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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 08-05-08 - n. 227
Il PC di Turchia affronta il divieto ad entrare nella “Piazza del 1° Maggio” di Istanbul
06/05/2008
Nonostante il tentativo di terrorizzare Istanbul attuato dalla polizia il 1° Maggio, il Partito Comunista di Turchia (TKP) è riuscito ad entrare nella “proibita” Piazza Taksim.
Un’iniziativa unitaria delle tre principali confederazioni sindacali per la celebrazione del 1 Maggio in Piazza Taksim era stata respinta dal governo AKP (partito islamico conservatore, ndt) e dall’ufficio del governatore di Istanbul, che aveva minacciato i lavoratori di mettere in atto una vasta repressione, come era avvenuto l’anno precedente.
Situata nel centro stesso di Istanbul, Piazza Taksim è nota per la sua importanza nella storia del movimento operaio turco, ed è chiamata anche “Piazza del 1° Maggio”. Proibita dal governo dal 1978, la celebrazione dei comizi del 1° Maggio a Taksim è stata tentata da diversi gruppi nel corso degli anni. Tutti questi tentativi hanno ricevuto come risposta una vasta repressione poliziesca, come è avvenuto l’anno scorso, quando la maggioranza delle confederazioni sindacali e dei partiti di sinistra reclamarono insieme l’uso della piazza. Operai e comunisti riuscirono ad entrare in Piazza Taksim. Molti vennero feriti e arrestati nel corso di quel tentativo.
Nuovamente, quest’anno il governo è arrivato quasi ad applicare la legge marziale in una parte importante della città. Migliaia di poliziotti hanno occupato Taksim ed altre migliaia hanno pattugliato le vie di accesso a Taksim da Sisli, che era il punto di partenza della manifestazione.
Fin dalle prime ore del mattino, la polizia ha attaccato brutalmente gli operai riuniti davanti alla sede del DISK (principale organizzazione sindacale turca, ndt). Gli attacchi sono continuati per tutto il giorno in una vasta zona. Alla fine, più di 500 persone sono state arrestate e decine ferite. La polizia ha utilizzato gas lacrimogeni, idranti e pallottole di gomma per disperdere i manifestanti. Si è fatto uso indiscriminato e arbitrario della forza. Molti passanti sono stati investiti dai gas lacrimogeni, mentre la polizia non esitava a lanciare una bomba incendiaria contro il pronto soccorso di un ospedale in cui si erano rifugiati alcuni manifestanti.
Verso le 11,30, centinaia di militanti del TKP sono riusciti ad entrare in Piazza Taksim. Gridando slogan come “AKP collaborazionista, nemico degli operai” e “Non vogliamo l’AKP”, e cantando l’ “Inno del 1° Maggio”, i militanti del TKP hanno atteso la dichiarazione alla stampa di Erkan Bas, membro del Comitato Centrale del TKP.
Bas ha confermato che gli operai erano riusciti ad entrare in Piazza Taksim, nonostante il dispotismo dell’AKP.
Giorgios Toussas, europarlamentare e membro del CC del Partito Comunista di Grecia, si è unito alla manifestazione di Istanbul in Piazza Taksim, dove ha trasmesso la solidarietà dei comunisti greci e ha denunciato la proibizione della manifestazione dei lavoratori e la sua brutale repressione da parte del governo turco.
Dopo la dichiarazione, i militanti del TKP si sono diretti verso Sisli, ponendo termine alla manifestazione.
Dopo la manifestazione, un comunicato del TKP ha sottolineato che “la più evidente conclusione del 1° Maggio è rappresentata dalla sconfitta dell’AKP”.
La traduzione in spagnolo è stata curata dai compagni del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare