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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 18-06-11 - n. 369
20° Seminario Comunista Internazionale
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Bruxelles, 13-15 maggio 2011
Il rafforzamento dei partiti comunisti nell’attuale periodo di aggravamento della crisi sistemica del capitalismo
Contributo del Partito dei Lavoro del Belgio
In Belgio viviamo una situazione singolare, connotata da tre aspetti.
1. Non abbiamo un governo da oltre un anno, un record. Il motivo? Un partito indipendentista fiammingo ha vinto con un ampio margine le elezioni nelle Fiandre (nord del Belgio) e blocca la situazione. I tre partiti separatisti nelle Fiandre contano più del 45% dei voti e seguono una strategia di logoramento: vogliono dimostrare che il Belgio non funziona e intendono bloccare qualsiasi compromesso con i partiti francofoni sulla riforma dello Stato.
2. Il governo ad interim non può avviare le riforme radicali chieste dall'Unione Europea e che la borghesia vorrebbe, proprio come accade in altri paesi dell'Unione Europea: lavorare di più, aumentare l'età pensionabile, distruggere il sistema di indicizzazione automatica dei salari.
3. Nonostante ciò, la maggior parte degli indicatori economici sono migliori che in molti altri paesi europei: crescita, disoccupazione, commercio e indebitamento… Questo perché il Belgio è trainato dalla locomotiva tedesca. Ma come in ogni paese, i dati complessivi non rendono conto delle differenze tra le classi: la polarizzazione tra i super-ricchi e poveri, tra capitale e lavoro. Per i lavoratori in questo paese, come altrove, è una lotta arrivare a fine mese.
Qual è il lavoro rivoluzionario del PTB in questa situazione?
Per preparare il Partito alle lotte a venire, la Direzione Nazionale ha tenuto una conferenza a fine marzo per 320 quadri e militanti. Si tratta di rafforzare le responsabilità, di garantire coerenza al mondo del lavoro e al percorso rivoluzionario.
Alla Conferenza Nazionale, il Partito conclude: "Se ci prepariamo adeguatamente, ci aspetteranno grandi opportunità. In tutto il mondo, cresce la resistenza e anche nel nostro paese germinano i semi di un cambiamento. Quando le persone trovano in sé stesse la forza necessaria e prendono coscienza del potere del popolo, sono capaci di grandi cose. Prevediamo nascano rivendicazioni di soluzioni pratiche, di risposte coerenti e di un partito determinato a lottare per gli interessi dei lavoratori. Procediamo verso tempi molto difficili, non bisogna nasconderlo. Sarà molto difficile anche per noi. Ma nel pantano della crisi, dobbiamo vedere soprattutto le opportunità - e le responsabilità - che questo periodo offre".
Siamo un Partito rivoluzionario, un Partito di lotta di classe. La nostra ambizione è quella di influenzare realmente il corso delle lotte. In estrema sintesi, ecco tre esempi di terreni di lotta in corso in Belgio:
a. La lotta contro il nazionalismo
Dalle elezioni del giugno 2010 abbiamo compreso di aver sottovalutato il nazionalismo, che ha radici economiche, politiche ed ideologiche profonde. La lotta contro il nazionalismo è una lotta sociale, perché i padroni fiamminghi vogliono seguire la politica economica e sociale della Germania, molto più aggressiva. Si crea l'illusione tra le masse che tutto andrà meglio, se le Fiandre fossero indipendenti. Si tratta di una battaglia politica importante perché il nazionalismo crea divisione tra i lavoratori e sta già lacerando i sindacati.
Il nazionalismo alimenta anche le idee xenofobe e razziste, veicola valori conservatori e reazionari, crea una falsa collaborazione tra le classi. E' quindi una battaglia importante che abbiamo deciso di condurre in maniera energica. Il nostro Partito è l'unico Partito nazionale e lo rivendichiamo orgogliosamente. Abbiamo dedicato tempo a unificare la base attorno a questo tema e abbiamo contribuito a creare fronti di azione contro il nazionalismo. Il fronte principale si chiama "Scissione? Non in nostro nome!" e riunisce sindacati, associazioni culturali e organizzazioni giovanili.
Anche in quanto Partito, abbiamo lanciato un ambizioso progetto contro il nazionalismo. Abbiamo voluto organizzare una festa in nome della nostra rivista, Solidaire, per riunire i lavoratori, i sindacalisti, i progressisti di tutto il Belgio. Il festival si chiama ManiFiesta e la sua ambizione è trasformare una festa di "amici", in una festa popolare. Abbiamo assunto un grande rischio e abbiamo vinto la sfida, con la presenza di 6.000 persone, tra cui molti sindacalisti e molte famiglie. Purtroppo la festa è stata interrotta da una tempesta. Ma fin da ora ci proponiamo di superare i 10.000 partecipanti.
b. La lotta contro i monopoli dell'energia
Nel quadro attuale, la lotta socio-economica è ancora molto modesta nel nostro paese. Quindi, cerchiamo ogni volta di raccogliere le preoccupazioni e sollecitare la sensibilità delle masse.
Sappiamo per esempio che la bolletta dell'elettricità è un fardello molto pesante, che indigna fortemente le persone, in quanto i monopoli dell'energia elettrica, incassano profitti enormi. È per questo che rivendichiamo da oltre un anno, la riduzione dell'imposizione indiretta (IVA) sull'energia, dal 21% al 6%. Nel paese opera il monopolio Electrabel, filiale molto redditizia di GDF Suez. In questa campagna lanciamo il dibattito sul ruolo dei monopoli nel capitalismo, il legame tra industria e rappresentanti politici borghesi e la necessità di nazionalizzare il settore energetico.
Abbiamo lanciato una petizione per abbassare l'IVA. Abbiamo inizialmente raccolto 120.000 firme, cresciute fino a 200.000 in una seconda fase. Sono 200.000 nuove persone che riconoscono nel nostro Partito il difensore dei loro bisogni immediati contro i monopoli e contro la complicità dei partiti borghesi. C'è un risvolto organizzativo, poiché queste firme corrispondono ad indirizzi e-mail. Questo ci permette di rimanere in contatto regolare con i firmatari, attraverso una newsletter dedicata e reclutare forze attive.
Sulla base di questa campagna, siamo sempre più riconosciuti in Belgio, quale forza contro Electrabel - GDF-Suez. Un militante della Direzione nazionale del Partito si è specializzato in questioni energetiche ed è in grado di affrontare gli specialisti borghesi in questo campo. E' riuscito a pubblicare opinioni sulle colonne dei principali quotidiani, ha ora una reputazione da esperto e riesce a trasmettere il messaggio della nazionalizzazione del settore energetico.
c. La lotta contro il blocco dei salari
Il Partito è anche riuscito ad avere una significativa influenza riguardo la conclusione di un accordo sui salari. I padroni e i sindacati avevano negoziato un accordo interprofessionale per l'aumento dello 0,3%, nel corso dei prossimi due anni. Il Partito ha cercato di contrastare il contenimento della dinamica salariale imposta ai lavoratori. Abbiamo preparato un dossier esplosivo su 50 colossi, per evidenziare che praticamente non pagano imposte. Questo dossier ha avuto un'eco clamorosa sulla stampa, visto che il loro saggio ufficiale di profitto è del 33,99%. Le nostre sezioni hanno distribuito un volantino sullo scandalo e i sindacalisti hanno preso la palla al balzo, così l'accordo interprofessionale è stato respinto dal sindacato socialista e approvato a debole maggioranza dal sindacato democristiano.
Infine, la Conferenza Nazionale ha deciso di rilanciare tra le masse il dibattito sulla necessità del socialismo. Sarà anche il tema del nostro 9° Congresso, nel 2012-2013.
Vi ringrazio per l'attenzione.
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