www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 12-01-08 - n. 210

da KKE - http://inter.kke.gr cpg@int.kke.gr in www.solidnet.org
 
Incontro dei Partiti Comunisti e Operai area del Mediterraneo Meridionale e Orientale, Mar Rosso e regione del Golfo - Atene, 5 gennaio 2008
 
Comunicato stampa congiunto
09/11/2008
 
Un incontro di Partiti Comunisti e Operai di paesi dell’area del Mediterraneo Meridionale e Orientale, Mar Rosso e regione del Golfo si è tenuto ad Atene il 5 gennaio 2008, con all’ordine del giorno: “Gli ultimi sviluppi nella regione – il piano per il “Grande Medio Oriente” e la risposta del movimento Comunista e Antimperialista”.
 
All’incontro hanno preso parte rappresentanti della Tribuna Democratica Progressista di Bahrain, AKEL-Cipro, Partito Comunista di Grecia (KKE), Partito Tudeh dell’Iran, Partito Comunista di Israele, Partito Comunista Giordano, Partito Comunista Libanese, Partito del Popolo Palestinese, Partito Comunista Sudanese, Partito Comunista Siriano, Partito Comunista di Siria e Partito Comunista della Turchia. Hanno anche partecipato Kyriakos Triantafillidis, parlamentare europeo di AKEL e Presidente del Comitato del Parlamento Europeo per le Relazioni con il Consiglio Legislativo Palestinese e Giorgios Toussas, parlamentare europeo del KKE e membro del comitato menzionato. Anche una delegazione del Partito Comunista di Cuba ha partecipato all’incontro portando un saluto.
 
L’incontro, ospitato ad Atene dal KKE, ha fatto seguito ad una precedente riunione svoltasi in agosto 2006 e motivata dall’ingiusta invasione militare del Libano da parte di Israele e dalla continua aggressione contro il popolo Palestinese. I partiti hanno discusso della scalata nell’intervento imperialista nella regione e dei seri problemi arrecati ai popoli dai piani USA-NATO per il “Grande Medio Oriente” e dall’ingerenza delle forze più reazionarie che hanno provocato la cosiddetta “guerra contro il terrorismo” in una vasta regione. La recente conferenza di Annapolis, in linea con più ampi progetti USA, complica e inasprisce ulteriormente i problemi.
 
I partecipanti hanno rilevato che i Comunisti sono in prima linea nella lotta per la democrazia e per la promozione degli interessi popolari; nella lotta politica e ideologica per smascherare e affrontare l’azione delle forze politiche che intendono trarre vantaggio dalla situazione e che si presentano come i “sostenitori e protettori” dei popoli, ma che in effetti sono motivate solo dai propri particolari interessi e dalla loro competizione con gli USA. E’ stata evidenziata la necessità che la lotta dei popoli assuma un profilo unitario, di classe e politico. Preoccupazione è stata espressa per l’esplosione delle divisioni e dei conflitti religiosi, settari ed etnici. Alcuni partecipanti hanno denunciato i piani imperialisti che si propongono di distruggere e smantellare paesi ed anche l’aggressività sionista nella regione.
 
I partecipanti hanno sottolineato la necessità di lavorare alacremente per la creazione di un fronte unitario sociale e politico nella regione, con un vasto sostegno internazionale di partiti, movimenti e organizzazioni, contro il piano imperialista del “Grande Medio Oriente” e la sua presunta “democratizzazione”.
 
Alla luce dei più recenti sviluppi, i partecipanti hanno espresso preoccupazione per la possibilità di una crescente scalata dell’aggressività imperialista contro i popoli di Libano, Palestina, Siria, Iran, Iraq, Afghanistan, Pakistan.
 
Di fronte a questa situazione i partecipanti ritengono che il movimento internazionale di solidarietà con i popoli della regione debba essere rafforzato, come pure il sostegno alla lotta delle forze democratiche e progressiste della regione per la democrazia, la libertà, la giustizia sociale, per un’azione politica e sindacale senza impedimenti delle forze che lottano contro l’imperialismo, per l’attività libera e legale dei partiti e movimenti progressisti.
 
I partecipanti hanno sottolineato la necessità di intensificare la lotta in difesa della sovranità nazionale e dell’integrità territoriale di ogni paese contro tutti gli interventi imperialisti, con qualsiasi pretesto vengano attuati. Essi hanno rimarcato il fatto che la resistenza e la lotta dei popoli non sono terrorismo. E’ diritto di ogni popolo scegliere le forme della propria lotta.
 
I partecipanti si sono impegnati ad intensificare la lotta in difesa del diritto inalienabile di tutti i popoli all’autodeterminazione e a decidere in modo sovrano sul futuro della loro terra. Essi hanno espresso la loro solidarietà a Cuba socialista e hanno chiesto la rimozione del blocco USA.
 
I partecipanti hanno chiesto:
 
- Il ristabilimento della sovranità in Libano e la cessazione di ogni controllo aereo, marittimo e delle frontiere del Libano, e delle quotidiane violazioni israeliane. Sono necessarie riforme che si contrappongano alla divisione del Libano su basi etniche e religiose.
 
- Il ritiro dell’esercito israeliano dai territori palestinesi, libanesi e siriani occupati dal 1967, il totale smantellamento e demolizione del muro israeliano. La creazione di uno Stato Palestinese con capitale Gerusalemme, accanto ad Israele. La soluzione della questione dei rifugiati palestinesi in base alla risoluzione 194 dell’Assemblea dell’ONU e in linea con le relative risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
 
- L’immediato rilascio da parte di Israele di tutti i prigionieri politici Libanesi, Palestinesi e altri Arabi.
 
- Un Medio Oriente libero da armi nucleari, procedendo innanzitutto all’eliminazione dell’arsenale nucleare di Israele.
 
- La fine delle minacce e degli atti di intimidazione da parte degli USA e delle altre forze imperialiste contro il popolo della Siria e la liberazione delle alture e della regione del Golan.
 
- La cessazione di tutte le minacce di attacco militare o di imposizione di sanzioni economiche contro l’Iran e la solidarietà con la lotta del popolo Iraniano per la pace, la democrazia, i diritti umani e la giustizia sociale.
 
- L’immediato ritiro delle truppe d’occupazione imperialiste da Iraq e Afghanistan, e il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro.
 
- L’immediata cessazione delle operazioni militari turche contro i Kurdi nel Nord Iraq, che causano nuovi interventi imperialisti.
 
- Il ritiro delle forze di occupazione turche da Cipro e la risoluzione della Questione di Cipro in accordo con le risoluzioni dell’ONU, il diritto internazionale e gli accordi ad alto livello che prevedono una federazione bi-zonale, bi-comunale.
 
- La rimozione di tutte le basi militari dai paesi della regione. I partecipanti si sono energicamente pronunciati contro l’installazione di nuove basi.
 
L’incontro ha discusso una serie di proposte di iniziative e attività comuni che comprendono:
 
- Visite di delegazioni congiunte di Partiti Comunisti e Operai nei paesi della regione (specialmente in Libano, Palestina, Siria e Israele).
 
- Coordinamento nel Parlamento Europeo e nell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. Inviti a Partiti Comunisti e Operai della regione, in particolare di Libano, Palestina, Siria e Israele, a prendere parte alle sedute del Parlamento Europeo.
 
- Proseguimento delle azioni comuni e della mobilitazione dei partiti, approfittando degli eventi di massa e delle iniziative come i festival, le manifestazioni, ecc. per rafforzare la solidarietà.
 
- Sostegno alle mobilitazioni di protesta contro i piani imperialisti per il “Grande Medio Oriente” in occasione della visita di Bush nella regione in gennaio 2008.
 
- Pressione su ogni governo che accetta o non reagisce nei confronti del piano per il “Nuovo Medio Oriente” e non condanna l’aggressività di Israele verso i popoli della regione, gli insediamenti, il muro della separazione e il genocidio contro il popolo palestinese.
 
Atene, 5 gennaio 2008
 
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare