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da: www.solidnet.org
“La globalizzazione capitalista, i suoi effetti e la lotta dei giovani”
Dichiarazione del Seminario internazionale di Larnaka (Cipro)
Federazione Mondiale della Gioventù Democratica
16 gennaio 2007
Tra il 3 e il 6 gennaio 2007, a Larnaka (Cipro), organizzato dalla Commissione per l’Europa e l’America del Nord (CENA) della Federazione Mondiale della Gioventù Democratica e da EDON, l’organizzazione giovanile dei comunisti ciprioti di AKEL, si è svolto un seminario dal titolo “La globalizzazione capitalista, i suoi effetti e le lotte dei giovani”.
Al seminario hanno partecipato le organizzazioni giovanili comuniste e di sinistra di Cipro (EDON), Grecia (KNE), Portogallo (JCP), Spagna (UJCE), USA (YCL), Libano (UJD), Israele (YCL), Siria (SCYU), Sri Lanka (SSU), Ungheria (Fronte di Sinistra), Belgio (COMAC). Per l’Italia era presente la FGCI, organizzazione giovanile dei “comunisti italiani”.
Al termine dei lavori è stata approvata una dichiarazione.
(…) L’attuale forma di globalizzazione capitalistica non è altro che una variante dello sviluppo del sistema capitalista; dell’internazionalizzazione del capitale, che punta al massimo profitto mediante la ricerca di nuove fonti di risorse e l’intensificazione dello sfruttamento. Questa globalizzazione, che si è manifestata dopo il cambiamento avvenuto nei rapporti di forza nei primi anni 90, la cui caratteristica è rappresentata dalla rimozione dei vincoli e degli “ostacoli”, si fonda sulla necessità dell’oligarchia globale di massimizzare e reinvestire i capitali.
Per raggiungere questi obiettivi, gli imperialisti e le loro istituzioni, come la NATO, la Banca Mondiale, il WTO e il G8, attraverso la realizzazione del cosiddetto “Nuovo Ordine Mondiale”, e le loro politiche neoliberali tentano di presentare il sistema capitalista come l’unica via percorribile, che non presenta alternative. Essi conducono una guerra ideologico-politica attraverso i mass media, l’educazione, le arti, la religione, allo scopo di convincere i popoli, e in particolare la gioventù, che il loro futuro è rappresentato da un mondo inumano basato sull’ineguaglianza, lo sfruttamento e l’impoverimento.
Le aggressioni imperialiste, i diversi interventi, come quelli in Iraq, Afghanistan, Jugoslavia, e le cosiddette guerre preventive sono strumenti con cui gli imperialisti cercano di promuovere i loro interessi in regioni importanti dal punto di vista geopolitico, allo scopo di controllare le risorse e il transito dell’energia, di espandere i mercati e di servire i propri interessi e piani militari. Misure, come la costante violazione dei diritti umani, le campagne antidemocratiche e anticomuniste, le guerre come quella di Israele contro Palestina e Libano, gli embarghi commerciali come quello contro Cuba, le minacce contro la RDP della Corea, il Venezuela, la Siria e l’Iran, e altri provvedimenti, come la richiesta dei dati biometrici sui passaporti, sono intesi a ridurre al silenzio qualsiasi voce di opposizione e a reprimere ogni forma di resistenza. Inoltre, tali azioni preparano il terreno di coltura del razzismo, della xenofobia, del nazionalismo sciovinista e del populismo fondamentalista.
Le politiche neoliberali, in particolare da parte di USA, UE, e Giappone, sono dirette a colpire i diritti dei lavoratori e le conquiste della classe lavoratrice, ad espandere l’oppressione sociale, a realizzare più agevolmente gli obiettivi posti e a mettere sotto controllo ogni forma di resistenza. E’ la gioventù a soffrire maggiormente per le conseguenze di tali politiche. L’educazione si trasforma da bene pubblico a bene di consumo o addirittura di lusso. La Strategia di Lisbona e il Trattato di Bologna, con il loro contenuto antipopolare, condurranno alla privatizzazione dell’istruzione pubblica, per renderla funzionale agli interessi del capitale, con una chiara prospettiva elitaria. La privatizzazione dell’istruzione pubblica porterà con sé una rigida divisione gerarchica delle più importanti istituzioni educative europee, attraverso l’introduzione o l’aumento delle tasse per la fruizione del servizio.
La ristrutturazione neoliberale, la Strategia di Lisbona e le politiche monetarie, di cui la Direttiva Bolkenstein rappresenta un risultato, promuovono lo sconvolgimento dei rapporti di lavoro e la distruzione dei servizi pubblici nella sanità, nei servizi sociali, nella sicurezza, ecc. Tali misure attaccano le conquiste e i diritti dei lavoratori e permettono alle compagnie multinazionali di favorire la disoccupazione, in particolare tra i giovani. Si cerca di mettere i giovani alla mercé della classe dominante con programmi di flessibilità, di scarsa formazione professionale e di mobilità, tesi a forgiare una nuova generazione privata di ogni tipo di diritto.
Tutte le politiche promosse dai centri imperialisti non solo non offrono, ma non intendono neppure offrire soluzioni ai problemi dell’umanità in via di aggravamento. La fame, la disoccupazione, la povertà, l’oppressione, l’analfabetismo dimostrano che il sistema esistente e le sue politiche non fronteggiano e non sono in grado di fronteggiare tali problemi.
Le organizzazioni giovanili che hanno partecipato al seminario pensano che il futuro dell’umanità non debba essere rappresentato da un tale inumano sistema di sfruttamento. L’aggressione, lo sfruttamento, l’apatia e la povertà non possono essere il nostro futuro. I giovani non possono e non devono rimanere indifferenti di fronte agli sforzi profusi dal sistema capitalista per sfruttarli e per controllarli.
Negli ultimi anni si è manifestata una crescente opposizione e resistenza contro gli schemi e i piani dell’imperialismo. I popoli, in particolare i giovani, reagiscono contro queste politiche. L’organizzazione di massa e la radicalizzazione della lotta popolare si osserva in molte regioni, come l’America Latina, il Medio Oriente e in altri continenti, in particolare attraverso il movimento contro la guerra o le azioni dei lavoratori e della gioventù. Le lotte di massa degli studenti e dei giovani in Francia, Cile e Grecia, il rigetto della Euro-Costituzione in Francia e in Olanda, la coraggiosa resistenza dei Libanesi e dei Palestinesi e il movimento di rifiuto del servizio nell’esercito israeliano, la mobilitazione su scala europea dei lavoratori portuali e la mobilitazione contro la Direttiva Bolkenstein, la mobilitazione contro il memorandum anticomunista del Consiglio d’Europa sono esempi che evidenziano l’opposizione dei popoli e soprattutto dei giovani nei confronti dei disegni del capitale e dell’imperialismo. Noi sottolineiamo anche il ruolo che gioca il Festival Mondiale della Gioventù e degli Studenti quale espressione del movimento giovanile e studentesco contro l’imperialismo, il fascismo e il neocolonialismo, per la pace, il progresso sociale, i diritti dei giovani, la solidarietà internazionale e la trasformazione sociale.
Crediamo che la lotta organizzata delle masse, soprattutto quelle dei giovani, che devono attivizzarsi e acquisire consapevolezza, passa per la strada della resistenza a tutte le misure e le politiche antipopolari, antidemocratiche, di sfruttamento.
In questo sforzo collettivo, intendiamo sottolineare l’importanza del rafforzamento della lotta e delle organizzazioni antimperialiste, in cui risalti il ruolo del WFDY quale organizzazione internazionale giovanile antimperialista di massa. La gioventù di sinistra, comunista, progressista, democratica, può e deve svolgere un ruolo decisivo e di direzione nei propri paesi, nell’organizzazione della gioventù in questa lotta di resistenza per rovesciare il vecchio sistema, sostituendolo con uno più giusto; un sistema che sarà basato non sul capitale e lo sfruttamento, ma sull’uguaglianza, la prosperità e la giustizia sociale, in cui il popolo abbia il potere nelle proprie mani e salvaguardi una pace durevole.