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L'imperialismo o l'impero nel XXI secolo a volto scoperto!

Partito Algerino per la Democrazia e il Socialismo (PADS) | solidnet.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

17/02/2026

Dalla crisi strutturale al rischio di una conflagrazione nucleare

L'imperialismo nel XXI secolo non è più solo la politica aggressiva di un singolo Stato dominante, ma rappresenta lo stadio monopolistico avanzato del capitalismo. Caratterizzato da un'estrema concentrazione di capitale, dall'alleanza tra monopoli industriali e finanziari e dalla competizione mondiale per il controllo dei mercati, delle materie prime, delle rotte strategiche e delle sfere di influenza, il mondo è diventato un campo di battaglia aperto tra le grandi potenze. Gli Stati Uniti, l'Unione Europea, la Russia e la Cina costituiscono i poli principali di questo sistema, ciascuno dei quali agisce secondo gli interessi dei propri monopoli nazionali piuttosto che secondo considerazioni morali o umanitarie. In questo contesto, il "diritto internazionale" non è mai neutrale: viene utilizzato per legittimare lo sfruttamento, gli interventi militari e il dominio economico, nascondendo al contempo la realtà dei conflitti di classe su scala mondiale.

Il naufragio delle illusioni revisioniste

Dopo le controrivoluzioni del 1989-1991 e la restaurazione del capitalismo nell'Europa orientale e nell'URSS, la borghesia e i suoi alleati socialdemocratici hanno propagato l'idea di un mondo "pacificato", di prosperità e modernità universale. Concetti come "globalizzazione armoniosa", "democrazia internazionale" e "sviluppo per tutti" hanno sostituito termini come "lotta di classe" e "conflitto imperialista". Questo cambiamento ideologico è servito a mascherare le contraddizioni fondamentali del capitalismo e a oscurare il fatto che la crisi strutturale del sistema - accumulazione di capitale, sovrapproduzione, debito e disuguaglianza - avrebbe continuato a generare guerre, violenze e disastri umanitari.

La realtà sul campo: una scia di sangue

Europa: la guerra in Ucraina illustra un confronto diretto tra blocchi imperialisti: la NATO e l'UE da un lato e la Russia capitalista dall'altro. Le popolazioni civili sopportano il pesante costo umano ed economico di questo confronto, che non è solo un conflitto regionale, ma un chiaro esempio della lotta per il controllo dei mercati, delle risorse energetiche e delle rotte di trasporto strategiche.

Medio Oriente: l'occupazione e l'aggressione israeliana contro il popolo palestinese, i conflitti in corso in Libano, Siria e Yemen e gli interventi delle potenze imperialiste regionali e globali riflettono le rivalità economiche e geopolitiche in una regione strategica per l'energia e il commercio.

Africa: la tragedia in Sudan, insieme alle crisi nel Sahel e nel Corno d'Africa, evidenzia l'intensificarsi della competizione tra le potenze imperialiste, sia regionali che globali, per le risorse naturali e l'accesso alle rotte commerciali.

Altre regioni: l'aggressione contro il Venezuela, le sanzioni e il blocco di Cuba, le crescenti tensioni con l'Iran e i dibattiti sulla Groenlandia riflettono non solo le ambizioni degli Stati Uniti, ma anche la competizione interimperialista mondiale, in cui tutte le grandi potenze cercano di mantenere o espandere la loro egemonia.

Storia recente: gli interventi militari in Jugoslavia, Iraq, Afghanistan e Libia dimostrano che queste politiche non sono nuove o eccezionali, ma fanno parte della logica attuale di un capitalismo globale in crisi, che genera conflitti per l'influenza e le risorse.

Militarizzazione e deriva fascista

La competizione imperialista è accompagnata da una massiccia militarizzazione. La spesa militare dei paesi dell'UE, spesso sotto la supervisione della NATO, viene sottratta alle esigenze sociali essenziali dei lavoratori, dei contadini e dei giovani. Allo stesso tempo, la borghesia incoraggia l'ascesa dei movimenti di estrema destra e rafforza l'anticomunismo istituzionale, con l'obiettivo di deviare la rabbia popolare e criminalizzare qualsiasi alternativa rivoluzionaria. Il bando dei partiti comunisti in alcuni paesi europei e baltici è un esempio diretto di questa tendenza.

Lo spettro dell'apocalisse nucleare

La competizione per il dominio globale comporta un rischio concreto di escalation nucleare. Gli interventi militari intorno a siti strategici e le minacce continue dimostrano che la soglia dell'irreversibilità diventa ogni giorno più fragile. Questi rischi non sono incidenti isolati, ma derivano direttamente dalla logica imperialista che pone gli interessi dei monopoli e delle alleanze imperialiste al di sopra della vita dei popoli e del futuro dell'umanità.

La via rivoluzionaria: risposta di classe e indipendenza

L'unica via d'uscita da questa logica distruttiva risiede nella lotta indipendente della classe operaia e dei popoli, basata sulla solidarietà internazionale e sul rifiuto dell'allineamento con qualsiasi blocco imperialista concorrente. Ciò richiede il rovesciamento del potere monopolistico e la costruzione di una società socialista, in cui la produzione e le risorse siano organizzate per soddisfare i bisogni della popolazione piuttosto che per massimizzare il profitto.

Solo una prospettiva di questo tipo può porre fine in modo definitivo alle guerre, alle crisi e all'oppressione generate dal capitalismo monopolistico, aprendo la strada a un mondo fondato sulla pace e sulla giustizia sociale.


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