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- pensiero resistente - imperialismo e globalizzazione - 21-11-11 - n. 386
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Il secondo saccheggio di Berlino dell'Africa. Solo un'Africa Unita può sconfiggere gli imperialisti
da Motsoko Pheko *
12/11/2011
L'imperialismo è vivo e vegeto, e l'invasione libica da parte delle forze occidentali ne è l'ultimo esempio. Solo un'Africa unita che protegga e difenda gli interessi della sua gente può sconfiggere gli imperialisti.
Dalla sua nascita il 6 aprile 1959, il PAC - Congresso Panafricano di Azania (Sudafrica) con il suo primo Presidente Mangaliso Robert Sobukwe, si trovò d'accordo con Ghana Kwame Nkrumah che: "Più a lungo aspettiamo e più forte sarà la presa sull'Africa del neo-colonialismo e dell'imperialismo"; che: "Se l'Africa fosse unita, nessuno tra i blocchi più potenti attenterebbe a sottometterla con guerre locali, perché è nella natura dei conflitti locali, ottenere risultati limitati. Solo se esistono piccoli Stati per loro è possibile, prestando qualche migliaio di marines o tramite il finanziamento di una forza mercenaria, assicurarsi un risultato decisivo".
Nkrumah enfatizzò questi passaggi di notevole importanza per gli africani quando si rivolse ai capi di Stato e di governo del continente nero il 24 maggio 1963. Dichiarò. "Nessun atto episodico, né pie risoluzioni possono risolvere i nostri problemi attuali... Come continente emergiamo verso l'indipendenza in un'epoca difficile, con l'imperialismo che diventa sempre più forte, spietato ed esperto, e sempre più pericoloso nelle sue organizzazioni internazionali. Il nostro progresso economico esige la fine della dominazione coloniale e neo-coloniale in Africa".
Quello che è successo oggi in Libia sotto Muammar Gheddafi ribadisce quello che i panafricanisti hanno incessantemente reiterato in tutti questi anni. L'imperialismo non è morto, nonostante la sua perfida retorica. La NATO e gli Stati Uniti d'America hanno invaso la Libia nel febbraio 2011 per l'accesso e il controllo delle ricchezze petrolifere dei libici, con il pretesto di "proteggere i civili". La Libia è il paese più bombardato dalla NATO in Africa e in America in questo secolo, uccidendo migliaia di civili che si proponeva di proteggere.
L'invasione imperialista di questa parte dell'Africa è stata erroneamente definita "rivoluzione libica". L'inizio di questo secondo stupro di Berlino sull'Africa [il primo riguarda la Conferenza di Berlino del 1884-1885 che diede l'avvio alla colonizzazione del continente, ndt] non ha nulla a che fare con la violazione dei diritti umani. Si tratta di accedere alle ricchezze del continente per il vantaggio di Europa e Stati Uniti. Serve a perpetuare la povertà e la dipendenza dell'Africa dagli "aiuti stranieri".
E' un fetore ammorbante sulla storia della "Carta della Libertà" del governo dell'ANC [African National Congress, Sudafrica] che ha votato per il bombardamento illegale della NATO sulla Libia, con i paesi imperialisti del Consiglio di sicurezza dell'ONU, come gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia. Almeno Cina e Russia si sono astenute, anche se la netta opposizione avrebbe salvato molte vite e fermato la distruzione delle infrastrutture della Libia.
Anche la Germania non ha votato questa avventuriera risoluzione 1973/2011 del Consiglio di Sicurezza che ha autorizzato gli attacchi terroristici contro la Libia. Come ha potuto il governo dell'ANC comportarsi in modo peggiore del regime dell'apartheid?
La risoluzione delle Nazioni Unite ha portato soldati NATO e USA a combattere segretamente fianco a fianco con i ribelli anti-Gheddafi, nello stesso modo in cui Stati Uniti e Gran Bretagna hanno fatto in Iraq contro Saddam Hussein. Gli Stati Uniti e gli alleati britannici hanno sistematicamente propagandato la falsa accusa che Hussein possedesse armi nucleari. In Libia sono stati i piani di aggressione della NATO all'interno del paese a scatenare l'attacco a Muammar Gheddafi a Sirte, città natale e luogo del suo assassinio. Nel 1961, Patrice Lumumba morì per mano delle Nazioni Unite manipolate dagli stessi paesi occidentali imperialisti per proteggere il loro saccheggio continuo alle risorse del Congo. I paralleli storico-geografici devono essere esaminati e interrogati costantemente.
I malumori del governo dell'ANC dopo il brutale assassinio e la morte del colonnello Gheddafi non sono che lacrime di coccodrillo. Ciò che i paesi imperialisti hanno fatto a Patrice Lumumba strumentalizzando le Nazioni Unite nel 1960 è un indice lampante della misura del barbaro impegno a raggiungere i loro schemi nefasti. L'ANC dovrebbe aver imparato questa dura e fulminea lezione. Un governo di Robert Sobukwe, di Zephania Mothopeng, di Steve Biko e di altri panafricanisti come Kwame Nkrumah e Ahmed Sekou Toure non avrebbe mai votato per il rovesciamento di un governo africano da parte degli imperialisti sotto la perfida copertura della "protezione dei civili".
NATO e USA hanno inviato i loro caccia in Libia non per "proteggere i civili", ma per sostituire un governo antimperialista con un regime fantoccio. Questo è ciò che intendiamo per "cambio di regime". Una volta ucciso Gheddafi, hanno annunciato la loro "missione compiuta" con le celebrazioni euforiche più nelle capitali imperialiste del mondo che in Libia.
Tocca alle masse oppresse il lavoro e la responsabilità di rovesciare governi brutali, non a malvagie forze straniere. Gli imperialisti sono oppressori e gli oppressori non possono liberare gli oppressi. Gli imperialisti intervengono in territori su cui non hanno alcuna giurisdizione, né invito, con il fine di proteggere i propri interessi e installare regimi accomodanti. La storia politica dell'Africa ne è piena di esempi che lo confermano. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe smantellare il dispositivo del veto nel Consiglio di Sicurezza, controllato sostanzialmente dai paesi imperialisti che sono i principali criminali di guerra nel mondo di oggi e la prima causa di instabilità globale.
Se la riforma del Consiglio di Sicurezza da parte delle Nazioni Unite tarda, inevitabilmente sarà la fine stessa delle Nazioni Unite, come avvenne per la Lega delle Nazioni. La Corte penale internazionale ha dato segni di essere uno strumento dell'imperialismo: né l'America di George Bush né la Gran Bretagna di Tony Blair saranno convocate davanti a questa corte per i loro crimini contro l'umanità, specialmente in Iraq.
Questa Corte ha accusato e dato la caccia solo ai leader africani. L'Unione Africana deve individuare un proprio Tribunale per perseguire i leader africani inclini alla tirannia. Gli Stati Uniti d'America non hanno ancora siglato lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale. I leader africani devono smettere di sottomettere l'Africa ai razzisti e incorreggibili ex mercanti di schiavi e colonialisti, i quali devono ancora migliaia di miliardi di dollari in risarcimenti al continente.
I principali paesi della NATO come la Gran Bretagna, la Francia e l'Italia hanno un debito enorme. Gli Stati Uniti d'America da soli hanno un debito di circa 114mila migliardidi dollari. L'Africa dispone di immense ricchezze. Come durante la schiavitù degli africani e la colonizzazione dei loro paesi, i paesi occidentali in bancarotta sperano ancora una volta di salvare le loro economie traballanti usando l'Africa come terra di saccheggio attraverso il barbarico militarismo terroristico. In che modo sono diversi da rapinatori armati o dai "terroristi" che sostengono di combattere?
L'Africa ha risorse. Sono per gli africani. Furono create per il bene dei bambini dell'Africa. La Repubblica Democratica del Congo (RDC) da sola, quando sviluppata, può fornire e alimentare di energia elettrica tutto il continente. L'estensione della RDC è di 905.355 miglia quadrate, corrispondente alla somma dei territori di dodici paesi europei: Gran Bretagna, Francia, Irlanda, Paesi Bassi, Danimarca, Portogallo, Svizzera, Germania, Spagna, Italia e Albania. La ricchezza non sfruttata del Congo supera i 24mila miliardi di dollari. Ciò equivale al prodotto interno lordo dell'Europa e degli Stati Uniti d'America messi insieme.
Solo il panafricanismo può garantire gli interessi dell'Africa. Solo un'Africa unita proteggendo e difendendo gli interessi dei suoi popoli collettivamente può sconfiggere queste sanguisughe imperialiste.
(*) Dr. Pheko è ex rappresentante delle vittime dell'apartheid e del colonialismo presso le Nazioni Unite a New York oltre che alla Commissione ONU sui Diritti Umani di Ginevra. Egli è anche l'ex presidente della Congresso Panafricanista ed ex membro del Parlamento sudafricano. E' uno degli autori più prolifici africani. Scrive su storia, politica, diritto e teologia. Questo articolo è un estratto di uno dei suoi ultimi libri How Freedom Charter betrayed the dispossessed.
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