www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 15-09-06

fonte: www.solidnet.org
 
Incontro straordinario dei Partiti Comunisti e Operai
del Mediterraneo Meridionale e Orientale, della Regione del Golfo e del Mar Rosso
 
Atene, 19-20 Agosto 2006
 
Contributo del Partito Comunista di Turchia (TKP)
http://www.tkp.org.tr/int , mailto:int@tkp.org.tr
 
25 Agosto 2006
 
Cari compagni,
Innanzitutto, desidero ringraziare il Partito Comunista di Grecia per avere organizzato un così importante incontro in questo terribile frangente, segnato dal barbaro intervento imperialista in Medio Oriente.
(…)
La Turchia, grande e importante paese della regione, è stato pesantemente influenzato dagli sviluppi della situazione in Medio Oriente, sia sul piano militare che politico.
 
Nei primi giorni dell’aggressione israeliana contro il Libano, la reazione iniziale della borghesia turca è stata quella di chiedere perché anche la Turchia non agiva come Israele. Questo atteggiamento è molto importante per comprendere la strategia del capitalismo turco, e prevedere le sue probabili mosse nel prossimo futuro. Le ragioni sono evidenti. In molti casi si è utilizzato il problema curdo come un pretesto per giustificare tale atteggiamento. Prima dell’aggressione israeliana, la Turchia era intenta a preparare una grande campagna militare contro la guerriglia curda dislocata nel Nord Iraq, e aveva chiesto agli USA l’approvazione per tale operazione. Nel frattempo, Israele ha lanciato l’operazione militare contro Hizbullah, violando i confini di un altro stato sovrano. In questa circostanza, la Turchia ha cercato di utilizzare l’esempio di Israele, per legittimare i suoi piani militari.
 
Con un simile atteggiamento, la Turchia ha di fatto approvato l’aggressione militare di Israele. Nonostante alcune dichiarazioni ufficiali governative che denunciavano l’aggressione israeliana, il governo turco non ha mai protestato ufficialmente con Israele, ma, al contrario, ha sempre visto in questi sviluppi della situazione un’opportunità per mettere in pratica i propri piani. Quelle dichiarazioni, alcune delle quali hanno trovato ospitalità nei media internazionali, sono state fatte allo scopo di non esasperare la grande protesta che si stava levando contro Israele in Turchia.
 
Questa politica è in sintonia con il ruolo storico del capitalismo turco nella regione. Il ruolo della Turchia è chiaro: rappresentare, insieme ad Israele, il più fedele alleato degli USA.
Ora, tutti sappiamo che è in corso di attuazione un accordo in merito alla forza internazionale che dovrebbe essere inviata in Libano. Anche la Turchia è tra i paesi candidati a partecipare a tale forza.
Nell’ultimo vertice tra governo ed esercito, è stato dichiarato che ci vorrà qualche tempo per decidere.
 
In ogni caso, la cosa più interessante è che tutti i media internazionali hanno diffuso la notizia in modo diverso; molti grandi giornali USA e israeliani, e persino alcune personalità ufficiali israeliane hanno informato che la Turchia ha deciso di unirsi alla missione.
Tutti sanno che la Turchia intende conquistare maggiore credibilità di fronte agli USA e rafforzare il coordinamento delle forze nei più diversi campi.
 
Abbiamo anche informazioni sul fatto che la Turchia avrebbe discusso alcuni dettagli tecnico-militari con Israele in merito alla missione. Addirittura, sarebbe già stata comunicata ad Hezbollah l’intenzione di far parte della forza internazionale. Eppure si continua a dichiarare di voler prendere tempo.
La ragione è più che evidente. Il governo turco e i vertici dell’esercito sono preoccupati per una possibile reazione popolare in Turchia.
 
La politica del governo turco, che tenta di offrire un’immagine di imparzialità ad entrambe le parti (Israele e Libano), ma che sta attualmente appoggiando l’imperialismo, non riesce ad imporsi a causa della crescente resistenza popolare contro USA e Israele nel paese.
 
La Turchia non riesce ad intravedere prospettive nei piani imperialisti. Si desidera essere parte in causa di tali piani, ma si ha paura delle conseguenze. E’ una grande contraddizione che caratterizza la politica internazionale turca nella regione. Da una lato, c’è la necessità di stare dalla parte dell’imperialismo e, dall’altro, una grande incertezza sul ruolo della Turchia nei piani miranti a ridisegnare il Medio Oriente.
Ma, in ogni caso, il processo avanza e, passo dopo passo, la Turchia diventa una parte sempre più definita dei piani imperialisti.
 
E, siccome il processo avanza, ogni giorno giungono nuove notizie. Quale esempio che possa spiegare quanto sta avvenendo, vorrei ricordare che si è appreso che l’Agenzia Investigativa Turca avrebbe informato il MOSSAD in merito ai movimenti dei leader di Hezbollah. Si sa anche che l’esercito turco ha costretto due aerei, in volo dall’Iran, ad atterrare a Diyarbakir, una città del sud-est della Turchia, su richiesta di Israele, a causa delle voci che accreditavano la presenza di un carico di missili per Hezbollah.
 
Potrei continuare con gli esempi, ma credo che la situazione sia sufficientemente chiara.
La contraddizione tra le politiche concrete della Turchia e le prospettive incerte dei piani imperialisti, come pure la resistenza popolare nel paese contro USA e Israele, determineranno il futuro della Turchia nella regione. E’ inoltre evidente che il ruolo della Turchia nei piani dell’imperialismo influenzerà il destino del Medio Oriente.
 
Cari compagni,
Nell’attuale circostanza, il Partito Comunista di Turchia segue da vicino gli sviluppi della situazione nella regione e adotta le iniziative necessarie.
Questa settimana il partito ha reso pubbliche le sue richieste.
 
Il TKP, di fronte ai tentativi di occupazione del Libano e all’eroica resistenza del popolo libanese che ne è seguita, ha concentrato il suo lavoro contro i piani del governo per l’invio di truppe nella regione.
 
Il TKP ha chiesto al governo di dichiarare apertamente e formalmente che la Turchia non invierà truppe in Libano.
Inoltre, noi chiediamo che l’esercito turco blocchi tutte le sue attività in Libano, compresi i suoi incontri con ufficiali degli eserciti USA e israeliano.
 
Il TKP esige anche che ogni forma di cooperazione dell’esercito turco, dell’agenzia di intelligence e dell’organizzazione di polizia con Israele venga immediatamente fermata. E che, in aggiunta a ciò, vengano interrotte tutte le attività di questo tipo già annunciate pubblicamente.
La Turchia e Israele hanno firmato accordi strategici nel 1996. Alcuni articoli di tali accordi non sono mai usciti dalla segretezza. Ora il TKP richiede che tutti questi articoli siano resi pubblici e che gli accordi vengano immediatamente cancellati.
 
Il TKP esige anche che tutti gli appartenenti all’esercito di Israele attivi in Turchia vengano espulsi dal paese al più presto. Il Partito richiede la cancellazione di tutti i permessi di volo ad aerei israeliani che usano le basi turche. Inoltre, il Partito Comunista di Turchia sottolinea la necessità di trattenere questi aerei nel paese, fino alla fine dell’occupazione israeliana in Libano.
 
Siccome guardiamo allo sviluppo della situazione in Medio Oriente nel suo insieme, continueremo la campagna, avviata alcuni mesi fa, per impedire che la Turchia partecipi alla probabile aggressione imperialista contro l’Iran. La campagna per la raccolta di firme ha raggiunto il numero di 400.000 adesioni e punta a un milione di firme. Queste firme verranno consegnate al governo.
 
Un ufficiale dell’esercito in pensione, membro del nostro partito e dell’associazione della pace turca, ha iniziato una lunga marcia di migliaia di chilometri e della durata di due mesi da Iskenderun a Istanbul, per esprimere la propria protesta contro l’imperialismo.
La marcia si concluderà il 1 settembre a Istanbul. Per quella data il Fronte Patriottico, guidato dal TKP, organizzerà una grande manifestazione nella piazza storica dove, nel 1968, gli studenti di sinistra protestarono contro la flotta USA in visita in Turchia, ributtando a mare i soldati che volevano entrare in città.
 
Il TKP, che si schiera dalla parte degli eroici popoli di Libano e Palestina, che appoggia la resistenza antimperialista in Iraq e che è fermamente contrario all’intervento imperialista contro l’Iran, si impegna a fare quanto è necessario e nelle sue possibilità anche in futuro.
In conclusione, vorrei sottolineare che il Partito Comunista di Turchia è pronto ad agire concretamente e a cooperare a livello internazionale.
 
 
Traduzione dall’inglese a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare per www.resistenze.org