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da: www.solidnet.org
Contributo del Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese
www.munkaspart.hu , mailto:mp200@axelero.hu

Conferenza Internazionale sulla “Questione Orientale”.
Istanbul, 20 gennaio 2007
 
22 gennaio 2007

A kommunistak mi vagyung!
Noi siamo i comunisti!
 
Intervento di Gyula Thurmer, Presidente del Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese
 
Cari compagni,

Voglio iniziare ringraziando il Partito Comunista di Turchia per avere organizzato questa conferenza.
 
Voglio esprimere la nostra piena solidarietà al Partito Comunista di Turchia. Apprezziamo il vostro coraggio e il vostro coerente internazionalismo. Negli ultimi anni i comunisti turchi sono stati capaci di mobilitare le giovani generazioni. Sono riusciti a coinvolgere molti intellettuali nell’attività comunista. Il Partito Comunista di Turchia apporta un apprezzabile contributo alla cooperazione internazionale tra i partiti comunisti e operai. Esprimiamo ammirazione per questi successi. Siamo venuti per studiare l’esperienza turca e per sostenervi.
Compagni,
 
A nome del Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese, condivido le tesi introduttive della nostra Conferenza Internazionale e concordo con la bozza di risoluzione proposta.
 
Le forze capitaliste hanno scatenato un attacco generalizzato contro le forze rivoluzionarie e anticapitaliste. Si tenta di liquidare le forze comuniste in Europa, mettendo al bando organizzazioni politiche, come l’organizzazione giovanile comunista nella Repubblica Ceca, oppure utilizzando misure legali contro i comunisti, come è capitato in Ungheria. Si persevera nella cosiddetta “democratizzazione” in Europa Orientale, mettendo sotto crescente pressione la Bielorussia e cercando di rovesciare il suo governo democraticamente eletto.
 
Le forze imperialiste attaccano l’Iraq occupato ed ora si rivolgono contro la Siria, l’Iran ed altri paesi. Coinvolgono nelle loro azioni un sempre maggior numero di paesi: la Turchia, l’Ungheria e molti altri stati. Tutti questi sviluppi internazionali sono strettamente connessi. Tutti hanno come obiettivo finale la liquidazione delle forze di progresso sociale e di indipendenza nazionale.
 
Siamo convinti che si debba trarre una conclusione di fondo. Noi possiamo opporci con successo alla politica imperialista. Noi possiamo salvaguardare la nostra indipendenza e libertà. Si, possiamo farcela. Ma dobbiamo lottare contro l’imperialismo. Non dobbiamo cercare compromessi con il capitalismo. Non dobbiamo farci integrare nel sistema capitalista. Oggi, più che nel passato, la lotta antimperialista, antimonopolista è legata strettamente e organicamente alla lotta per rovesciare il capitalismo. Noi dobbiamo rovesciare il capitalismo, se vogliamo ottenere l’indipendenza nazionale, la sovranità e il progresso sociale.
 
Noi, comunisti ungheresi, pensiamo che questo sia il nostro compito storico. Non dobbiamo arrenderci, non dobbiamo perdere la fiducia. Ogni conferenza di questo tipo, ogni azione comune aiuta ad indebolire il capitalismo. Ogni presa di posizione politica, ogni manifestazione contribuisce a creare le condizioni necessarie alla classe operaia ed ai suoi alleati per la presa del potere. E’ il nostro compito e lo assolveremo.
 
Compagni,
 
I problemi di quello che viene definito Est possono trovare una soluzione. Tutti possono trovare una soluzione. 90 anni fa la Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre ha aperto la via alle forze rivoluzionarie e di liberazione nazionale. E’ questa la ragione per cui si cerca di creare conflitti tra i partiti comunisti e le organizzazioni nazionali. Non permetteremo alle forze imperialiste di dividerci. Dobbiamo trovare un linguaggio comune per iniziare immediatamente la lotta. Non abbiamo tempo da perdere. L’alternativa è: o le forze capitaliste con sfruttamento e guerre, oppure noi, forze dell’indipendenza nazionale e del socialismo con la promessa di pace e eguaglianza sociale.
 
Compagni,
 
Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese sta seguendo con grande interesse gli sviluppi della situazione in Medio Oriente. I comunisti ungheresi sono stati fortemente solidali con i popoli della regione e con le loro lotte per i diritti sociali e democratici, contro gli interventi imperialisti. Abbiamo sempre sostenuto la loro lotta per la pace e la stabilità.
 
Oggi vogliamo confermare la nostra solidarietà al popolo Arabo, alla sua lotta per l’indipendenza, la sovranità e la pace. Vogliamo esprimere il nostro appoggio alla Siria contro le campagne politiche e informative. La Siria si è pronunciata contro le guerre, i crimini e la pratica del terrorismo. Ha sempre operato per il raggiungimento della pace nella regione, in accordo con le più rilevanti risoluzioni.
 
Condanniamo l’aggressione contro i popoli del Libano e della Palestina. Siamo convinti che l’unica via praticabile sia rappresentata da una pace giusta e globale. Israele deve ritirarsi dai territori arabi e rispettare le risoluzioni dell’ONU.
 
Il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese è convinto che la soluzione della questione palestinese debba comprendere in particolare il ritiro dell’esercito israeliano sulle posizioni precedenti le occupazioni del 1967 e la distruzione del muro sionista, la realizzazione delle diverse risoluzioni dell’ONU nel rispetto del diritto del popolo Palestinese alla costruzione di un suo Stato libero, indipendente e abitabile, con capitale Gerusalemme Est.
 
L’Iran sta oggi diventando il principale obiettivo delle forze imperialiste. Non solo a causa del petrolio. Esse vogliono liquidare l’Iran, perché l’Iran rappresenta un nuovo simbolo di indipendenza nazionale, sovranità e comportamento antimperialista. Esse non possono coesistere con tali simboli. Ora le forze imperialiste dicono che la politica nucleare dell’Iran è responsabile della tensione nella regione. Tentano persino di dare l’impressione che gli Stati Uniti e i loro alleati siano in procinto di scatenare una guerra nucleare contro l’Iran, che cambierebbe totalmente il mondo. Gli attacchi dei media dei capitalisti mirano a creare un’atmosfera tesa, militarizzata, nella regione e ad attribuire la colpa della situazione all’attività nucleare dell’Iran.
 
Voglio essere chiaro: siamo dalla parte del popolo dell’Iran. L’Iran ha pieno diritto di sviluppare l’energia nucleare. Il popolo dell’Iran può contare su di noi nella sua lotta contro le sanzioni e le minacce militari.
 
Chiediamo la comprensione di quelle forze politiche che non condividono i metodi di politica interna del governo iraniano. Le loro ragioni hanno la nostra comprensione, ma tali forze devono capire che l’attuale governo dell’Iran rappresenta una delle ultime forze influenti nella lotta contro l’imperialismo e che, in questa lotta, deve avere il nostro sostegno.
 
Affermiamo anche con chiarezza: Israele divide le responsabilità con gli USA ed altre forze imperialiste. La politica di Israele è il sionismo. Israele è oggettivamente alla testa delle aggressioni e delle guerre imperialiste. Noi comunisti europei abbiamo una particolare responsabilità in merito a questa questione. Abbiamo il dovere di spiegare ai nostri popoli che le forze imperialiste utilizzano in modo strumentale il ricordo dell’olocausto, quando vogliono far credere che tutte le opinioni anti-israeliane sono antisemite. No, gli aggressori sono aggressori, indipendentemente dalla religione che professano. Per noi Israele è un aggressore.
 
Dobbiamo intensificare la nostra lotta contro il militarismo e la guerra. I comunisti ungheresi chiedono il ritiro delle forze di occupazione dall’Afghanistan e dall’Iraq. E’ un nostro compito nazionale, poiché ci sono soldati ungheresi sia in Iraq che in Afghanistan.
 
Appoggiamo gli incontri e le iniziative dei Partiti Comunisti che si propongono di assicurare la pace nella regione. Siamo contro il piano del “Grande Medio Oriente”. Esprimiamo la nostra solidarietà ai Partiti Comunisti di Libano, Siria, Palestina e Israele. Siamo pienamente solidali con il PC di Turchia.
 
In conclusione, vi sarei grato se faceste sapere nei vostri paesi che in Ungheria esiste un partito che lotta contro il capitalismo: il Partito Comunista dei Lavoratori Ungherese.
 
Stiamo lottando con tutte le nostre forze per la causa dei lavoratori. Appoggiamo anche le lotte dei piccoli e medi imprenditori ungheresi per la loro sopravvivenza. Stiamo difendendo e rafforzando il nostro partito, il solo partito di sinistra marxista in Ungheria. Nel nostro recente 23° congresso, terminato il 4 novembre, abbiamo deciso di rinnovare completamente il nostro partito, praticamente di ricostruire un nuovo partito, come organizzazione di membri disciplinati effettivamente rivoluzionaria marxista-leninista. Non possiamo prevedere come si evolverà in futuro la situazione. Ma dobbiamo stare dalla parte dei lavoratori e del popolo.
 
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare