www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 22-04-10 - n. 316

da www.ptb.be
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Seminario dei Partiti comunisti e operai
 
Sul ruolo dei comunisti nella lotta per la parità e l'emancipazione delle donne
 
Contributo del Partito dei Lavoratori del Belgio
 
Lydia Neufcourt, componente dell'Ufficio di Presidenza nazionale del Partito dei Lavoratori del Belgio
 
Bruxelles, 26 marzo 2010
 
Care e cari compagni,
 
il 2010 segna un importante anniversario nella storia delle lotte delle donne per i diritti politici, economici e sociali: è il 100° anniversario della Giornata Internazionale della donna, proclamato nel 1910 su proposta di Clara Eisner, meglio nota come Clara Zetkin; il 15° dall'adozione della piattaforma di azione di Pechino in seno alla 4° Conferenza mondiale sulle donne delle Nazioni Unite; il 20° dalla legge di depenalizzazione dell'aborto in Belgio; la 3° Marcia Mondiale delle Donne su 4 temi: lavoro delle donne, la violenza contro le donne, pace e smilitarizzazione, bene comune e accesso alle risorse.
 
Nonostante le lotte femministe e i progressi, la situazione delle donne in Belgio e nel mondo, è allarmante. In Belgio, uno dei paesi più ricchi del mondo, una donna su cinque vive in povertà, in particolare le donne anziane con pensioni minime, più della metà hanno un accesso molto limitato alle cure sanitarie. Il capitalismo non ha riguardo neanche per gli anziani.
 
Oggi, l'offensiva del capitalismo accentua lo sfruttamento sulle donne. Duramente colpite dalla crisi economica: molte donne sole con o senza figli vivono sotto la soglia di povertà, a causa della precarietà del lavoro, temporaneo o a tempo parziale. Le lavoratrici sono prevalenti nelle professioni sotto pagate e con contratti a termine, tanto da parlare di settori femminizzati. Subiscono condizioni di lavoro e ricevono retribuzioni inaccettabili, anche nel titres services [lavoro domestico acquistabile con voucher presso agenzie accreditate, simile al lavoro accessorio introdotto in Italia dal decreto attuativo della Legge 30/2003, ndt]. L'80% delle retribuzioni più basse, spesso sotto la soglia di povertà, sono delle donne. Il divario nelle pensioni si attesta tra il 23% e il 30%. In Belgio, le disoccupate dei servizi per l'impiego, sono spesso escluse dalle indennità di disoccupazione anche se non ci sono posti di lavoro disponibili! Le donne sono sempre più vittime di violenza domestica e familiare durante e soprattutto dopo il matrimonio; le molestie sul posto di lavoro stanno diventando una forma organizzativa. Si impenna il numero dei divorzi (2 su 3 matrimoni), gettando nell'incertezza le donne che crescono da sole i loro figli, con salari irrisori e spesso senza l'assegno di mantenimento!
 
I lavoratori Carrefour e Godiva in Belgio
 
Come in altri paesi, i lavoratori in Belgio conducono importanti lotte sindacali contro lo smantellamento sociale, le cessazioni delle attività ed i licenziamenti, riportando talvolta delle vittorie come a Liegi e Lovanio  nei centri di produzione della AB Inbev, il più importante gruppo mondiale nella produzione della birra.
 
Oggi, 1.672 lavoratrici e lavoratori dei supermercati Carrefour si battono contro la chiusura dei negozi e i licenziamenti. Secondo i sindacati, 5.000 posti di lavoro sono a rischio, se si tiene conto dei subappalti. Carrefour, il 2° gruppo mondiale della gran distribuzione, intende eliminare più dell'11% dei 15.698 posti di lavoro in Belgio, di cui 10.900 sono a tempo parziale e occupano personale femminile. Si tratta spesso di donne sole, talvolta con figli e spesso senza diritto alla disoccupazione o altre forme di sostegno al reddito. Carrefour che ha ricevuto nel 2008 più di 129 milioni di euro di sovvenzioni pubbliche, che ha pagato imposte irrisorie (0,008%) e che ha realizzato utili per oltre 300 milioni di euro, sostiene che i salari troppo elevati delle cassiere, siano la causa della ristrutturazione.
 
Il caso delle lavoratrici Carrefour e del settore alimentare, vedi la cioccolateria Godiva, illustra bene la situazione delle donne nel mercato del lavoro in Belgio!
 
Allo stesso modo, divampa la "collera bianca" dei lavoratori del settore no-profit per contrastare i tagli di spesa nei servizi pubblici, negli ospedali, nel sociale, in cui lavorano molte donne. In tale ambito necessiterebbero 60.000 posti di lavoro aggiuntivi, ma il governo non ha soldi per questo.
 
Donne contro la crisi
 
Dalla relazione annuale dell'Ufficio Internazionale del Lavoro marzo 2009, emerge che la crisi economica ha causato circa 22 milioni di disoccupati in più.
 
Per rispettare i Trattati europei, il governo belga si sta imbarcando nella riforma delle pensioni e del prepensionamento. Nel 2005, l'anzianità di lavoro per le donne era già stata estesa di 5 anni, passando da 40 a 45 anni ed ora per le donne sarà ancora più difficile ottenere una pensione piena. In Belgio, come in diversi altri paesi europei, la lotta per le pensioni è e sarà di grande attualità.
 
Con il Partito dei Lavoratori del Belgio (PTB), siamo presenti e attivi in tutte queste lotte. Uomini e donne, insieme, contro lo smantellamento dei nostri diritti sociali e per migliorare la nostra vita e il lavoro. Inoltre in Belgio stiamo conducendo una campagna per tassare finalmente i milionari.
 
D'altra parte, riteniamo indispensabile dedicare una particolare attenzione alla lotta per la parità e l'emancipazione delle donne. Nella lotta per il socialismo, abbiamo bisogno di donne emancipate con pari diritti. E sappiamo bene che con il socialismo la posizione sociale delle donne è meglio garantita.
 
Il capitalismo minaccia il lavoro e i diritti delle donne, motivo per cui il Partito ha creato una Commissione apposita che comprende donne di tutte le sezioni del Partito. Tra i suoi obiettivi vi è quello di rafforzare la solidarietà internazionale. Particolare attenzione è rivolta a una equa rappresentanza di genere nel Partito, grazie al sostegno delle giovani generazioni, poiché attualmente le donne sono sotto rappresentante nei gruppi dirigenti. Sono indispensabili l'istruzione, l'assistenza ed il confronto.
 
Marianne, organizzazione femminile del PTB [cfr: http://www.marianne-femmes.be/fr/] comprendente donne di tutte le regioni del Belgio, indice riunioni periodiche, conferenze in occasione della Giornata Internazionale della donna e la partecipazione attiva alle manifestazioni. E' presente in modo concreto tra le donne immigrate e belghe, partecipa dal 2000 alla Marcia Mondiale delle Donne ed ha assunto una posizione di responsabilità nel coordinamento nazionale. Organizza, tra l'altro, viaggi a Cuba e progetti di solidarietà con le donne palestinesi, sostiene gli scioperanti, quelli del Carrefour come dell'Opel (General Motors) ed assiste le loro lotte con solidarietà. Marianne si occupa dell'educazione popolare delle donne per una appropriazione della storia delle donne lavoratrici.
 

Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.