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- pensiero resistente - imperialismo e globalizzazione - 07-03-08 - n. 218
L’alternativa militare regionale per la difesa dall’esercito yankee
Pedro Echeverría V. - pedroe@cablered.net.mx
29/02/08
La storia dei governi degli Stati Uniti è una storia di minacce, invasioni e saccheggi in vari paesi, in particolare del Messico e dell’America Latina. Facendo leva sulla sua potenza militare e sui suoi corpi polizieschi di intelligence, tutti i suoi governi, dall’inizio del XIX secolo, tanto democratici quanto repubblicani, si sono dedicati all'espansione mediante pressioni ed invasioni, e contemporaneamente ad inondare i paesi più deboli con merci e capitali per imporre prestiti e pagamenti di interessi. Tutto è avvenuto prima e dopo le due guerre mondiali, che hanno trasformato questo paese nel gendarme del mondo. Oggi il mondo è pieno di basi militari nordamericane collocate strategicamente per minacciare i cinque continenti con una dimostrazione di forza, armamento ed aviazione, tanto sofisticati da poter eliminare in un attimo milioni di esseri umani.
Ma gli USA non sono soltanto una minaccia assassina per il loro potere militare, contano anche su di un apparato ideologico che è il più potente del mondo. Nel XX secolo hanno sviluppato l’industria cinematografica, la radio e la televisione per deformare la storia e costruire un’ideologia a loro immagine e somiglianza, costruendo pure potenti fonti di notizie che distribuiscono a tutti i media del mondo, imponendo così un monopolio che ostacola le altre fonti di informazione.
Il cinema statunitense ha manipolato la mente dei latinoamericani per cambiare la loro cultura e i loro valori, lo stesso hanno fatto la radio e la tv, mentre la stampa riceve le informazioni dalle loro agenzie. Un film yankee non può non difendere gli interessi imperiali, e Televisa, Tv Azteca o Radio Formula da dove prendono le notizie se non dalle loro agenzie stampa?
Perciò mi ha fatto piacere leggere l’articolo di Heinz Dieterich su Rebelion. In quell’articolo spiegava la formazione di un Blocco Regionale di Potere Militare (BRPM) latinoamericano guidato dal presidente brasiliano Ignacio “Lula” da Silva.
Dieterich scrive che “il BRPM è un’alleanza difensiva che nasce, non solo dalla storia nera di duecento anni di aggressione militare di Washington, e dalla tendenza evolutiva della storia mondiale di convertire piccoli Stati nazionali in Stati regionali, ma anche dai concreti preparativi logistici di Washington per garantirsi il petrolio del Venezuela, l’Amazzonia, il bacino acquifero del Guarnì, la separazione delle quattro province secessioniste di Bolivia, dello Zulia del Venezuela e del Guayas dell’Ecuador.
Il ministro della Difesa brasiliano ha dichiarato che la sovranità dell’Amazzonia non è negoziabile. ha avvisato che sarebbe stata difesa con la guerriglia.
I comandanti degli eserciti del Messico e dell’America Latina sono stati tutti orientati negli USA o nella cosiddetta e famigerata “Scuola delle Americhe”. Di fatto, questi eserciti si sono formati con l’ideologia yankee, facendo della cultura latina una nota a margine, quindi non possono essere molto affidabili. Per questo fa piacere leggere Dieterich, quando annuncia come inevitabile la costituzione di un “Consiglio Sudamericano di difesa” nell’ottobre del 2008, l’organo dirigente del BRPM. Il Consiglio dell’organismo di difesa regionale latinoamericano serve affinché le Forza Armate di quei paesi smettano di dipendere dagli stranieri in materia di difesa.
In America Latina e nel mondo non dovrebbero esistere eserciti, ma di fronte alla minaccia e le permanenti invasioni yankee, i governi antimperialisti non possono vivere senza un organismo armato internazionale di difesa regionale.
Gli artefici del BPRM sembrano essere Lula, il venezuelano Chavez e l’argentino Kirchner.
Va bene, ma il problema sorge da questa domanda: l’esercito sarà nazionalista, antimperialista, difenderà gli interessi del popolo latinoamericani dall’impero yankee o da un altro grande paese, ma che capiterà se dovessero esserci dei mutamenti politici regionali che portassero al potere gente tipo Alvaro Uribe o Felipe Calderon? Dei servi del governo USA?
Abbiamo visto che l’esercito messicano non ha idee proprie e non permette che le idee del presidente di turno siano messe in discussione. Anche se molti dell’esercito si dicono “patrioti”, la verità è che difendono la dottrina ufficiale, e dimostrano la loro sottomissione al governo straniero. E’ davvero triste, perché l’esercito messicano è formato da gente di origine umile.
Senza dare merito al presidente Lula da Silva, Dieterich scrive che il piano è iniziato nel 2001 in una riunione svoltasi a Brasilia. In quell’occasione venne presentata la proposta dell’integrazione militare latinoamericana basata sulla filosofia bolivariana, il rispetto della sovranità dei popoli della Patria Grande e il ruolo della forze armate nello sviluppo nazionale. Segnala che Chavez propose a Lula di trasformare la marina da guerra d’entrambi i paesi nella punta di lancia di un progetto d’integrazione concreto sulla navigazione dell’Orinoco, per rafforzare la sovranità sull’Amazzonia. Inoltre, si parlò di un’Accademia Militare Latinoamericana, progetto urgente, che non è andato avanti per la rivalità tra Brasilia e Buenos Aires, e le ingerenze burocratiche in Venezuela.
Chavez propose anche di fondare l’Organizzaione del Trattato dell’Atlantico del Sud (OTAS) e le “Forze Armate dell’ALBA”, fra ministri della difesa delle Americhe (2004).
Il Venezuela, di fatto, ha aiutato il Brasile e le forze armate dell’Ecuador ad impedire il piano di Bush e Rumsfeld che voleva convertire i militari latinoamericani in una guardia al servizio d’Uribe e del complesso militare - industriale statunitense.
Gli USA hanno più di 700 basi militari in 130 paesi. Circa 250 mila soldati. Le missioni di queste truppe sono barbariche. Secondo l’articolo di Marcelo Garcia pubblicato su Rebelion, all’interno del Plan Colombia, sono state collocate le basi “Tres Esquinas”, “Larandia” y “Puerto Leguizamo”.
Questi tre siti per la controguerriglia si sono trasformati in ricettori permanenti di logistica e militari statunitensi per gli studi strategici, ma anche di truppe da combattimento.
Pertanto, in Ecuador, dopo aver tenuto in piedi le istituzioni borghesi nel 2000, gli USA hanno realizzato la dollarizzazione e la base di Manta, vicino alla frontiera con la Colombia.
In Perù hanno piazzato la base di Iquitos y Nanay, quest’ultima nella zona amazzonica. Nell’Amazzonia brasiliana, a pochi chilometri di distanza, gli USA pretendono di impossessarsi della base di Alcantara, ma per adesso i governi carioca non hanno ceduto.
I governi antimperialisti e i popoli latinoamericani come possono affrontare questo potente impero gringo senza una forza armata disposta a difendere le loro risorse naturali, le loro fonti di guadagno, le loro famiglie e la loro vita? Hugo Chavez, seguendo il pensiero bolivariano che spinge all’unità dei popoli dell’America Latina contro l’impero nordamericano, ha portato avanti questa idea unificante che presto darà i suoi frutti. La lotta latinoamericana si rafforzerà con la creazione del PRPM. Gli yankee dovranno penare due volte prima di continuare a comportarsi come hanno fatto per due secoli, facendo cadere governi uno dopo l’altro, come vorrebbero fare adesso in Venezuela, Bolivia ed Ecuador. Ma si rafforzeranno anche le lotte dei popoli, che saranno così appoggiati dalle altre nazioni antimperialiste nell'acquisire esperienze e insegnamenti.