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Incontro euro-mediterraneo dei Partiti di Sinistra: Cipro, 17-18 marzo 2007
Contributo del Partito Comunista di Boemia e Moravia (KSCM)
30 marzo 2007
I piani imperialisti nella Regione e il ruolo dell’Unione Europea
Gli Stati Uniti d’America stanno cercando di riempire il vuoto creatosi a causa del collasso del campo socialista europeo: collasso che ha portato alla rottura dell’equilibrio internazionale di forze e all’avanzata dell’imperialismo mondiale e dei suoi sforzi per mantenere e rafforzare un mondo unipolare.
Questi cambiamenti, a partire dagli anni ’90, hanno avuto un impatto sul terreno economico, sociale, politico ed anche ideologico, nel contesto di singoli paesi e regioni e su scala mondiale.
L’Unione Europea cerca di allargarsi fino alla regione del Medio Oriente, per ragioni strategiche o legate al controllo delle risorse naturali, imponendo accordi iniqui di partnership. Per la stessa ragione, gli USA tentano di inglobare questa regione nella loro Area di Libero Scambio, e di integrare nella NATO un vasto numero di paesi della zona.
La contraddizione di natura commerciale che investe la regione ha implicazioni geopolitiche. Ci sono molte ragioni che spiegano questa circostanza.
L’UE, che si è allargata orizzontalmente, con i suoi membri arrivati al numero di 27, non ha tratto vantaggio dalla rottura dell’equilibrio internazionale di forze, così da contribuire alla creazione di un mondo multipolare. Al contrario, la sua dipendenza dagli USA si è approfondita, specialmente sul terreno della politica internazionale. Tale dipendenza è testimoniata dalla creazione della Forza di Rapido Impiego dell’UE, le cui truppe hanno una funzione di supporto di quelle della NATO, in base agli impegni derivanti dall’appartenenza all’alleanza. I governi Ceco e Polacco, in quanto membri dell’UE, hanno accettato, malgrado le proteste popolari, basi radar e missilistiche USA, con il pretesto di fronteggiare la minaccia missilistica iraniana. In realtà queste basi vengono installate contro la Federazione Russa, sebbene Cechi e Polacchi non abbiano alcun interesse a deteriorare le relazioni con il loro vicino.
C’era da aspettarsi, dopo l’abolizione del Patto di Varsavia, anche l’eliminazione della NATO, anche in considerazione del fatto che gli USA non avevano mai attribuito all’alleanza un carattere difensivo. In verità, è accaduto il contrario. Non solo gli USA hanno rafforzato le loro posizioni nella NATO a spese dell’indipendenza degli altri membri, ma hanno continuato ad allargare i ranghi dell’alleanza, al fine di integrarne altri paesi sia dell’Europa Orientale che dell’area Baltica, hanno avviato un dialogo con alcuni paesi arabi, come Marocco, Mauritania, Algeria, Tunisia, Egitto e Giordania, affinché si uniscano alla NATO attraverso trattati di partnership. Inoltre – il che rappresenta l’obiettivo principale – gli USA stanno cercando di trasformare la NATO in uno strumento repressivo, mediante il quale rimpiazzare l’ONU e avere la possibilità di violare il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Le prove dei veri obiettivi di questa politica vengono dagli esempi della Jugoslavia, dell’Afghanistan e del ruolo della NATO in Iraq.
Gli USA nascondono le loro ambizioni, inventandosi in continuazione nuovi nemici, invocando un presunto scontro di civiltà, e sostenendo i conflitti settari. La loro politica del colpo preventivo viola tutte le leggi rispettose delle nazioni. E’ la politica dell’ipocrisia, che cerca di giustificare l’aggressione. Contemporaneamente, si può osservare il comune atteggiamento di UE e USA nei confronti di Cuba, Iran e Siria.
Il progetto del Grande Medio Oriente, che gli Stati Unti hanno cercato di realizzare con l’aggressione israeliana contro il Libano, ha subito un duro rovescio nel sud di quel paese. Per ottenere i loro scopi, gli Stati Uniti devono cambiare il volto della regione e, in questo contesto, l’aggressione contro Siria e Iran sembra solo questione di tempo. Occorre dire che gli USA non hanno ancora attuato il progetto, perché impegnati a provocare conflitti settari, a spezzare la cooperazione arabo-iraniana, a provocare scontri tra i palestinesi. Gli USA sostengono l’aggressore israeliano, minacciano l’unità delle nazioni, respingono ogni richiesta di ritiro delle loro truppe dall’Iraq, continuano a minacciare Siria e Iran, mentre il loro alleato, la Turchia, continua ad occupare larga parte dell’isola di Cipro, il cui governo patriottico è minacciato nella sua cooperazione internazionale, in particolare con i paesi arabi vicini.
Occorre sottolineare anche il fatto che, sebbene le forze di sinistra europee abbiano condannato l’aggressione israeliana contro il Libano, alcune di esse non hanno ancora individuato con chiarezza i suoi obiettivi strategici e non hanno compreso la natura e la struttura della resistenza nazionale libanese. Non hanno ancora attribuito il giusto valore al ruolo fondamentale che essa obiettivamente svolge. Allo stesso tempo sono condizionate dal timore di essere accusate di antisemitismo.
Gli incontri delle forze di sinistra dell’Europa e del Mediterraneo non sono solo indispensabili, ma insostituibili ai fini del raggiungimento dell’unità d’azione della Sinistra in regioni che storicamente interagiscono.
H. Charfo,
Responsabile del Dipartimento per le Relazioni Internazionali del Comitato Centrale del KSCM
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare