www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 26-10-12 - n. 427

Incontro Comunista europeo - Bruxelles 01-02 ottobre 2012
 
da http://inter.kke.gr/IntAct/int-meet/ecm2012/ecm-urcf-fr
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
Contributo dell'Unione dei Rivoluzionari Comunisti di Francia (URCF)
 
Intervento di Maurice Cukierman a nome dell'URCF all'incontro dei partiti comunisti d'Europa
 
Bruxelles, 1 e 2 ottobre 2012
 
Cari compagni, porto i saluti dei comunisti francesi dell' URCF ai partiti fratelli qui presenti ed i ringraziamenti della nostra organizzazione ai compagni greci del KKE per l'organizzazione di questa conferenza dei Partiti comunisti europei.
 
L'argomento che ci riunisce, "Il ruolo dei partiti comunisti ed operai: assimilazione o rottura con il sistema capitalista", è di scottante attualità nei confronti di due realtà che si coniugano: la vittoria temporanea della contro-rivoluzione in Unione Sovietica e nei paesi socialisti d'Europa e il considerevole aggravarsi della crisi generale del capitalismo nella sua ultima fase di sviluppo, l'imperialismo.
Il collegamento tra i due è semplice da fare: la crisi, tutti lo riconoscono, anche i nostri avversari, è strutturale e non congiunturale, esprime l'esaurimento storico del sistema capitalista incapace di superare le contraddizioni che lo assalgono. Di conseguenza questo è oggi all'ordine del giorno, è il rovesciamento di questo sistema che si basa sullo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, sulla gestione anarchica delle forze produttive e delle materie prime, la cui sete inestinguibile di profitto condanna miliardi di donne e di uomini alla miseria più nera, alla fame, alla malattia, alla disoccupazione, all'analfabetismo, mentre le condizioni d'esistenza generali (la crisi ecologica) sono rimesse in discussione, la criminalità diventa fonte permanente d'accumulo di capitali e i pericoli di un nuovo confronto mondiale tra imperialismi rivali si realizzano sullo sfondo di conquiste neocoloniali dei mercati e delle materie prime.
Il rovesciamento del capitalismo non offre altre alternative che la costruzione di una società socialista verso il comunismo.
 
È precisamente in questo caso che la prima delle realtà che ho evocato si fa sentire: la sconfitta, la confusione nelle masse, ha seminato il dubbio sulla possibilità di sbarazzarsi della sovranità del capitale, ma anche nella classe operaia sul suo ruolo storico ed ha rivelato il grado di corruzione ideologica e politica che corrodeva il movimento comunista internazionale, quando partiti interi hanno capitolato dinanzi all'avversario o sono puramente e semplicemente passati dall'altra parte della barricata, aggravando la confusione. Ciò ha generato la passività politica, il relativismo, che ha rafforzato temporaneamente le correnti riformiste.
Occorre tuttavia sottolineare che, in alcuni paesi, la crisi del movimento rivoluzionario risaliva già a prima della sconfitta. In Francia l'eurocomunismo aveva fortemente scosso il proletariato e la politica di sostegno a François Mitterrand nel quadro dell'Unione della sinistra, aveva in gran parte contribuito al discredito del PCF e ad offuscare le prospettive reali. Alla fine del secolo ed all'inizio di quest'ultimo, la nuova partecipazione al governo detto "della sinistra plurale" che converge con la liquidazione del partito condotta da Robert Hue, doveva completare la distruzione della corrente rivoluzionaria nel nostro paese.
 
In questo contesto, l'aggravarsi della crisi è segnato contemporaneamente da una certa radicalizzazione, ma anche dalla rassegnazione e dal fatalismo, mediante la ricerca del male minore, della pianificazione.
Più che mai si fa sentire la necessità di un Partito comunista capace di orientare le lotte nella direzione giusta e combattere l'ideologia borghese in tutte le sue forme, smascherando le falsità ed i vicoli ciechi. D'altra parte ci dobbiamo confrontare con la potenza dei mezzi a disposizione dei nostri avversari, che cavalcano le illusioni delle masse intrattenute dalle correnti revisioniste e opportuniste, che caratterizzano ad esempio la SE nel nostro continente e le sue componenti nazionali come il Front de Gauche in Francia, il Blocco delle sinistre, Syrisa, ecc.…
 
Il Front de Gauche (FG) è composto principalmente dal PCF e dal Partito della Sinistra, partito composto da vecchi membri del PS e da elementi opportunisti che vi si sono uniti. In occasione delle elezioni presidenziali e legislative l'URCF ha rifiutato di sostenere questa coalizione, per le ragioni che descriverò. Ma prima vorrei sottolineare che abbiamo rifiutato le argomentazioni confusionarie che ci avrebbero costretto a posizionarci non sulle posizioni del FG, (concretamente, questo assembramento può fare avanzare la causa del socialismo e della rivoluzione?), ma sulla forma: c'è il "mondo" nelle sue manifestazioni!
 
Innanzitutto, denunciamo questo riferimento alla Sinistra che permette di svuotare ogni riferimento di classe e mira a ridare al Partito socialista una credibilità che ha perso, nonostante il fatto abbia vinto le elezioni. Il Partito socialista è soltanto l'ala sinistra dei partiti legati al capitale finanziario, incaricato di captare alcune aspirazioni delle masse popolari. È l'ostacolo principale al progredire della coscienza di classe rivoluzionaria e vi fa ricorso la borghesia quando i partiti reazionari sono in difficoltà a gestire le cause del grande capitale. Il Front de Gauche condivide del resto l'idea che le cause della crisi sarebbero congiunturali e legate al debito, alle politiche neo-liberali, in breve a tutto, eccetto che al regime capitalista stesso.
 
Fondamentalmente questo programma è un programma al massimo per fare sognare i dirigenti piccolo borghesi che dirigono questo fronte di sinistra. Non una volta è stata posta la necessità di sovvertire il capitalismo, di affrontare il Capitale. "Domani si fa credito!" [cartello affisso dai negozianti ...n.d.t]. Fuori questione toccare la proprietà dei mezzi di produzione e di scambio; si distribuirà semplicemente meglio la ricchezza grazie ad una riforma fiscale! E con questo ci promettono la reindustrializzazione del paese, la lotta contro la disoccupazione, l'aumento dei salari e la difesa dell'ambiente… e di regolare il problema del debito (la cui realtà e legittimità non è messa in discussione fino in fondo) pagando… soltanto ciò si deve.
 
Concretamente noi pagheremo il debito che il capitale ha creato per aumentare il suo finanziamento pubblico, ma chiedendo all'oligarchia finanziaria una piccola parte e riformeremo la Banca Centrale Europea perché diventi… il monte di pietà o quasi! Schiacciato il sig. Dühring, immortalato da Engels come espressione del filisteo a pretesa socialista! Ed ecco il Front de Gauche, di cui ovviamente il sogno è di soppiantare il PS come sinistra della borghesia monopolistica, che richiede che l'oligarchia finanziaria si allinei a "prima l'uomo"!
 
È lo stesso come creare una VI Repubblica. Se è vero che era la prima volta che veniva denunciato dopo molto tempo, in occasione della campagna del compagno Jacques Duclos, il carattere anti democratico e reazionario della costituzione francese, non dimentichiamo ciò che diceva Lenin: ciò che fa la differenza tra i riformisti ed i rivoluzionari non è la descrizione dei mali del capitalismo, sono le conclusioni che si traggono! Ma il Front de Gauche si rifiuta di prevedere una mobilitazione popolare intorno alla convocazione di un'assemblea costituente, che si sostenga su comitati popolari e che combini la democrazia diretta e la democrazia rappresentativa. In realtà si vuole spolverare la costituzione attuale, senza prevedere ad esempio la necessità di rompere con il meccanismo unico che collega lo Stato ed i monopoli. Se non si attaccano i monopoli capitalisti, i meccanismi che li associano con tutta una rete di organismi alla gestione dello Stato per promuovere gli interessi monopolistici, la VI Repubblica annunciata non può essere diversa da un allestimento per rabberciare un sistema decrepito. Ma far questo significa porre la questione della rottura con l'Unione europea, la BCE, il FMI e la Banca Mondiale e, certamente, in questa prospettiva, il ritorno al controllo monetario con la sovranità popolare. Ma qui la maschera cade: i dirigenti del FG ce l'hanno detto e ripetuto, fuori dall'UE non se ne parla! Occorrerebbe riformarla aggiungendogli un risvolto sociale, la socialdemocrazia non dice del resto altra cosa, ma senza toccare il resto! In breve si lascia al suo posto questa macchina integrata all'apparato di Stato di ciascuno dei suoi componenti. Si sistema quel tanto che il grande capitale possa anche asserire "Prima l'uomo"!.
 
Certamente il FG reclama il ritiro della Francia dalla NATO, ma rifare del gollismo non è impegnarsi in una rimessa in discussione della dominazione imperialista e della rottura con il capitale. Al contrario! Rileggete il discorso di J.L. Mélenchon quando si rammarica di avere chiesto un intervento in Libia (al Parlamento europeo!) poiché non avrebbe saputo che era la NATO che se ne sarebbe incaricata e che credeva che sarebbe stata… l'Unione europea! La settimana scorsa il Front de Gauche, con, tra gli altri, i trotskisti del NPA, ha pubblicato una critica violenta contro la Siria, che raschia il fondo del barile della propaganda imperialista, per condannare il governo siriano come criminale! Ah! Essi non chiamano alla guerra, all'intervento militare! No! Partecipano semplicemente al lavoro di mettere in condizione l'opinione pubblica affinchè la guerra sia possibile! A seguire il Front de Gauche nella sua logica, non sarebbe ostile ad una NATO senza gli Stati Uniti, struttura militare della sola oligarchia finanziaria europea. In ogni caso Front de Gauche (l'atteggiamento riguardo alla Libia e alla Siria lo dimostra) difende le posizioni dell'imperialismo francese. Come la buona vecchia socialdemocrazia!
 
In realtà Front de Gauche non ha altra ambizione che la ricomposizione di una forza socialdemocratica rinnovata, libera dai suoi stracci, poiché, nuova o no, la socialdemocrazia è condannata ad essere il giocattolo del capitale monopolistico per impedire la rivoluzione e continuare a permettere al capitale lo sfruttamento del lavoro. C'è un progetto politico di cui il Partito della Sinistra europea è pietra miliare. Creato nel quadro istituzionale dell'Unione europea, finanziato da quest'ultima in cambio di rinnegare la storia del Movimento Comunista Internazionale, di condannare l'esperienza dell'URSS e degli Stati socialisti europei e dell'accettazione dell'Unione europea, la PGE [SE], è attualmente presieduta da Pierre Laurent e Mélenchon fa parte della sua direzione. In Grecia, è rappresentata dalla coalizione anticomunista composita SYRIZA; in Portogallo dal "Blocco delle Sinistre". Tanto SYRIZA che il Blocco delle Sinistre combattono i Partiti comunisti, partecipano alle campagne anticomuniste e per primi aspirano a prendere il posto del PASOK socialdemocratico e successivamente ad essere il tira-piedi del PS portoghese! Partecipano tutti e due e con il sostegno della SE e dunque del FG, all'obiettivo strategico delle forze al servizio del capitale: "fare implodere il PC per riformarlo su nuove basi e dare alla sinistra… la sua posizione giusta nella società". In Francia bisogna riconoscere che l'operazione è stata condotta in modo magistrale… dai dirigenti del PCF successivi al 1976!
 
Per uscire dal capitalismo in crisi non è di questo che i lavoratori, le masse popolari hanno bisogno. E per essere chiari, non è neppure la ripetizione di parole d'ordine copiate dagli anni 1940-1945 che permetteranno alle masse di comprendere la posta in gioco o di non nutrire l'illusione che l'euro sia all'origine della crisi che affronta la classe operaia e le masse popolari, che coltivano così anche l'illusione che il semplice ritorno al franco risolverebbe i problemi.
 
La battaglia da condurre è una battaglia di classe, con sfide di classe. È la battaglia per una politica che attacca la proprietà capitalista dei mezzi di produzione e di scambio, la sovranità del capitale, che rompe con l'Unione europea, che soddisfa le rivendicazioni popolari, che pone in ogni momento la questione del capovolgimento dello sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo…
 
Questo è il compito dei comunisti. Noi dobbiamo, in Francia, operare verso un'unità d'azione dei comunisti per lavorare alla ricostruzione del movimento rivoluzionario, alla ricostruzione di un Partito comunista che si sostenga sul marxismo-leninismo e l'internazionalismo proletario. Per far fallire questo nuovo tentativo di integrazione della classe operaia, che costituisce l'emergenza del PGE [SE] nell'UE e delle sue filiali locali (Syriza, Blocco delle sinistre, Izquierda Unida, Front de Gauche, Links…), è per permettere che la lotta di classe vada fino in fondo: la rivoluzione e la costruzione del socialismo verso il comunismo!
 
Viva i partiti comunisti che non si sono arresi.
 
Rafforziamo l'unità del movimento comunista sulla base del marxismo-leninismo e dell'internazionalismo proletario!
 
Solidarietà con il KKE nella lotta che conduce contro il capitale e le forze revisioniste e opportuniste che vogliono distruggerlo!
 
 

Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.