www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 14-04-08 - n. 223

da NCPN www.ncpn.nl manifest@wanadoo.nl
in www.solidnet.org
 
Incontro Europeo dei Partiti comunisti e dei lavoratori, Marzo 2008
 
Contributo del Nuovo Partito Comunista d’Olanda
 
Wil van der Klift, Segretaria internazionale del Nuovo Partito Comunista d’Olanda
24/03/2008
 
Cari compagni,
 
Non viviamo negli Stati Uniti d'Europa. In molti sensi è illusorio pensare ed agire come se l’Europa fosse un soggetto unito. Anche il nostro nemico di classe deve lavorare sodo per superare le molte differenze presenti tra gli stati d’Europa, e lo sta facendo già da molto tempo. Dal giorno in cui hanno iniziato a costruire la loro Europa unita ed imperialista, da dopo la II Guerra mondiale fino ad oggi. Dal 2000 in poi hanno scelto una strategia nuova chiamata Agenda di Lisbona del 2000. Cinque anni più tardi sono giunti alla conclusione che il processo dovrebbe essere più flessibile, relativamente alle molte differenze fra i paesi europei. Circa tre anni fa, il precedente primo ministro olandese, Wim Kok, rese l’agenda più flessibile, più realistica. Obiettivi nazionali ed agenda UE entrarono maggiormente in relazione ed interazione. Alcuni modelli nazionali assunsero - chiaramente sempre in modo temporaneo - il ruolo di guida, come il modello olandese ed oggi quello danese. Gli altri paesi la interpretarono come un’esortazione a cambiare le loro politiche. Il nostro nemico di classe possiede già una lunga esperienza nello sviluppare azioni unitarie, organizzandosi al suo interno in modo unitario.Che cosa abbiamo fatto noi nello stesso periodo? Come è stato scritto nel comunicato stampa, avevamo creato alcune nuove forme di cooperazione. Già questo rappresentava un passo avanti di enorme importanza. Ma confrontata con i successi del capitale, una vera e necessaria cooperazione tra i partiti comunisti e ed operai deve ancora iniziare: dobbiamo fermare le divisioni; dobbiamo trovare obiettivi comuni. Dobbiamo anche costruire una base comune per la cooperazione, l’unità ed azioni comuni. Non esiste un programma ideologico e politico comune, né un gruppo di coordinamento che organizzi le nostre attività. Perciò, abbiamo bisogno di una migliore organizzazione, più concreta e pratica. Alludo a gruppi di lavoro organizzati e realmente comuni. Cosa si sta facendo a tal proposito? Per ora stiamo concentrando, ascoltando tutti questi molto ben preparati ed utili discorsi, molti tra loro simili, e tentando di utilizzarne le analisi nei nostri partiti e paesi. E’ molto importante, ma abbiamo anche bisogno di un coordinamento europeo.
 
È perciò di grande importanza che il KKE ci abbia invitato ad unirci a quest’incontro dei partiti dei paesi UE. Ringraziamo il Partito comunista greco per quest’eccellente, ma in primo luogo assolutamente necessaria, iniziativa. Il Nuovo Partito comunista spera che questa riunione si trasformi nel primo passo per organizzare, in modo teorico e pratico, l’unità e la cooperazione tra i partiti comunisti e operai in Europa. Noi necessitiamo effettivamente di maggiore unità per combattere i brutali e crescenti attacchi alla classe operaia. Nonostante le molte differenze tra i diversi paesi, le posizioni differenti sul ruolo dell'Europa, i diversi stadi di sviluppo economico e sociale, i differenti retroterra culturali e le molte lingue che utilizziamo, dobbiamo lottare contro i tanti accordi coordinati, programmi e documenti comuni del nemico di classe del proletariato europeo. I nostri avversari hanno realmente un'agenda, un programma a punti da realizzarsi passo dopo passo, secondo i contesti nazionali. Qualunque siano le loro differenze, esistono idee comuni nel campo dei circoli finanziari ed industriali dominanti – sostenuti dai loro fantocci social-democratici, cristiano-democratici e neoliberali nei parlamenti nazionali e nel cosiddetto parlamento europeo – riguardo l’attacco allo stato sociale, la scomparsa dei diritti dei lavoratori, l’aumento della flessibilità e l’abbassamento del livello di sicurezza sociale – il vero significato del termine “flexicurity” – e concordano in un’Europa modellata a favore dei capi e dei ricchi e che sia sufficientemente competitiva da poter resistere nella lotta per la sopravvivenza con i loro “partner ed alleati”. Ma tutto questo è già stato scritto nel comunicato stampa oltre che ricordato nella relazione molto importante della compagna Aleka Papariga. Il comunicato mostra in modo molto chiaro una cosa: dobbiamo unirci, anche se risulta molto complicato a causa della mancanza di denaro, quadri e tempo, noi dobbiamo essere in grado di darci una nostra agenda comune europea. Dobbiamo fare nostra la strategia di Atene 2008.
 
I partiti comunisti ed operai in Europa devono trovare risposte più efficaci e concrete per lottare contro il nostro comune nemico. Lotte e pratiche nazionali, in un modo o nell'altro, devono essere collegate, coordinate e diventare un’arma concreta. Fino a quando saremo divisi, ci concentreremo su compiti nazionali, ed allenteremo quindi la battaglia europea ed alla fine anche la lotta nazionale, anche se in molti paesi - su una scala nazionale - abbiamo successo.
 
Vedendo molto chiaramente questa necessità, il NCPN quattro anni fa assunse l'iniziativa - come il compagno Jo Cottenier ha già ricordato – di organizzare - su base regolare, quindi in modo continuo – incontri per studiare e trovare modi concreti di opposizione all’ Agenda di Lisbona del 2000 col DKP tedesco, il KPL del Lussemburgo ed il PTB belga. Terremo la terza conferenza il 29 e 30 marzo, quest’anno in Lussemburgo ospitata dal KPL. Tali conferenze sono costose e richiedono molto tempo per essere preparate. Forse questa è una delle lezioni molto importanti che abbiamo tratto dall’organizzare una cooperazione concreta e di lunga durata che ha lo scopo di sviluppare orientamenti comuni ed azioni concrete. Un altro problema che abbiamo notato è la difficoltà di rendere le esperienze comuni parte della discussione nei partiti coinvolti nel processo, per renderlo meno dipendente da alcune persone, ma parte delle normali attività di partito. Rendere il processo irreversibile. Io non vi fornirò una completa analisi delle nostre pratiche. In parte per la mancanza di tempo, ma anche perché una tale analisi non è stata fatta. MA DOVREBBE ESSERLO, perché dobbiamo imparare come organizzare una collaborazione internazionale stabile e di lungo termine. Non sono necessarie solo riunioni che producano dichiarazioni e comunicati stampa comuni, sebbene molto utili come inizio. Ciò di cui abbiamo realmente bisogno è un’azione unitaria, basata su programmi comuni. Quest’incontro non è chiaramente un’idea nuova. Già alcuni anni fa ad Atene pervenimmo a questa conclusione. Ma noi ora dobbiamo trovare un livello europeo per continuare ed approfondire le prime esperienze positive che già abbiamo maturato. Questo richiederà più tempo a tutti noi. Abbiamo bisogno di un comando congiunto come quello che il nostro nemico di classe europeo sta costruendo, anche se loro - come noi – hanno molte differenze e contraddizioni da superare. Abbiamo bisogno di tempo per scambiare le nostre posizioni e differenze ideologiche. Abbiamo bisogno di tempo per discutere le visioni tattiche e strategiche e anche le differenze d’opinione. Abbiamo bisogno di organizzare la battaglia delle idee.
 
Questo processo ora diviene più necessario; come risultato della globalizzazione capitalista, molti sindacalisti e sindacati progressisti stanno organizzando il loro lavoro su di un livello internazionale. Per attirare la loro attenzione dobbiamo sviluppare punti di vista comuni su questioni di cui sono interessati. Queste sono il tipo di domande e risposte che è necessario sviluppare. Per questo abbiamo bisogno di nostre piattaforme comuni.
 
Qualsiasi cosa si pensi circa gli sviluppi in Europa, una cosa è certa: l’Europa sta divenendo una realtà e dobbiamo trovare il modo di rendere questo continente unito e socialista. Ma per farlo necessitiamo di una maggiore e migliore coordinazione, più unita, efficiente ed efficace. Necessitiamo di più tempo per organizzare discussioni ed azioni concrete. Noi speriamo che la giornata di oggi segni l’inizio di questo processo. Apprezziamo molto quest’iniziativa dei compagni del KKE. Non abbiamo molto tempo a disposizione, così prendiamo la decisione di continuare questi incontri e cercare i migliori modi per organizzare i passi futuri.
 
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare