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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 16-02-11 - n. 351
da www.contropiano.org/Documenti/2011/Febbraio11/15-02-11CrisiSocialismo.htm
La crisi del socialismo era inevitabile?
Una lettera aperta del PCUS (fed. Russa) e dell'UCF (Finlandia)
Cari compagni e rappresentanti dei partiti fratelli!
Noi, rappresentanti del Partito Comunista dell'Unione Sovietica e dell'Unione dei Comunisti della Finlandia, nel corso di una lunga discussione, abbiamo preso in esame la questione del declino nello stato moderno, dei comunisti e del movimento della classe operaia. Siamo profondamente turbati dal futuro dei lavoratori e del movimento Comunista in tutto il mondo, e per questo, vi inviamo la seguente lettera.
Circa i compiti del movimento comunista e operaio
Alla fine degli anni 80, quando la tattica formale di lotta dei Partiti Comunisti si è esaurita, il nostro mondo è completamente cambiato.
Il socialismo ha sofferto di numerosi fallimenti, l’imperialismo è diventato più forte e ha portato avanti una nuova divisione del mondo, anche con la forza delle armi. C’è stato altresì un profondo cambiamento nella struttura della classe lavoratrice, molte contraddizioni sociali, economiche e geopolitiche sono scoppiate in vari paesi. La classe lavoratrice e i lavoratori di tutto il mondo, hanno bisogno ora di sviluppare una nuova tattica di lotta anticapitalista e raggiungere il loro compito storico e rovesciare il capitalismo per costruire una società senza classi.
A proposito di questo obiettivo, vorremo proporre alcune riflessioni. Come da sempre, pensiamo che la teoria Marxista- Leninista sia una base scientifica per la comprensione di tutti i fenomeni sociali, una comprensione che sempre dovremo aver chiaro nella sua evoluzione. Ci sono, è vero, alcuni comunisti che spesso reputano questa, una condizione ormai non piu applicabile alla società attuale. D’altra parte, l’incapacità di valutare gli eventi sociali secondo la scienza marxista, ha portato le masse, prima fedeli al movimento dei lavoratori, a perdere il contatto con le avanguardie.
Numerosi gruppi e partiti marxisti hanno un problema con l’uso del marxismo leninismo come strumento della loro stessa politica. Soltanto in europa, ci sono centinaia di partiti e gruppi marxisiti esistenti da lungo tempo che nel corso degli anni non hanno mai cambiato strategia per risolvere i problemi della società, anche se le contraddizioni e i problemi della società stessa sono profondamente cambiati. Cè una necessità forte oggi, di riuscire ad applicare la scienza marxista in modo coerente con l attualità, e la necessità anche di formulare un nuova tattica anti capitalista.
La questione della rottura del Socialismo è una questione centrale. Perché il socialismo sta soffrendo questa battuta d’arresto, cos’ha portato alla stagnazione della strategia e della tattica della lotta di classe dei comunisti e della classe lavoratrice? Senza una risposta credibile a queste domande, non potremo andare avanti, ne trovare la chiave per la soluzione di molti altri problemi.
Se per molte decadi il socialismo si è sviluppato con successo e ha guadagnato larghe vittorie nel campo della scienza, dell’economia, della cultura e della sfera sociale stessa, per quale motivo non è riuscito a respingere l attacco politico e ideologico degli anni 80? Noi pensiamo che la disgregazione di un sistema simile a quello socialista mondiale sia possibile solo quando esso sia determinato da leggi interne della società che riguardano sia l economia che la lotta di classe. Solo pochi marxisti leninisti sono di fatto riusciti a far fronte a tutto ciò, ma sovrastare tali tendenze negative era quasi impossibile.
Alcune osservazioni, a questo punto, diventano necessarie:
1- Il socialismo del XX secolo, si è basato principalmente sul tradizionale sistema della produzione industriale che dominava in tutte le economie nazionali. Tuttavia una crescita delle forze produttive ha promosso l'elaborazione automatica delle informazioni e la loro introduzione in produzione. In una situazione simile, il capitalismo è riuscito a introdurre rapidamente nuovi metodi di produzione che gli hanno dato sempre nuova forza.
2- Il sistema socialista mondiale, in particolare l'Unione Sovietica, ha aderito ai principi dell'economia centralizzata pianificata. Tuttavia, negli anni 70, quando in Unione Sovietica c'erano già centinaia di migliaia di imprese, la gestione centralizzata ha cominciato a dare i primi segni di fallimento e il tasso di crescita economica è diventato più lento, non riuscendo più ad adeguare le conquiste scientifiche alle tecniche di produzione. Di conseguenza il divario economico tra il capitalismo e il socialismo è aumentato. In Unione Sovietica dagli anni 50, si è tentato di risolvere il problema del miglioramento del meccanismo economico attraverso vari stimoli. Queste misure hanno dato un certo effetto, ma in ultima analisi, hanno piuttosto aggravato i problemi della società socialista, perché è stata distorta la rappresentazione degli obiettivi e dei valori del socialismo stesso. L’esecutivo di queste riforme economiche infatti ha
puntato essenzialmente al raggiungimento di certi parametri economici, non prendendo in considerazione i principi del socialismo. L’economia sommersa ha prodotto un gruppo sociale che ha iniziato ad accumulare denaro in modo sommerso.
3- Una questione soprattutto ideologica riguarda la correlazione tra le fasi di sviluppo della società socialista e comunista. Gia nella fase iniziale Marx e i comunisti parlano della società iniziale. In “Critica del programma della Gotha” Marx mostra la divisione della società comunista nella sua fase inferiore e superiore. Nella prima fase i problemi ereditati dal capitalismo, continuano ad esistere. Successivamente, osserva Marx, il lavoro in particolare diventa non solo una fonte di esistenza ma un bisogno vitale. Solo successivamente, la società puo delinearsi, come recita lo slogan, "da ciascuno secondo le sue capacità, a ciascuno secondo i suoi bisogni".
Oggi possiamo constatare che la prima fase della società comunista, si è realizzata con successo entro i limiti del sistema socialista mondiale. Gli obiettivi dell'Unione Sovietica e di altri paesi socialisti per lo sviluppo della loro economia nazionale, della scienza, dell'istruzione e della sfera sociale sono stati enormi, anche se non esistono quasi in nessun luogo, le nozioni teoriche sul socialismo e il comunismo sperimentate. Pubblicati in URSS tra il 1950-1980 (e tradotto dal russo in molte lingue), i testi più importanti sulla filosofia marxista-leninista e sull’economia politica definiscono gli obiettivi principali di una società socialista, come una crescita costante della produzione e del consumo, e un livello soddisfacente di benessere materiale. Non è stata data purtroppo molta attenzione alla teoria marxista sulle fasi di sviluppo della società socialista e comunista e all'interrelazione di queste fasi, anche se la società reale
ha di fatto sicuramente passi da gigante.
La crisi del socialismo era inevitabile?
Durante le prime fasi di sviluppo del socialismo, quando l'economia e il benessere materiale erano ancora ad un livello molto basso, era naturale che in una definizione degli obiettivi del socialismo, quello principale fosse lo sviluppo della sua base materiale e del benessere della società. Nel suo libro "Stato e rivoluzione" Lenin scrisse: "Politicamente la differenza tra la fase inferiore e quella superiore dello sviluppo del comunismo, sarà probabilmente abissale, ma sarebbe ridicolo prendere conoscenza di questa differenza ora , in una fase in cui predomina ancora il capitalismo”. Oggi sappiamo che lo sviluppo sociale che si è generato a livello mondiale, ha determinato nuove contraddizioni globali, basti pensare ai un cambiamenti climatici, ai disastri ecologici, alle pandemie, alla produzione alimentare mondiale. La teoria del socialismo e del comunismo dovrebbe riuscire a collegare tali questioni, per aumentare il benessere materiale e risolvere altri problemi della società. Ciò non è stato fatto negli anni 80 ne in quelli precedenti. Anche in condizioni di socialismo, la società non puo politicamente adattarsi alla crescita costante delle forze produttive. La situazione è stata determinata dalla legge di conformità delle forze produttive e dai rapporti di produzione, ben noti nell’economia e scienza sociale marxista. Sfortunatamente, essendosi poi interrotte le relazioni internazionali, e non essendosi piu armonizzate le forze produttive, il ritorno al capitalismo è stato facile. Una graduale deriva progressista è stata inevitabile. Se prima il mondo socialista e il movimento operaio mondiale lottava per impedire una nuova espansione dei centri imperialisti, ad un certo punto i centri imperialisti hanno notato una certa debolezza del socialismo e il blocco capitalista ha iniziato una nuova ripartizione del mondo tramite l'economia neo liberista.
Anche in USSR, come risultato della crescita dell’economia sommersa, un gruppo sociale nel quale si era concentrato denaro e potere ha iniziato a centralizzare la proprietà in senso capitalista. Gradualmente, questo gruppo, ha incontrato l’economia neoliberista che ha disorientato le masse e indebolito la loro organizzazione.
Ruolo del fattore soggettivo
Molti comunisti pensano che il processo di disgregazione del socialismo è stato il risultato di errori e tradimenti di personaggi pubblici o interni al partito. In realtà questo processo è stato determinato da leggi e azioni più generali. Ciò non vuol dire che essi siano esenti da ogni grado di responsabilità o che non abbiano preso decisioni errate. Al contrario, molti di questi leader potrebbero essere paragonati ai criminali di guerra.
Tuttavia, per quanto riguarda la catena di eventi che hanno portato alla disintegrazione del socialismo per noi è molto più semplice oggi sviluppare una nuova strategia anticapitalista e una nuova tattica della lotta di classe. Tale stima può segnare l'inizio di unità del movimento comunista. Ora, il fatto non è cercare le cause della crisi nei reciproci errori, ma concentrarsi sull'analisi della situazione moderna e sulle nuove tattiche di azioni.
Nell’epoca moderna
Ancora una volta il blocco capitalista si divide il mondo per la gestione delle risorse economiche. Utilizzando il lavoro a basso costo nei PVS, hanno trasferito su larga scala la produzione. Nonostante ciò le contraddizioni si stanno aggravando un po’ ovunque. In relazione con il trasferimento dei luoghi di produzione nei paesi meno costosi, la tragedia della disoccupazione sta colpendo i paesi un tempo più industrializzati, mentre nei paesi di nuova industrializzazione si aspira a mantenere lo standard di vita della classe lavoratrice al di sotto del valore reale del lavoro.
Tali contraddizioni nella forma di peggioramento delle condizioni della classe, appaiono tutt’oggi gravi, ma la vera esplosione arriverà quando la fase imperialista moderna raggiungerà la sua maturità e vivrà la sua prima crisi globale di sovrapproduzione, i cui primi effetti cominciano a manifestarsi oggi.
In tale situazione noi, comunisti, dovremmo saper sviluppare una moderna tattica di lotta di classe adeguata all’epoca moderna, soprattutto considerando l’aggravamento delle contraddizioni sociali a livello mondiale e il cambiamento della struttura della classe operaia.
Dipende solo da noi, se un giorno si potrà definire l’epoca moderna, “ un epoca di temporanea restaurazione dell imperialismo e la nuova organizzazione della classe lavoratrice”.
Verso nuove tattiche
Senza alcuna prova scientifica del nostro futuro socialista, non possiamo essere in condizione di creare quella forza che può organizzare la lotta di classe e portarla su un nuovo livello. Tuttavia il movimento di massa non sempre può essere costruito sulla base della consapevolezza di prospettive socialiste.
Prima di una rottura del sistema socialista mondiale la tattica del movimento comunista internazionale e della classe operaia consisteva nella creazione di ampio fronte contro il monopolio. Noi, tutt’oggi, consideriamo che questo fronte unito di varie organizzazioni sociali rimanga attuale. Tuttavia, come è necessario elevare ad un livello molto più alto la teoria della costruzione di una società socialista e comunista, anche il fronte unico deve mettersi come primo obiettivo politico la costruzione stessa della teoria socialista, la quale dovrà toccare e approfondire tutti i principali temi del nostro presente.
Compagni comunisti!
Il nostro compito principale consiste nel rafforzamento della nostra cooperazione. Nella prima fase si consiglia di scambiare opinioni su aspetti teorici e ideologici di nuove tattiche di azioni comuni. A questo scopo sarebbe utile convocare anche una piccola riunione di comunisti da tutta Europa e, probabilmente, da paesi di tutto il mondo per una seria discussione delle questioni formulate finora, al fine di elaborare un documento comune sulla fase attuale. In questo documento si potrebbero dare anche i compiti di coordinamento per azioni congiunte con una prospettiva di creazione di nuove forme organizzative di consolidamento dei comunisti in tutto il mondo.
Per le forze comuniste si tratta realmente di un momento di ripresa, per un nuovo attacco risoluto sul capitale mondiale.
Proletari di tutti i paesi, unitevi!
Febbraio 2010
Per il PCUS
Sergey Skvortsov, segretario del PCUS
Per l'Unione dei comunisti di Finlandia
Wahrman Kalevi, presidente del CFL
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