14° IMCWP - Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai - Beirut 22-25/11/2012
Tema dell'Incontro: "Rafforzare la lotta contro la crescente aggressività imperialista, per soddisfare i diritti e le aspirazioni sociali, economiche e democratiche dei popoli, per il socialismo".
Intervento di Carmelo Suárez, Segretario Generale del PCPE
Cari compagni,
Salutiamo la celebrazione di questo 14° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai, ringraziando in modo particolare il Partito Comunista Libanese per l'organizzazione dello stesso. Allo stesso tempo, un saluto combattente a tutti i popoli che lottano contro le aggressioni imperialiste scatenate in questa regione, soprattutto ai nostri fratelli palestinesi e siriani.
Il PCPE partecipa a questo Incontro con la ferma volontà di approfondire le relazioni multilaterali tra i Partiti comunisti e operai. Metteremo tutte le capacità del PCPE per far si che dai dibattiti di queste giornate escano misure concrete di coordinamento comunista internazionale che permettano il rafforzamento delle lotte in tutti i luoghi del pianeta contro i piani imperialisti.
Nel caso della Spagna, stiamo assistendo a partire dallo scoppio della crisi capitalista a una selvaggia ondata di attacchi contro i diritti della classe operaia e i settori popolari: alle varie riforme del lavoro volte a ridurre la forza lavoro, si sommano l'avanzamento dell'età pensionabile, la privatizzazione aperta dei servizi pubblici come la sanità e una colossale distruzione delle forze produttive che ha portato oggi il numero di disoccupati e disoccupate in Spagna a raggiungere le 6 milioni di persone (25,02%).
Oggi in Spagna ci sono quasi due milioni di famiglie, con tutti i loro membri disoccupati e che alcuni di loro sopravvivono grazie agli aiuti sociali minacciati anch'essi dai piani del FMI, della Commissione Europea e della Banca Centrale Europea, in coordinamento con il governo. Centinaia di migliaia di famiglie disoccupate sono senza qualsiasi tipo di sussidio.
Le misure che si adotteranno nel momento in cui il governo di Mariano Rajoy chiederà il salvataggio finanziario a queste istituzioni saranno ancora molto più brutali e aggressive, e porranno la classe operaia del nostro paese in una posizione di grande debolezza. Ecco perché nell'ultimo periodo le lotte sono aumentate in intensità e forza. Gli scioperi, mobilitazioni, manifestazioni si moltiplicano e contemporaneamente aumenta la repressione dello Stato borghese verso le organizzazioni politiche o sindacali più combattive. L'uso di elementi provocatori nelle manifestazioni, gli arresti e le brutali cariche della polizia si ripetono con maggiore insistenza per cercare di criminalizzare la protesta sociale e allontanare le masse dalla mobilitazione. Come ben segnalò Lenin, l'imperialismo tende alla reazione in tutti i campi, e adesso stiamo vedendo come questa si materializza in nuove misure legislative dirette specificamente contro i partiti e le organizzazioni operaie che mantengono alta la testa di fronte alle misure dei governi dell'oligarchia.
La barbarie capitalista sta diventando sempre più visibile ed evidente per ampi settori del popolo lavoratore che vedono i loro vicini perdere la casa, gli aiuti sociali o la stessa vita mentre il governo risponde con brutalità contro chi si mobilita e lotta. Il PCPE dichiara apertamente che la crisi strutturale sta rivelando ciò che hanno sempre sostenuto i comunisti, che l'unica alternativa praticabile per la maggioranza sociale è il rovesciamento del potere borghese, la presa del potere da parte della classe operaia e la costruzione del socialismo e del comunismo.
In questo senso, nel nostro paese ci sono le condizioni oggettive per la costruzione del socialismo. L'acutizzazione delle contraddizioni tra lo sviluppo delle forze produttive e i rapporti di produzione è estrema. Tuttavia, non sono ancora mature le condizioni soggettive, la classe operaia deve ancora sviluppare la sua coscienza, il Partito Comunista è ancora debole e continuano a predominare nella nostra classe principi ideologici borghesi o piccoloborghesi, sostenuti dalle organizzazioni riformiste che non aspirano alla costruzione socialista, ma alla mera gestione del capitalismo da una prospettiva più "umana" o "sociale", come se ciò fosse possibile.
Il capitalismo sta mostrando i suoi limiti, con questa crisi e i capitalisti non sono disposti a fare concessioni alla classe operaia. L'alternativa è situata, quindi, tra loro o noi, tra i capitalisti o i lavoratori, e non sono idonee le posizioni intermedie di gestione del sistema capitalistico, né d'inganni alla classe operaia che, in nome di presunti governi "progressisti", continuano nell'applicazione di misure che favoriscono i grandi monopoli e condannano alla miseria il popolo lavoratore. Adesso è il momento di rafforzare la lotta rivoluzionaria, di esporre apertamente alla nostra classe che l'unica soluzione passa per la costruzione della società socialista, con un'economia pianificata, con un controllo operaio della produzione e dei mezzi di produzione, e che solo così è possibile soddisfare le esigenze di tutti i membri della società, e non solo di alcuni. Il capitalismo, mentre continuerà a sopravvivere, offrirà solo più miseria e sfruttamento alla classe operaia.
La nostra lotta deve concentrarsi sul miglioramento del livello di coscienza delle masse operaie, nel rafforzare l'organizzazione della classe, la sua autonomia dal nemico di classe, e per questo è necessario parlare alla nostra classe apertamente, senza sotterfugi e senza nascondere il nostro obiettivo strategico. Dobbiamo esser sufficientemente tattici nel terreno delle alleanze per saper in ogni momento scegliere la posizione che più rafforza la classe operaia e che permette di collocarsi il più vicino all'obiettivo strategico, ma senza cadere in un tatticismo che confonde le masse, che le situa non più vicino al socialismo, ma ad abbracciare le posizioni di conciliazione di classe, del patto sociale.
Dal nostro punto di vista, sono diversi gli assi dai quali passa inevitabilmente il rafforzamento delle lotte.
In primo luogo, è essenziale il rafforzamento del Partito Comunista come avanguardia politica e ideologica della classe operaia. I Partiti Comunisti, guidati dal marxismo-leninismo e non subordinati alle posizioni delle altre classi sociali, sono la garanzia della vittoria della classe operaia.
In secondo luogo, la disputa per l'egemonia ideologica all'interno del movimento operaio contro le posizioni concilianti, che alienano la classe della lotta rivoluzionaria e pretendono di convincerla che sia possibile strappare riforme ai capitalisti.
In terzo luogo, è necessario sviluppare rapidamente il più alto grado di unità operaia a partire dai centri di lavoro, riconquistando come scenario centrale di mobilitazione e organizzazione il luogo in cui si manifesta direttamente la contraddizione principale che esiste sotto il capitalismo, la contraddizione tra capitale e lavoro.
In quarto luogo, è necessario cercare le necessarie alleanze con altri settori sociali oggettivamente interessati a porre fine al potere dei monopoli, come i piccoli proprietari condannati alla proletarizzazione e i contadini.
In quinto luogo, dobbiamo intensificare la nostra lotta contro tutte le strutture create dall'imperialismo per incatenare e opprimere i popoli, come la stessa Unione Europea e la NATO, per le quali dobbiamo puntare direttamente alla rottura unilaterale di ciascuno dei nostri paesi con esse, senza attendere ingenuamente che queste decidano di sciogliersi o di adottare un impossibile orientamento sociale.
Infine, dobbiamo trovare un modo per garantire spazi di coordinamento seri e stabili tra i Partiti Comunisti e Operai. Solo una più stretta unione tra i partiti comunisti e operai risponde con efficacia agli attacchi, coordinati a livello internazionale, dell'oligarchia, ma per questo è assolutamente necessario abbandonare definitivamente la retorica e la riluttanza, procedere all'unificazione ideologica del movimento comunista internazionale sotto il marxismo-leninismo e bandire dal nostro seno tutte quelle posizioni che rinnegano la costruzione del socialismo e che unicamente si conformano con l'ottenere quote di potere nella gestione degli interessi dell'oligarchia.
Compagni, siamo ben consapevoli del fatto che questi compiti sono difficili e non basta solo esprimerli, così che noi esprimiamo la nostra piena disponibilità a lavorarci da questo momento e con tutti quei partiti disposti a farlo. Non possiamo aspettare, né ritardare ulteriormente lo sviluppo del nostro coordinamento internazionale, mentre la classe operaia continua a esser vittima degli attacchi più brutali degli ultimi 30 anni e il capitalismo si addentra in una nuova fase più autoritaria e di maggiore violenza criminale.
Viva l'internazionalismo proletario!
Molte grazie.