www.resistenze.org - pensiero resistente - gioventý comunista - 23-10-23 - n. 879

Organizzazioni giovanili in Israele per un immediato cessate il fuoco

PC d'Israele | https://maki.org.il/en/?p=31289
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

23/10/2023

In una dichiarazione comune sulla rapida escalation nello scontro militare tra Hamas e le forze israeliane, tre organizzazioni giovanili: la Lega dei Giovani Comunisti Israeliani, Mesarvot Network e Gioventù contro la Dittatura, hanno pubblicato domenica quanto segue:

Noi, giovani attivisti anti-apartheid, ci opponiamo fermamente all'uccisione indiscriminata di civili e ai crimini di guerra perpetrati da Hamas e dall'esercito israeliano (IDF). Condanniamo ogni violenza nei confronti di tutte le popolazioni civili nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e in Israele e chiediamo un immediato cessate il fuoco.

Riteniamo esecrabili gli eventi del 7 ottobre, quando bambini, donne e uomini sono stati indiscriminatamente massacrati o rapiti dai militanti di Hamas. Famiglie di tutto il Paese sono state fatte a pezzi e interi villaggi e città del sud hanno dovuto abbandonare le loro case.


32 palestinesi sono stati uccisi domenica in un bombardamento effettuato dagli aerei militari israeliani su diverse aree della Striscia di Gaza (Foto: WAFA)

Mentre noi giovani cresciuti in Israele eravamo tutti terrorizzati per quel sabato 7 ottobre, troviamo abominevoli e terrificanti anche i crimini che Israele sta attualmente commettendo a Gaza: il bombardamento indiscriminato di Gaza, che spazza via intere famiglie e quartieri, distruggendo vite, sogni e infanzie. Respingiamo anche i violenti pogrom perpetrati dai coloni armati in Cisgiordania, sostenuti dall'IDF (forze di difesa israeleiane), che cercano di approfittare di questa orribile guerra per continuare a rubare ancora più terra palestinese nei Territori Occupati e per accelerare la pulizia etnica in corso nell'area dai suoi residenti palestinesi, instillando paura e dolore nelle comunità palestinesi indifese sotto occupazione. Il dolore, la morte e la paura non hanno nazionalità.

Insistiamo sul fatto che questa guerra non è scoppiata dal nulla. Questa guerra, come i precedenti cicli di escalation nella Striscia di Gaza, è il risultato diretto del brutale assedio su Gaza, del continuo uso della politica di "falciare l'erba" utilizzata dall'IDF nella Striscia di Gaza, del violento apparato di occupazione e insediamento israeliano e della politica di divisione e conquista tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania, che il governo israeliano ha propagato rafforzando Hamas e indebolendo l'OLP e minando la sua legittimità come rappresentante del popolo palestinese in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

Siamo disgustati e provati da tutti questi atti, ma ricordiamo che ci sono persone che vivono lo stesso sentimento dall'altra parte della barriera. Sappiamo che la vendetta non è una strategia e che l'occhio per occhio renderà cieco il mondo intero. Insistiamo sul fatto che non esiste una soluzione militare per un problema politico. Solo gli sforzi diplomatici porranno fine all'occupazione, all'assedio e alla violenza. Solo gli sforzi diplomatici potranno portare una pace duratura nella nostra regione.

Le nostre raccomandazioni alle Nazioni Unite riguardo alla situazione attuale sono le seguenti:

1. Fare pressione su entrambe le parti affinché raggiungano un cessate il fuoco immediato, che comprenda la cessazione immediata degli assalti militari di Israele e Hamas e la fine delle punizioni collettive a Gaza e in Cisgiordania.

2. Il rilascio immediato di tutti gli ostaggi e dei prigionieri politici.

3. L'invio rapido di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza.

4. Esigere che Israele ripristini la fornitura di acqua, cibo ed elettricità a Gaza.

5. Condannare tutte le forme di sfollamento forzato, compreso l'ultimo avviso di evacuazione a oltre 1 milione di residenti nel nord di Gaza e la continua pulizia etnica dei palestinesi in Cisgiordania sostenuta dai militari.

6. Chiedere un embargo totale sulle armi a tutte le parti in lotta.

7. Chiedere al governo israeliano di porre fine all'assedio illegale e mortale sulla Striscia di Gaza e all'occupazione illegale della Cisgiordania.

8. Fare pressione su Israele affinché interrompa la sua continua politica di divisione e conquista tra i palestinesi della Cisgiordania e di Gaza.

9. Incoraggiare tutte le parti coinvolte ad avviare negoziati con l'obiettivo dichiarato di raggiungere una pace duratura basata sulla soluzione dei due Stati, su risarcimenti istituzionali e sul diritto al ritorno.


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