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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 16-09-08 - n. 241
Questo partito comunista è nato combattendo
15/08/2008
Il nostro Partito è il prodotto di uno sforzo unitario pluriennale di tutte le correnti che si definivano socialiste o marxiste.
Commemorazione del V anniversario del Partito dei Comunisti
Intervento di Salvador Castañeda O’Connor
Cari compagni,
è con grande emozione che mi accosto a questo palco per ricordare la nascita, 5 anni fa, del Partito dei Comunisti.
E non è minore l’emozione nel ricordare come Irasema ha trasmesso in diretta attraverso il cellulare gli interventi e gli accordi che man mano si prendevano per la fondazione del Partito ad Alejandro che, malato, non poteva prender parte a questo storico evento.
E siccome vedo Irasema qui anche ora, sono quasi certo che Alejandro verrà informato di tutti gli sviluppi, di tutte queste cose, perché lei pratica anche un po’ di spiritismo.
Compagni, come ho detto in un’intervista che mi ha fatto il compagno Flavio Báez e che ha aperto le pagine del giornale del nostro partito (“Il Comunista”), quel 26 di luglio è stato uno dei giorni più felici della mia vita. Sono tornato a Tepic pieno di entusiasmo, pieno di speranza, pieno di fiducia nel futuro.
Sono sentimenti che di solito non appartengono ai vecchi, ma ad un giovane, e questo perché ero consapevole che finalmente avevamo il partito per cui tanto avevamo combattuto insieme a molti compagni, a partire da Alejandro.
Abbiamo sempre cercato di costruire un vero partito rivoluzionario, ogni volta che abbiamo avuto un confronto con i dirigenti o con i compagni di altri partiti, a cominciare dalla direzione del Partito Popolare Socialista che, una volta morto il maestro Lombardo, ha prostituito questa storica organizzazione che ha condotto in passato lotte tanto importanti.
Quando ci confrontiamo con i compagni del PSUM, quando ci confrontavamo con i compagni del PRS, molti dei quali finirono per abbandonare le sue fila per andare ad appoggiare Cuauhtémoc Cárdenas.
Con quale coraggio abbiamo difeso il PRS (e avevamo ragione), per tenerlo lontano da un piccolo dittatore, per tenerlo lontano da una politica, quella sì di “seguidilla” ad un dirigente borghese; è stato ciò che ha salvato il PRS e gli ha consentito di realizzare un forte legame con il Partito dei Comunisti.
Perché c’è un problema che non ha soluzione: tutti i partiti della cosiddetta sinistra, partiti socialisti, operai, o come si chiamano, tutti i partiti che hanno appoggiato Cardenas, sono tutti scomparsi, tutti!
Per quale motivo continuare a parlare di deviazioni, di tradimenti, se sono tutti spariti. Invece noi, grazie alla politica di difesa del partito proletario, non siamo scomparsi.
È sparito il Partito Autentico della Rivoluzione Messicana, il primo ad appoggiare Cardenas; è sparito il PST, che si è in seguito chiamato Fronte Cardenista; è scomparso il PRT ed è scomparso il PSIUM (poi col nome di Partito Messicano Socialista): tutti spariti!
Quando ci confrontavamo con questi dirigenti li sfidavamo a discutere "sul partito che volevamo", per includere ogni anima nella formazione di un partito autenticamente rivoluzionario. Evitavano sempre quella discussione. E noi insistevamo: "Continuiamo a discutere sul partito di cui necessitiamo."
E lo voglio dire con molta semplicità: se mi domandassero ora quale è il partito che vogliamo, quale è il partito di cui necessitiamo, direi che quello è il Partito dei Comunisti.
Stiamo nel partito che volevamo, stiamo nel partito che chiedevamo.
Come ha ben detto Fernando Acosta, lavorando politicamente dentro lo stato di Coahuila, lottando nel seno degli impianti degli Alti Forni del Messico, a fianco dei figli dei caravaneros martiri di Nueva Rosita, Palau y Cloete, ad opporsi alla sua privatizzazione, lo fecero sempre in accordo col Partito Comunista che portavano dentro, indipendentemente dal nome del partito in cui militavano formalmente.
Questo nostro partito è il prodotto di un sforzo unitario di molti anni tra tutte quelle correnti che si dicevano socialiste o marxiste.
Questo è il prodotto di molti anni di lavoro unitario ed è inoltre un prodotto unico.
Se ora c’è chi vuole creare il partito unico della classe operaia, se vogliono levare la parola d’ordine per cui bisogna costruire un nuovo partito che unifichi tutti, io dico loro che quel processo è già concluso ed è terminato con la creazione del Partito dei Comunisti.
Qualunque gruppo, corrente o partito che si dica marxista-leninista che si dica partito della classe operaia che pretenda di costruire il socialismo che voglia fare l'unità con noi, storicamente l'unica strada che gli rimane, è incorporarsi al Partito dei Comunisti.
Questo processo unitario di quello che chiamiamo la sinistra vera, la marxista, la comunista, è già concluso.
Cosa ci rimane ora? L'unità con gli altri movimenti politici che, anche quando non si dichiarino marxisti-leninisti, né considerino il socialismo come il loro obiettivo storico, sono arrivati alla conclusione che è necessario distruggere il sistema capitalista.
Quello è il livello delle nostre alleanze con gli altri aderenti alla Sesta Dichiarazione della Selva Lacandona. È il livello delle nostre alleanze con le organizzazioni dell'Altra Campagna e della COPAI e con essi siamo disposti ad approfondire quest’alleanza fino ad arrivare a migliori e più elevate forme di organizzazione.
Questo partito è radicale, ma non settario, perché tutti noi sappiamo bene che i comunisti da soli non possono prendere il potere; dobbiamo allearci con tutti i settori della popolazione colpiti dal neoliberalismo.
Quale è la differenza fra questo partito e quelli che ci hanno preceduto? La differenza fondamentale è che noi siamo giunti alla conclusione che in questo sistema non è oramai possibile salvaguardare gli interessi della nazione messicana, né è possibile conservare ed accrescere i diritti della classe operaia, dei contadini e dei lavoratori, che non è oramai possibile risolvere il problema della gioventù che vuole assicurare il proprio futuro, che non è oramai possibile risolvere niente di positivo per il nostro paese o per la classe lavoratrice. Per questi motivi scegliamo una condotta di rottura col sistema.
Formalmente nascemmo cinque anni fa, ma dal punto di vista materiale, dal punto di vista storico questo partito nacque quando gli uomini di Ricardo Flores Magón, i generali Esteban Baca Calderón e Manuel M. Diéguez che nominarono lo Sciopero di Cananea, dissero che non era sufficiente l'aumento dei salari né la misura di stabilire la giornata di otto ore, ma era necessario farla finita col regime di Porfirio Díaz. Che senza di quello nessuna conquista sarebbe stata duratura. Stabilirono una politica di rottura col sistema imperante. Così incominciò a nascere il nostro partito.
Questo partito incominciò a nascere quando sorse il Partito Comunista Messicano nel 1919, auspicando le tesi del marxismo-leninismo e facendo del socialismo, il suo obiettivo fondamentale.
Questo partito nacque quando, in un dato momento, il Comitato Centrale del Partito Popolare, diretto da Vicente Lombardo Toledano dichiarò che la borghesia parassitaria non aveva oramai il diritto di continuare a dirigere i destini della nazione messicana, quella fu una politica di rottura che disgraziatamente non si mantenne.
Questo partito nacque quando, nella campagna del 1994, Alejandro disse testualmente che niente era possibile dentro il sistema capitalista.
Questo partito nacque quando i compagni dell'antico Partito dei Comunisti Messicani giunsero alla conclusione che la questione fondamentale di qualunque organizzazione rivoluzionaria è quella della presa del potere.
Questo partito nacque con l'Assalto al Cuartel Moncada.
Questo partito di rottura col sistema nacque coi movimenti eroici di Genaro Vázquez, Lucio Cabañas e dei Martiri di Madera, guidati dal giovane Arturo Gamiz.
Questo partito nacque dal momento in cui molti pensano che era indebito, dal punto di vista storico e dal punto di vista della nostra ideologia marxista-leninista, continuare ad appoggiare i candidati del PRI a qualunque stazione d’elezione popolare.
Questo partito nacque quando ai nayaritas ci rifiutammo di appoggiare il candidato del PRI, contro il criterio della direzione nazionale dell'antico PPS. Noi chiedemmo un candidato proprio a governatore a Nayarit, in una contesa storica che mobilitò tutto il paese.
Nascendo questo partito era già dialetticamente distinto da quei partiti che gli diedero origine. Anche qui, in questa assemblea commemorativa, c'è un 80 percento di giovani che non ha niente a che vedere con le organizzazioni riformiste che lo hanno preceduto. Questi giovani iniziarono la loro militanza in questo partito rivoluzionario, di rottura col sistema capitalista che aspira a costruire al suo posto il regime socialista, dove tutta la ricchezza e tutto il potere sia corrisposto ai lavoratori.
Questo partito tanto piccolo, tanto umile, tanto povero, ha sviluppato compiti straordinari che devono renderci orgogliosi di appartenergli.
Questo partito nacque lottando.
Questo partito fu quello che si mobilitò per evitare la privatizzazione dell'industria elettrica.
Questo partito si mobilitò per dare solidarietà vera ai compagni di Atenco che evitarono l'espropriazione dei terreni comuni con la loro lotta eroica e diedero un esempio a tutti gli ejidatarios che tradendo Zapata, vendettero i loro appezzamenti.
Questo partito nacque lottando per l'integrità territoriale del paese, insieme ai compagni di Atenco.
Questo partito lottò contro la decisione del Governo Messicano di rompere le relazioni con Cuba, come nessun’altra organizzazione fece.
Questo partito partecipa alla "Altra Campagna", e lo ha fatto percorrendo varie volte il paese, tentando di unire tutte le resistenze dentro il nostro territorio.
Questo partito diede solidarietà come nessuno altro agli indio Cucapá, che poterono pescare e continuano a pescare grazie all'organizzazione ed allo sforzo del nostro partito e della Gioventù Comunista.
Questo partito diede come nessuno solidarietà ai carcerati dell'A.P.P.O ed ai loro parenti, principalmente quelli che inviarono alla prigione federale nello stato di Nayarit.
Per mezzo di plantones, marce ed accampamenti, questo partito continua a dare solidarietà ai parenti dei minatori intrappolati e morti per l'esplosione della miniera "Pasta de Conchos" nello stato di Coahuila a causa della negligenza criminale dell'impresa “Minera México” e del Governo.
Abbiamo appoggiato anche gli scioperanti di Cananea che hanno mantenuto il possesso della storica miniera, proprietà del “Minera México”, nonostante le aggressioni della forza pubblica e dichiarazioni di "inesistenza" dello sciopero.
Uguale solidarietà ricevettero al loro momento da parte nostra, gli operai metallurgici di S.I.C.A.R.T.S.A, a Lázaro Cárdenas, Michoacán.
Questo partito che con tutte le sue difficoltà mantiene in circolazione il suo giornale "Il Comunista" ed la sua rivista teorica "Unità Comunista" e i contatti via Internet.
In questi momenti il partito e la gioventù aprono un'intensa giornata di solidarietà nazionale con l'EZLN ed i paesi indio che resistono in Chiapas all'assedio delle forze armate dello Stato Messicano. Nel settembre prossimo daremo vita a "La Altra Operaia" nella città di Tepic ed approveremo il Piano Nazionale di Lotta, per i lavoratori della città, delle campagne e del mare, che ci condurrà nel 2010, dopo un periodo di agitazione politica, alla presa dei mezzi e strumenti della produzione economica e del cambiamento, incominciando da quelli di cui la nazione messicana fu spogliata.
Questo partito fa parte, in maniera ufficiale e reale, del Movimento Comunista Internazionale, posizione che invidiano molte organizzazioni che si dicono di sinistra.
Il frutto più maturo di questo partito è la nascita e lo sviluppo impetuoso della Gioventù Comunista del Messico.
Questo partito è un partito per il quale bisogna sentirsi orgogliosi.
Che cosa ci rimane in attesa in questo processo unitario? Io credo che fondamentalmente abbiamo raggiunto l'unità ideologica e politica. Ci rimangono alcune questioni formali difficilmente superabili perché acquisite nel corso della vita e che sono tradizioni del popolo, in quelle regioni dove i compagni svilupparono la loro attività politica. Sono gli stili che ognuno ha ereditato.
I miei vecchi compagni sentono la mancanza della condotta amorevole, affettuosa di Alejandro, ma quel Alejandro fu un essere umano irripetibile: introverso, risolveva tutti i nostri problemi familiari, personali, economici. Tutto risolveva. Ora abbiamo un dirigente severo, serio, operaio, che sembra che non senta affetto per gli altri, ma egli è così, così sono gli operai di quella regione del paese, bisogna capirlo. Fernando Acosta è il Segretario Generale del nostro partito. Ha una preoccupazione speciale per la sicurezza dei nostri quadri e promuove le condizioni materiali e soggettive per il fedele compimento degli accordi del partito. È capace di guidare la sua auto per mezzo paese per andare ad una riunione politica ed essere il giorno successivo di ritorno al suo lavoro.
Compagni, questo partito deve continuare a perfezionare sempre di più i modi di rapportarsi e soprattutto curare la fratellanza che le altre organizzazioni ci invidiano
Un giorno il Segretario Generale di Governo, nell'epoca di Julián Gascón che fu governatore di Nayarit, mi disse: "Come invidio i tuoi compagni, perché sono veramente fratelli tra loro, perché convivono in un'allegria straordinaria, mentre nel PRI ci caviamo gli occhi tutti i giorni". Bene, dobbiamo arrivare a forme di amicizia, di cameratismo davvero elevate e per far questo bisogna capire che ognuno di noi è diverso per stile e comportamento.
Io credo compagni che stiamo costruendo una forza, un partito che è capace di condurre in poco tempo, la rivoluzione socialista in questo paese.
Evviva il Partito dei Comunisti!
Evviva il Partito dei Comunisti!
Evviva il Partito dei Comunisti!