www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 07-03-10 - n. 309

da http://edu4all.kke.gr/4edumeeting/interventions/4th-belgium-wp
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
4° Incontro comunista europeo sull'educazione 
Bruxelles, 5 febbraio 2010
 
“L’operazione di distorsione storica della Seconda guerra mondiale nel sistema educativo”
 
Intervento del Partito del Lavoro del Belgio
di M. Arnaud Staquet
   
L'insegnamento della Seconda guerra mondiale nella comunità belga francofona
 
Cari compagni,
 
Mi trovo oggi con voi ad affrontare la questione della negazione della Seconda guerra mondiale nel sistema educativo secondario nel Belgio francofono, che è di pertinenza della comunità belga di lingua francese.
 
Nel nostro paese, la prima questione che un insegnante si trova ad affrontare è trovare un argomento da insegnare e, possibilmente, criticare.
 
In effetti, se si passano in rassegna i programmi scolastici (1) di entrambi i sistemi educativi (pubblico e cattolico), non troverete alcuna menzione esplicita della Seconda guerra mondiale, sotto la voce "argomento obbligatorio".
 
La Seconda guerra mondiale è proposta solo come "una possibile traccia di lavoro". Certo il "genocidio" è obbligatorio e si può quindi affrontare la Guerra da questo punto di vista. Abbiamo un libro di testo intitolato Costruire la storia (2), l'unico al momento approvato da entrambi i sistemi. È ricco di illustrazioni e documenti, ma contiene ben poco materiale di studio, ancor meno riguardo la guerra: solo due pagine. Contiene inoltre due pagine sul "mondo dei campi di concentramento" subito dopo la Seconda guerra mondiale. Ovviamente, i "campi nazisti" sono trattati alla stregua dei "campi sovietici". Ci si può domandare se troveremo spiegazioni nel testo alla sezione sul periodo tra le due guerre.. Niente affatto, non vi è nulla circa la costruzione del socialismo in URSS, la cui storia sembra fermarsi al 1921. Due pagine soltanto sono dedicate alla "diversità e seduzione dell'autoritarismo", in cui i "regimi totalitari" sono confrontati sulla base di interpretazioni particolarmente avare di fatti: ma questo già lo sapete e ve lo risparmierò. D'altra parte, due pagine sono dedicate al "razzismo, la base del nazismo". Ne consegue che viene fatto di tutto per indurre i giovani a credere due cose soltanto: "la causa della guerra era l'odio nazista degli ebrei" e "il comunismo è uguale al fascismo".
 
Vi è, nella comunità francofona del Belgio, un mito resistente che consiste nella cosiddetta "libertà pedagogica degli insegnanti". In teoria, un ispettore scolastico difficilmente può obiettare sul contenuto di un corso di storia, purché tratti l'argomento dei campi e del genocidio, ma ha il diritto di sanzionarlo se non si dispone di una griglia di valutazione per misurare la "competenza". La metà dei programmi di studio sono dedicati ai percorsi pedagogici, come l'allocazione di "risorse in un contesto di integrazione culturale", mentre, per quanto riguarda il contenuto: niente! Così, un insegnante progressista potrebbe incentrare il suo corso sulla resistenza esemplare dei comunisti belgi contro gli invasori nazisti, mentre uno di destra potrebbe invece focalizzare la maggior parte del suo corso sui "gulag". Oppure, se non ha posizioni sul tema in oggetto, un insegnante "apolitico" potrebbe semplicemente cercare sul web per trovare un sequenza pedagogica già pronta o iniziare da un documentario prodotto dai media e, di conseguenza, correre il rischio elevato di riprodurre l'opinione prevalente. L'ultimo caso di questo genere è Apocalypse di Daniel Costelle, massicciamente trasmesso dalla rete televisiva pubblica RTBF, e portatore di una visione reazionaria (la responsabilità del regime di Vichy nella deportazione degli ebrei non è trattata - i partiti dei lavoratori sono ritenuti responsabili per l'avvento al potere dei nazisti - la Soluzione Finale e il bombardamento delle città tedesche si trovano affiancate).
 
La conclusione è ovvia: tutta questa "libertà" rappresenta la cosa più pericolosa. Gli autori dei programmi ammantandosi di questa pseudo-libertà, mettono avanti la competenza e il senso critico degli insegnanti al fine di evitare un dibattito fondamentale sulla dissoluzione dell'istruzione nella comunità di lingua francese, in particolare nel campo storico. Le osservazioni del Programma per la valutazione internazionale degli studenti (Programme for International Student Assessment – PISA) hanno concluso che il sistema educativo nel Belgio francofono è tra quelli con la disuguaglianza sociale più grande fra tutti i paesi sviluppati. Questo significa che ai bambini delle classi popolari, la maggioranza dei quali si trovano nelle scuole con gli standard più bassi, è negato l'insegnamento di quelle elementari verità storiche fondamentali per la classe operaia: il collaborazionismo economico durante la Seconda guerra mondiale, il ruolo centrale svolto dalla classe operaia nella resistenza antifascista. Ad esempio: lo sciopero dei centomila guidato dal leader comunista Julien Lahaut a Liegi, nel gennaio 1941, il fatto che i primi deportati nei campi di concentramento nazisti erano comunisti e membri del sindacato, ecc ...
 
So che il Belgio è un piccolo paese, ma non esiste ragione perché la sua storia non venga insegnata alla sua gioventù.
 
Nei programmi non ci sono dati e molto pochi sui libri di testo. Ci si accontenta di apprendere che il nostro paese è stato invaso il 10 maggio 1940 e che Bruxelles è stata liberata nel settembre 1944. Per quanto riguarda i dettagli dell'occupazione, ci vengono rifilate quattro pagine di documenti che insistono quasi esclusivamente sulle sofferenze patite dalla popolazione in generale e dagli ebrei in particolare. Pur non volendo minimizzare i disagi patiti dalla popolazione civile del mio paese, non sarebbe opportuno ricordare le atrocità di gran lunga più efferate commesse dai nazisti in URSS, in Jugoslavia, in Grecia, Albania e Polonia, e dall'esercito imperiale giapponese in Cina in altro modo che per mezzo di una austera tabella di statistiche (che deve essere cercata in una diversa sezione sul periodo post-bellico)?
 
Cosa possiamo trovare sulla collaborazione con il nemico? Le immagini di due poster, uno dei quali è riferito alla legione SS costituita da Degrelle, senza altro commento che il numero dei suoi membri, feriti e morti. Perché la questione del ritorno del re in Belgio viene affrontata ben 63 pagine dopo la sezione relativa all'occupazione, senza alcuna menzione della dichiarazione politica espressa da Leopoldo III, nel gennaio del 1944 al momento della sua "deportazione consenziente" in Germania, in cui descriveva le forze alleate come i nuovi occupanti, chiedeva scusa ai membri del governo belga Pierlot a Londra per aver criticato la sua decisione di restare in Belgio e proponeva loro di abrogare una serie di accordi firmati con la Gran Bretagna e gli Stati Uniti?
 
E il movimento di resistenza? Giusto un piccolo inserto che non richiama neppure il ruolo di primo piano svolto dal "Front de l'Indépendance et des Partisans Armés" sotto la guida del Partito comunista belga.
 
Perché non c'è una parola sulla responsabilità della diplomazia belga per il "fallimento nel raggiungere la pace (1936-1939)"? I nostri studenti potrebbero essere interessati ad imparare "per il bene della memoria" che il Belgio scelse di disertare il campo alleato fin dal luglio 1936, per diventare neutrale e riconoscere la Spagna di Franco nel 1938, prima di quanto fecero altri stati democratici e prima della fine della Guerra civile ... che dopo l'invasione della Polonia nel settembre 1939, mentre la Germania stava attaccando la Danimarca e la Norvegia, il re del Belgio e lo stato maggiore rifiutarono l'ingresso nel territorio belga di truppe francesi e inglesi e inviarono anche due divisioni al confine con la Francia!
 
Note
 
(1) Programma scolastico:
- Enseignement catholique secondaire : Histoire, Formation commune et Option de base, 2ème et 3ème degrés, Humanités générales et technologiques, 2008.
- Enseignement de la Communauté française / secondaire général et technique de transition : Deuxième et troisième degrés, Programme d’études du cours d’histoire, 2000.
 
(2) Libro di testo: Construire l’histoire, sous la direction de J-L. Jadoulle et J. Georges, tome 4, Un monde en mutation (de 1919 à nos jours), Didier – Hatier Editions, Bruxelles, 2009
 

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