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da Granmacubaweb - www.granma.co.cu/2008/02/23/interna/artic03.html
 
Miscela d’ipocrisia e servilismo
 
Arnaldo Musa
 
23/02/2008
 
Con atteggiamento da falso uomo d’onore, “che si fa carico degli errori commessi e impara da quelli”, il direttore della CIA, Michael Hayden, riconosce pubblicamente che due voli dell’Agenzia Centrale di Intelligence, hanno fatto scalo nel 2002 nell’isola Diego Garcia.
 
In tal modo ha riconosciuto la falsità dell’amministrazione statunitense, secondo cui nessun volo di quel tipo aveva toccato il suolo britannico.
 
E’ probabile che con tale dichiarazione cerchino di far credere che Londra non fosse a conoscenza dei dettagli.
 
A sua volta, dopo averlo negato per anni, il Regno Unito ha riconosciuto l’aver appoggiato voli segreti e se n’è scusato. In affanno per eludere la complicità britannica, il primo ministro Gordon Brown ha dichiarato che “Londra non è stata informata correttamente”, mentre il ministro degli Esteri David Miliband, ha dichiarato al Parlamento che “se ne duole davvero” e che l’accaduto è dovuto “alla fiducia in quanto dichiarato dagli Stati Uniti”, circa l’assenza di prigionieri a bordo degli aerei.
 
Per aggirare la questione, il portavoce del Dipartimento di Stato Sean McCormack, ha dichiarato che è tutto causa di un “errore amministrativo” e la segretaria di Stato Condoleezza Rice, ha comunicato al governo britannico che “è sinceramente dispiaciuta per l’accaduto”.
 
Cioè, questi voli si possono fare, basta comunicarlo.
 
Infine, Washington chiariva che “Tra Stati Uniti e Regno Unito continuiamo ad avere una buona cooperazione antiterrorista”. Niente di strano, sapendo della connivenza della Gran Bretagna con la politica genocida condotta dall’attuale amministrazione nordamericana in Iraq ed Afghanistan.
 
Diego García torna così ad essere una pedina nel gioco imperialista di dominazione mondiale, questa volta con il ruolo poco onorevole dall’essere convertita nel 2002 - secondo l’opinione degli analisti citati dal quotidiano canadese Toronto Star - in uno dei centri di tortura voluti da Washington su scala globale.
 
Diego García, è un’isola di appena quarantaquattro chilometri quadrati che è stata strappata più che comprata, dalla Gran Bretagna alle Isole Mauritius, e virtualmente consegnata al Pentagono.
 
Da lì partivano i bombardieri per aggredire i paesi indocinesi negli anni sessanta e settanta, e si preparavano i rifornimenti per le spedizioni nel Golfo Persico, durante la Guerra del Golfo, nel 1990, e più recentemente contro l’Afghanistan e di nuovo contro l’Iraq. Ci sono ancora i B-52 ed aerei da combattimento più moderni, e flotte navali in attesa di ordini d’attacco.
 
Da questa base gli USA vogliono realizzare il proposito di controllare l’Oceano Indiano e garantire l’uscita del petrolio dal Medio Oriente.
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare