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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 27-01-08 - n. 212
Gli “arancioni” stanno vendendo gli interessi nazionali dell’Ucraina
Dichiarazione di Piotr Simonenko, leader del Partito Comunista di Ucraina (KPU)
24/01/2008
La questione principale oggi all’ordine del giorno è quella della sovranità dell’Ucraina. Poiché parte dei poteri viene trasferita al blocco militare-politico della NATO e ciò rappresenta una seria minaccia. La “lettera dei tre” in merito all’adesione al programma che prevede l’ingresso del nostro paese nella NATO, testimonia del fatto che Juschenko, Timoshenko e Jazeniuk stanno usurpando il potere statale e calpestando la volontà popolare.
Quali saranno le conseguenze? Il 70% dei cittadini dell’Ucraina si pronuncia contro l’entrata nella NATO. E’ evidente che si vuole dividere la società. L’atto formale della sigla del programma per l’ingresso nella NATO non farà altro che approfondire questo solco. Tutti noi comprendiamo benissimo che ciò arrecherà una grave minaccia all’integrità territoriale dell’Ucraina. Questo gesto avventuristico avrà anche colossali conseguenze economiche. Un colpo decisivo verrà inferto all’economia nazionale, in primo luogo alla piccola e media imprenditoria. Si acutizzeranno i problemi legati alla fornitura del petrolio e del gas, i problemi del sistema energetico, il problema dell’eliminazione delle scorie delle centrali nucleari.
L’ingresso nella NATO avrà enormi conseguenze geopolitiche. Inasprirà le nostre relazioni con la Federazione Russa e la Bielorussia. La possibile installazione di basi americane o di sistemi di difesa antimissilistica sul nostro territorio è una minaccia che proviene da strutture di terrorismo internazionale.
Noi comunisti avevamo messo in guardia sul fatto che, dopo le elezioni anticipate, le forze “arancioni” avrebbero accelerato i tempi per legare l’Ucraina alla NATO. Sappiamo benissimo che il capitale, che si trova alle dipendenze delle banche straniere, per sua natura è venduto ed è pronto a vendere gli interessi nazionali, votandosi, su disposizione degli Stati Uniti d’America, ad una politica antipopolare e antinazionale.
I comunisti esigono che il presidente emani immediatamente un decreto sullo svolgimento di un referendum in merito alla questione dell’entrata dell’Ucraina nella NATO. Juschenko da più di un anno ignora il parere di quattro milioni di cittadini, che hanno invocato una decisione a riguardo. Io esigo che il Procuratore generale chiami a rispondere il presidente con l’accusa di avere ignorato la volontà del popolo.