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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 16-03-09 - n. 265
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
DKP, KPL, NCPN, WPB: Subito la lotta per il cambiamento
Dichiarazione congiunta di Partito dei Lavoratori del Belgio - Partito Comunista tedesco - Partito Comunista del Lussemburgo - Nuovo Partito Comunista dei Paesi Bassi
Febbraio 2009
La crisi delle banche e della finanza sta evolvendo in una crisi economica mondiale. Nel corso di questo sviluppo l'attuale modello di crescita del capitalismo globale, con gli Stati Uniti motore trainante dei profitti e dei consumi dell'intera economia mondiale, sta crollando.
Gli stati tendono una mano per assicurare i patrimoni dei ricchi: con l'introduzione di programmi di salvataggio per le banche, i governi spostano i costi della crisi sulla società. L'industria sta reagendo alla crisi con il blocco della produzione, la riduzione delle ore di lavoro e l'eliminazione di posti di lavoro.
Ora inizia il conflitto per la ricerca di una soluzione e per prevenire che la crisi gravi sulla società.
Dobbiamo intervenire attivamente in questo conflitto politico e sociale: perché non solo le grandi banche sono crollate nella crisi finanziaria, ma è scossa l'intera concezione ideologica, politica ed economica neo-liberalista. La strategia di Lisbona non è riuscita, il Patto di stabilità è solo un pezzo di carta. E' giunto il momento di sviluppare ulteriormente le idee socialiste in Europa.
Nelle lotte che ci aspettano, dovremo privilegiare quella per un'economia che serva gli interessi del popolo.
Nei nostri paesi, chiediamo:
Che oltre il risparmio siano salvaguardate l’occupazione, i salari, le pensioni e i sistemi di sicurezza sociale.
Che la crisi venga pagata dai ricchi.
Che paghino quelli che negli anni passati hanno tratto enormi profitti dalla finanziarizzazione dell’economia: le società finanziarie, i fondi di investimento, gli ultra milionari.
Quelli che hanno usato i loro patrimoni esorbitanti, per trarre ancor più denaro, più velocemente e con più rischi. Le agevolazioni fiscali per redditi e utili elevati e per gli investimenti finanziari concessi negli ultimi anni devono essere soppressi. Gli utili, i redditi alti e i patrimoni devono essere tassati progressivamente. Le imposte sui beni di consumo quotidiano e la tassazione dei redditi medio bassi, devono essere ridotte.
Investimenti pubblici per un'economia che serva al popolo
Per un economia eco-compatibile, sono necessari investimenti pubblici per la ristrutturazione della produzione e per adeguare i modelli di consumo: per esempio investimenti nel risparmio energetico e per l'approvvigionamento energetico, riduzione delle emissioni di elementi nocivi, evitare l'erosione delle risorse naturali; ripensare al trasporto pubblico, alle infrastrutture pubbliche, nella sanità, nell'istruzione ...
Devono essere dirottati a questo fine i miliardi che vagano in tutto il mondo alla ricerca di redditività negli investimenti finanziari.
Nazionalizzare il settore finanziario
Per stabilire politiche alternative, le banche e le società finanziarie devono essere trasformate in enti pubblici sotto il controllo pubblico della società attraverso i suoi rappresentanti: le istituzioni locali, le piccole e medie imprese, i sindacati, le associazioni, le organizzazioni ambientaliste, il movimento contro la globalizzazione, i movimenti per la pace, rappresentanti del "Terzo Mondo"; insomma tutte le realtà con un’organizzazioni dal basso verso l'alto, impegnate in una politica economica alternativa.
Arrestare il passaggio dei sistemi di sicurezza e previdenza sociale al mercato finanziario
I pensionati non devono più essere esposti al gioco borsistico degli operatori globali. È necessario tornare al sistema di previdenza sociale pubblico e mutualistico. Utili e rendite finanziarie devono finanziare il sistema per elevare le pensioni per tutti, almeno al di sopra della soglia di povertà.
All'Unione Europea chiediamo
- L’abbandono del Trattato di Lisbona.
- Che si adotti, alla luce del fallimento della strategia di Lisbona, una strategia di sviluppo del Mercato Unico Europeo mediante il rafforzamento della domanda pubblica e dei consumi privati: attraverso stipendi, pensioni, borse di studio, sussidi di disoccupazione più elevati.
- Che il Patto di stabilità sia sostituito da un patto di solidarietà, il cui obiettivo sia lo sviluppo in Europa di principi solidaristici e l'adeguamento delle norme sociali dei paesi aderenti al livello più alto.
- Che si tuteli la proprietà collettiva e cooperativa. Fine di tutte le privatizzazioni. Modifica delle norme corrispondenti (articoli 81, 82 e 86 del Trattato d'Europa).
- Che vengano chiusi i paradisi fiscali; la tassazione progressiva dei profitti, dei redditi e dei patrimoni deve essere soggetta a un livello elevato.
- Che la Banca Centrale Europea sia posta sotto controllo democratico e sociale. Devono essere modificati i suoi compiti, finalizzandoli a supportare la piena occupazione, il rafforzamento del settore pubblico e lo sviluppo. Le politiche monetarie e fiscali devono essere orientate verso uno sviluppo sostenibile, favorevole al finanziamento del debito pubblico e alla cooperazione su un piano di parità con i paesi del Mediterraneo e i paesi in via di sviluppo.
- Che l’accesso al credito sia utilizzato solo per gli investimenti nell'economia reale e non per avviare nuovi cicli di speculazione. I suoi compiti più urgenti comprendono la promozione dell'integrazione regionale e strutturale a lungo termine per passare ad un modello alternativo di produzione, di consumo e di vita.