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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 17-05-08 - n. 228
Sapere dove stiamo andando
Pedro Guerriero - “Avante”
Pubblichiamo, dal giornale del Partito Comunista Portoghese, un puntuale commento agli sviluppi della nuova insidiosa campagna anticomunista scatenata negli organismi dell’Unione Europea. Un’operazione di grande pericolosità, aperta ai più inquietanti sviluppi, che viene purtroppo ampiamente sottovalutata anche dalla maggior parte delle forze della “sinistra alternativa” italiana, persino nel momento in cui si vedono completamente private di una rappresentanza parlamentare.
Cercando di risollevarsi dalla sconfitta sofferta all’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa, nel 2006, le forze più retrograde e oscurantiste dell’Unione Europea si danno nuovamente da fare nel tentativo di criminalizzare i comunisti, la loro azione, il loro programma e le loro idee.
Si comprende così qual è l’obiettivo di fondo che si nasconde dietro la seduta sui “crimini commessi dai regimi totalitari”, recentemente convocata dalla Commissione Europea e dalla presidenza slovena, e il dibattito che ne è seguito nel Parlamento Europeo.
Tali iniziative si inseriscono nella discussione, prevista per il 2009, sulla “necessità o meno della creazione di uno strumento giuridico aggiuntivo” alla “Decisione quadro relativa alla lotta contro il razzismo e la xenofobia”, introducendo in tal modo l’ignobile equiparazione tra fascismo e comunismo.
Se si nutrissero dubbi circa tali inaccettabili intenzioni, basterebbe la lettura degli interventi pronunciati in queste iniziative per chiarire i reali obiettivi di questa nuova operazione anticomunista in preparazione a livello dell’UE.
Che cos’è in gioco?
A partire dalla falsificazione e dalla revisione della storia europea e mondiale del secolo XX, si pretende, contestualmente alla riabilitazione del fascismo – la forma dittatoriale capitalista di organizzazione dello Stato -, di condannare le esperienze di costruzione del socialismo nell’Est dell’Europa, negando il loro contenuto progressista e l’inestimabile contributo alla liberazione dei popoli dalla barbarie nazifascista e al progresso sociale.
In definitiva, si pretende di scardinare il ruolo centrale e decisivo dei comunisti nella realizzazione delle enormi conquiste di civiltà dell’umanità che hanno segnato i decenni della costruzione della società socialista, particolarmente in Unione Sovietica, che hanno liberato la società dallo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo, emancipato i popoli, promosso il progresso politico, economico, sociale e culturale. La recente evoluzione della situazione internazionale è lì a provarlo.
In effetti, ciò che è in gioco è il tentativo di perpetuazione del capitalismo, attraverso la lotta contro l’unico e reale progetto di società e programma alternativi che al capitalismo si oppone, il socialismo e il comunismo.
Costruttori di speranza…
Nel momento in cui si acutizzano le contraddizioni e la crisi del capitalismo a livello mondiale, ciò che vogliono le forze retrograde e oscurantiste nell’Ue è, anche nel campo della lotta delle idee, promuovere la sfiducia nella possibilità della conquista e della costruzione di una società giusta, senza sfruttatori né sfruttati.
Il loro obiettivo è cercare di rimuovere dalla memoria e dalla coscienza dei popoli i percorsi che hanno messo, mettono e metteranno in causa il brutale, violento, oppressivo, alienante e disumano sistema di relazioni sociali rappresentato dal capitalismo.
Per questo, fanno di tutto – sfruttando, reprimendo, riducendo al silenzio, manipolando, deformando, dividendo, mentendo, disorientando, tradendo… - perché i più conseguenti vacillino e perché un sempre maggior numero di lavoratori non passi dalle tattiche individuali di sopravvivenza di breve respiro alle strategie di lotta collettive e organizzate, ossia, di classe.
Nonostante tutti questi sforzi, oggi, esattamente come nel passato, i comunisti in Portogallo non cessano di fare affidamento sul meglio che c’è negli Uomini, nel coraggio, nella generosità, nell’impegno, nella loro volontà di comprendere e trasformare il mondo. E sapendo perché e dove vanno, continueranno ad essere portatori e protagonisti, al pari degli altri democratici e progressisti, di un progetto di sviluppo e di giustizia per il Portogallo, di pace e amicizia con tutti i popoli del mondo: il progetto sovrano di democrazia politica, economica, sociale e culturale che ha fatto irruzione con la rivoluzione d’Aprile, aprendo la strada ad una società socialista e alla costruzione di un mondo più libero, più giusto e fraterno.
Traduzione dal portoghese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare