www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 17-09-08 - n. 241

da PC del Brasile - www.pcdob.org.br - in www.solidnet.org 
Traduzione dall’inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Comunicato di José Reinaldo Carvalho, Segretario per le Relazioni internazionali del Partito Comunista del Brasile.
 
Ai Partiti Comunisti e Operai fratelli del mondo.
 
Ai Partiti e Movimenti politici progressisti di sinistra ed antimperialisti.
 
1. Il Partito Comunista del Brasile si sforza, in condizioni particolari e complesse, di unire la sinistra brasiliana nella battaglia per un paese democratico e sovrano, condizione indispensabile per aprire la strada alla conquista di trasformazioni politiche, economiche e sociali profonde che conducano al socialismo. Nell'attuale situazione politica brasiliana, l'accumulazione di forze dei comunisti e delle altre correnti progressiste e rivoluzionarie passa per il consolidamento di un governo democratico, patriottico e rappresentativo di un'ampia coalizione di forze. Passa anche per una disputa politica affinché tale governo si evolva nel senso di una realizzazione delle riforme strutturali nella società brasiliana. Fra contraddizioni che rivelano limitazioni politiche ed ideologiche delle forze egemoniche nel governo, così come dentro un complicato rapporto di forze, i comunisti appoggiano gli sforzi realizzati nel Paese per promuovere un programma di cambiamenti sociali, per incoraggiare la partecipazione democratica del popolo ed esercitare una politica estera alternativa al dominio dell’imperialismo statunitense, per difendere la sovranità del Paese, contribuire all'integrazione latinoamericana e dimostrare la solidarietà verso la Rivoluzione cubana e la Rivoluzione bolivariana. Siamo convinti che l'appoggio dei comunisti a queste pratiche del governo Lula corrisponda ai sentimenti dell'ampia maggioranza dei lavoratori e del popolo brasiliano, oltre che all’esigenza di un’accumulazione di forze nel processo rivoluzionario brasiliano.
 
2. Di fronte a tali condizioni politiche, l'esistenza di differenti punti di vista tra le forze della sinistra è naturale, così come l’apparire di posizioni estreme, errate e slegate dalla realtà. E’ deplorevole che, di fronte all’impossibilità di raggiungere un pubblico più largo, alcuni gruppi politici cadano nella provocazione, nella calunnia e negli attacchi contro il Partito Comunista, l'unità popolare, e l'alleanza delle ampie correnti antimperialiste. Che costoro si assumano in coscienza la responsabilità di fare il gioco del nemico di classe e dell'imperialismo.
 
3. Precisiamo, per una corretta informazione, che il Partito Comunista del Brasile ha sempre lottato per la nazionalizzazione del petrolio brasiliano sin da quando, negli anni 1950, si constatò l'esistenza di questa ricchezza nel sottosuolo e nelle profondità marine del nostro paese. A fianco di altre correnti patriottiche, i comunisti furono una forza protagonista nella memorabile campagna “Il petrolio è nostro”, come nell'appoggio per la creazione di una compagnia petrolifera statale, la Petrobras, che detenesse il monopolio della ricerca e dell'esplorazione del petrolio in Brasile. L’efficacia del monopolio di stato, protetto per legge costituzionale, è durata più di quattro decadi. Durante il governo neoliberale antecedente all’elezione del presidente Lula, si procedette nel 1995 ad una revisione della Costituzione eliminando il monopolio statale del petrolio. Il Partito Comunista del Brasile si oppose energicamente a quella riforma di carattere neoliberale e votò alla Camera dei Deputati in difesa del monopolio di stato. Nel 1997, ancora nel precedente governo, la revocata norma costituzionale fu rimpiazzata da una nuova legge che definiva le regole per la licitazione delle aree destinate all’esplorazione e alla ricerca del petrolio, autorizzando la partecipazione di imprese private a capitale straniero, oltre alla Petrobras. Il Partito Comunista del Brasile si oppose all'approvazione di questa legge. Tuttavia, le autorità governative ed i funzionari delle istituzioni incaricate di regolare il settore petrolifero sono obbligati a seguirla finché sarà in vigore. Il Partito Comunista del Brasile continua a lottare per una nuova legislazione che assicuri il controllo di stato sulla prospezione e l’esplorazione del petrolio nel paese e per la partecipazione della società ai benefici risultanti da questa ricchezza. Questa lotta assume maggiore importanza ora che il Brasile sta per divenire autosufficiente nella produzione di petrolio e dopo la scoperta da parte della Petrobras di immensi giacimenti petroliferi nelle acque territoriali brasiliane.
 
4. Le informazioni circolate nelle ultime settimane attraverso le pagine internet e le liste di posta elettronica, sulle presunte relazioni del PCdoB con le istituzioni legate a questo settore, sono false. Sono stati attacchi gratuiti, inappropriati ed ostili, e dimostrano la disperazione e la mancanza di rispetto di chi le ha prodotte. Non ci allontaneranno dalle nostre convinzioni su quelle che consideriamo essere una tattica e una strategia adeguate per condurre le lotte del popolo brasiliano nella fase storica attuale.
 
5. Analogamente, questi attacchi non minano la nostra fiducia sul fatto che gli sforzi compiuti dai comunisti brasiliani in difesa dell'unità tra i comunisti, e di questi con le altre forze progressiste del nostro paese, darà i suoi frutti.. Ugualmente, manterremo la nostra serenità e fermezza nel contribuire all'unità dei comunisti e delle altre forze antimperialiste a livello internazionale, un indirizzo chiaramente espresso nel riuscito X Incontro dei Partiti Comunisti ed Operai, tenuto a San Paolo, la cui responsabilità ci onora ed accresce, e per il quale abbiamo contato sulla partecipazione e la solidarietà di tutti i Partiti fratelli.
 
San Paolo, Brasile, 
08 settembre 2008.
 
José Reinaldo Carvalho 
Segretario per le Relazioni internazionali del Partito Comunista del Brasile.