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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 19-01-08 - n. 211
Un altro documento sulla battaglia dei comunisti francesi contro la "liquidazione" del PCF
Prima dell’assemblea straordinaria nazionale del PCF dell’8 e 9 dicembre: mozione approvata dalla federazione del PCF di Pas de Calais.
Da anni, deploriamo le scelte strategiche della direzione del partito lanciando l’allarme ai comunisti, in ogni congresso, sulle loro conseguenze catastrofiche.
L'assemblea dell'8 e 9 dicembre prossimo non ci sembra essere la soluzione per un rilancio del partito. La democrazia avrebbe voluto che il progetto che verrà presentato ai delegati di sezione fosse quantomeno discusso dai comunisti nel partito. Ma ciò non sarà possibile, poiché sarà elaborato dal CN soltanto quattro giorni prima dell'assemblea.
1- La prima di queste esigenze è fare un bilancio autocritico.
Se il partito non ha bisogno di autoflagellarsi continuamente, un bilancio invece deve essere fatto per il periodo 1995-2007. In particolare per il processo di “mutazione”; la partecipazione al governo Jospin; la strategia elettorale adottata in occasione delle regionali del 2004 (dove siamo partiti, escluso due eccezioni, su liste guidate dal PS fin dal primo turno); il ragruppamento nei collettivi anti-liberali per una candidatura unica alla presidenziale del 2007. Innegabilmente, la rinuncia a presentarci con una chiara identità comunista ha contribuito ad accelerare l'arretramento del nostro partito. L'elettorato popolare non ci segue più e si diluisce tra il voto “utile” per il PS, il voto di protesta all’estrema sinistra, o il voto a favore della destra o della destra estrema.
Non abbiamo saputo trarre profitto dalle rare esperienze positive, come per esempio, quella della lista Comunista alle regionali del 2004 guidata da Alain Bocquet a Nord-Pas-de-Calais, o quella contro il trattato per la Costituzione Europea.
2- La seconda esigenza: no allo scioglimento del PCF come partito politico.
Non ci faranno rinunciare né al comunismo né al Partito Comunista Francese.
Si tratta di lavorare per reindirizzare il Partito Comunista Francese, per non essere coinvolti in un processo di dissoluzione, o di diluizione come una componente “di una nuova formazione politica di sinistra”, un altro partito federativo in cui si fondono dei comunisti, dei socialisti, dei “gauchistes” (sinistra estrema).
L'azione di un PCF, portando il suo contributo originale, è necessaria per le lotte, e per ricostruire un movimento trasformatore di popolo.
Il dialogo indispensabile con le altre forze di sinistra deve essere condotto per costruire un movimento popolare di maggioranza e non per costruire un nuovo partito del tipo “Links Partei”. Occorre anche farla finita con “le tendenze” che ci minano dall'interno! Come si può essere ancora dirigenti o eletti dal partito, dopo avere indicato di votare, e vedere diretta, la campagna di José Bové?!! È necessario anche rivisitare la nostra pratica politica a tutti i livelli, dalle cellule al Consiglio nazionale.
3- La terza esigenza, è l’affermazione della nostra scelta di società: la costruzione del socialismo del XXI° secolo.
Dobbiamo affermare una scelta per una società che si basa su una concezione marxista, segnata dal progresso sociale, l’umanesimo, l'ecologia, il femminismo, la pace e la giustizia. Il socialismo e il comunismo sono il futuro del mondo. Lontano dall'immagine che ci fornisce il pensiero dominante, sono la soluzione alle contraddizioni che il capitalismo, fino all’ultimo, non può risolvere più. Occorre che il prossimo congresso approfondisca l'analisi sul sistema capitalista e metta in evidenza le sue devastazioni, su scala nazionale ed internazionale. È oggi attanagliato dalle sue contraddizioni: abbassamento del tenore di vita dei salariati, delocalizzazione delle imprese, concorrenza tra i lavoratori… ecc. Occorre che venga precisato nel prossimo congresso il nostro progetto per la Francia e la nostra solidarietà con tutti coloro che, nel mondo, condividono e portano avanti questa battaglia.
4- La quarta esigenza, è quella dell’azione!
Il nostro partito non è un club di discussione la cui funzione principale sarebbe quella di organizzare dei forum o dei momenti per fare vivere dei concetti generici di “sinistra”, o che sia “plurale”, “anti-liberale” o altro…. Innanzitutto è un Partito d’azione che organizza la solidarietà coi lavoratori in lotta.
La preparazione del Congresso 2008, deve essere fatto nell’azione di lotta. Non si tratta solamente di seguire i sindacati per dare un appoggio al movimento sociale. Si tratta di organizzare la risposta dei lavoratori contro le aggressioni della destra e del MEDEF, nei settori d’intervento che ci permettono di superare le tendenze corporativiste. Manifestazioni nazionali, campagne nazionali di propaganda, come quella che attualmente è stata intrapresa in favore del refrendum.
Il Partito ha bisogno di esistere nazionalmente e di dimostrare la sua utilità. La riuscita di tali campagne di mobilitazione passa attraverso un lavoro d’organizzazione nei luoghi di lavoro, ristabilendo dei legami privilegiati col mondo operaio e i suoi responsabili sindacali. Il nostro futuro passa anche con la riconferma del rapporto con la gioventù nella sua diversità. Dai quartieri popolari alle università, numerosi sono i giovani che rigettano gli effetti devastanti del capitalismo. Aiutiamoli ad organizzarsi nella gioventù comunista e di armarsi ideologicamente per rendere più efficaci le loro lotte.
Questi quattro punti dovranno essere una base di lavoro di preparazione del congresso 2008 ma, in attesa, anche per fare vivere il partito oggi.