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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 31-03-08 - n. 221
21 marzo 2008
Incontro europeo - Atene 14-16 di marzo, 2008
Contributo del Partito Comunista Tedesco - DKP
Il nuovo trattato europeo, gli sviluppi e la lotta popolare
Günter Pohl, Viceresponsabile della Commissione Internazionale
Cari compagni:
Vogliamo innanzitutto esprimere gratitudine al Partito comunista di Grecia per ospitare questo incontro, soprattutto perché riteniamo che le iniziative capaci di migliorare e rendere più efficace la collaborazione tra i Partiti comunisti in Europa siano utili per tutti di noi.
E' con questo spirito, di accrescere la cooperazione tra i Partiti comunisti, che alla vigilia del nostro 18° Congresso di tre settimane fa a Mörfelden (Francoforte) abbiamo ospitato 24 partiti e rappresentanti di tre ambasciate. Tutti hanno contribuito con interventi e proposte a riguardo.
Compagni:
L'Unione Europea è una costruzione imperialista. Oggi, dopo la fine del socialismo in Europa, rappresenta più che mai una risposta al mondo unipolare voluto dagli Stati Uniti senza offrire alcuna soluzione ai problemi sociali dei popoli europei, ma sappiamo bene che questo non è un suo fine. Il suo unico compito è invece creare le condizioni idonee per accrescere lo sfruttamento da parte del capitale, delle banche e dei potentati, nazionali o internazionali che siano. Da qui il disimpegno verso la volontà espressa nei referendum in Francia e nei Paesi Bassi e la sostituzione della Costituzione Europea con il nuovo Trattato Operativo dell'Unione. La strategia della Commissione Europea tende solo ad alzare un baluardo contro i competitori di altre parti del mondo.
Un caso esemplificativo di cosa siano il Trattato di Maastricht e l'Agenda di Lisbona è quello della società di telefonia mobile finlandese Nokia. Dopo avere trasferito la produzione dalla Finlandia alla città tedesca di Bochum, Nokia ha incassato enormi sussidi da fondi dell'Unione destinati allo scopo. Da Bochum, Nokia ha tratto profitti esorbitanti che però non sembrano ancora sufficienti. Nokia si prepara al prossimo colpo, che dà la misura di cosa significhino la UE e la libera circolazione dei capitali. Alcuni mesi fa Nokia ha annunciato il trasferimento da Bochum alla Romania. Mentre a Bochum si perderanno 4.000 posti di lavoro, la Nokia in Romania riceverà nuovi sussidi. Siccome il costo del lavoro incide per meno del 5% dei costi di produzione, non è dai bassi salari che verranno tratti i maggior profitti. Lucroso è incassare i sussidi: danari regalati dai cittadini nell'indifferenza delle istituzioni europee. Noi speriamo che i lavoratori rumeni mettano un bastone tra le ruote della Nokia!
La lotta contro le politiche dei sussidi, pagati da ogni cittadino per il beneficio del capitale, è un campo specifico sul quale i Partiti Comunisti e dei Lavoratori potrebbero agire congiuntamente.
In politica estera la concorrenza tra Unione Europea e Stati Uniti diventa evidente. Per migliorare la competitività, le politiche di commercio estero diventano sempre più aggressive: ne sono strumenti gli accordi bilaterali di libero scambio. Gli accordi con i paesi americani, come quelli con la Comunità andina e il MerCoSur, sono sostenuti, aldilà della resistenza di alcune amministrazioni locali, dai governi anche se per altri versi danneggiano la popolazione come accade in Perù, in Colombia, in Messico o in El Salvador. Per questo motivo l'imminente summit tra UE e America Latina a Lima in maggio, dovrà esser accompagnato da una contro manifestazione popolare a cui i governi progressisti del Sud America - Bolivia, Ecuador, Venezuela e, chiaramente, Cuba socialista - aderiranno. Noi in Europa siamo su posizioni arretrate, anche se la vittoria di AKEL a Cipro ci dà nuovo coraggio. A questo proposito porgiamo calde congratulazioni ad AKEL e al presidente eletto Demetris Christofias! Il trionfo di AKEL potrebbe essere funzionale alla difesa dagli ingiusti accordi di libero scambio che la UE intende imporre agli stati che si affacciano sul Mediterraneo.
Dovremmo impegnarci non solo ad indire, in concomitanza dei summit europei, incontri dei Partiti Comunisti e dei Lavoratori, ma anche a promuovere, dove possibile, delle dimostrazioni che costituiscono occasioni di unità e di coinvolgimento di tutte le persone che per il momento non hanno potuto esprimere la loro contrarietà alla politica europea se non con l'astensione dal voto. Nelle elezioni del parlamento europeo del 2004, in Germania hanno votato meno della metà degli aventi diritto. La causa non sta nella estraneità e lontananza di Bruxelles, come sostengono i governanti attraverso i loro media, quanto nel rifiuto di una politica che è indubbiamente diretta contro l'interesse dei lavoratori e dei disoccupati.
Le elezioni parlamentari della UE del 2009 porteranno nuove sfide che noi dovremo affrontare anche con dimostrazioni, perché per la sinistra è indispensabile conseguire buoni risultati.
Al Congresso del DKP è stata approvata una risoluzione "Sulle Attività Internazionali del DKP", il cui contenuto è qui di seguito riassunto:
- il DKP intende sviluppare le sue relazioni con i partiti comunisti e della sinistra della UE e dei paesi vicini in particolare. Così sarà possibile sviluppare la lotta contro i tagli dello stato sociale e la limitazione della democrazia, contro la soppressione dei diritti, contro la delocalizzazione, contro il trattato della UE e la militarizzazione della politica estera. In particolare devono essere impedite le politiche di intervento militare e armato e l'installazione del sistema di difesa missilistico in Polonia e nella Repubblica Ceca. Una proposta a proposito: perché non incontrarci a Brdy per una ben visibile manifestazione in appoggio ai compagni cechi? Perché non dimostriamo davanti alle basi EUCOM a Stoccarda, da dove gli Stati Uniti preparano le operazioni logistiche per le loro guerre in Medio Oriente? Anche la protesta contro l'impegno di spesa in armamenti, come previsti nella Costituzione europea prima e nel Trattato poi, deve farsi più articolata.
- Il DKP sostiene i partiti comunisti e della sinistra soprattutto dell'Europa dell'Est dove sono diventati oggetto di persecuzione politica. Ci riferiamo al caso della Gioventù Comunista Ceca KSM, alla condanna dei dirigenti del Partito dei Comunisti Ungheresi. Il DKP condanna le risoluzioni anti-comuniste del Consiglio europeo.
- Noi siamo alleati delle forze che lottano contro l'occupazione e aggressione imperialista, in particolare nei luoghi dove siano dispiegati soldati tedeschi.
- Compatibilmente con le nostre forze, il DKP invierà delegati a conferenze, incontri di lavoro e congressi di partito.
- Il DKP proseguirà il coordinamento col Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi, il Partito del Lavoro del Belgio e il Partito Comunista del Lussemburgo che ha già dato luogo a eventi unitari, per esempio sul tema delle conseguenze della Strategia di Lisbona sul lavoro e le condizioni di vita nei quattro paesi. La prossima riunione è prevista per marzo in Lussemburgo. Questa collaborazione è un esempio di come noi immaginiamo un collegamento più stretto tra Partiti Comunisti e dei Lavoratori nel rispetto dell'autonomia e delle specifiche condizioni di lotta di ciascuno.
- Il DKP si impegna per dar vita a una rete fra i Partiti Comunisti e dei Lavoratori in Europa che dovrebbe essere strumento di analisi e valutazione per le attività e la prassi politica. I delegati di partito dovrebbero discutere obiettivi, organizzazione e iniziative unitarie.
- Il DKP intende, in aderenza al programma, esercitare un ruolo di osservatore rispetto il Partito della Sinistra Europea. Gli obiettivi sono di bloccare la svolta di destra nella UE, sviluppare la lotta per la salvaguardia dei diritti politici e sociali, per la pace e contro il trattato di Riforma della UE.
- Il DKP svilupperà ulteriormente il collegamento con i partiti del gruppo GUE/NGL nel Parlamento Europeo. La prossima riunione ha come scopo la preparazione delle elezioni UE del 2009.
- Il DKP collabora in modo solidale con i comunisti degli altri paesi, che abbiano o meno una loro rappresentanza in Germania.
- Il DKP partecipa ai social forum, dove difende l'unità di tutte le forze che condividano una base anti-capitalista e antimperialista. Ciò non solo permetterà di progredire nella cooperazione dei Partiti comunisti e della sinistra in Europa, ma permetterà di elaborare alternative concrete all'Europa delle banche e dei monopoli, introducendo idee di socialismo.
Queste le decisioni che fino ad oggi abbiamo preso.
Innanzitutto dobbiamo affrontare la questione della democrazia. Dobbiamo spiegare ai lavoratori che non si può chiedere alla Russia quello che non è scontato nel proprio paese come la libertà per i partiti della sinistra di concorrere per le elezioni parlamentari o presidenziali. È vero che in Russia agli oppositori di Medvedev sono stati accordati pochi passaggi televisivi, ma sarà forse concesso al DKP un solo spot televisivo nelle prossime elezioni federali in Germania nel 2009?
Nel mezzo della campagna anticomunista il Bundestag tedesco ha recentemente discusso il problema della presenza di membri del DKP nelle liste della sinistra. Nonostante il nostro partito sia ancora piccolo, il DKP è guardato con allarme. Per la prima volta dal 1956, quando il Partito Comunista della Germania (KPD) è stato illegittimamente dichiarato illegale – e a tutt'oggi lo è – una compagna del DKP ha ricevuto un mandato parlamentare nelle liste della Linke. Tali alleanze non saranno più possibili. La Conferenza Internazionale alla vigilia del nostro 18° Congresso ha espresso solidarietà alla compagna e ha chiesto che i comunisti possano godere delle legittime opportunità politiche in Germania, come avviene in molti altri paesi europei.
Pensiamo che il trionfo di AKEL a Cipro possa contribuire a una maggior apertura verso la questione Comunista in Europa.
I Partiti Comunisti e dei Lavoratori si ispirano a un'etica che discende da una ricca tradizione di resistenza contro gli sviluppi anti-democratici ed è connessa con il principio di crescita della personalità umana di ognuno. Coerentemente con la nostra tradizione internazionalista, siamo chiamati a lottare contro la trasformazione dell'Europa in una fortezza: un baluardo da espugnare per centinaia e centinaia di rifugiati africani che spesso perdono la vita nei loro viaggi tra Isole Canarie e Mediterraneo. Dare vita a una dimostrazione dei nostri partiti in quei luoghi porrebbe la drammatica situazione all'attenzione del mondo e sarebbe per noi qualificante!
Migliorare il collegamento tra noi, accrescere l'appoggio reciproco e coordinare i nostri organi di stampa sarebbe utile. La varietà di lingue europee rende indispensabile il lavoro di traduzione che dovrebbe essere intensificato, compatibilmente con le nostre forze. Sto pensando all'esempio del PC dei Popoli di Spagna in SolidNet. L'Europa, i cui confini sono più ampi della UE, è la nostra arena accanto al livello nazionale: il summenzionato esempio di Nokia rende esplicito che molti problemi non possono essere più affrontati solo a livello nazionale.
In conclusione formuliamo una proposta per un'iniziativa unitaria in Germania: il 15 gennaio 2009 ricorre il 90° anniversario dell'assassinio di Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht. Inoltre in questi giorni il Partito comunista della Germania, fondato da Rosa e Karl – la cui tradizione è raccolta dal Partito comunista tedesco – celebra il suo 90° anniversario. A Berlino ogni anno una grande dimostrazione ricorda i due eventi. Saremmo oltremodo contenti se accanto a noi fosse presente per il 90° un visibile blocco di Partiti Comunisti e dei Lavoratori a Berlino a nostro sostegno in Germania. Vi terremo per tempo informati sui nostri piani.
Affrontando tutti questi compiti e queste sfide per un altro tipo di integrazione europea, noi ci sforziamo di non essere autoreferenziali. Patricio Echegaray, Segretario Generale del PC dell'Argentina in occasione del 90° anniversario del partito ha recentemente detto che: "per essere un'avanguardia non è sufficiente proclamarsi tale. Occorre lottare per il collegamento delle forze rivoluzionarie che conduca alla formazione di una avanguardia plurale e unitaria capace di guidarci". Noi siamo d'accordo. Nel frattempo nessuno ci solleva dal compito di chiamare i problemi con il loro nome e di rendere esplicito che la loro risoluzione può avvenire solo in una società diversa da quella capitalista. Il bisogno di cambiamento sociale riaccende il dibattito sulla forma della società nuova, ed è la prospettiva socialista a restituire vigore e linfa al Partito comunista anche in Germania. Un analisi sul passato dell'esperienza socialista in Europa, anche nei suoi sviluppi negativi e nei suoi errori, è necessaria e utile, senza perdere di vista però che dopo tanti anni è arrivato il momento di agire!
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare