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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 02-02-08 - n. 213
Il ruolo del Partito Comunista come organizzazione rivoluzionaria
Carolus Wimmer*
12/01/2008
La questione del ruolo del partito comunista non è solo di natura teorica; nel processo politico del Venezuela, costituisce un tema d’attualità. Il tema consiste nella seguente questione: perché il Partito Comunista del Venezuela (PCV) non si è unito al Partito Socialista Unificato del Venezuela (PSUV), una fusione a cui aveva fatto appello il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chavez Frias. C’è stato anche qualcuno che ha pensato che il Partito Comunista del Venezuela sarebbe scomparso in questo processo, o che si sarebbe ridotto a poca cosa se non avesse accettato questa fusione, dal momento che la lotta per il socialismo “sarebbe rimasta nelle mani del PSUV”. Sembrerebbe un argomento in apparenza logico, ma dal mio punto di vista non lo è. Perché il Partito Comunista del Venezuela lotta e continuerà a lottare per il socialismo, indipendentemente dalla posizione adottata dal PSUV o da qualsiasi altra forza che aspira al cambiamento e alla liquidazione del capitalismo.
Produttività e progresso
Per i comunisti, il socialismo si presenta come una tappa nella transizione verso una società più giusta che – dal nostro punto di vista – è il comunismo. E noi comunisti siamo i combattenti più fermi e risoluti per il socialismo. Raggiungere e costruire il socialismo ci avvicina al nostro obiettivo: l’edificazione di una società che sia ancora più avanzata dell’organizzazione socialista, vale a dire il comunismo, l’organizzazione comunista della società. In altre parole, la nostra lotta per il comunismo ha bisogno di una tappa precedente, il socialismo. Nel socialismo, l’organizzazione della produzione e la ripartizione sociale di ciò che viene prodotto si compie sulla base della formula: “Da ciascuno (che produce per la società) secondo le sue capacità, a ciascuno secondo il suo lavoro”, vale a dire per ciò che ha reso o prodotto.. si tratta della base della costruzione della società socialista. Nel comunismo, la formula si esprime in questo modo: “Da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni”. Ciò comporta uno sviluppo elevato della società e della produttività allo scopo di rendere possibile la soddisfazione dei bisogni della società. La realizzazione della prima tappa, il socialismo, richiede una condizione preliminare: la soppressione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Il capitalismo è il regno della proprietà privata dei mezzi di produzione. I lavoratori vendono la loro forza lavoro, le loro conoscenze, per cui i proprietari dei mezzi di produzione pagano loro una parte di quanto è prodotto con il salario. Ciò che resta costituisce il plus-valore, di cui si impossessa il proprietario dei mezzi di produzione e che rappresenta il fondamento della crescita della sua ricchezza. Ciò rappresenta la base della società capitalista.
Interessi antagonisti
Coloro che possiedono i mezzi di produzione si uniscono per difendere l’ordine sociale che permette loro di arricchirsi sempre di più. E coloro che sono sfruttati si uniscono allo scopo di difendersi da questo sfruttamento e di battersi per un altro ordine sociale, in cui non saranno più sfruttati. Questa unione tra gli sfruttatori è conosciuta come classe sociale borghese, la borghesia, che difende i propri interessi e cerca di fare in modo che le cose restino come sono. E coloro che lavorano e sono sfruttati formano la classe operaia, il proletariato. Essi difendono i propri interessi e vogliono che la società cambi, che la proprietà privata, lo sfruttamento e il capitalismo scompaiano. Gli interessi delle due classi sono antagonisti. Ecco perché lottano l’una contro l’altra, in primo luogo allo scopo di esercitare il potere di governare la società nel suo insieme. E’ ciò che è racchiuso nel concetto di lotta di classe, ed è proprio quello che noi, marxisti-leninisti, consideriamo come il motore della storia. Perché non è il marxismo-leninismo il motore della storia, ma la lotta di classe. Il marxismo-leninismo, le sue formulazioni teoriche, non rappresentano che uno strumento di interpretazione della realtà in cambiamento, uno strumento di interpretazione e di orientamento della lotta, dello studio della lotta di classe in momenti storici determinati. Per questo non sostituisce la lotta di classe come motore della storia. Questo è il marxismo-leninismo: uno strumento profondamente arricchito dalla storia, che – sostenuto dalla dialettica – rende possibile il suo rinnovamento continuo. Marx ha utilizzato questo strumento nella sua epoca nelle condizioni allora esistenti. Anche Lenin lo ha utilizzato nella sua epoca nelle condizioni allora esistenti. E attualmente serve ai partiti comunisti in tutto il mondo come guida per lo studio delle condizioni sociali ed economiche, del rispettivo sviluppo della lotta di classe e per la formulazione della loro politica, che si fonda sulla lotta di classe e sulla difesa degli interessi della classe operaia – nell’interesse della lotta immediata del proletariato in ogni paese e proiettata nella prospettiva dell’avanzata verso il socialismo e il comunismo.
Marxismo-Leninismo
Non si può parlare allora di marxismo-leninismo come di un “dogma”, né dei marxisti-leninisti come “dogmatici”, e non si può quindi affermare che il marxismo-leninismo appartiene al “passato”. Il marxismo-leninismo non appartiene al passato, esso si rinnova, si attualizza, e viene costantemente applicato in corrispondenza della realtà. E’ dialettico, dinamico e interpreta giorno per giorno le realtà della lotta di classe. E partendo da ciò che noi, marxisti-leninisti, prendiamo partito per la lotta del proletariato contro il capitalismo. Noi siamo contro ogni forma di capitalismo e contro tutte le forme sociali che generano il capitalismo.
Qualcuno ha detto che il nuovo Partito PSUV “non impugnerà le bandiere del marxismo-leninismo perché è un dogma, perché appartiene al passato”. Ma ciò non si decide per decreto. Al contrario, questa affermazione dovrebbe essere scientificamente provata, ma ancora non è stato fatto, e del resto non si potrà fare, perché il marxismo-leninismo non è passato e non è un dogma. Che non lo assuma il nuovo Partito PSUV, che non lo applichi, che se ne sbarazzi o che lo espella dai suoi ranghi è dunque un affare di coloro che formano questo partito. Si è detto ripetutamente che, nel nuovo partito, gli orientamenti teorici e politici, il modello di organizzazione, ecc, saranno discussi, in maniera orizzontale e collettiva, dai candidati all’iscrizione a questo partito. Che dovrebbero diventare membri a pieno titolo nel corso del processo di riunioni dei collettivi, e che, nel corso di queste riunioni, essi dovrebbero poter discutere e decidere insieme della dottrina teorica, della linea politica e sindacale, degli statuti, delle forme di funzionamento e di organizzazione del nuovo partito. Ciò non è ancora avvenuto. Ciò significa che la riflessione e la discussione collettiva annunciate non si sono ancora sviluppate. Eppure sono stati molti quelli che hanno invitato il Partito Comunista del Venezuela a dissolversi nel PSUV. E’ forse per dirci che noi dobbiamo semplicemente abbandonare la nostra identità di comunisti e di marxisti-leninisti? E’ proprio questo che dimostra concretamente la necessità dell’esistenza del Partito Comunista del Venezuela come partito della classe operaia, del proletariato venezuelano, come garante dell’applicazione del marxismo-leninismo nell’orientamento della lotta di classe e della lotta per il socialismo. Ciò prova la necessità del suo consolidamento ideologico, politico e organizzativo, la necessità dell’edificazione di un grande Partito Comunista del Venezuela, malgrado tutti gli ostacoli. Se noi vogliamo attualizzare questo tema, possiamo fare riferimento al discorso del presidente Chavez del 3 gennaio 2008, in cui ha riconosciuto dopo un anno, in maniera autocritica, il ruolo del PCV e la necessità di ricostruire il polo patriottico come alleanza tra il PSUV e il PCV.
* Carolus Wimmer è membro dell’ufficio politico del Partito Comunista del Venezuela (PCV), segretario delle relazioni internazionali e deputato al parlamento latinoamericano
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare