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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 12-10-07 - n. 198
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Incontro Regionale di Partiti Comunisti dell’America Latina
Dichiarazione finale
Montevideo, 5 ottobre 2007
Riuniti a Montevideo, nell’ambito dei festeggiamenti per l’87° anniversario del Partito Comunista dell’Uruguay, abbiamo discusso e scambiato opinioni su diverse questioni della realtà continentale e mondiale, sul ruolo dell’imperialismo e sui diversi modi con cui popoli e governi affrontano la politica genocida del governo degli Stati Uniti guidato da George Bush.
90 anni dopo la Rivoluzione d’Ottobre (al calore della quale sono nati i nostri partiti), e 16 anni dopo la sparizione dell’Unione Sovietica, i problemi dell’umanità non sono stati risolti ma, al contrario, lo sviluppo sfrenato del capitalismo nella sua fase imperialista mette a rischio la sopravvivenza stessa dell’umanità in quanto specie, mediante la guerra, la spogliazione economica e la distruzione dell’ambiente.
In America Latina stiamo vivendo una nuova epoca segnata dalla crescita dell’organizzazione dei popoli che, in alcuni casi, ha portato all’avvio di processi avanzati di profondo contenuto democratico e democratizzatore in società marcate a fuoco dallo sfruttamento e soggette alle peggiori miserie del capitalismo.
L’imperialismo yankee non è indifferente a questi cambiamenti. Opera continuamente per indebolire e distruggere questi processi, e per questo utilizza tutti i mezzi a sua disposizione: la minaccia militare, il ricatto economico, l’interferenza mascherata e/o sfacciata negli affari interni delle nostre nazioni, l’approfondimento delle differenze tra i governi di diversi paesi, ecc. Attraverso i suoi agenti cerca di eliminare, distruggere o cooptare coloro che sono considerati una minaccia per i suoi interessi. E’ un fatto che non si può nascondere tanto in America Latina quanto nel resto del mondo.
Il processo di cambiamento richiede l’unità dei popoli e l’affermazione di governi progressisti e di sinistra per affrontare l’azione imperialista. Ciò comporta l’approfondimento dei livelli di integrazione economica e sociale, modificando le alleanze storiche su cui essa poggiava. E’ necessario sviluppare azioni che permettano che i paesi dell’America Latina possano relazionarsi in nuove condizioni, che consentano l’apertura di spazi di autonomia di fronte all’egemonia imperialista. In tal senso, ci pronunciamo per il rilancio delle esperienze di integrazione su nuove basi, a favore del Banco del Sud e di tutte quelle proposte che cercano di integrare la regione, affrontando oggettivamente la dipendenza.
Coscienti che, per affrontare le sfide del momento, si impone la costruzione del ruolo centrale dei lavoratori nei processi in corso, e che, per questo, noi comunisti abbiamo di fronte una grande sfida, dichiariamo:
- Il nostro appoggio incondizionato alla Rivoluzione cubana e condanniamo ancora una volta il blocco criminale da parte del Governo degli Stati Uniti. Riaffermiamo la nostra richiesta (insieme a milioni nel mondo) della immediata liberazione dei cinque patrioti cubani ingiustamente detenuti negli USA a causa della loro lotta contro il terrorismo. A quarant’anni dalla scomparsa fisica del Comandante Ernesto Che Guevara facciamo nostre le parole del ministro degli Esteri di Cuba all’Assemblea Generale dell’ONU che affermano che “il Presidente Bush non ha né l’autorità morale né la credibilità per giudicare nessuno. Dovrebbe rispondere di fronte al mondo per i suoi crimini. C’è un limite all’arroganza e all’ipocrisia. C’è un limite alla menzogna e al ricatto (…) Lottiamo con la convinzione che anche se esistono uomini senza dignità, ce ne sono comunque altri che portano in sé la dignità di molti, portano in sé un popolo intero, portano in sé la dignità umana”.
- Condanniamo la politica militarista del Presidente Uribe, appoggiata e finanziata dall’imperialismo yankee, salutiamo i tentativi intrapresi per stabilire il dialogo e lo scambio umanitario tra le FARC e il Governo della Colombia e ci impegniamo ad appoggiare l’iniziativa del Presidente Hugo Chavez che si muove in questa direzione.
- Appoggiamo le forze democratiche e progressiste unite nel Polo Democratico e respingiamo le pressioni, le minacce e gli attentati contro i suoi membri da parte delle forze repressive dello Stato Colombiano, dipendenti dal governo.
- Appoggiamo l’ingresso del Venezuela nel Mercosur e faremo sforzi in ogni sede per la sua più rapida approvazione da parte dei parlamenti di Brasile e Paraguay, come è già avvenuto nei parlamenti di Uruguay e Argentina.
- Salutiamo calorosamente la vittoria delle forze politiche che appoggiano il Presidente Correa in Ecuador nelle recenti elezioni per la formazione dell’Assemblea Costituente.
- Nell’imminenza del processo elettorale in Argentina, salutiamo gli sforzi unitari del Partito Comunista di Argentina (PCA) e di altre forze progressiste, e i loro progressi nei recenti processi elettorali provinciali.
- Respingiamo gli attacchi delle forze di destra rappresentanti delle oligarchie della regione contro Lula e Tabaré Vazquez, come pure le minacce golpiste contro il popolo Boliviano con Evo Morales alla sua guida.
- Salutiamo il processo avviato dal popolo paraguayano che, attorno alla figura di Fernando Lugo, promuove un programma di cambiamenti profondi e urgenti. Mettiamo in guardia contro le manovre che l’imperialismo, in alleanza con i rappresentanti dell’oligarchia interna, sta portando avanti per impedire la concretizzazione di questi processi.
I Partiti firmatari si impegnano a continuare a sviluppare forme di scambio reciproco che permettano una migliore analisi della situazione regionale e mondiale, e contribuiscano a rafforzare le esperienze unitarie della sinistra, come il Foro di San Paolo.
Partito Comunista di Argentina
Partito Comunista del Brasile (PCdoB)
Partito Comunista Colombiano
Partito Comunista di Cuba
Partito Comunista Paraguayano
Partito Comunista dell’Uruguay
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare