www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 13-03-12 - n. 400

da www.solidnet.org/turkey-communist-party-of-turkey/2330-13-imcwp-contribution-of-cp-of-turkey-en
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
13° IMCWP - Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai - Atene 9-11/12/2011
 
Contributo del Partito Comunista di Turchia (TKP)
 
http://int.tkp.org.tr/ , mailto: int@tkp.org.tr
 
di Kemal Okuyan
 
Rivoluzione contro "Rivoluzione"
In che modo i comunisti devono contrastare l'aggressione imperialista? L'esperienza turca
 
Cari compagni,
 
Cortesi membri del Partito Comunista di Grecia e generosi militanti alla testa della classe operaia greca che ci ospitate in quest'incontro...
 
Quest'anno, l'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai si svolge in circostanze molto diverse rispetto agli anni precedenti. Quanto stiamo vivendo in questi tempi non deve sorprendere chi guarda da un punto di vista marxista-leninista ed esamina le trasformazioni attraverso la lente dell'ideologia socialista. Ciò nonostante, possiamo dire che dallo scorso anno la storia ha iniziato a scorrere più velocemente, le crisi si fanno sempre più profonde, sia economicamente sia politicamente che ideologicamente, gli attacchi contro-rivoluzionari sono divenuti più forti, ma le possibilità rivoluzionarie si sono lo stesso rese più evidenti. Dallo scorso anno, la competizione tra gli imperialisti ha iniziato a superare le dimensioni gestibili, sfociando in una lotta sempre più aspra, con la minaccia concreta di passare dagli scontri regionali a una guerra su larga scala.
 
Tutto quanto sta accadendo è senza dubbio pericoloso per la classe operaia e in generale per l'umanità. Però, quello che stiamo sperimentando è appunto il sistema imperialista-capitalista e, difatti, la rivoluzione socialista si svilupperà su questa base di fatto. Presto o tardi...
 
Possiamo temere che la classe operaia sia costretta a pagare il conto della crisi capitalista, possiamo avere paura delle pratiche barbare dei guerrafondai e della distruzione causata da una nuova guerra imperialista. Possiamo temere che il fascismo, sotto nuove spoglie, possa avviare un'altra campagna d'intimidazione per reprimere i comunisti, i rivoluzionari e le masse progressiste. La paura, tuttavia, non è una soluzione. Al fine di evitare tutte queste possibilità, cerchiamo di sviluppare nuove, salde e coraggiose politiche fondate sui principi.
 
In realtà, vi sono altre cose da temere: come il tradimento, l'imbroglio che ci induce a fare il gioco dei nostri nemici di classe.
 
Cerchiamo, una volta per tutte, di liberare la nostra famiglia comunista dall'abitudine di giustificare e lasciar sopravvivere gli errori del passato.
 
Come ricorderete, all'inizio degli anni '90, mentre l'Europa era scossa dal cedimento dei paesi socialisti, alcune forze della "sinistra" approvavano la contro-rivoluzione, assegnandole anche un carattere rivoluzionario. Quest'orientamento è penetrato nel movimento comunista e, se così si può dire, lo ha portato ad una completa perdita di significato.
 
Abbiamo sperimentato simili alterazioni durante gli attacchi contro la Jugoslavia. Durante l'intervento imperialista in Iraq: ci sono stati alcuni partiti appartenenti alla "nostra tradizione", che sono stati sedotti dalla categoria della "lotta contro il terrorismo".
 
Sappiamo anche che esiste chi si ostina a non accettare il fatto che l'Unione europea sia lo strumento di attacco, sfruttamento e concorrenza di alcuni paesi imperialisti di primo piano...
 
Non pensiamo che le conseguenze dei timori e atteggiamenti sbagliati sugli sviluppi in Medio Oriente negli ultimi anni siano meno gravi.
 
L'imperialismo è riuscito a ingannare il campo progressista, utilizzando l'esca della cosiddetta primavera araba.
 
Cari compagni,
 
Il Partito Comunista Turco dal 2002, dacché è salito al potere il Partito Giustizia e Sviluppo (AKP), sostiene che questo partito persegue una missione molto speciale. Abbiamo affermato che questo partito è uno dei poteri esecutivi di un'ampia operazione imposta alla Turchia e alla regione dagli Stati Uniti.
 
La stragrande maggioranza delle forze della "sinistra" in Turchia ha chiesto all'AKP di liquidare la contro-guerriglia e realizzare progressi in termini di democratizzazione. Secondo loro, il problema curdo era in via di risoluzione e l'atteggiamento del Partito Comunista della Turchia nei confronti del partito di governo, puro nazionalismo. Con l'aiuto della pseudo-sinistra, che costantemente usa il gergo della borghesia per incolpare i comunisti, il pubblico è stato ingannato attraverso la presentazione di un attacco reazionario generalizzato e filo-americano alla classe operaia, come un movimento di smilitarizzazione.
 
In molte occasioni, abbiamo anche visto la nostra gente all'estero ingannarsi circa i veri scopi dell'AKP, che abbiamo sempre cercato di disvelare: abbiamo insistentemente ripetuto che questo partito rappresenta un cavallo di Troia a tutti quelli che credono che l'AKP abbia rotto l'asse con gli Stati Uniti o abbia iniziato a sostenere il popolo arabo e si sia avvicinato alle potenze politiche progressiste dell'America Latina. La lettera aperta inviata quest'anno dal nostro partito al presidente venezuelano Chavez è solo un esempio dei nostri tentativi di spiegare ciò.
 
Quando solo due anni e mezzo fa, nel nostro Congresso di Istanbul cui molti rappresentanti dei partiti fratelli hanno partecipato, abbiamo dichiarato che la Turchia si stava proiettando verso un periodo "neo-ottomano", alcuni dei nostri compagni dissero che esageravamo la questione.
 
Eppure, un'anticipazione dello smisurato attacco imperialista di oggi chiamato "primavera araba", veniva allora portato in Turchia con strumenti diversi. Come partito internazionalista, patriottico e rivoluzionario, il TKP cercava di impedire alla Turchia di giocare un ruolo filoamericano in Medio Oriente e Africa. Cercavamo di mettere in guardia le masse operaie e, naturalmente, i nostri amici.
 
Il Partito Comunista di Turchia non è riuscito a fermare l'equivalente turco di questa operazione, avendo preso pochi voti nelle elezioni politiche che hanno avuto luogo la scorsa estate. Non abbiamo intenzione di abbandonarci alla disperazione per non essere riusciti a fermare un'operazione internazionale perseguita con enormi risorse economiche e politiche, in un periodo in cui le classi lavoratrici sono molto deboli. Abbiamo mantenuto la nostra dignità, siamo stati l'unica forza a resistere dall'inizio a questo processo. Ora, in condizioni di decadenza del nuovo regime, da noi chiamato Seconda Repubblica, stiamo lavorando energicamente per riunire la classe operaia e la gioventù sotto la bandiera del socialismo.
 
Cari compagni,
 
Non è mia intenzione lodare il nostro partito, il TKP. Sto cercando di sottolineare che i comunisti dovrebbero essere ben preparati a ciò che gli imperialisti stanno facendo, evitare gli errori e rompere con chi insiste a seguire una linea molto pericolosa.
 
Il processo che ho citato si è spostato nei paesi arabi. Il TKP, benché rispetti le lotte dei lavoratori arabi, ha apertamente dichiarato fin dall'inizio che il capitale internazionale sta attuando un piano sanguinario nella regione. Mette in guardia i suoi amici e il pubblico sul fatto che gli sviluppi in Medio Oriente e Nord Africa non sono in alcun modo rivoluzionari. Purtroppo ci sono persone a sinistra che consciamente o inconsciamente hanno sostenuto le operazioni imperialiste. Nel mio paese, un partito che pretende di essere rivoluzionario ha confrontato le cosiddette rivoluzioni arabe sostenendo che il movimento in Libia è stato più rivoluzionario per la sua pratica di lotta armata.
 
Si tratta di inganni mortali e purtroppo questi esempi non si trovano solo in Turchia.
 
Questi abbagli potrebbero essere conseguenze dell'allontanamento dalla prospettiva del socialismo, dell'incapacità di sganciarsi dal liberismo, della sottovalutazione dei principi ideologici, potrebbero anche essere il risultato delle scelte fatte storicamente fuori dalla tradizione comunista.
 
In molti paesi del mondo, come vediamo in questo luogo con l'esempio della crescita costante della lotta di classe sotto la guida del Partito Comunista di Grecia, in un periodo in cui gli oppressi hanno iniziato a muoversi e a dare prove della loro volontà di non farsi più sopraffare, c'è la necessità di una tradizione comunista che prenda una posizione coerente contro i governi borghesi, i piani imperialisti e le ideologie reazionarie.
 
Viva il socialismo!
 

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