www.resistenze.org - pensiero resistente - imperialismo e globalizzazione - 02-05-11 - n. 362

da Rebelion.org - www.rebelion.org/noticia.php?id=127531
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Creata a Lima la “Alleanza del Pacifico”, un patto neoliberale per frenare la sinistra latinoamericana
 
AVN
 
02/05/2011
 
I governi di Cile, Colombia, Perú e Messico hanno siglato l’Alleanza del Pacifico (AP), un accordo per aiutare le politiche neoliberali basate su trattati di libero commercio.
 
Questa conferenza cerca di rilanciare il fallito progetto dell’Alleanza del Libero Commercio delle Americhe (ALCA), che a metà del 2000 fu voluto dagli Stati Uniti.
 
All’incontro hanno partecipato i presidenti del Perù, Alan García, della Colombia, Juan Manuel Santos, del Cile, Sebastián Piñera e del Messico, Felipe Calderón.
 
Con la firma della Dichiarazione di Lima, i capi di Stato hanno stabilito la creazione di un’alleanza orientata alla creazione di un’area d’integrazione nell’ambito del cosiddetto “Pacifico Latinoamericano”, che comprende gli Stati rivieraschi affacciati sul quell’oceano.
 
Stando al documento emesso dopo la riunione, i capi di Stato si sono dichiarati favorevoli a ottenere nell’area la libera circolazione dei beni, dei servizi e dei capitali.
 
Il presidente cileno ha sostenuto che i risultati ottenuti in Perù in tal senso sono di “enorme importanza”.
 
Il collega messicano ha segnalato che “noi siamo democratici perché crediamo nella libertà politica delle persone, e crediamo nel mercato perché crediamo nella libertà economica”. Per Calderón l’Alleanza del Pacifico sarà più forte del Mercato Comune del Sud (MERCOSUR).
 
Il presidente colombiano, Juan Manuel Santos, ha difeso questo patto perché Colombia, Messico, Perú e Cile “hanno molto in comune: trattati di libero commercio, modelli economici e politici molto simili, inoltre, crediamo tutti nella libertà e nella democrazia, il che è legato al rispetto della proprietà privata e dello stato di diritto”.
 
L’alleanza è stata promossa dal capo di Stato peruviano Alan García, che è solito criticare i meccanismi integrazionisti regionali e plurali come l’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR) e la Comunità Andina delle Nazioni (CAN).
 
L’ex ministro peruviano del Commercio e negoziatore del TLC con gli USA, Alfredo Ferrero, ha messo in chiaro l’aspetto ideologico di questo nuovo organismo, che considera un contrappeso a fronte della nascita dei governi progressisti nella regione.
 
Gli economisti peruviani Carlos Bedoya e Carlos Ferrero si sono detti d’accordo circa il fatto che quest’accordo nasce per riattivare l’ALCA, e mettere un freno ai processi di cambiamento in America Latina. Per Bedoya quest’iniziativa equivale alla resurrezione dell’alleanza voluta dall’allora presidente nordamericano George W. Bush sotto altre spoglie, e così “dare scacco matto agli schemi d’integrazione in America Latina che sta cercando di disfarsi dell’ingerenza statunitense”.
 
 

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