www.resistenze.org - pensiero resistente - imperialismo e globalizzazione - 15-05-13 - n. 453

Il terrorismo a Boston e in Venezuela
 
James Petras | petras.lahaine.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
01/05/2013
 
Introduzione
 
Due importanti attacchi terroristi hanno avuto luogo quasi contemporaneamente: a Boston, due terroristi ceceni fanno esplodere degli ordini durante l'annuale maratona uccidendo tre persone e ferendone 170, in Venezuela dei terroristi-sostenitori del candidato presidenziale sconfitto, Henrique Capriles, assassinano 8 persone e ne feriscono 70 tra i sostenitori del candidato vincitore Nicolas Maduro del Partito Socialista, durante gli attentati a 8 cliniche e diversi sedi e abitazioni di iscritti al partito.
 
Nel caso di Boston, la frenesia terroristica ha provocato un'ulteriore morte: quella di uno degli attentatori; in Venezuela, alcuni dei terroristi sono in arresto, ma i loro mentori politici sono ancora liberi e attivi: in realtà sono ora presentati come "vittime della repressione" da parte dei media americani.
 
Esaminando il contesto, le politiche, le risposte dei governi e il trattamento riservato dai mass media a questi atti terroristici, possiamo afferrare il significato più ampio del terrorismo e come esso si rifletta non solo nell'ipocrisia del governo degli Stati Uniti e dei mass media ma nella politica di fondo che incoraggia il terrorismo.
 
Contesto del terrorismo: dalla Cecenia a Boston, un gioco pericoloso
 
La Cecenia è stata terreno di scontro armato per oltre due decenni, contrapponendo lo Stato laico russo ai separatisti fondamentalisti islamici locali. Washington, che usciva vincitore dal recente armamento e finanziamento degli jihadisti musulmani in una guerra contro il regime laico afgano sostenuto dai sovietici nel 1980, ampliava il suo programma di aiuti in regioni musulmane dell'Asia centrale e del Caucaso della ex Unione Sovietica. Alla fine la potenza militare russa sconfigge i signori della guerra ceceni, ma molti dei loro seguaci fuggono in altri paesi, unendosi nella lotta armata a gruppi estremisti e islamisti in Iraq, Pakistan, Afghanistan e poi in Egitto, Libia e ora Siria. Pur accettando i fini occidentali, in particolare USA, di combattere avversari dell'impero statunitense, l'obiettivo finale degli jihadisti era ed è quello di instaurare un regime clericale (islamico). Washington e gli europei hanno portato avanti un gioco pericoloso: mentre usavano i fondamentalisti islamici come truppe d'assalto per sconfiggere i nazionalisti laici, pianificavano di scaricarli in favore di regimi neo-liberali musulmani "moderati" o stati clientelari laici.
 
Questa politica cinica ha fallito ovunque: anche negli Stati Uniti. I fondamentalisti in Afghanistan hanno preso il potere quando i sovietici sono stati estromessi. Si sono opposti agli Stati Uniti, che a loro volta hanno invaso l'Afghanistan dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001, e si sono impegnati con successo in una guerra di logoramento di 12 anni con Washington e la NATO, generando alleati potenti in Pakistan e altrove. Le aree controllate dai talebani in Afghanistan servono come basi di addestramento e sono un "faro" per i terroristi di tutto il mondo.
 
L'invasione statunitense dell'Iraq e la caduta del presidente Saddam Hussein ha portato a dieci anni di terrorismo di Al Qaeda e di altri gruppi fondamentalisti in Iraq, spazzando via l'intera società laica. Nel caso della Libia e della Siria, gli eserciti della NATO e dello Stato del Golfo hanno notevolmente ampliato gli arsenali dei terroristi fondamentalisti del Nord e della zona sub-sahariana e del Medio Oriente. I terroristi fondamentalisti sponsorizzati dall'Occidente erano direttamente collegati agli attentatori dell'11/9 a New York e Washington e ci sono pochi dubbi che il recente attentato ceceno a Boston sia prodotto dall'ultima ondata di fondamentalismo sostenuta dalla NATO in Nord Africa e nel Medio Oriente.
 
Ma contro ogni evidenza, i terroristi ceceni sono visti dalla Casa Bianca come "combattenti per la libertà", impegnati a liberare il loro paese dai russi... Forse dopo l'attacco terroristico di Boston, la valutazione cambierà.
 
Venezuela: Presentando il terrorismo come "dissenso pacifico"
 
Il candidato dell'opposizione, sostenuto e finanziato dagli Stati Uniti, Henrique Capriles, è stato all'altezza della sua reputazione di politico violento. Nel periodo che ha preceduto il fallimento della sua candidatura alle elezioni presidenziali venezuelane del 15 aprile, i suoi seguaci hanno sabotato le linee elettriche causando blackout nazionali frequenti. I suoi sostenitori tra le elite hanno accumulato merci di prima necessità causando carenze e hanno ripetutamente minacciato la violenza se l'elezione non fosse stata a loro favorevole. Con più di 100 osservatori internazionali delle Nazioni Unite, della Commissione europea e del Jimmy Carter Center a certificare le elezioni venezuelane, Capriles e i suoi accoliti hanno scatenato le loro bande per la strada, colpendo gli elettori socialisti, i contadini, le cliniche, i progetti di edilizia abitativa a basso reddito di recente costruzione e i medici e gli infermieri cubani.
 
Il "terrore bianco" ha provocato 8 morti e 70 feriti. Oltre 135 teppisti di strada di destra sono stati arrestati e in 90 sono stati accusati di crimini, cospirazione e istigazione all'omicidio e distruzione di proprietà pubblica. Le credenziali politiche violente di Capriles, risalgono almeno a un decennio addietro, quando giocò un ruolo importante nel sanguinoso colpo di stato che rovesciò temporaneamente il presidente Hugo Chavez nel 2002. Capriles guidava una banda di sgherri armati e assaltò l'ambasciata cubana, "arrestando" i ministri del Governo legittimo che vi si erano rifugiati. Dopo l'opposizione congiunta del movimento di massa militare e popolare, il Presidente Chavez venne restaurato e Capriles posto in arresto per violenza e tradimento. Il coraggioso Procuratore generale venezuelano, Danilo Anderson, era in procinto di perseguire Capriles e diverse centinaia dei suoi sostenitori terroristici quando è stato assassinato da un'autobomba: innescata dai sostenitori del fallito colpo di stato.
 
Nonostante il camuffamento della campagna elettorale, in cui Capriles si è perfino denominato un candidato del "centro-sinistra" e un sostenitore di molte delle "missioni sociali" del presidente Chavez, i suoi stretti legami con le cellule terroristiche sono venuti alla ribalta non appena è stata annunciata la sua sconfitta elettorale e diffuso il suo appello per un'azione violenta. La sua minaccia appena velata di organizzare una "marcia di massa" e sequestrare la sede degli uffici elettorali è stata revocata solo quando il governo ha ordinato alla Guardia Nazionale e alle Forze Armate lo stato di allerta. Chiaramente le tattiche terroristiche di Capriles sono arretrate solo di fronte alla forza maggiore. Quando i militari si sono posti in difesa della democrazia, non cedendo al ricatto terrorista, Capriles ha temporaneamente sospeso l'attività violenta e raggruppato le sue forze, reindossando il volto giuridico-elettorale del suo movimento.
 
Risposte al Terrore: Boston e Venezuela
 
In risposta all'attentato terroristico di Boston, la polizia locale, statale e federale sono state mobilitate e hanno letteralmente spento tutta la città e le sue reti di trasporto, procedendo a un'ampia e massiccia "caccia all'uomo": i mass media e l'intera popolazione sono stati trasformati in strumenti di un'indagine da stato di polizia. Interi isolati e quartieri sono stati setacciati da migliaia di uomini delle forze di sicurezza pesantemente armati che sono andati casa per casa, stanza per stanza, cassonetto a cassonetto alla ricerca di un ferito 19enne matricola universitaria. Un allarme terrorismo è stato diramato in tutto il Paese e attivate tutte le reti di polizia e le agenzie di intelligence nella ricerca dei terroristi assassini. I media e il governo hanno mostrato costantemente foto delle vittime, sottolineando le terribili ferite e la criminalità atroce del gesto. Era impensabile discutere l'aspetto politico dell'atto: è stato presentato come un atto di terrore politico puro e semplice, diretto a "intimidire il popolo americano e il suo governo eletto". Ogni funzionario del governo ha chiesto che chiunque, anche solo lontanamente legato al reato o ai criminali, di presentarsi alla legge.
 
D'altra parte e in coincidenza con l'attacco a Boston, ai terroristi dell'opposizione venezuelani che hanno lanciato il loro assalto violento contro i cittadini e le istituzioni pubbliche, è stato dato sostegno incondizionato da parte del regime di Obama, che ha sostenuto che gli assassini erano "veri democratici che cercavano di mantenere libere elezioni". Il Segretario di Stato Kerry ha rifiutato di riconoscere la vittoria elettorale del presidente Maduro. Nonostante la carneficina, il governo venezuelano non ha dichiarato la legge marziale: al più la Guardia Nazionale e la polizia lealista hanno applicato la legge e arrestato decine di manifestanti e terroristi; i primi - quando non direttamente legati alla violenza - sono stati rapidamente rilasciati. Inoltre, nonostante la certificazione a livello internazionale delle elezioni da parte di oltre 100 osservatori, il governo Maduro ha ammesso la richiesta principale di riconteggio elettorale, nella speranza di evitare ulteriori spargimenti di sangue a causa delle destre.
 
La risposta dei media USA
 
Tutte le principali agenzie di stampa occidentali, nonché i quotidiani più "rispettabili" (Financial Times, New York Times e il Washington Post), hanno presentato gli assassini politici venezuelani come "manifestanti pacifici" che hanno tentato di esprimere il loro dissenso. In altre parole, Washington e l'intero sistema dei media ha mostrato tutta la sua forza a favore del terrore politico perpetrato nei confronti di un governo democratico avversario, pur invocando la legge marziale per un atto brutale, ma limitato, di terrore negli Stati Uniti. Washington apparentemente non fa il collegamento tra il suo sostegno al terrorismo all'estero e la diffusione del terrorismo negli Stati Uniti.
 
I media degli Stati Uniti hanno chiuso ogni discussione sui legami tra i gruppi terroristici ceceni, con base negli Stati Uniti e nel Regno Unito, e le figure neoconservatrici e sioniste di spicco, tra cui Rudolph Giuliani, Richard Perle, Kenneth Adleman, Elliott Abrams, Midge Dector, Frank Gaffney e R. James Woolsey, tutti esponenti del sedicente "Comitato americano per la pace in Cecenia" (ribattezzato dopo la strage di Beslan, Comitato per la pace nel Caucaso). Questi luminari di Washington sono tutti sfegatati sostenitori della "guerra al terrore" o dovremmo dire sostenitori del "terrore e della guerra" (vedi "Chechen Terrorists and the Neocons" dell'ex funzionario dell'FBI Coleen Rowley 19/04/13). Il quartier generale e centro nevralgico per molti leader ceceni in "esilio", a lungo ricercati dalla autorità russe per le attività terroristiche di massa, è Boston, in Massachusetts, luogo dell'attentato, un altro elemento finora ignorato dall'FBI e dal Dipartimento di Giustizia, forse a causa dei rapporti attivi e di lunga data nell'organizzazione di attentati terroristici volti a destabilizzare la Russia.
 
L'ex candidato alla presidenza e sindaco di New York Rudolph Giuliani, dopo l'attentato, ha dichiarato che i ceceni "sono concentrati unicamente (sic) in Russia" e non negli Stati Uniti (i suoi ceceni, forse). L'Interpol e le agenzie di intelligence degli Stati Uniti sono ben consapevoli del fatto che i militanti ceceni sono stati coinvolti in vari gruppi terroristici di Al Qaeda in tutta l'Asia centrale e meridionale e in Medio Oriente. Alle richieste specifiche del governo russo riguardo sospetti terroristi o fronti ceceni è stata data poca attenzione, comprese le attività di Tamerlano Tsarnaev, recentemente scomparso.
 
(Come inciso storico, e forse non alieno ai fatti, la sede di Boston dell'FBI fu nota tra il 1970 e il 1990 per la protezione data a un brutale gangster e killer, James "Whitey" Bulger, in quanto informatore privilegiato, seppure avesse ucciso decine di persone nella zona del New England.)
 
Il significato più profondo della guerra al terrorismo
 
Il sostegno degli Stati Uniti ai terroristi venezuelani e al loro leader politico, Henrique Capriles, fa parte di una politica complessa e multiforme che combina la strumentalizzazione dei processi elettorali e il finanziamento occulto di ONG per fomentare l'agitazione e il malcontento della "gente comune" locale, fino al supporto diretto, inclusa la violenza politica contro i simboli e le istituzioni della democrazia sociale. Il poliedrico Capriles è il candidato perfetto per correre alle elezioni mentre orchestra il terrore. L'esperienza del passato degli Stati Uniti con il terrore politico in America Latina ha avuto un effetto boomerang, come evidente nell'impegno del terrorismo cubano di Miami in numerosi attentati, traffico di armi e di droga all'interno degli Stati Uniti, e in particolare nel 1976 con l'autobomba che assassinò il ministro cileno esule Orlando Letelier, un'azione mai stigmatizzata come "terrorismo" a causa dei legami ufficiali statunitensi con i colpevoli.
 
Nonostante i legami finanziari, politici e militari tra Washington e i terroristi, in particolare con i fondamentalisti, questi conservano la loro autonomia organizzativa e seguono il loro proprio programma politico-culturale, che nella maggior parte dei casi è ostile agli Stati Uniti. Per i ceceni, gli afgani e siriani alquedisti, gli Stati Uniti sono un alleato tattico da scaricare quando sia possibile stabilire gli stati fondamentalisti indipendenti. Dovremmo aggiungere le decine di vittime di Boston alle migliaia di cittadini americani uccisi a New York, Washington, Libia, Afghanistan e altrove dagli ex alleati fondamentalisti degli Stati Uniti.
 
Schierandosi con i terroristi e con il loro portavoce politico e rifiutando di riconoscere la validità delle elezioni in Venezuela, il regime di Obama ha completamente alienato se stesso a tutto il Sud America e i Caraibi. Sostenendo gli assalti violenti contro le istituzioni democratiche in Venezuela, la Casa Bianca rende esplicito ai propri "clienti" all'opposizione in Argentina, Bolivia e Ecuador, che l'aggressione violenta contro i governi democratici indipendenti è una strada accettabile per ristabilire l'ordine neoliberista e l'integrazione regionale centrata sugli Stati Uniti.
 
Conclusione
 
Washington non dimostra alcuna opposizione coerente al terrorismo: dipende dagli obiettivi politici dei terroristi e dagli obiettivi colpiti. In uno dei due casi recenti, il governo degli Stati Uniti ha dichiarato la "legge marziale" virtuale su Boston per uccidere o catturare i due terroristi che avevano attaccato i cittadini degli Stati Uniti in un unico attentato, mentre nel caso del Venezuela, il regime di Obama ha dato sostegno politico e materiale ai terroristi al fine di sovvertire l'intero ordine costituzionale e l'esito elettorale.
 
Per via dei profondi legami di lunga data tra il Dipartimento di Stato americano e importanti leader neo-con e notabili sionisti con i terroristi ceceni, non possiamo aspettarci un'indagine approfondita che creerebbe sicuramente imbarazzo o porrebbe a repentaglio le carriere dei principali funzionari degli Stati Uniti, i quali hanno da tempo relazioni con tali criminali.
 
La Casa Bianca aumenterà e amplierà il suo sostegno per gli stessi terroristi venezuelani che hanno sabotato il sistema di alimentazione elettrica, l'approvvigionamento alimentare e il processo elettorale costituzionale di quel paese. Il terrore, in quel contesto, funge da trampolino per un assalto su larga scala contro i progressi sociali dell'ultimo decennio sotto il defunto presidente Hugo Chavez.
 
Nel frattempo, al fine di coprire l'alleanza operativa tra ceceni e Washington, l'attentato alla maratona di Boston sarà ridotto a un atto isolato di due giovani disorientati, portati fuori strada da un sito fondamentalista anonimo e le loro azioni ridotte a "fanatismo religioso". E nonostante un'economia in crisi, decine di miliardi di dollari in più saranno destinati ad ampliare la polizia per la sicurezza interna, citando la sua efficacia ed efficienza dimostrata a seguito degli attentati, mentre segretamente saranno inviati più milioni per fomentare il terrore "democratico"... in Venezuela.
 
 

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