www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 03-07-07
People’s Democracy , Organo settimanale del Partito comunista dell'India (Marxista)
vol XXXI n°25; 24 giugno 2007
http://pd.cpim.org/2007/0624/0624207 jyoti%20basu.htm
Intervista con Jyoti Basu
“Gli altri Stati non hanno saputo fare quello che abbiamo fatto noi, nell’ambito delle limitazioni costituzionali”
Il 21 giugno 1977, con l'instaurazione del governo del Fronte della Sinistra nel Bengala dell'ovest, cominciò una nuova era nella politica indiana e nella vita del popolo indiano. Date la struttura sociale esistente e le limitazioni costituzionali presenti, noi sapevamo che non avremmo potuto cambiare tutto; ecco perché promettemmo alla popolazione di assicurare loro solamente qualche aiuto. Ma ora, 30 anni dopo, io penso che quello che noi siamo stati in grado fare per la popolazione è più che sola assistenza. In difesa dell'interesse della popolazione, noi abbiamo realizzato un approccio di sviluppo alternativo che ora sta dando dei frutti.” Così ha detto in un'intervista l’anziano leader comunista e membro del Polit Bureau del CPI(M), Jyoti Basu.
Alla vigilia della scadenza dei 30 anni di governo del Fronte della Sinistra nel Bengala dell'ovest, l’anziano leader comunista Jyoti Basu ha parlato con il corrispondente del quotidiano del Partito, esprimendo i suoi pensieri ed esperienze di questi tre decenni. Con le sue parole, ha gettato luce sull’insieme delle lotte che sono culminate nell'instaurazione del governo del Fronte della Sinistra e nei grandi risultati conseguiti durante gli ultimi tre decenni. Allo stesso tempo Basu si domanda perché anche gli altri stati non siano stati in grado di mettere in atto politiche favorevoli alla popolazione come sono stati capaci di fare- pur nell'ambito dell'esistente e con i severi limiti costituzionali- i governi guidati dalla Sinistra del Bengala dell'ovest, del Tripura e del Kerela.
Basu sarà 94enne il prossimo 8 luglio; ed il suo è registrato dalla storia come il mandato finora più lungo da primo ministro nel paese
Il veterano leader comunista ha anche affermato: “io sono estremamente felice che il Fronte della Sinistra abbia completato 30 anni in carica, avendo la popolazione dello stato dato un ampio mandato a favore di una coalizione condotta dai Marxisti a guidare il governo. Il mandato è stato rinnovato di nuovo e di nuovo, per sei volte.”
Seguono estratti dall'intervista.
Il governo del Fronte della Sinistra del Bengala dell'ovest, guidato dal CPI(M), ha completato i 30 anni della propria vita. In una struttura democratica, è un fatto senza uguali e storico. Come è stato possibile realizzare questo?
Ci fu un tempo in cui noi pensavamo che a nessun governo della Sinistra sarebbe stato permesso di continuare per un periodo lungo, vale a dire 30 anni, mentre nel nostro tipo di democrazia parlamentare, al centro i poteri effettivi restavano in mano ai partiti della borghesia padronale. Nel 1957 fu formato in Kerala il primo governo comunista ed il defunto compagno Namboodiripad fu il suo primo ministro. Ma fu dimesso nel giro di due anni e mezzo.
Anche noi avemmo un'esperienza simile nel nostro stato. Tra i tardi anni sessanta e primi anni settanta, una raffica di lotte infuriò attraverso il Bengala dell'ovest, sotto la guida del CPI(M). Il movimento per il cibo, il movimento degli studenti, il movimento dei rifugiati, il movimento dei lavoratori, il movimento degli insegnanti… tali lotte, una dopo l'altra, crearono un nuovo scenario nel Bengala dell'ovest. Fu così che nell’anno 1967 si instaurò nello stato il primo governo del Fronte Unito. Ma ci fu consentito di continuare solamente per nove mesi. Più tardi, il secondo governo del Fronte Unito andò al potere nel 1969 e ci fu permesso di continuare solamente per 13 mesi. In ambo le occasioni, il popolo del Bengala dell'ovest vide il ruolo del nostro Partito quando, nell'intento di rompere il monopolio del potere e nell'interesse di un principio democratico, noi lasciammo il posto di primo ministro del Bengala al Congresso, anche se noi eravamo il maggior partito nell’assemblea. Nel 1971 noi risultammo di nuovo più forti ma non ci lasciarono formare un governo.
E nel 1972 poi, venne inscenata una beffa con il nome di ‘elezione’- in quanto tali elezioni furono vistosamente truccate. Era un periodo nero per la democrazia parlamentare nel paese. Attraverso questi brogli il Congresso formò un governo, mentre da parte nostra noi decidemmo di boicottare l’assembla e ci comportammo così per cinque anni interi, come segno della nostra protesta. Da 1972 in avanti, la lotta per i diritti democratici e le libertà del popolo dovettero proseguire in una situazione difficile, mentre il governo del Congresso istituì nello stato un regime di terrore semi-fascista. Più di 1.100 nostri quadri furono uccisi dai gorilla legati alla polizia, centinaia di nostri uffici furono occupati con la forza e le famiglie di più di 20.000 nostri sostenitori dovettero lasciare le loro case e andare a vivere altrove, soprattutto fuori dello stato. La nostra lotta per i diritti democratici in tale situazione rimarrà indimenticabile negli annali della storia del Bengala dell'ovest.
Comunque, quello che noi abbiamo affrontato fin da marzo 1972, la popolazione dell’intero paese doveva affrontarlo tre anni dopo. Le libertà e i diritti accordati ai cittadini furono tolti sotto l'Emergenza imposta il 26 giugno 1975.
Anche questo non rappresentò niente di nuovo per noi delle più vecchie generazioni che avevamo già dovuto patire molta repressione in passato. Il nostro Partito fu dichiarato illegale durante il periodo britannico, fino alla metà del 1942, e di nuovo dopo l'indipendenza, nel 1948. La maggior parte dei nostri leader furono messi dietro le sbarre nel 1948 e riguadagnammo la condizione di legalità solamente alle prime elezioni generali nel 1952. Ma il popolo aveva visto che noi non ci eravamo mai arresi al nemico di classe, neanche di fronte ad una tale repressione. Affrontammo la tortura in prigione ma non cedemmo mai alle classi dominanti. Questo è il nostro lascito. Ecco perché il popolo del Bengala dell'ovest ci ha rispettato ed ha avuto fiducia in noi. Ecco perché, 29 anni dopo che il primo governo del Fronte della Sinistra era stato formato, c’è stata una maggioranza dei tre-quarti nell'ultima elezione. Ci fu, nell’occasione, ogni sorta di voci e di dichiarazioni calunniose contro di noi. Anche la Commissione Elettorale fu trascinata da una campagna di calunnia secondo cui noi avevamo truccato le cinque elezioni assembleari precedenti. Ma il popolo del Bengala dell'ovest ha preso ciò come un insulto al suo buon senso e ha dato ai calunniatori una risposta appropriata.
Quindi molti programmi per il popolo sono stati realizzati nel periodo a cominciare dall'instaurazione del primo governo del Fronte della Sinistra nel 1977. Quale furono i settori prioritari e i principali obiettivi?
