20° Seminario Comunista Internazionale
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Bruxelles, 13-15 maggio 2011
Il rafforzamento dei partiti comunisti nell’attuale periodo di aggravamento della crisi sistemica del capitalismo
Risoluzione comune: Le rivolte e gli interventi imperialisti nel mondo arabo
1. La crisi sistemica del capitalismo ha aggravato le contraddizioni del mondo.
In questo quadro si collocano le mobilitazioni popolari che hanno scosso molti paesi del Medio Oriente e del Nord Africa, così come gli interventi stranieri in questa regione. Chiediamo l'immediata cessazione di ogni coinvolgimento diretto o indiretto delle varie potenze imperialiste e dei loro alleati.
Affermiamo inequivocabilmente il diritto del popolo a scegliere il proprio sistema e i propri dirigenti, senza ingerenze dall'esterno.
2. Le rivolte popolari in Tunisia e in Egitto in particolare, rappresentano il culmine di innumerevoli battaglie a cui hanno partecipato da anni centinaia di migliaia di lavoratori. Sostenute dal movimento sindacale e dalle forze progressiste e comuniste dei paesi, queste rivolte sono riuscite a destituire i dittatori corrotti che per decenni erano affidabili alleati delle potenze imperialiste, nonché di Israele.
Salutiamo la coraggiosa lotta dei lavoratori, dei giovani e delle donne di Tunisia ed Egitto.
Il loro sollevamento ha determinato un rapporto di forze più favorevole al popolo, offrendo nuove opportunità per promuovere la lotta antimperialista, democratica e sociale. La battaglia è lungi dall'essere terminata. Le forze progressiste, democratiche e comuniste si organizzano in Tunisia e in Egitto, per consolidare le conquiste democratiche e sociali pagate a caro prezzo, fronteggiano la controrivoluzione e le interferenze imperialiste. Esprimiamo la nostra solidarietà con le masse, i comunisti e i progressisti di Tunisia e d’Egitto in lotta.
3. Vista la diffusione delle insurrezioni popolari, come nello Yemen, le varie potenze imperialiste temono che la situazione nella regione possa sfuggire al loro controllo. Si sono così affrettate ad intervenire direttamente o tramite forze asservite. Washington ha dato il via libera al suo alleato saudita, per una sanguinosa repressione del movimento popolare in Bahrain.
4. In Libia, alcune potenze imperialiste hanno anticipato gli sviluppi che potevano nuocere ai loro interessi. Invocando la pretestuosa minaccia di genocidio in Libia, Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti hanno approvato la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza. Questa risoluzione viola la Carta delle Nazioni Unite, che promuove il rispetto per la sovranità e l'integrità nazionale e la ricerca di soluzioni pacifiche ai conflitti armati. Questa risoluzione permette invece alla NATO ed ai suoi alleati di scatenare una guerra di riconquista della Libia, trampolino per porre sotto controllo tutta la regione. Chiediamo l'immediata cessazione dell’aggressione militare in Libia. Sosteniamo ogni iniziativa per la soluzione pacifica del conflitto senza interferenze delle potenze straniere, che soddisfi le legittime aspirazioni del popolo libico.
5. La Siria è manifestamente vittima di manovre sovversive e provocatorie, pianificate dall'imperialismo USA, dall'alleato israeliano e da altre forze reazionarie locali. Washington ha cercato per anni di rovesciare il regime siriano, assegnato alla categoria del cosiddetto "Asse del Male". Gli Stati Uniti non mirano ad altro che porre al potere i loro fantocci. Siamo fermamente contrari alle ingerenze e alle minacce di aggressione imperialiste e di Israele, contro la Siria. Sosteniamo il fronte di tutte le forze patriottiche e democratiche che operano per realizzare le rivendicazioni invocate dalle masse.
6. Sosteniamo la lotta del popolo libanese e la sua resistenza nazionale per liberare i territori ancora occupati da Israele e l’instaurarsi di un regime non-confessionale e democratico in cui tutti i libanesi possano vivere in eguaglianza.
7. La politica dei due pesi e delle due misure, si palesa continuamente nel trattamento riservato da Washington ed i suoi alleati, allo Stato di Israele. Si sono rifiutati di condannare e punire Tel Aviv per la sua aggressione contro Gaza nel gennaio 2009. Hanno permesso ad Israele di uccidere 1.500 palestinesi, ferendone gravemente altre migliaia e distruggendo consapevolmente degli ospedali. Chiediamo che lo Stato di Israele sia condannato a severe sanzioni ed obbligato ad applicare le varie risoluzioni delle Nazioni Unite che lo riguardano: iniziando dalle risoluzioni che riconoscono il diritto al ritorno, il risarcimento dei profughi palestinesi e la creazione di uno stato palestinese con Gerusalemme capitale. Accogliamo con favore l'accordo interpalestinese, firmato di recente al Cairo, che ci auguriamo possa segnare l'inizio di un processo di rafforzamento della lotta.
Nel frattempo, le potenze imperialiste, gli Stati Uniti e l'Unione europea devono sospendere tutti gli accordi preferenziali che hanno concluso con lo Stato di Israele.
8. Il sostegno ipocrita di Washington e dei suoi alleati alla "democratizzazione" della regione, nasconde altri obiettivi concreti, strumentali ai propri interessi e spesso contrastanti: consolidare il controllo sulle risorse energetiche in tutta la regione, proteggere Israele, loro testa di ponte in Medio Oriente, consolidare il dominio in un'area di primaria importanza geostrategica, garantire le vie di accesso all'Africa, all'Oceano Indiano, al Golfo e al Medio Oriente nel suo insieme.
9. Gli interventi imperialisti non hanno mai portato la pace o la democrazia. Anzi promuovono la violenza, l'acutizzarsi del fondamentalismo, del tribalismo, fino all'esplosione del paese. Non salvano vite umane ma, invece, ne sacrificano ogni giorno. Iraq e Afghanistan mostrano in maniera lampante gli esiti delle ricette "made in USA".
10. La NATO, che continua ad espandere il suo raggio di azione ed il suo dominio imperialista, deve essere sciolta. Ogni paese membro deve uscire dalla NATO.