www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 30-05-08 - n. 230

17° Seminario Comunista Internazionale
Bruxelles, 16-19 maggio 2008
 
Tutti i materiali del seminario (in diverse lingue) sono reperibili in www.icsbrussels.org/ICS/2008/Sci08_Available_Papers.htm
 
Le risoluzioni approvate sono state pubblicate anche in www.solidnet.org
 
Risoluzione
 
L’anticomunismo vuole manipolare il futuro dei popoli!
 
La recente iniziativa del gruppo socialista al Parlamento Europeo sulla necessità di ciò che è stato definito “condannare i crimini dei regimi totalitari”, che mette sullo stesso piano fascismo e comunismo e che è stata appoggiata dalle forze conservatrici dell’Esecutivo, è una continuazione del “memorandum anticomunista” dal titolo “Sulla necessità di condanna internazionale dei regimi comunisti totalitari”. L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa già aveva tentato di far approvare questo memorandum. L’isteria e la psicosi anticomunista hanno fatto un salto di qualità.
 
Qualificare l’ideologia comunista e la lotta di classe come un crimine ha non solo l’obiettivo di attaccare i comunisti, ma è indirizzato contro tutti i popoli e i loro movimenti.
 
L’obiettivo degli anticomunisti è un’opzione basata sulla strategia imperialista globale ed è componente essenziale di questa strategia. La svolta verso questo crudo e aperto anticomunismo anticipa un nuovo ciclo di misure reazionarie contro i diritti sociali e democratici dei popoli e l’inizio di un nuovo ciclo di guerre. L’isteria anticomunista che sta utilizzando menzogne e persecuzioni si propone di colpire le forze di resistenza e la controffensiva popolare.
 
Il suo obiettivo diretto è esercitare pressione ideologica sui partiti comunisti che difendono coerentemente i principi della lotta di classe e che lottano contro l’imperialismo sotto la guida della teoria del socialismo scientifico-comunismo.
 
Manifestando questa isteria anticomunista, gli imperialisti ammettono di avere bisogno di nuove misure di repressione perché ora, quasi 20 anni dopo la sconfitta del sistema socialista in Europa, hanno scoperto che le tonnellate di fango che hanno gettato sul socialismo non sono sufficienti. Ora si rendono conto di avere ottenuto risultati miserevoli e che l’ideologia comunista e il socialismo continuano e continueranno ad interessare e ad ispirare milioni di lavoratori.
 
Cercano di screditare il socialismo del XX secolo e il movimento comunista, annunciano misure repressive che possano essere utilizzate retroattivamente contro i comunisti, che lottano per un mondo nuovo, e allo stesso tempo assolvono coloro che appoggiarono il fascismo e collaborarono con esso.
 
Riscrivono la storia in modo provocatorio, mettendo sullo stesso piano eroi e criminali.
 
Il loro principale obiettivo è rappresentato dai partiti comunisti, dai comunisti che vivono e lottano in dure condizioni negli ex paesi socialisti. La loro intenzione è liquidare la memoria collettiva di milioni di lavoratori che oggi hanno l’opportunità di fare un paragone tra il presente e il passato.
 
Già oggi negli stati baltici, paesi membri dell’UE, i partiti comunisti sono proibiti e decine di militanti vengono puniti in modi diversi. Mentre i governi stessi onorano e danno medaglie a coloro che hanno collaborato con i nazisti e costruiscono monumenti che glorificano il fascismo.
 
Gli anticomunisti dimostrano il loro odio e le intenzioni dell’imperialismo nei paesi dove i partiti comunisti erano al potere e cercano di frenare i processi politici positivi e le speranze dei popoli in America Latina, in Venezuela, in Bolivia.
 
Siamo orgogliosi della storia del movimento comunista internazionale, del suo appoggio ai popoli e ai loro movimenti. Siamo orgogliosi dell’internazionalismo proletario, e pensiamo che solo la classe operaia abbia diritto a rivedere criticamente il nostro operato e la nostra costruzione del socialismo.
 
La violenta propaganda anticomunista fa riferimento al cosiddetto “periodo stalinista”, periodo in cui vennero create le basi del socialismo, in condizioni di assedio e di sabotaggio, che si proponevano di ridurre e sconfiggere la lotta per l’instaurazione del potere dei lavoratori. Legalizza la controrivoluzione e lancia varie calunnie sulla rivoluzione. L’imperialismo cerca di obbligare i popoli ad abbandonare l’uso rivoluzionario della forza, per potere esso stesso utilizzare la violenza capitalista senza limiti.
 
Le nazioni hanno difeso importanti rivoluzioni capitaliste che hanno fatto avanzare l’umanità. Hanno difeso le rivoluzioni socialiste-proletarie (Comune di Parigi, Rivoluzione d’Ottobre, ecc.). La storia ha dimostrato che la pressione e le forme dell’uso rivoluzionario della violenza dipendono, in primo luogo, dal livello e dalla forma di resistenza delle classi che sono state sconfitte.
 
Durante la II Guerra Mondiale, i popoli del mondo hanno nuovamente versato il loro sangue in un processo che opponeva alla violenza dell’ingiustizia la violenza di chi lotta per la giustizia. Hanno punito coloro che hanno collaborato con gli occupanti, e anche oggi siamo testimoni della crescente lotta contro la cosiddetta “legislazione”, ed anche contro le leggi e le istituzioni che instaurano e garantiscono l’ingiustizia contro la classe operaia e altri settori della popolazione.
 
I lavoratori e i giovani devono lottare contro qualsiasi azione indirizzata a gettare fango sul socialismo. Solo i popoli hanno il diritto di giudicare il socialismo – non gli imperialisti che lo hanno combattuto con tutti i mezzi a loro disposizione. Non è l’interesse vero di costoro imparare dalle lezioni sugli errori, le sentenze e le decisioni non corrette registrati nel corso di questo cammino giusto, ma difficile e senza precedenti nella storia umana.
 
A costoro piacerebbe che la gente non sapesse nulla, soprattutto la gente giovane. Vogliono porre ostacoli sulla strada verso il socialismo, perché sanno che rappresenta l’unica risposta concreta e necessaria alla barbarie capitalista.
 
Non sono solo le idee che cercano di perseguitare. Prima di tutto perseguitano la lotta comunista e della classe operaia. Le idee e la lotta sono inseparabilmente unite.
 
Il fatto che l’isteria anticomunista sia attivamente appoggiata dai socialdemocratici e dai “comunisti trasformati” conferma solo che la lotta contro l’imperialismo può unicamente aver successo ed essere efficace nella misura in cui è legata alla lotta contro il riformismo e l’opportunismo.
 
Il riflesso dell’anticomunismo e l’aggressività imperialista come un tutto unico esigono il rafforzamento globale dei lavoratori e del movimento comunista, la riorganizzazione del movimento comunista internazionale, il coordinamento delle azioni comuni con forze antimperialiste sulla base di proposte concrete.
 
La classe operaia e altri settori della popolazione sono interessati a sconfiggere l’isteria anticomunista che si sta generando per manipolare il loro futuro.
 
Adesioni
 
La risoluzione rimane aperta a nuove adesioni
 
Algeria, Parti Algérien pour la Démocratie et le Socialisme (PADS) 
Armenia, Unified Progressive Communist Party of Armenia 
Belarus, Communist Party of the Soviet Union 
Belgium, Workers' Party of Belgium 
Brazil, Movimiento 8 de Octubre (MR8) Revolucionario
Cuba, Partido Comunista de Cuba 
Denmark, Danish Communist Party 
France, PRCF - Pôle de Renaissance Communiste en France 
France, URCF - Union des révolutionnaires-communistes de France 
Germany, Communist Party of Germany (KPD
Greece, Communist Party of Greece (KKE) 
Iraq, Communist Party of Iraq – United People 
Italy, Rete dei Comunisti 
Latvia, Socialist Party of Latvia 
Lithuania, Communist 
Lithuania, Socialist Party of Lithuania 
Malta, Communist Party of Malta 
Mexico, Popular Socialist Party of Mexico 
Nepal, Communist Party of Nepal (Unified) 
Netherlands, New Communist Party Netherlands (NCPN
Palestine, Democratic Front for the Liberation of Palestine 
Palestine, Popular Front for the Liberation of Palestine (PFLP) 
Russia, Communist Party of the Russian Federation 
Russia, Communist Party of the Soviet Union 
Russia, Russian Communist Workers' Party - Revolutionary Party of Communists 
Spain, Partido Comunista de España (marxista-leninista) 
Spain, Partido Comunista de los Pueblos de España 
Spain, Union Proletaria 
Sudan, Sudanese Communist Party 
Sweden, Communist Party (KP
Syria, Syrian Communist Party 
Tunisia, Parti du Travail patriotique et démocratique de Tunisie 
Turkey, Communist Party of Turkey (TKP
Ukraine, Union of Communists 
United Kingdom, Communist Party of Great Britain (Marxist-Leninist) 
USA, Freedom Road Socialist Organization 
Vietnam, Socialist Republic of, Communist Party of Vietnam 
 
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare