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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 14-10-08 - n. 245
da: Partito Comunista del Lussemburgo - www.kp-l.org - mailto: kpl@zlv.lu
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
I Partiti comunisti del Benelux sulla crisi finanziaria
7 ottobre 2008
Nel seguito l'informativa sulla conferenza stampa congiunta dei Partiti Comunisti del Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo in merito alla questione della crisi finanziaria internazionale. La conferenza stampa si è tenuta venerdì nella città di Esch-sur-Alzette, con la presenza del PTB, NCPN e KPL.
Per una Banca pubblica del Benelux
I Partiti comunisti del Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo chiedono un istituto di credito che insegua l'interesse generale invece che il massimo profitto.
Poiché migliaia di posti di lavoro e decine di migliaia di persone sono indebitate, i Partiti Comunisti del Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo accolgono le iniziative dei rispettivi governi di sostenere la Fortis Bank e la Dexia Bank.
Ma, d'altra parte, l'acquisto di azioni delle banche non costituisce una vera nazionalizzazione, ma solo una nazionalizzazione delle perdite. Questo è il punto centrale dell'analisi di Ali Ruckert, Presidente del Partito Comunista del Lussemburgo (KPL) alla conferenza stampa dello scorso venerdì nella città lussemburghese di Esch-sur-Alzette. "I governi di Bruxelles, L'Aia e Lussemburgo dichiarano ora di volersi sbarazzare al più presto di quelle azioni, e anche l'Unione Europea dice di vendere. Ma è nostra opinione che un nuova vendita debba essere evitata."
"Anziché drogare sempre più gli istituti privati, chiediamo un'altra distribuzione di ricchezza pubblica, per la parte reddituale e patrimoniale", ha detto Jo Cottenier del Partito dei Lavoratori del Belgio (PTB), "in modo da poter finalmente raggiungere una rivalutazione del pubblico e della proprietà collettiva." Così i comunisti non sono respingono l'ideologia liberale, ma anche la semplice regolamentazione dei mercati finanziari, che costituisce il limitato obiettivo delle forze socialdemocratiche. Coerentemente con lo slogan " prima il popolo del profitto" il PTB orienta la lotta contro l'UE, poiché la Commissione Europea spinge gli Stati membri verso una maggiore liberalizzazione e privatizzazione.
A nome dei comunisti lussemburghesi, la compagna Aloyse Bisdorff del Comitato esecutivo del KPL, ha sottolineato come l'attuale crisi sia iniziata con i mutui negli Stati Uniti e si è sviluppata come crisi finanziaria mondiale. Le sue ripercussioni sull'economia reale saranno forse pienamente visibili solo il prossimo anno. Dopo quella del Sud-Est asiatico e quella della new economy, questa è già la terza grande crisi causata dal capitalismo, che coinvolge il mondo. Mentre i governi salvano il sistema capitalista con l'aiuto dei danari dei contribuenti, contemporaneamente preparano le basi per una nuova crisi, ha detto Aloyse Bisdorff.
Wil van der Klift del Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi (NCPN) ha sottolineato, che l'equilibrio dei potere ne uscirà nettamente modificato, anche nell'ipotesi di una risoluzione a breve. Per il NCPN è ora diventato più semplice entrare in contatto con la gente. "I Paesi Bassi avevano respinto la Costituzione Europea in occasione del referendum del 2005, dopo aver capito che la realtà è diversa da come la raccontano i politici e i media. Ora si prospetta una situazione simile. Il popolo si accorge che le chiacchiere sulla prossima fine della crisi sono false e cominciano a porsi delle domande. Alcuni mettono in discussione il sistema capitalista."
Per limitare il profitto degli azionisti
I tre partiti hanno elaborato tre principali rivendicazioni comuni. Innanzitutto, il profitto degli azionisti deve essere limitato, con l'obiettivo di una maggior perequazione verso imprese e lavoratori. Deve essere posto un limite, oltre il quale qualsiasi profitto devono essere assoggettato a una tassazione del 100%.
Più diritti per i lavoratori
In secondo luogo, i diritti dei lavoratori e dei sindacati devono essere ampliati e contemporaneamente l'influenza degli azionisti negli organismi direttivi deve essere limitato. Non è sufficiente la trasparenza di informazione sull'attività e le decisioni della dirigenza, i lavoratori devono avere diritto di veto sulle decisioni importanti come l'elaborazione di strategie di investimento, l'acquisto e la vendita di impresa o parti di impresa. Questo è l'unico modo per evitare che un pugno di azionisti prenda decisioni in contraddizione con gli interessi pubblici.
Per creare una Banca del Benelux sotto il controllo pubblico
Le casse di risparmio e le banche nazionali del Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, gli istituiti di credito e di investimento, come anche le quote pubbliche di Fortis e Dexia devono essere concentrate in un'unica "Banca pubblica del Benelux". Il compito principale della banca non dovrebbe essere la ricerca del massimo profitto per gli azionisti, ma il sostegno alle piccole e medie imprese, il finanziamento dell'edilizia pubblica, il prestito alle nuove industrie e imprese di servizio pubblico, e l'aiuto alle imprese in difficoltà finanziarie.
Questa "Banca del Benelux" non dovrebbe essere controllata da azionisti privati o da rappresentanti dei tre Stati, ma deve essere controllata e guidata dalle istituzioni e parlamenti nazionali e locali, dai sindacati e dagli altri rappresentanti pubblici. Questa è l'unica via per garantire l'interesse pubblico.