Dopo che ci insediammo in carica, ci preoccupammo seriamente della realizzazione dei nostri impegni presi con i 36 punti del programma nel 1977. Quando vincemmo l'elezione nel 1977, una folla enorme si raggruppò per salutarci di fronte al Writers Building. Io dissi loro che noi non saremmo rimasti confinati in quell’edificio; staremmo invece stati vicini ai lavoratori, impiegati e contadini, a tutti i settori della popolazione. Ci impegnammo particolarmente su un programma radicale di riforme agrarie e più di 13 lakh (1 lakh = centomila) di acri di terra furono distribuiti fra i poveri e i senza terra. Nel nostro stato, circa l’83% della terra agricola è in possesso dei poveri e dei contadini emarginati. Questo programma sta ancora continuando e anche l’attuale, settimo, governo del Fonte della Sinistra ha distribuito della terra fra le persone povere, anche se restano dei problemi a causa di controversie giudiziarie. Abbiamo anche posto attenzione allo sviluppo agricolo, al decentramento del potere attraverso il sistema del panchayat e municipalità, per assicurare un terzo dei posti alle donne nel sistema di panchayati raj (governo autonomo di un comprensorio di 5 villaggi) e garantire il diritto di votare all'età di 18 anni per le municipali e negli organismi del panchayat. La produzione agricola è aumentata. Noi abbiamo anche dato priorità alle piccole e micro industrie. Qui sono protetti moltissimo gli interessi delle persone povere, dei lavoranti agricoli e dei mezzadri
Quale è la ragione? È perché il Fronte della Sinistra giunse al governo attraverso una serie di lotte di massa. Il Fronte della Sinistra non è solo un fronte elettorale; la popolazione ha visto il nostro ruolo in difesa dei suoi interessi. In una democrazia parlamentare, noi abbiamo fatto storia. Io credo sinceramente che abbiamo adempiuto al massimo a ciò per cui ci eravamo impegnati al momento dell’instaurazione del primo governo del Fronte della Sinistra nel 1977. Noi abbiamo adempiuto approssimativamente al 90% del nostro programma, sebbene non si possa negare che rimangano ancora alcuni inconvenienti. Noi avevamo preso impegno a portare l'elettricità ad ogni villaggio ma ciò non è ancora completato (anche se mi hanno informato che sarà fatto entro 2012); il settimo governo del Fronte della Sinistra è determinato su questo.
Questa è la caratteristica che ci distingue: che non nascondiamo nulla alla popolazione, neanche i nostri punti negativi. Noi chiediamo ai nostri compagni di partito di ascoltare le critiche fatte contro di noi. Qualsiasi cosa di positivo che possa essere fatto, deve essere fatto; se ciò non avviene, la popolazione dovrebbe denunciarlo direttamente. Questo è il nostro modo di funzionare. E ciò nonostante il fatto che in molti casi il responsabile degli errori sia il governo centrale; che è quello che spesso mette ostacoli sulla via dei nostri programmi di sviluppo, per offuscare la nostra immagine.
Si dice che il Bengala dell'ovest stia affrontando delle discriminazioni. Per favore elabori questo punto.
Veda, da un po’ di tempo stiamo affrontando varie cospirazioni e molte discriminazioni. Noi abbiamo una grande esperienza in materia. Ricordo molto bene due o tre casi successi. C'era una volta un progetto elettronico per l'area del Salt Lake ed alla fine Mrs Indira Gandhi ci promise aiuti per questo. Tuttavia, dopo avermi tenuto in aspettativa per un anno, lei ci disse che i suoi funzionari che erano nel comitato costituito a occuparsi di questa questione, le avevano suggerito unanimemente di non andare avanti con quel progetto. La loro idea era che nessun investimento avrebbe dovuto essere fatto nel Bengala dell'ovest perché era un stato di confine. Ridicolo! Io chiesi quale fosse il problema. Se poi fosse stato un problema riferito alla sicurezza, sarebbe stato più grave nel nord-est, ma lei mi disse che non poteva farci niente, dal momento che i suoi funzionari non erano disposti a darmi il permesso. In seguito, senza alcun aiuto dal governo centrale, costruimmo questo complesso elettronico su 300 acri di terreno; ora approssimativamente tra i 25.000 e i 30.000 giovani stanno lavorando là. O prendiamo il caso del complesso petrolchimico di Haldia, un valore di progetto sulle 5.000 crore Rs. (1crore=10 milioni) ma io ho dovuto aspettare 11 lunghi anni per ottenere il permesso dal governo centrale. Adesso più di 70.000 persone hanno un lavoro nelle industrie della valle.
Come vede il ruolo dell'opposizione di fronte ai programmi di sviluppo nel Bengala dell'ovest?
Molte volte io ho detto che il ruolo dell’opposizione, grande o piccolo, è molto importante in una democrazia parlamentare, ma deve essere un'opposizione responsabile. I partiti di opposizione hanno il diritto di criticare i programmi statali se li giudicano male, ma in una maniera responsabile. Ma quando noi mettiamo in atto un programma a favore del popolo, perché non possono estenderci la loro cooperazione?
Il Bengala dell'ovest ora è il più grande produttore di riso ed il secondo maggior produttore di patate nel paese. Attraverso il nostro programma di riforme agrarie, abbiamo distribuito la terra fra le persone povere. Quel programma sta ancora continuando.
Ora nell'interesse della gioventù disoccupata il nostro governo sta spingendo le misure per l’industrializzazione. Questo è ciò che necessita al nostro stato. Ci fu un tempo in cui il Bengala dell'ovest ebbe una posizione prestigiosa rispetto alle industrie nel paese. Ma a causa di un sistema di licenze gestite politicamente e alla politica di regolazione del trasporto perseguite dai successivi governi del Congresso al centro, lo stato ebbe molto a patire e incorse in un’acuta stagnazione industriale. Ora dopo la rimozione di queste regolamentazioni e con la fine della discriminazione, anche io dico che noi avremmo bisogno di investimento straniero per la crescita industriale. Ma dico anche che dovrebbe essere basato sull’interesse reciproco, proteggendo gli interessi legittimi della nostra gente che lavora.
Comunque, l'opposizione nel nostro stato è lontana dal creare caos sui programmi di sviluppo del governo del Fronte della Sinistra. Anche quando ero primo ministro, facevamo appello all'opposizione affinché cooperasse riguardo ai programmi di sviluppo nel nostro stato. Io poi incontrai anche il primo ministro Rajiv Gandhi, con una delegazione di tutto il Partito, ma Mamata Banerjee ed Ajit Panja a quel tempo declinarono di venire insieme a noi. Mamata disse: noi non possiamo venire con lei da Rajiv Gandhi.
Ogni volta il nostro governo avviava un programma di sviluppo per lo stato, loro creavano delle questioni. Alcuni mesi fa, i legislatori di Trinamool frugarono la sede dell’assemblea, distrussero arredi costosi ed i beni di governo. Cosa è questo? E’ un modo di agire responsabile? Quello che voglio dire è che anche noi prima stavamo all'opposizione ma tenemmo sempre un ruolo responsabile, positivo, essendo il problema dello sviluppo al centro delle preoccupazioni. Il popolo del Bengala ci ha considerati un'opposizione responsabile; noi non creammo mai un problema sui programmi di sviluppo per il nostro stato e ogni volta che era in questione l'interesse della nostra gente. Quando il primo ministro del Congresso Bidhan Chandra Roy prese l’iniziativa per l’impianto dell'acciaio a Durgapur o il distretto amministrativo di Kalyani, noi lo sostenemmo.
Quindi, il prossimo il 21 giugno, il governo del fronte della Sinistra completerebbe 30 anni della sua vita. Come leader veterano del movimento comunista del nostro paese, quale è il suo messaggio?
Io sono estremamente felice che il nostro governo stia ora entrando nel suo 31 anno. È un fatto storico in una democrazia parlamentare. Ora abbiamo bisogno di fare una campagna nazionale per divulgare quello che abbiamo realizzato in questo lungo periodo nel Bengala dell'ovest, nel Tripura e in Kerala. La popolazione di tutto il paese deve sapere che altro tipo di programma noi abbiamo messo in atto in questi stati. Dobbiamo sollevare anche la questione: perché gli altri stati non hanno saputo fare quello che abbiamo fatto noi, pur nell’ambito di così severe limitazioni costituzionali e di una struttura socio-politica sfavorevole?
Anche se noi siamo molto forti nei tre stati citati ed abbiamo una qualche influenza anche in altri stati, il nostro Partito non è forte nell'insieme del paese. Ecco perché non dobbiamo rafforzare solo l'organizzazione del Partito ma anche l’organizzazione delle nostre masse. Senza rafforzare l’organizzazione delle nostre masse, noi non possiamo sviluppare un Partito forte in tutto il paese.
Io credo che all'interno dell’attuale struttura borghese-padronale, noi dobbiamo cogliere ogni piccola opportunità disponibile in questo sistema. Il nostro scopo è sviluppare una società senza classi, senza sfruttamento, e dobbiamo continuare la nostra lotta per realizzare questa meta, anche se non so quanto tempo ci vorrà.
Traduzione dall’inglese di Bf per www.resistenze.org