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- pensiero resistente - imperialismo e globalizzazione - 30-12-12 - n. 435
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
"Imperialismo legale" e Diritto Internazionale: basi legali per crimini di guerra, recupero crediti e colonizzazione
James Petras - Global Research
03/12/2012
Introduzione
Ormai conosciamo l'utilizzo della forza militare da parte degli stati imperialisti per attaccare, distruggere e occupare paesi indipendenti. Innumerevoli e autorevoli studi hanno documentato il modo in cui gli stati imperialisti in associazione con le multinazionali si sono impadroniti e hanno saccheggiato paesi ricchi di risorse minerarie e con un'agricoltura produttiva. Analisti finanziari hanno fornito una messe di dati sui modi in cui i creditori imperialisti hanno estratto rendite enormi, diritti di sfruttamento e ottenuto l'esazione di crediti dai paesi indebitati e dai loro contribuenti, operai e impiegati, e dai settori produttivi.
Ciò che non è stato esaminato a fondo è la sovrastruttura giuridica che informa, giustifica e favorisce le guerre, il saccheggio e il recupero di crediti da parte delle potenze imperialiste.
Il primato della legge imperialista
Se la forza e la violenza, in particolare attraverso interventi militari sia aperti che nascosti, sono sempre state parte essenziale nella creazione e nel rafforzamento di un impero, occorre rilevare che esse non operano in un vuoto giuridico: le istituzioni giudiziarie, le sentenze e i precedenti legali, anticipano, accompagnano e seguono il processo di costruzione di un impero. La legalità delle attività imperialiste si basa in gran parte sul sistema giudiziario dello Stato imperialista e dei suoi esperti legali. I loro giudizi e le loro teorie giuridiche sono dominanti nel diritto internazionale e sulle leggi del paese che sta per subire un intervento imperialista.
La legge imperialista sostituisce il diritto internazionale, semplicemente perché è sostenuta con la forza bruta; possiede infatti forze armate imperialiste/coloniali, aereonautiche, terrestri e navali per garantire il primato del diritto imperialista. Al contrario, il diritto internazionale non dispone di un effettivo meccanismo di attuazione.
Inoltre, il diritto internazionale, è efficace nella misura in cui viene applicato sui paesi più deboli e sui regimi designati dalle potenze imperialiste come "trasgressori". Gli stessi processi giudiziari, compresi la nomina dei giudici e dei pubblici ministeri che debbono interpretare il diritto internazionale, indagare sui crimini e decidere degli arresti internazionali, condannare e punire i "colpevoli", sono sotto l'influenza delle potenze imperialiste dominanti. In altre parole, l'applicazione e la giurisdizione del diritto internazionale è selettiva e soggetta a vincoli imposti dalle configurazioni di potere imperialista e nazionale.
Il diritto internazionale, nel migliore dei casi, è in grado di esprimere un giudizio "morale": base non trascurabile per rafforzare le rivendicazioni politiche di un paese, di un regime o di un popolo che cerca un risarcimento per aver subito crimini di guerra imperialisti o un saccheggio economico. Ma per contrastare le rivendicazioni e le sentenze del diritto internazionale, in particolare se inerenti ai protocolli di Ginevra, come i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità, gli esperti legali, gli studiosi e la magistratura dei poteri imperialisti hanno elaborato un quadro giuridico per giustificare o esentare le attività degli Stati imperialisti.
Gli usi della legge imperialista
Nel corso della storia la costruzione di un impero si è sempre fondata sulla conquista con l'uso o la minaccia di una forza militare superiore. L'imperio mondiale degli Stati Uniti non fa eccezione. Dove governanti accondiscendenti "invitano" o "si sottomettono" alla dominazione imperialista, eventuali atti di tradimento da parte delle autorità di uno stato "fantoccio" o "clientelare" spesso provocano ribellioni popolari, che vengono poi represse da un esercito imperialista-collaborazionista. Si cita la dottrina giuridica imperialista per giustificare l'intervento militare volto a sopprimere la rivolta di un popolo assoggettato. Mentre gli imperi sono sorti attraverso l'utilizzo diretto o indiretto della forza sfrenata, il mantenimento e il consolidamento degli imperi richiede un quadro giuridico. Dottrine legali precedono, accompagnano e seguono l'espansione e il consolidamento di un impero per diversi motivi.
La legalità è in realtà un'estensione della conquista imperialista con altri mezzi. Uno stato di guerra costante accrescerebbe i costi di mantenimento di un impero. La forza, soprattutto nelle democrazie imperialiste, mina il senso di virtù civica, che i governanti e i cittadini affermano di rispettare. Mantenere "la legge e l'ordine" nelle nazioni conquistate richiede quindi un sistema e una dottrina giuridica per sorreggere il dominio imperialista, conferirgli una facciata di legittimità agli occhi del mondo esterno, attrarre il consenso degli individui e delle classi collaboratrici e definire un quadro per il reclutamento di ufficiali e funzionari dell'esercito, della magistratura e della polizia locale.
I pronunciamenti giuridici imperialisti, se emessi direttamente da organi esecutivi, giudiziari, militari o amministrativi, sono considerati "legge suprema dell'universo", superiore al diritto internazionale e ai protocolli elaborati dalle autorità e dagli esperti legali non-imperialisti. Questo non significa che i governanti imperialisti abbandonano totalmente il diritto internazionale: soltanto che lo applicano in modo selettivo ai loro avversari, in particolare contro le nazioni indipendenti e i loro governanti, al fine di giustificare l'intervento e l'aggressione: di qui le "basi giuridiche" per smantellare la Jugoslavia o invadere l'Iraq e assassinare i suoi governanti.
La magistratura imperialista emette sentenze legali per costringere gli Stati a rispettare le esigenze economiche di multinazionali, banche, creditori e speculatori, anche dopo che i tribunali locali o nazionali hanno dichiarati tali crediti illegittimi. La legge imperialista protegge e offre rifugio e protezione finanziaria agli ex-governanti collaborazionisti, condannati per crimini contro i diritti umani, saccheggio delle finanze pubbliche e distruzione delle istituzioni democratiche. Le agenzie giudiziarie e amministrative imperialiste indagano e perseguitano in modo selettivo, condannando al pagamento di multe elevate banche e istituzioni finanziarie dei loro concorrenti e anche a pene detentive i loro rappresentanti, rafforzando in tal modo la posizione economica delle proprie imprese imperialiste "nazionali".
Gli ufficiali giudiziari non sono solo "strumenti" dei poteri politici ed economici imperialisti a cui sono legati a doppio filo, ma strumentalizzano e, in alcuni casi, sostituiscono funzionari in altri rami dei settori amministrativi ed economici del governo imperialista. Un giudice, con legami con particolari settori finanziari, può emettere sentenze a favore di un gruppo di creditori, pregiudicando le rivendicazioni di altri. In una recente sentenza, un giudice di New York ha accolto le richieste da una minoranza di creditori affinché il governo argentino fosse tenuto a rendere il "pagamento intero" di debiti di vecchia data, pregiudicando l'accordo di ristrutturazione del debito già negoziato con la maggioranza dei creditori.
La dottrina legale imperialista ha svolto un ruolo centrale nel giustificare e creare i presupposti per l'esercizio del terrorismo internazionale. Ha fornito ai capi del potere esecutivo, ai presidenti statunitensi Bush e Obama, il potere legale di intraprendere omicidi "mirati" transnazionali dei loro avversari usando droni e ordinando interventi militari, in chiara violazione del diritto internazionale e della sovranità nazionale. La legge imperialista, sopra ogni altra cosa, "legalizza" l'aggressione e il saccheggio economico e mina le leggi dei paesi aggrediti, creando anarchia e caos tra le sue vittime.
La legge e le sentenze giuridiche imperialiste costituiscono la base della sottomissione imperialista sul presupposto che i sistemi giuridici del mondo si collocano a vari livelli: i sistemi giuridici imperialisti-centrali prevalgono su quelli degli stati meno potenti. All'interno di ogni "livello" ci sono ulteriori differenziazioni: i sistemi imperialisti giuridici concorrenti pronunciano sentenze a favore delle élite politiche ed economiche preferite. Gli stati clientelari obbedienti sono favoriti dalle leggi imperialiste mentre queste penalizzano gli avversari.
Conclusione
È chiaro che in un sistema mondiale imperialista non ci possono essere organismi giudiziari indipendenti che rispettano codici legali universalmente accettati. Ogni gruppo di autorità giudiziaria riflette e promuove attivamente politiche volte a favorire ed estendere le loro prerogative imperialiste. Ci sono rare eccezioni in cui un giudice emette una sentenza contro una particolare politica imperialista, ma nel lungo periodo la legge imperialista indirizza i pareri giudiziari.
Le dottrine giuridiche e le sentenze imperialiste gettano le basi per la guerra imperialista e il saccheggio economico. Gli esperti legali di un impero ridefiniscono il significato di omicidio, coercizione, tortura e arresto arbitrario, in modo che siano compatibili con "l'ordine costituzionale", adducendo minacce imminenti e costanti alla sicurezza dello stato imperialista.
La legge non è semplicemente parte della sovrastruttura che "riflettere" il potere delle istituzioni economiche e politiche: ma guida e determina la natura delle istituzioni politiche ed economiche impegnando risorse materiali per l'attuazione delle dottrine imperialiste.
In questo senso, i governanti imperialisti non sono "illegali" come alcuni critici liberali sostengono: operano nel rispetto della "giurisprudenza imperialista" e sono fedeli alle dottrine giuridiche che consentono la costruzione del loro impero. E' inutile sostenere che la maggioranza dei leader imperialisti calpesta le garanzie costituzionali e le leggi internazionali. Se un'autorità imperialista avesse mai una "agenda costituzionale" erodendo prerogative imperialiste o peggio ancora, applicasse il diritto internazionale per perseguire chi avesse messo in atto una brutale politica imperialista, sarebbe presto denunciato per inosservanza dei doveri e/o per comportamento immorale, messo sotto accusa e destituito.
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