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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 25-04-11 - n. 361
da Partito Comunista di Grecia - http://inter.kke.gr/IntAct/int-meet/euro-communst2011/document.2011-04-14.1055903954
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Incontro dei Partiti Comunisti europei
Bruxelles 11-12/04/2011
Contributo del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
Cari compagni:
Il progetto strategico dell'UE, noto come "Europa 2020", prevede che a partire da gennaio 2011, i documenti di bilancio e i programmi di riforma di ogni paese vengano analizzati e validati da parte dell'Unione sulla base del rispetto degli obiettivi da questa fissati per superare la crisi, e che sono:
- Il risanamento delle finanze pubbliche;
- Il corretto funzionamento del sistema finanziario.
Con questa affermazione è chiaro che per l'oligarchia europea, una volta definita la strategia di superamento della crisi facendone pagare le conseguenze alla classe operaia e ai settori popolari, non c'è nessuna legge o normativa che possa fermare o divenire ostacolo al raggiungimento degli obiettivi fissati da tale piano, che altro non è se non l'inizio di un nuovo processo di accumulazione di capitale dopo un traumatico processo di distruzione delle forze produttive e di concentrazione del capitale.
Il cosiddetto “Patto Euro Plus”, adottato al Vertice del Consiglio del 24 marzo, ne è un chiaro esempio e torna a mettere al centro del mirino "riformatore" dell'oligarchia tutti i diritti lavorativi, sociali e civili conquistati dalla classe operaia dopo svariati decenni di lotta.
Questa è la loro strategia, come dimostra l'attacco militare della NATO in Libia, e nel perseguirla non solo non escludono la violenza, ma sono pienamente consapevoli del suo uso, inclusa la guerra. D'altronde nell'estate del 2010 Durao Barroso ha messo in guardia i popoli d'Europa riguardo a ciò attraverso la minaccia di dittature militari nel caso la loro lotta precluda lo sviluppo e l'attuazione dei programmi di adeguamento.
In parole semplici, il nostro nemico di classe sta svolgendo i propri compiti con la massima celerità e spregiudicatezza e la classe operaia in generale attende di accettare pazientemente il male minore, in assenza di una politica comunista europea che stabilisca una linea di azione per la maggioranza sociale.
E' in questa situazione di crisi strutturale del capitalismo che le organizzazioni di avanguardia devono, con lo stesso coraggio del nostro nemico di classe, compiere passi per definire una strategia volta a tracciare il corso dell'azione politica e organizzativa della classe operaia, dei giovani e dei settori popolari.
Questa strategia, senza mai dimenticare la necessità di avviare la costruzione di un centro di coordinamento internazionale comunista, richiede in modo inequivocabile che oggi i partiti comunisti e operai dei paesi che fanno parte della UE agiscano concretamente per organizzare un coordinamento comunista, attraverso un'analisi comune ed una comune agenda, per allargare gli orizzonti di lotta della nostra classe che le consentano di mutare, una volta per tutte, il senso di sconfitta con uno di vittoria e fiducia nelle proprie forze, sulla base della convinzione che il cambiamento rivoluzionario che porta ad una società socialista è possibile.
Questa proposta rappresenterebbe un cambiamento storico nel movimento comunista europeo, che sconta la difficoltà di dover superare una storia recente troppo abituata a collocare l'obiettivo della crisi rivoluzionaria come un qualcosa di lontano nel tempo e tipico di altri paesi e che, di conseguenza, è stato lontano dal programma politico quotidiano con cui ci siamo indirizzati alla nostra classe in questi anni.
Come risultato di questa rinuncia a offrire ai lavoratori e lavoratrici la possibilità di lottare in concreto per il Socialismo e il Comunismo, come qualcosa di reale e possibile da cui partire per affrontare la questione della dittatura di classe che è nascosta dallo Stato borghese e dalle sue leggi, oggi scopriamo di dover spezzare, all'interno della nostra classe, l'egemonia delle illusioni riformiste sulla possibilità di trovare soluzione ai nostri problemi approfondendo il carattere democratico e sociale del sistema capitalista.
Il PCPE propone ai partecipanti di questo incontro di adottare provvedimenti concreti in tal senso. Noi sosteniamo che oggi, i partiti qui riuniti possano iniziare a lavorare su un documento che definisca apertamente la natura imperialista dell'Unione europea e delle sue strutture, che spieghi gli elementi centrali che compongono l'Unione europea, la sua origine e natura come strumento del grande capitale e dei monopoli contro i lavoratori ed i popoli e, infine, proponga un programma di lotta minimo comune dei partiti comunisti e operai degli Stati membri dell'UE. L'esperienza acquisita nello sviluppo del documento congiunto firmato da 21 partiti comunisti e operai in occasione delle elezioni europee del 2009 può certamente servire come base.
Ecco, a nostro parere, il nucleo della battaglia delle idee su cui si dovrebbero spendere le organizzazioni comuniste, sia nell’intervento diretto sulla classe operaia che nel lavoro sui vari fronti di massa e, in particolare, nei sindacati. La lotta contro le illusioni del riformismo, cavallo di battaglia del socialismo scientifico sin dalle sue origini, è oggi più attuale che mai.
Il travestitismo del Partito della sinistra europea e dei suoi membri si spinge, senza alcuna vergogna, fino all’estremo definendo come accordo centrale del suo 3° Congresso nel dicembre 2010, “la creazione (nell’UE) di un fondo sociale per lo sviluppo sociale". La santa alleanza per la gestione della crisi capitalista esistente tra la sinistra riformista del PSE, la Confederazione europea dei sindacati e i partiti dentro il Partito socialista europeo, ha come obiettivo quello di allontanare la classe operaia dalla coscienza dell'origine dei loro problemi e di dove dirigere la lotta. Oggi, come affermò Lassalle, possiamo dire chiaramente, se ci riferiamo a coloro che gestiscono il capitalismo in nome della classe operaia, che “non è il mio nemico a meritare la punizione maggiore, ma chi, definendosi mio rappresentante, e avendo il compito di difendere i miei diritti, li vende e li tradisce”.
Compagni, ecco la decisione da prendere per ciascuno dei Partiti comunisti e operai europei :
-Spingere decisamente verso la strutturazione di un centro di coordinamento comunista che divenga il riferimento per un'opposizione radicale alle politiche prodotte dall'Unione europea e denunci la sua natura oligarchica e imperialista, oppure
-Perdurare nella costante indeterminatezza verso la sinistra riformista, aprendo canali di possibile legittimazione delle sue politiche collaborazioniste tra le organizzazioni comuniste.
Utilizzando un audace parallelismo storico, oggi in Europa abbiamo da un lato alcuni partiti come quelli che costituiscono il Partito socialista europeo e il Partito della sinistra europea che sono la Seconda Internazionale e, dall'altro, dei partiti che, con il nostro programma per il Socialismo e il nostro intervento decisivo contro le politiche dell'oligarchia europea, intendono costituire la Terza Internazionale. Come accaduto con la crisi provocata dalla guerra del 1914 e dal sostegno della socialdemocrazia alle rispettive borghesie nazionali di allora, questo è l'unico spazio che esiste. L'Internazionale di Vienna o "Internazionale 2 ½ " fallì e venne infine integrata nella Seconda Internazionale. In questo momento, coloro che, per vari motivi, non spingono e sostengono il coordinamento comunista tra gli Stati membri dell'UE, alla fine si troveranno ideologicamente e organicamente integrati nella molto collaborazionista e traditrice Internazionale del socialismo europeo e al Partito della sinistra europea.
Ora è il momento di riacquistare il prestigio della militanza comunista e della proposta comunista all'interno della classe operaia con un discorso cristallino in cui si offra ai lavoratori e alle lavoratrici il Socialismo come la soluzione dei loro problemi e dove non ci sia spazio per qualsivoglia proposta riformista basata sull'inganno dell'interclassismo dello Stato nazionale borghese o dell'Unione europea.
Dal piccolo della nostra realtà organizzativa, ma dalla forza di una militanza realmente aderente alla lotta di classe e sempre più identificata come comunista dai settori più coscienti della classe operaia, il PCPE lancia questo appello urgente a tutti i partiti presenti a questo incontro in modo che, senza ulteriori indugi, venga organizzata quella risposta generale alle aggressioni dell'oligarchia che i lavoratori europei si attendono da noi.
e-mail: cpg@int.kke.gr
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