www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 08-03-07

da: www.sacp.org.za/main.php?include=docs/pr/2007/pr0225.html
 
Riunione del Comitato Centrale del PC del Sudafrica (SACP)
 
24-25 febbraio 2007
 
Il Comitato Centrale del PC del Sudafrica (SACP) si è riunito il 24 e 25 febbraio 2007. La riunione del CC è stata preceduta dal seminario di due giorni dal tema “confronto sulla politica nazionale”, in cui sono stati valutati gli effetti delle nostre azioni politiche, in particolare di quelle relative a numerose campagne popolari, realizzate in collaborazione con molte altre forze progressiste, per sviluppare un movimento di cooperative, per la riforma agraria, per il trasporto pubblico, per una politica finanziaria e industriale di sviluppo e che crei lavoro.
 
Due sono le lezioni tratte dal seminario:
 
Nonostante gli sforzi del governo, attraverso una serie molto ampia di iniziative, ciò che più impedisce il progresso del paese è il suo carattere coloniale che ancora caratterizza le scelte d’indirizzo e di sviluppo economico. Scelte troppo dipendenti dall’esportazione di beni primari, dal capitale, dai beni di consumo (soprattutto di lusso), e dominate da un pugno di colossi finanziari e minerari. Questo percorso di sviluppo - anche se significativo e continuo – in realtà riproduce sottosviluppo. Lo sviluppo dell’ultimo decennio è stato caratterizzato dalla perdita nei settori tradizionali di un milione di posti di lavoro, dalla perdita o marginalizzazione di altre centinaia di migliaia di lavoratori degli altri settori, e dall’espulsione di oltre un milione di contadini, con relative famiglie, dai latifondi dei proprietari bianchi. La politica redistributiva di questo governo semplicemente non è sostenibile, serve un cambiamento. Il CC ritiene che una politica industriale, con un ruolo guida per lo stato, debba essere una priorità dell’agenda politica del governo. Accoglie anche positivamente l’interesse crescente del governo intorno al progetto di una sostanziale trasformazione dell’economia.
 
Il secondo importante insegnamento che abbiamo tratto è che una trasformazione politica senza mobilizzazione e partecipazione totali è destinata a fallire. La dove siamo riusciti a conseguire progressi reali, come nelle nostre campagne Ottobre Rosso, è perché siamo riusciti a mobilitare il più ampio schieramento di forze possibile.
 
Dobbiamo ridare slancio alla nostra campagna finanziaria. In particolare, proporremo la cancellazione di tutti divieti all’erogazione del credito bancario, che oggi colpisce quasi sei milioni di sudafricani. Sottolineiamo che invalidare questo “libro nero” non equivale a cancellare i debiti di queste persone.
 
Analogamente ci batteremo per un nuovo sistema di finanziamento per l’acquisto di abitazioni di edilizia popolare (…)
 
Dopo la lunga battaglia condotta dal SACP, finalmente le cooperative iniziano ad essere una realtà dell’azione governativa.
 
(…)
 
SACP e le elezioni
 
Il CC ha delineato il tipo di rapporto del Partito con lo Stato in generale, e con le elezioni in particolare.
 
Il CC concorda sulle seguenti indicazioni:
 
Il nostro metodo di relazione con lo Stato in generale, incluse le elezioni è condizionato da due priorità strategiche:
 
1. Difendere il movimento di liberazione nazionale e i valori della nostra rivoluzione democratica formalizzati nella Freedom Charter
2. Avanzare nella costruzione a medio termine di un’egemonia di classe in tutti luoghi di potere: stato, economia, lavoro, società e dentro il nostro stesso movimento.
 
L’alleanza con l’ANC è sia tattica sia strategica, quindi non è legata ad aspetti “umorali”
 
Le elezioni sono una questione tattica e non strategica, e sono subordinate alle due priorità strategiche citate sopra.
 
Le future campagne elettorali del SACP sosterranno l’alleanza con l’ANC, pur conservando la possibilità di correre in modo indipendente, il che non significherebbe necessariamente la rottura dell’alleanza.
 
Le esatte modalità di collaborazione saranno materia di discussione al tavolo di trattativa con l’ANC. Dipenderanno da diversi fattori congiunturali, e dalle diverse realtà territoriali.
 
La discussione sul metodo deve rimanere aperta, valutare costi e benefici delle diverse opzioni, Queste sono questioni tattiche ed è inutile oggi pensare agli scenari dei prossimi anni. (…)
 
Le condizioni di partecipazione del SACP all’alleanza elettorale con l’ANC sono tre, e non sono negoziabili:
 
1. La scelta dei candidati, con l’ANC o da soli, deve essere democratica e riflettere il nostro carattere di massa e la nostra componente di classe.
2. Il SACP farà campagna elettorale sia con l’alleanza, che per proprio conto – usando la prima per rinforzare la seconda.
3. La piattaforma elettorale della coalizione deve contenere obiettivi strategici, sulla base dei bisogni della classe lavoratrice e dei poveri.
 
Alla luce di quanto scritto, un certo numero di azioni concrete devono diventare imperative per il SACP ed i suoi alleati. Nessuno di noi può semplicemente optare per il mantenimento dello status quo.
 
Si deve pensare ad una riconfigurazione dell’alleanza a tutti i livelli, correggerne le disfunzioni evidenti in molte zone, puntare ad un’alleanza basata sull’unità d’azione, non soltanto in periodo elettorale.
 
L’ANC, per sua stessa ammissione, sta affrontando fenomeni di corruzione, carrierismo, creazione di fazioni. Deve esserci un rinnovamento al suo interno.
 
(…)
 
Il SACP chiede soprattutto si mantenga alta l’attenzione per evitare che la nostra nuova democrazia ripieghi in una logica corporativa. Sono necessari incrementi sostanziosi nelle sovvenzioni pubbliche ai partiti, anche a livello locale, mentre devono essere rigorosamente regolamentate le donazioni private, assicurandone la massima trasparenza.
 
No alla sovranità del denaro! Sì alla sovranità del popolo!
 
Tradotto dall’inglese per resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare