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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 19-02-08 - n. 215
Contro l'imperialismo e contro la guerra!
Albano Nunes - Segreteria del CC e del Comitato Politico del Partito Comunista Portoghese
01/02/2008
"L'imperialismo precede la guerra come le nuvole la tempesta". Questo ben noto detto di Jean Jaurès, il socialista francese che a causa della sua instancabile lotta contro la guerra fu assassinato poco prima del catastrofico 1914/1918, è tutt'oggi attuale.
Il militarismo, la corsa agli armamenti, le guerre di aggressione insieme ai quanto mai accaniti attacchi alle libertà, ai diritti e alle garanzie democratiche fondamentali, sono all'ordine del giorno a livello internazionale e imperversano nel nostro quotidiano.
Non vi sono dubbi: se, sotto il dominio statunitense e delle altre potenze imperialiste si continuerà su questa via, si avranno enormi catastrofi su vasta scala, tanto da far impallidire tragedie come quelle dell'Afghanistan, dell'Iraq, della Palestina e di altre regioni del globo. La militarizzazione dell'economia e della società sono sempre state usate come vie d'uscita per risolvere le più gravi contraddizioni e le crisi interne del sistema capitalista. È sempre più probabile che il crollo del mercato interno statunitense si trasformerà in una crisi economica e finanziaria seria, con un enorme impatto sia nel sistema capitalista che per l'economia mondiale e con sviluppi pericolosi che non possono essere ignorati. Il rischio di un salto nel buio mette a repentaglio l'intero pianeta come è evidente nel caso iraniano. La miscela esplosiva di paranoia militarista e di cicliche crisi impone alle forze progressiste e pacifiste di raddoppiare la vigilanza e intensificare la lotta.
All'interno di questo quadro, le notizie di un recente incontro portoghese-spagnolo, a Braga, ci preoccupa. Secondo la stampa, The daily newspaper, i problemi della "sicurezza" e della "difesa", occupano una posizione centrale non già dal punto di vista della cooperazione per la pace, il disarmo, per un allentamento della tensione internazionale, per una soluzione politica dei conflitti, per sradicare le cause politiche e sociali del terrorismo ma al contrario per accrescere la spesa in armamenti, per una maggiore partecipazione in operazioni di interferenza e aggressione, per un rafforzamento della Nato e degli organismi di sicurezza dell'Unione Europea, in linea col Trattato militarista che né il governo Socrates (primo ministro portoghese) né il governo Zapatero vogliono sottoporre al giudizio referendario per non rischiare il rigetto del popolo.
Per quanto concerne il disastro in Iraq, il peggioramento della situazione in Afghanistan, il genocidio palestinese, le minacce verso l'Iran, la tragedia balcanica e le altre questioni aperte regna il silenzio o la sottomissione alla strategia decisa dalle alte sfere dell'imperialismo che chiedono di rafforzare la cooperazione delle rispettive forze armate e il coordinamento dell'azione delle loro forze militari in Afghanistan, Libano e Kosovo.
Questo non è il percorso che Portogallo e la Spagna devono intraprendere.
Questo percorso è conseguente alle ambizioni della "grande" Germania, della Francia filostatunitense di Sarkozy, del rafforzamento militare e anticostituzionale del Giappone, del dispiegamento anti-missilistico USA alle porte della Russia, dell'annuncio durante il summit di Bucharest di un ulteriore accrescimento della Nato non nell'area euro-atlantica ma verso i confini cinesi. Un percorso che è in aperta contraddizione con gli interessi dei popoli del Portogallo e della Spagna al quale dobbiamo opporci fermamente.
La tensione bellica e militarista è connaturata al capitalismo e solo la lotta dei lavoratori e delle masse verso il progresso sociale e la pace può contrastarne le sue espressioni più terribili. Sviluppare la lotta contro l'imperialismo e contro la guerra è sempre stato un compito di grande importanza per i Comunisti.
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare