www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 20-04-10 - n. 315

da www.comunistas-mexicanos.org
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 

Seminario dei Partiti comunisti e operai

 

Sul ruolo dei comunisti nella lotta per la parità e l'emancipazione delle donne

 

Contributo del Partito dei Comunisti Messicani

 

Comitato Centrale

 

Bruxelles, 26 marzo 2010

 

Compagni,

 

portiamo il saluto del Comitato Centrale del Partito dei Comunisti Messicani a questo importante seminario che si svolge a Bruxelles in occasione del centenario della Giornata internazionale delle donne lavoratrici, giornata istituita dall’indimenticabile dirigente comunista Clara Zetkin.

 

Dal momento in cui la classe operaia è entrata con forza nella politica, la bandiera dell’emancipazione della donna ha svettato alta ed instancabile. Il capitalismo che nel suo sviluppo ha spremuto “lacrime e sangue”, ha tentato di eliminare le differenze di genere nel proletariato. Ma è il movimento comunista, nato col movimento operaio moderno, che ha giocato il ruolo più rilevante nella lotta per l'emancipazione delle donne, molto prima che la legislazione borghese riconoscesse loro il diritto di voto: come durante la Comune di Parigi, in cui le lavoratrici ricoprivano ruoli nella difesa e nella politica.

 

Il fatto che i comunisti organizzati nella Prima e nella Seconda Internazionale abbiano sempre sottolineato questo obiettivo con un’equa partecipazione di donne, come Rosa Luxemburg e Clara Zetkin, è proprio una conseguenza di questa convinzione. Un’accelerazione si ebbe percorrendo la strada della vittoriosa Grande Rivoluzione Socialista dell’Ottobre del 1917: infatti la partecipazione massiccia delle operaie e delle contadine nella costituzione e nella direzione dei Soviet, le discussioni intorno alla loro condizione e le risoluzioni per superare l'arretratezza, hanno rappresentato grandi passi in avanti nella lotta per l'emancipazione delle donne.

 

La lotta per la rivendicazione dei pieni diritti per le donne lavoratrici è una bandiera attuale e necessaria nel nostro mondo contemporaneo. Le tesi della piccola borghesia hanno avuto una grande influenza, ma hanno ricondotto la lotta ad un problema di genere, ad un problema uomo/donna; naturalmente come comunisti andiamo alla radice del problema affermando che l'emancipazione delle donne, come l'emancipazione dal nazionalismo e dallo sfruttamento di classe è inseparabile dal rovesciamento del capitalismo.

 

Il capitalismo patriarcale, “machista”, produce costantemente una visione razzista e discriminatoria del mondo. Ciò obbliga i comunisti a rafforzare l'azione, perché è un dato di fatto che i salari più bassi sono delle donne lavoratrici, che gli alti tassi di disoccupazione colpiscono soprattutto le donne, come pure è vero che l'oppressione è generale, ma che le percentuali sono sempre più elevate per le donne lavoratrici.

 

Affermiamo questo non per un generico approccio di genere ma in quanto sostenuti dalle crudeli statistiche del mondo dello sfruttamento, della società divisa in classi. Le donne sono doppiamente oppresse. E’ per questo che abbiamo maggiori responsabilità nell’intervenire in modo coerente, in prima linea, con le donne lavoratrici - e con i giovani lavoratori - per progredire nella ferma ed intransigente lotta contro il capitalismo e per costruire una società comunista.

 

Proletari di tutti i paesi, unitevi!

 

 


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