www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 03-07-08 - n. 235

da KPRF - http://kprf.ru/international/57996.html
Traduzione dal russo per www.resistenze.org di Mauro Gemma
 
La fase attuale e i compiti dei partiti comunisti
 
Risoluzione del Comitato politico esecutivo dell’Unione dei Partiti Comunisti – PCUS
 
giugno 2008
 
Il 21-22 giugno si è riunito a Kiev, capitale dell’Ucraina, il Comitato Politico Esecutivo dell’Unione dei Partiti Comunisti-PCUS (UPC-PCUS), la struttura che raggruppa i principali partiti comunisti dell’ex URSS. In particolare, erano presenti esponenti delle organizzazioni comuniste di Azerbaigian, Armenia, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan, Moldavia, Transnistria, Federazione Russa, Ucraina, Ossezia del Sud ed altre (in particolare dei paesi baltici) operanti in condizioni di difficoltà e persino di clandestinità. La riunione è stata coordinata dal presidente dell’UPC-PCUS, Ghennadij Zjuganov, il leader del Partito Comunista della Federazione Russa. Al termine dei lavori sono state approvate alcune risoluzioni, tra cui quella sugli orientamenti politici generali dell’UPC-PCUS, che abbiamo tradotto.
 
Il Comitato Politico Esecutivo dell’Unione dei Partiti Comunisti - PCUS (UPC-PCUS) rileva un ulteriore inasprimento delle contraddizioni di classe nella vita sociale degli stati dei popoli fratelli.
 
1. Si inasprisce la contraddizione tra la politica di tradimento degli interessi nazionali, adottata dalla grande borghesia, dai suoi partiti e i suoi uomini al potere, e le forze patriottiche guidate dai partiti comunisti, che si battono per la libertà, l’indipendenza delle precedenti repubbliche della distrutta Unione Sovietica, contro l’invasione dell’Occidente imperialista. Nella pratica questa contraddizione si manifesta in relazione alla NATO e alla rinascita del fascismo. L’aspirazione dei regimi dominanti è quella di seminare la discordia tra i propri popoli, in particolare in Ucraina, Georgia, Estonia e Lettonia, e il popolo russo.
 
I regimi al potere nelle repubbliche baltiche, senza aver chiesto il parere ai propri popoli, si sono già aggregati all’aggressivo blocco nord atlantico – il gruppo d’assalto del nuovo ordine mondiale su modello americano - e nella pratica hanno perso la propria indipendenza. I regimi attualmente al potere in Georgia e Ucraina sono intenzionati ad accelerare i tempi di questo processo. Nelle repubbliche dell’Asia Centrale sono state dislocate basi militari della NATO. Il regime russo ha consentito la dislocazione di militari NATO su terra russa. La patria di ciascuno di noi è in pericolo! O, nel nome della globalizzazione imperialista, accettiamo un nuovo ordine mondiale su modello americano e ci trasformiamo in una colonia di materie prime dei paesi del “miliardo dorato” e in un mercato di forza lavoro a basso costo. O ricostituiamo lo stato unitario e, facendo affidamento sulle nostre forze, come è già successo nella storia, conserviamo la nostra libertà e indipendenza nella famiglia dei popoli fratelli.
 
Noi ci pronunciamo energicamente contro la globalizzazione imperialista, contro l’adesione alla NATO, esigiamo l’uscita dei suoi militari dai territori degli stati dei popoli fratelli e lo scioglimento di tale blocco. Dichiariamo: il nazionalismo borghese, il fascismo non passeranno! Contrapporremo ai tentativi delle autorità di seminare l’odio tra i nostri popoli il rafforzamento dell’amicizia e della fratellanza fra di loro, la lotta per la rifondazione su base volontaria di uno stato unitario di repubbliche sovrane con pari diritti, quale condizione indispensabile del loro sviluppo e della risoluzione di tutti i problemi in sospeso, in particolare quelli territoriali. E questo oggi è l’indirizzo strategico della lotta di liberazione nazionale delle forze popolari-patriottiche guidate dai comunisti.
 
2. Si inasprisce la contraddizione tra le forze, che nelle nostre repubbliche realizzano la restaurazione capitalistica e i combattenti per uno sviluppo socialista degli stati dei popoli fratelli. La condizione essenziale per il superamento di questa contraddizione è la risoluzione della questione del potere e del controllo della grande proprietà. Le forze della restaurazione capitalistica, che esercitano il potere nella maggior parte delle repubbliche dell’ex URSS, si pronunciano per il rafforzamento della proprietà privata dei settori strategici dell’industria, del trasporto, dell’energia e delle risorse naturali. Noi invece esigiamo la restituzione allo stato del popolo e ai collettivi di lavoro della proprietà di tutto il popolo sottratta da un pugno di traditori dello stato, che hanno consegnato in mani private la produzione e il commercio delle merci e dei servizi. Negli ultimi 15 anni sulla nostra pelle abbiamo verificato che i grandi proprietari e i loro burocrati nei gangli del potere non sono in grado di garantire né lo sviluppo quantitativo, né quello qualitativo della produzione industriale e agricola. Non sono in grado di liberare la società dalla disoccupazione, dalla povertà, dal degrado morale, dall’aumento della mortalità della popolazione. In questi anni nessuna delle precedenti repubbliche dell’URSS, in cui al potere si sono installati gli uomini del capitale, si è riusciti a raggiungere il livello di sviluppo dell’era sovietica. E solo in Bielorussia, dove l’80% della grande proprietà è nelle mani dello stato del popolo e dei collettivi di lavoro, tale livello è stato raggiunto già nel 2001.
 
3. Si è marcatamente inasprita la contraddizione tra il parlamentarismo borghese e il potere popolare sovietico. Questa contraddizione si manifesta nell’attività legislativa, nel diverso grado di rappresentanza dei lavoratori negli organi di potere e nella partecipazione dei collettivi di lavoro alla preparazione delle leggi, nello svolgimento democratico delle elezioni per i diversi organi del potere, nella possibilità di effettuazione di referendum popolari, in difesa dei diritti dell’uomo e del cittadino. Il parlamentarismo borghese non può risolvere questi problemi. Il suo ruolo è quello di legittimare e difendere in qualsiasi modo il potere assoluto del capitale.
 
Le ultime campagne elettorali per le istituzioni statali sul territorio dell’Unione Sovietica testimoniano che la democrazia borghese assicura la vittoria ai partiti e agli uomini del capitale attraverso la manipolazione dell’informazione, le pressioni con strumenti amministrativi e la corruzione, la manipolazione dei dati sulla partecipazione al voto e la frode nel conteggio dei voti. Noi non avalliamo questo modo di condurre le elezioni e non consideriamo legittimo scegliere così il potere. Il potere dei possidenti cerca di rivestire la struttura statale imposta con la violenza con la maschera della “società civile”, della democrazia “sovrana” e “guidata”. In realtà esistono solo la democrazia sovietica socialista del popolo lavoratore e della maggioranza della popolazione e la democrazia borghese della minoranza sfruttatrice. Noi ci siamo espressi e ci esprimiamo per il ristabilimento del potere popolare sovietico, quale potere della maggioranza del popolo, e non di qualsivoglia elite parassitaria.
 
4. Tutte queste contraddizioni finiscono di sommarsi nella contraddizione principale del nostro tempo: nella contraddizione tra lavoro e capitale. All’ordine del giorno c’è la questione: chi dirigerà il mondo? Il lavoro o il capitale? I classici del marxismo hanno scientificamente spiegato l’inevitabilità della vittoria del lavoro sul capitale, e i bolscevichi – i leninisti – creatori e difensori del socialismo lo hanno dimostrato nella pratica. E oggi circa 1,5 miliardi di persone, nonostante la temporanea sconfitta del socialismo in Unione Sovietica, percorrono la strada della costruzione del socialismo. Al momento della celebrazione del 90° anniversario della grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, sull’esempio di alcuni paesi dell’America Latina, di paesi dell’Oriente Arabo noi assistiamo ad uno spostamento verso sinistra degli orientamenti delle masse popolari. Nelle nostre repubbliche, nelle condizioni di terrore poliziesco della dittatura borghese, che ricorre anche all’assassinio politico, cresce il numero dei partecipanti alle azioni di protesta per la giustizia sociale, contro lo sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo, la criminalità, la corruzione di massa, che corrode tutte le strutture del potere. Il potere antipopolare finge solo di lottare contro la corruzione, facendo promesse, riempiendo l’aria di roboanti dichiarazioni. Solo il potere del popolo lavoratore sarà in grado di liquidare la corruzione.
 
La lotta di classe tra lavoro e capitale si inasprisce con l’approfondirsi della polarizzazione sociale, tra un pugno di straricchi, i loro servitori e la maggioranza degli sfruttati, con il continuo aumento dei prezzi dei prodotti per l’alimentazione, l’abitazione, l’energia elettrica e i servizi essenziali, con la limitazione dell’accesso delle masse popolari al servizio sanitario e all’istruzione, ai beni culturali e artistici.
 
5. Il Consiglio politico esecutivo dell’UPC-PCUS è convinto che la crescita e l’inasprimento delle contraddizioni esiga dai partiti comunisti il conseguente processo di modernizzazione della propria attività per far avanzare la coscienza socialista tra le masse popolari, e un’energica e adeguata reazione agli intrighi del capitale. E’ indispensabile l’unione e l’aggregazione di tutte le forze popolari-patriottiche sotto la guida dell’avanguardia comunista, la cooperazione dei collettivi di lavoro auto-organizzati nella lotta per la giustizia sociale. La base dell’unificazione delle masse popolari è rappresentata dalla classe degli operai, degli ingegneri, dei tecnici e dei lavoratori della scienza, che esprimono gli interessi vitali di tutti gli strati del lavoro dipendente, a prescindere dall’appartenenza nazionale delle persone, dalla loro età, dal sesso, dal credo religioso.
 
6. Un’efficace combinazione tra le azioni di protesta dei lavoratori e la loro partecipazione alle campagne elettorali e nel lavoro negli organi legislativi dipende dalla loro direzione politica, dal grado della sua influenza tra il popolo, in particolare tra gli operai e la gioventù studentesca. L’Ufficio politico esecutivo rivolge la particolare attenzione dei comunisti alla risoluzione di un compito di fondamentale importanza: l’integrazione nei ranghi dei comunisti di giovani, la collaborazione con le giovani leve dei comunisti con maggiore esperienza nell’ambito degli organismi di direzione del partito, la cura continua delle organizzazioni del Komsomol (l’organizzazione giovanile comunista, ndt) e delle organizzazioni dei pionieri. Occorre attivamente sostenere le organizzazioni giovanili nella realizzazione delle celebrazioni del 90° anniversario della fondazione del Komsomol, nella preparazione del Festival mondiale della gioventù e degli studenti a Minsk. Richiede una grande attenzione il lavoro tra chi è costretto alla diaspora per ragioni etniche.
 
7. Il rilievo e la complessità dei compiti, che stanno di fronte ai partiti comunisti, esigono la coesione dei ranghi di partito, l’innalzamento della coscienza marxista-leninista dei comunisti, la presenza di uno spirito combattivo nella lotta per gli interessi sociali essenziali della classe operaia e di tutto il popolo lavoratore in stretto legame con le organizzazioni sindacali, giovanili, femminili, dei veterani. Per ottenere ciò non bisogna scendere a compromessi con l’ideologia e la morale borghesi, con l’anticomunismo, con la denigrazione della società socialista sovietica, con le manifestazioni di opportunismo nell’attività di partito, con i tentativi di scissione. L’Ufficio politico esecutivo ancora una volta invita tutti i comunisti ad unirsi nei ranghi dei partiti comunisti repubblicani, che fanno parte dell’UPC-PCUS, e manifesta la sua contrarietà alla formazione di nuovi partiti comunisti e di loro alleanze, alla partecipazione a movimenti che favoriscano la frantumazione delle forze comuniste e popolari patriottiche.
 
E’ indispensabile garantire i fondamenti teorici della politica dei partiti comunisti sulla base dei principi del materialismo dialettico. La fedeltà al marxismo-leninismo è la condizione essenziale per il successo dell’iniziativa dei comunisti ed è garanzia della vittoria del lavoro sul capitale, della risoluzione del nostro triplice compito: il ristabilimento del potere popolare sovietico, il ritorno dei nostri paesi sul cammino dello sviluppo socialista, la ricostruzione dello stato unitario dei popoli fratelli.