olandese? Qual è l'impatto sui giovani e gli studenti in tutto il paese?

CJB: La vita della classe operaia e dei giovani nel nostro paese è cambiata molto dopo la pandemia. Molti hanno perso il lavoro, specialmente quelli che lavorano per le agenzie di somministrazione e i lavoratori con altre forme di contratti di lavoro flessibili. Altri lavorano da casa, cosa che purtroppo è spesso usata dai datori di lavoro per aumentare l'intensità del lavoro e per confondere i confini tra tempo privato e tempo di lavoro. Gli operatori sanitari sono molto sotto pressione. Gli studenti (di tutti i livelli di istruzione) spesso seguono la didattica a distanza e affrontano grandi difficoltà e incertezze. La maggior parte degli studenti dei cicli superiori sono in ritardato nei loro studi, mentre continuano a pagare le tasse universitarie e il costo del loro sostentamento (a volte anche l'affitto). Inoltre, in molti patiscono gli effetti psicologici delle restrizioni in quanto soffrono della prolungata mancanza di accesso alla cultura, allo sport, all'intrattenimento e, naturalmente, all'interazione fisica con gli amici.

È importante, tuttavia, tenere a mente che questi cambiamenti non hanno origine solo dalla pandemia, ma anche nella tardiva e debole reazione del governo nel fronteggiarla, tra lockdown e l'attuale crisi economica capitalista.

La chiamiamo "crisi economica capitalista" e non "crisi da coronavirus", perché l'economia mondiale stava già affrontando la stagnazione, e i segni di una nuova crisi economica erano già visibili prima che COVID-19 emergesse. La causa di fondo della crisi economica risiede nelle contraddizioni del sistema capitalista stesso, la sovraccumulazione di capitale. Naturalmente, la pandemia e le misure adottate hanno accelerato lo scoppio della crisi economica e amplificato i suoi effetti. Il fatto che stiamo già affrontando la terza crisi economica capitalista del XXI secolo evidenzia la necessità di una diversa organizzazione dell'economia e della società. Evidenzia la necessità della lotta contro il capitalismo.

PD: Quali sono le proposte del Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi (NCPN) e della CJB verso le elezioni parlamentari previste per il 17 marzo?

CJB: Il 17 marzo ci saranno le elezioni per la Camera dei Rappresentanti. Il NCPN attualmente non è rappresentato in Parlamento. Il NCPN non parteciperà a queste elezioni, perché richiedono molte risorse che non possiamo, in questa fase, destinarvi. Tuttavia, la crescita costante del NCPN e della CJB negli ultimi anni ci permette di essere ottimisti sulla possibilità di partecipare a future elezioni. Per ora, la nostra attenzione si concentra sul rafforzamento del NCPN e del CJB, e sul miglioramento del nostro lavoro nel movimento operaio, nel movimento studentesco e in altri movimenti sociali.

Rafforzare il movimento operaio e perfezionare la linea di lotta orientata alla classe è della massima importanza. La classe operaia sta già sperimentando le conseguenze dell'attuale crisi economica capitalista. Indipendentemente da quali partiti costituiscano il prossimo governo, il nuovo esecutivo cercherà di far ricadere il peso della crisi economica sulla classe operaia, mentre le grandi imprese ricevono miliardi. "La lotta è la via d'uscita dalla crisi", è uno dei nostri slogan, poiché la lotta sarà l'unico modo per la classe operaia di difendere e avanzare i propri interessi e i propri diritti.

Pertanto, non appoggeremo qualche altro partito in queste elezioni. I partiti partecipanti sono partiti borghesi che cercano di gestire il sistema capitalista, nonostante la retorica e la terminologia radicale, anticapitalista o addirittura "marxista" che possiamo trovare nella propaganda di alcuni dei partiti partecipanti.

Il nostro messaggio per le prossime elezioni è che la classe operaia deve rafforzare il proprio partito, il NCPN. È l'unico partito che può portare avanti con coerenza gli interessi della classe operaia e aprire la strada a una società diversa.

PD: Qual è la vostra opinione sul coinvolgimento dei Paesi Bassi nell'Unione Europea (UE) e nella NATO?

CJB: La NATO è la macchina da guerra imperialista guidata dai paesi imperialisti "occidentali". C'è qualche attrito all'interno della NATO, e l'UE sta sviluppando la sua capacità di intraprendere azioni militari senza dipendere dalla NATO e dagli USA (ma anche in cooperazione con loro). La militarizzazione dell'UE, attraverso l'introduzione della Cooperazione Strutturata Permanente (PESCO) e la promozione di un "esercito europeo", è uno sviluppo pericoloso.

L'UE è un'unione imperialista, un'unione che serve l'interesse del capitale europeo in cui la borghesia olandese ha una significativa partecipazione. Le misure prese dall'UE per aumentare la competitività e la redditività dei settori principali del grande capitale hanno avuto effetti devastanti per la classe operaia. Hanno portato al deterioramento dei diritti del lavoro ("flessibilizzazione"), del sistema educativo (ora commercializzato, costoso e sempre più organizzato secondo l'interesse dei datori di lavoro), e del sistema di welfare sociale per il quale i lavoratori del nostro paese hanno combattuto così duramente in passato. Inoltre, l'UE porta avanti politiche anticomuniste.

Nonostante la retorica anti-UE di alcuni partiti di estrema destra e socialdemocratici, la borghesia olandese non ha attualmente alcun interesse in una "Nexit". Nella sua competizione con la Cina, la Russia, gli Stati Uniti e così via, la borghesia olandese vede i suoi interessi meglio serviti dalla partecipazione all'UE. L'UE non può essere riformata in un'unione "giusta", come propongono alcuni partiti socialdemocratici (tra cui il Partito Socialista - SP e il BIJ1 - Together).

Esigiamo che i Paesi Bassi lascino le unioni imperialiste. La lotta contro l'UE dovrebbe essere del tutto ancorata alla lotta per il socialismo-comunismo, senza alcuna illusione che i lavoratori starebbero meglio se fossero sfruttati solo dalla "borghesia nazionale". Questo "euroscetticismo" di estrema destra, sfrutta l'odio giustificato dei lavoratori contro l'UE e cerca di avvelenare la coscienza della gente con vile razzismo e nazionalismo.

PD: Cosa pensate del movimento per fissare a 14 euro il salario orario minimo nei Paesi Bassi?

CJB: L'attuale salario minimo nei Paesi Bassi non è un salario di sussistenza. Rispetto alla maggior parte degli altri paesi del mondo potrebbe sembrare alto, ma con i prezzi olandesi, soprattutto per gli alloggi e i trasporti, nessuna famiglia operaia può permettersi di vivere solo con un salario, neanche se derivante da un rapporto di lavoro a tempo pieno. Già nel 2017, una dichiarazione ufficiale del governo olandese evidenziava che una coppia con un figlio ha bisogno di almeno 1.850 euro al mese per vivere, ma il salario minimo lordo nel 2021 è ancora solo a 1.685 euro al mese!

A causa di questo, milioni di famiglie operaie olandesi sono condannate a una vita in povertà, che è ancora peggio per le madri single e i disoccupati. Inoltre, sempre più lavoratori sono condannati a lavorare senza un contratto permanente o come cosiddetti lavoratori autonomi senza diritti lavorativi. Il movimento per un salario minimo di 14 euro all'ora è giustificato e necessario e noi lo sosteniamo, vi partecipiamo e lo promuoviamo nelle nostre pubblicazioni.

Per molte persone, un taglio di capelli o una corsa in metropolitana verso il centro della città sono lussi che devono essere pianificati con cura, o semplicemente non sono accessibili. I giovani stanno sempre più a lungo presso i genitori perché non possono permettersi un appartamento proprio. Solo negli Stati Uniti la ricchezza è distribuita in modo più ineguale che nei Paesi Bassi. Il 30% più povero della nostra popolazione ha in media un patrimonio netto pari a zero, perché i suoi debiti sono uguali o superiori alla sua ricchezza. D'altra parte l'1% più ricco possiede un terzo di tutta la ricchezza privata.

Questa disuguaglianza mostra la necessità della proprietà sociale dei mezzi di produzione e di un'economia pianificata in base ai bisogni del popolo invece che ai profitti di una manciata di sfruttatori. Mostra la necessità del socialismo-comunismo.


Resistenze.org     
Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support Resistenze.org.
Make a donation to Centro di Cultura e Documentazione Popolare.