www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 20-03-08 - n. 220

da PCdoB - www.vermelho.org.br/base.asp?texto=33551
 
L’incontro dei PC per la ricerca dell’unità d’azione tra comunisti
 
José Reinaldo Carvalho
 
Sul quotidiano web del Partito Comunista del Brasile (PCdoB), “Vermelho”, il Segretario delle relazioni internazionali del Partito Comunista del Brasile (PCdoB) trae un interessante bilancio degli esiti dell’ultima riunione del Gruppo di Lavoro dell’Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, svoltasi a Lisbona a metà febbraio.
 
Il PCdoB si sta già preparando ad ospitare il 10° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai, dal 21 al 23 novembre, a Sao Paulo. Ci si attende che circa 80 partiti vengano in Brasile per discutere le possibilità di realizzazione di azioni comuni. Il primo di questi eventi si svolse nel 1999, ad Atene, per iniziativa del PC di Grecia. Da allora, gli incontri hanno segnato l’azione dei comunisti in tutto il mondo. Ecco cosa ha detto a questo riguardo José Reinaldo Carvalho, segretario delle Relazioni Internazionali del PCdoB.
 
Priscilla Lobregatte
 
Decisioni della riunione del Gruppo di Lavoro di Lisbona
 
La riunione del Gruppo di Lavoro, formato da 11 partiti, realizzata a Lisbona sotto gli auspici del Partito Comunista Portoghese, il 16 febbraio, ha contato sulla partecipazione di 10 partiti membri (solo uno era assente per ragioni tecniche), oltre ad altri sette partiti che, sebbene non siano membri del Gruppo di Lavoro, hanno voluto essere presenti, poiché queste riunioni sono aperte a tutti i partecipanti all’incontro (alla riunione era presente anche il PdCI, ndt). Nell’occasione si è deciso in merito alla data – 21/23 novembre 2008 – , al luogo dell’incontro – la città brasiliana di Sao Paulo – e al tema.
 
Il segno internazionalista
 
Per la prima volta nella storia del movimento comunista mondiale, un evento della rilevanza dell’Incontro dei Partiti Comunisti e Operai, si svolgerà in Brasile. Ciò ha un grande significato negli indirizzi di marcia del PCdoB. Il nostro partito è sempre stato internazionalista, solidale con la causa dei popoli - e ciò non entra in contraddizione con il nostro tenace patriottismo – e ha sempre mantenuto molte relazioni nell’ambito del movimento comunista internazionale. E’ la prima volta che il Brasile ospita l’incontro ed anche la prima volta, in 86 anni, che il PCdoB ospita un evento internazionale così significativo. Ciò significa che, per il suo significato regionale e mondiale, l’incontro assume un valore politico sia per il paese che per il partito. Si tratta di un’iniziativa che si inscrive nel quadro di espansione che la vita del partito ha sperimentato negli ultimi anni. Mentre il PCdoB sta cogliendo successi significativi in diversi fronti di attività, anche nell’ambito internazionalista i comunisti hanno registrato successi, che si ripercuotono sul piano della lotta antimperialista di massa, per la pace e in solidarietà con i popoli aggrediti, dando in tal modo un contributo all’esercizio di quello che chiamerei internazionalismo delle masse, un’espressione dei migliori sentimenti del popolo brasiliano nei confronti degli altri popoli e nazioni.
 
Per il rafforzamento dei partiti comunisti
 
Questi incontri, che si susseguono dal 1999, contribuiscono al recupero della forza del movimento comunista dopo le sconfitte che ha sofferto a partire dal declino dell’URSS e dei paesi socialisti nell’Est europeo alla fine degli anni 80 e all’inizio degli anni 90. Questo fatto ha provocato la dispersione delle forze comuniste nel mondo, ha generato problemi di ordine politico ed ideologico e approfondito discrepanze e divisioni. Questi incontri sono serviti per rafforzare, in un processo graduale, il movimento comunista e creare le condizioni per la sua unità a partire dall’unità d’azione.
 
Saldo positivo
 
Dopo nove incontri – quello del Brasile sarà il decimo – è possibile fare un bilancio e constatare che l’esperienza è stata molto positiva. Occorre rilevare la presenza di numerosi partiti, circa 80, di tutti i continenti. E i temi del dibattito sono stati molto vari. Si va dalla crisi del capitalismo e dalla globalizzazione capitalista alla politica delle alleanze dei comunisti; dall’opinione dei comunisti sul movimento sindacale al dibattito sulla nuova situazione nel mondo dopo l’11 settembre 2001; dalla situazione nel mondo con lo scoppio della guerra “preventiva” di aggressione, da parte del governo Bush in Afghanistan e Iraq, fino alla discussione sui 90 anni dalla Rivoluzione d’Ottobre, tema trattato nell’ultimo incontro, realizzato a Minsk, Belarus, una ex repubblica dell’URSS. Avendo offerto la possibilità di affrontare temi come questi con un gran numero di partecipanti, questi incontri costituiscono un’esperienza fruttuosa, traducendosi sempre in un rafforzamento della comprensione reciproca. Le discussioni si sono svolte in un clima fraterno con l’obiettivo di avvicinare le posizioni e creare consenso. In questo modo si stanno creando le condizioni perché gli incontri non abbiano come unico risultato la pubblicazione degli interventi, ma anche la realizzazione di azioni comuni.
 
Prese di posizione
 
L’unità d’azione tra i partiti comunisti e operai può esprimersi attraverso prese di posizione comuni su questioni che fanno parte dell’agenda mondiale. Un esempio è rappresentato dalla nota congiunta di rifiuto della dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo, sull’ingerenza dell’imperialismo nordamericano e dell’Unione Europea nei Balcani, le cui responsabilità sono state all’ordine del giorno della riunione di Lisbona. In questo momento la nota, già pubblicata (http://www.resistenze.org/sito/te/pe/mc/pemc8b18-002693.htm), conta sull’adesione di 48 partiti comunisti. La stessa cosa avviene anche in relazione ai conflitti in corso nel Medio Oriente.
 
Mozione per l’America Latina
 
Essendo la prima volta che l’incontro si realizza in America Latina, il Gruppo di Lavoro ha proposto all’approvazione una mozione collettiva di appoggio ai popoli latinoamericani, in particolare ai processi progressisti che stanno guadagnando forza nel continente. Recentemente, abbiamo firmato un documento di appoggio alla Bolivia minacciata di golpe da parte delle forze reazionarie ed anche da azioni separatiste. In definitiva, sono molte le forme attraverso cui i partiti comunisti possono creare le condizioni propizie all’unità d’azione.
 
Ripercussione politica
 
Se i partiti comunisti si esprimono con chiarezza su una determinata questione, anche in luoghi dove possono non avere tanta forza politica, questa presa di posizione si andrà a ripercuotere e influenzerà le azioni di altre aggregazioni politiche, cioè, avrà ripercussioni sul quadro politico. Ancora di più quando questi partiti esercitano influenza sindacale e nei movimenti di massa, nelle tribune parlamentari, negli strumenti di potere locali o nazionali, nei giornali di grande diffusione.
 
Compiti del PCdoB
 
Fino a novembre, il PCdoB si dedicherà alla preparazione dell’incontro e, alla vigilia della sua realizzazione, sarà fatta un’ultima riunione del Gruppo di Lavoro allo scopo di definire la sua dinamica. La preparazione dell’incontro è compito del partito ospitante. Il PCdoB prenderà tutte le misure perché sia possibile fare un incontro che abbia ripercussione politica in un luogo che renda possibile il buon svolgimento dei lavori. Accompagneremo questa riunione con una manifestazione pubblica, a carattere ideologico e politico, per rendere possibile il contatto dei partiti partecipanti con i nostri militanti e quadri, i movimenti sociali e politici brasiliani e con le forze della coalizione di cui il nostro partito fa parte.
 
Una tematica precisa
 
E’ stato definito il tema del prossimo incontro: “I nuovi fenomeni nel quadro internazionale. Contraddizioni e problemi nazionali, sociali, ambientali e interimperialisti in aggravamento. La lotta per la pace, la democrazia, la sovranità, il progresso e il socialismo e l’unità d’azione dei Partiti Comunisti e Operai”. Sebbene l’enunciato sia ampio, affronta temi sufficientemente precisi. In primo luogo, vogliamo affrontare la realtà nella quale stiamo operando. Ci sono molti fenomeni nuovi nella situazione mondiale: economici, politici, sociali e culturali. Desideriamo analizzare questi nuovi fenomeni e interpretarli alla luce della teoria marxista-leninista e della linea politica di ogni partito.
 
Spiegare il mondo contemporaneo
 
Analizzando questi nuovi fenomeni, è nostra intenzione cercare di spiegare le contraddizioni del mondo contemporaneo. La contraddizione tra il capitalismo e il socialismo è una contraddizione attuale? Esistono forze politiche e intellettuali che ritengono che, per il fatto che il socialismo ha sofferto una sconfitta delle sue prime esperienze, la contraddizione non esiste più. E’ un modo mascherato di collocare in secondo piano la lotta per il socialismo. Un’altra questione è se, con i nuovi fenomeni dell’economia mondiale – le ristrutturazioni produttive, la ridislocazione degli impianti industriali e i cambiamenti intervenuti nel funzionamento delle imprese – esiste ancora, con un livello importante di antagonismo, la contraddizione tra capitale e lavoro. E anche come situare nel quadro attuale, le contraddizioni tra l’imperialismo e i popoli, tra l’imperialismo e le nazioni in via di sviluppo, tra l’imperialismo e le nazioni che soffrono le spogliazioni neocolonialiste? C’è chi sostiene che, per il fatto che il capitalismo va globalizzandosi, non è più imperialista. Pertanto, non esisterebbe più la contraddizione tra i popoli e l’imperialismo e, in tal modo, la lotta per la liberazione nazionale e sociale non avrebbe più senso. I comunisti devono confrontarsi anche con opinioni false sulla crisi del capitalismo e dell’imperialismo. Non sono pochi i settori che, anche nella sinistra, sottovalutano il livello e la profondità della crisi sistemica e strutturale del capitalismo.
 
Unipolarismo o multipolarismo
 
Dibattere su questi nuovi fenomeni significa trattare delle contraddizioni del mondo attuale. La stessa cosa si può dire delle contraddizioni interimperialiste. Il fatto che esista oggi una grande potenza che esercita il dominio unipolare nel mondo significa che le contraddizioni interimperialiste hanno cessato di esistere? O, al contrario, si stanno creando nuove contraddizioni e le potenze imperialiste alternano momenti di cooperazione a momenti di rivalità che possono trasformarsi in fenomeni mondialmente esplosivi? Esiste anche un dibattito, in cui la socialdemocrazia dà il meglio di sé nella diffusione di illusioni, su come porsi di fronte alla tendenza oggettiva al multipolarismo. C’è chi dice che questa nuova tendenza porterebbe ad un maggior equilibrio e che sarebbe possibile domare l’imperialismo nordamericano attraverso l’azione multilaterale delle Nazioni Unite o di altre organizzazioni internazionali multilaterali. O anche che questo imperialismo inclinerebbe verso una politica di pace. Un altro tema centrale dell’incontro è la ricerca dell’unità nell’azione tra i partiti comunisti e operai e tra questi e le altre forze progressiste e antimperialiste attorno alle lotte per la pace, la sovranità, l’approfondimento della democrazia, il progresso sociale e per i diritti dei lavoratori. Queste sono le questioni che caratterizzeranno l’incontro e che, ovviamente, non saranno esaurite in questa occasione. La volontà e il proposito di tutti i partiti è aprire e approfondire il dibattito.
 
Traduzione dal portoghese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare