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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 11-12-12 - n. 433
Traduzione dallo spagnolo per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
14° IMCWP - Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai - Beirut 22-25/11/2012
Tema: "Rafforzare le lotte contro la crescente aggressione imperialista, per il soddisfacimento dei diritti e delle aspirazioni socio-economici dei popoli, per il socialismo".
Dichiarazione del Partito Comunista del Messico (PCM)
Il Comitato Centrale del Partito Comunista del Messico esprime il proprio apprezzamento al Partito Comunista Libanese per lo sforzo organizzativo per il 14° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai. Per aver assunto la preparazione dell'Incontro internazionale nella regione in cui l'imperialismo in modo più pericoloso mostra la sua tendenza alla guerra, dove di più si è sviluppata il conflitto inter-imperialista. Così come gli riconosciamo la loro lunga storia di resistenza.
Negli anni precedenti, come si evince dalla dichiarazione finale e dai numerosi interventi, il movimento comunista internazionale anticipò l'inevitabilità della crisi, chiarì il carattere della crisi, la sua natura come una crisi di sovrapproduzione e sovra-accumulazione. Adesso il MCI rileva l'offensiva generale del capitale contro il lavoro in diversi paesi, come una tendenza dell'imperialismo per stabilizzarsi.
Allo stesso tempo, abbiamo maturato l'esperienza congiunta delle lotte di massa e militanti della classe operaia, così come la partecipazione diretta in molteplici fronti di resistenza dei popoli agli interventi e aggressioni. Tutto questo ci deve aiutare nella ricerca di una soluzione favorevole ai popoli, di una soluzione per il rovesciamento del capitalismo, del mercato, dell'imperialismo.
Questo fa parte del patrimonio del movimento comunista internazionale. I comunisti sono sempre andati alla radice dei problemi e mai si sono accontentati di denunciare i sintomi delle contraddizioni, in questo si differenziano dagli altri movimenti. Siamo gli eredi di Marx, Engels, Lenin, siamo portatori degli strumenti del socialismo scientifico, ne siamo responsabili verso la nostra classe nella marcia contro la barbarie dell'imperialismo.
Nel mondo intero l'imperialismo, il potere dei monopoli, cerca di far pagare la crisi alla classe operaia svalorizzando la forza lavoro, cerca su questa base di aumentare l'estrazione di plusvalore. Attraverso l'estensione della giornata lavorativa, il saccheggio dei fondi pensioni e del pensionamento, i tagli del fondo sociale, la cancellazione dei diritti e delle conquiste lavorative, la liquidazione dei contratti collettivi e dei sindacati, la limitazione estrema del consumo popolare, eccetera. Tutti questi sacrifici rendono chiaro che viviamo nei limiti storici dell'imperialismo, che mostra i segni di un rapido decadimento.
Di fronte a tutto questo abbiamo osservato pieni di orgoglio e di gioia che la classe operaia si è sollevata, ponendosi di nuovo al centro della lotta di classe e distruggendo nella pratica le teorie che parlano della fine della classe operaia e dei sui partiti d'avanguardia. Ne sono un esempio i 30 scioperi generali in Grecia seguiti all'esplosione della crisi, l'imponente sciopero generale in Portogallo, le lotte di massa e militanti in Spagna, le mobilitazioni congiunte in Europa, gli scioperi in Nigeria, in Sudan, eccetera. Il pianeta è scosso dai passi della nostra classe che si riprende il posto che gli spetta di diritto.
In Messico le espressioni di rifiuto a questi attacchi che colpiscono la classe operaia messicana sono annullate a causa della mancanza di indipendenza di classe della stragrande maggioranza dei sindacati. Il basso tasso di sindacalizzazione è un altro fattore grave e che ci attira verso il nostro compito principale.
Questa debolezza della risposta di classe ha dei limiti. Ora, con la recente riforma del lavoro, che è il colpo più devastante contro il valore della forza lavoro in quasi un secolo, il malcontento ha raggiunto un punto a malapena contenibile. Praticamente si sono persi i diritti che sono stati conquistati con le lotte dei primi anni del Novecento fino ai primi anni ‘30. Decennio in cui vi fu l'ultimo sciopero generale. Questo è certamente un punto di svolta, poiché la classe operaia perse la sua indipendenza e lo storico PCM si ammanettò quando cominciò a parlare di un presunto "carattere progressista" del governo Cárdenas, del fronte con la borghesia nazionale, ecc. I comunisti in Messico hanno pagato un prezzo crudelmente alto per questi errori, abbiamo dovuto soffrire per più di 80 anni, il controllo statale dei sindacati più importanti. Siate certi che abbiamo preso provvedimenti per sfidare questo controllo e inserirci nei centri di lavoro. Non vogliamo ripetere gli errori e sarebbe molto spiacevole, se un Partito Fratello è dovuto passare per uno scenario simile.
I diritti che sono stati cancellati sono quelli ottenuti con dure lotte, e questa cancellazione ci riporta a questo scenario. Già, vi sono mobilitazioni contro e la lotta si organizza centro di lavoro per centro di lavoro. Solo che adesso è possibile evitare di commettere gli stessi errori, per ricostruire il movimento operaio con il suo proprio carattere di classe e legando le lotte immediate con la questione del potere. Abbiamo fatto assolutamente tutto ciò che era in nostro potere per affrontare questa aggressione. Decine di migliaia di operai hanno conosciuto le nostre chiamate e abbiamo attivato azioni in varie regioni del nostro paese.
Senza rinunciare al lavoro tra gli impiegati dei servizi e altri settori di lavoratori. Per noi il fronte del lavoro politico più importante è quello degli operai dell'industria. Abbiamo ottenuto successi parziali quest'anno. Nuovi distaccamenti si integrano con azioni militanti alla lotta. Nuovi fronti di masse si incorporano al partito. Si è iniziato la costruzione di sindacati dove non c'erano e delle organizzazioni di partito nei centri di lavoro. In questo stesso periodo di successi siamo stati oggetto di attacchi e falsificazioni. Di per sé, abbiamo dovuto assumere nelle fabbriche un lavoro con metodi adeguati per rispondere alla dura repressione esistente. Ma nuovi meccanismi vengono sfruttati dai nostri nemici. Sono emerse in questo stesso periodo una serie di falsificazioni virtuali che cercano di creare confusione sul Partito Comunista a livello nazionale e internazionale. Il giornale di partito "Il Comunista" che è la continuazione del precedente organo "Nostro Tempo", e che ha appena organizzato la celebrazione per i 18 anni della fondazione del Partito Comunista del Messico, ha anche affrontato la nascita di un altro giornale che cerca di prendere il suo nome. Il nostro partito non si farà mai soggiogare, mai si sottometterà, mai rinuncerà a lottare per elevare la sua politica alla classe operaia, fiduciosi di contare sul sostegno dei nostri partiti fratelli di questo Incontro Internazionale per respingere questi meccanismi di confusione che non servono alla lotta di classe.
Il collegamento delle lotte di classe per la difesa delle conquiste sindacali e lavorative è oggi dialetticamente inseparabile dalla lotta per il rovesciamento del capitalismo nella sua fase imperialista e della costruzione del socialismo-comunismo. Prenderemo misure per far si che la relazione del Partito Comunista con i sindacati si rafforzi su scala nazionale, con lavoro visibile, e per rafforzare in questa direzione la FSM.
Pensiamo che sia una necessità per i partiti comunisti specializzare i quadri nel movimento operaio e sindacale in particolare nel periodo di crisi.
Quindi, pensiamo e insistiamo sul fatto che davanti alla crisi e alle misure adottate non si deve porre come uscita un cambio di gestione nel quadro del capitalismo stesso. Una cosa è lottare per le richieste del popolo, lottare per la cancellazione dei sacrifici, per fermare la barbarie, per difendere il valore della forza lavoro, per ridurre le ore di lavoro, ecc…, e un altra è seminare tra la classe operaia la fiducia che i loro interessi possono esser tutelati da un'altra fazione borghese, per una co-gestione del capitalismo. Si deve porre l'alternativa al capitalismo, che è il socialismo. Per inciso, una fase di transizione in cui fin dal primo momento le lotte si pongano l'abolizione delle relazioni mercantili del lavoro acquisendo un carattere direttamente sociale ed espropriando i mezzi concentrati e centralizzati di produzione, ecc.
In breve: Gli operai possono vivere senza i padroni, possiamo soddisfare le nostre necessità senza di loro, le fabbriche appartengono a noi!
Sull'America Latina desideriamo sottolineare brevemente che noi aneliamo al sogno dell'unione fraterna e della cooperazione amichevole dei nostri popoli, che siamo solidali con il processo bolivariano, che siamo l'organizzazione politica che in Messico più ha mobilitato in solidarietà con Cuba negli ultimi anni come possono testimoniare gli amici della rivoluzione cubana nel nostro paese. Ma che, tuttavia, la natura con la quale si costruisce l'unione dei nostri popoli, i risultati che darà saranno determinati dalla natura dei rapporti sociali di produzione all'interno di ciascun paese che si unisce. Mettiamo in guardia che l'imperialismo è una categoria che non si riferisce a un paese, ma ad un grado di sviluppo del capitalismo caratterizzato dalla presenza dei monopoli, dalla predominanza della esportazione di capitali, dalla fusione del capitale bancario e industriale, dalla distribuzione dei territori e dei mercati, così come dalla formazione di associazioni imperialiste.
Si tratta di un approccio anti-dialettico supporre che il capitale si sviluppa unilateralmente. La borghesia realmente esistente nei nostri paesi, la borghesia che accumula nelle sue mani la maggior parte della ricchezza sociale della maggior parte dei paesi dell'America Latina, la borghesia che è il nemico e oppressore diretto di milioni di operai latino-americani, indipendentemente dal suo colore o nazionalità, è una borghesia pienamente imperialista.
Sappiamo che il mantenimento dei rapporti capitalistici è mantenere l'accumulazione capitalistica, è conservare l'estrazione di plusvalore. Sappiamo dell'esistenza di poderosi monopoli basati nella nostra regione - parliamo di TELMEX, di EMBRAER, di CEMEX, VALE DO RIO, BIMBO, ecc, - degli oligarchi latinoamericani, che non hanno subito la socializzazione dei mezzi di produzione e di distribuzione, che concentrano e centralizzano. Quindi non sappiamo il ruolo che svolgono questi monopoli nel mezzo delle alleanze regionali?
Oggi tutti il mondo comprende il fallimento del progetto di un'Europa sociale, questa promessa socialdemocratica si è trasformata oggi nell'incubo barbaro che schiaccia la classe operaia e va all'assalto di tutti i diritti dei popoli. Lenin molto tempo fa, in "Sulla parola d'ordine degli Stati Uniti d'Europa", aveva avvertito circa il carattere sia utopico che reazionario di tale parole d'ordine.
Comprendiamo pienamente la necessità dei processi rivoluzionari aperti in America Latina per rompere le posizioni di monopolio con sede negli Stati Uniti. In Messico, i comunisti non possono assumere la posizione di cercare di convincere la grande borghesia per migliori condizioni nel mercato. Ciò che assumiamo è la ricerca della cooperazione amichevole con gli altri popoli avendo come base il rovesciamento dei monopoli, la distruzione del loro potere economico e politico. Lottiamo per il socialismo, perché solo nel modo socialista di produzione le leggi economiche saranno al servizio delle necessità contemporanee dei popoli, del rafforzamento dei diritti e delle aspirazioni socio-economiche dei popoli.
Un ultimo punto che vogliamo trattare è ciò che già nella precedente dichiarazione finale si dichiarava: "Le classi dominanti sviluppano un tentativo articolato per catturare il malcontento dei popoli attraverso i cambiamenti nei sistemi politici, attraverso l'uso delle ONG pro -imperialiste e di altre organizzazioni, attraverso tentativi di incanalare il malcontento della gente nei movimenti con caratteristiche apparentemente apolitiche o addirittura reazionarie ".
Questi movimenti rispondono a una generalità su scala internazionale, il dispiegarsi della crisi ha colpito non solo le posizioni della classe operaia e promuove l'aggressività del capitale, ma anche mette in piedi, mobilita gli strati medi che vedono le loro vite rovinate , tra cui molti settori trascinati in una caotica proletarizzazione e precarizzazione.
Essendo gli strati medi quelli che caratterizzano questi movimenti, in ogni paese questo fenomeno è determinato da altre circostanze e non per quello che vuole apparire. Dipende strettamente dalle condizioni della lotta di classe nel paese dato, in primo luogo dal livello di acutizzazione del conflitto tra borghesia e proletariato, la lotta tra queste due classi contrapposte è quella che colloca gli strati medi da una parte o dall'altra. Altri fattori includono il livello di organizzazione del lavoro, le forme più o meno arretrate mediante le quali la borghesia esercita il suo dominio (vale a dire più o meno democratiche), la profondità raggiunta dalla crisi, la funzionalità degli spazi di mediazione sociale, eccetera.
Così si verifica che, ad esempio, in un paese con un forte ritardo nelle forme di dominio (regimi individuali e militari) e di mediazione, con relativa dispersione dell'organizzazione del lavoro questo fenomeno ha ottenuto il sostegno della maggior parte degli strati oppressi della società, innescato ribellioni e svolgendo un ruolo progressista.
Tuttavia, immediatamente le organizzazioni imperialiste internazionali, in particolare la NATO, hanno applicato la loro esperienza militare e politica (le rivoluzioni di velluto) per sfruttare la presenza di questi movimenti per sbarazzarsi dei regimi che favoriscono centri imperialisti rivali.
Nei paesi avanzati, dove la crisi ha raggiunto grandi profondità, dove ciò ha tagliato la capacità di manovra e, quindi, il peso dei tradizionali partiti socialdemocratici diminuisce, in cui la borghesia trova di fronte a sè una classe operaia combattiva, dove ci sono Partiti Comunisti forti o in rapida crescita, questi movimenti non hanno innescato rivolte né molto meno, la piccola borghesia si è ritirata spaventata su posizioni reazionarie, su posizioni anti-comuniste. Si è rifugiata in tesi utopiche che parlano di democratizzazione della vita sociale che è dominata dai grandi monopoli nel quadro stesso del capitalismo. Questo è il caso del movimento delle piazze in Grecia, ecc.
Così abbiamo deciso di non spendere grandi sforzi né tempo con il lavoro congiunturale degli strati medi che si alzano in protesta, ma di tuffarci nella classe operaia. La definita rivoluzione 15M, il movimento # Yosoy132, OCCUPY Wall Street, ecc, esprimono socialmente strati medi colpiti dalla crisi, ma l'unica alternativa alla crisi verrà dai centri di lavoro, colpendo la creazione di plusvalore, affrontando gli interessi dei monopoli, con scioperi settoriali e generali. Il dovere dei partiti comunisti è di organizzare la classe operaia, il proletariato. Prepararlo per l'abbattimento, la conquista del potere, lavorare quotidianamente per questo fine.
Un dettaglio ricorrente è che non potendo insediarsi nei grandi centri di lavoro ricorrono in gran misura a convocarsi in gruppi d'opinione nello spazio dei cosiddetti "social networks". I comunisti non devono lasciarsi guidare né assolutizzare dai mezzi elettronici; la Rivoluzione 2.0 è un mito perverso, in realtà attuata dai meccanismi dell'imperialismo. Per i partiti comunisti è necessario contare sulle proprie pubblicazioni stampa, con il giornale come agitatore e organizzatore centrale, come vincolo al lavoro di massa. Ovviamente è possibile utilizzare i mezzi elettronici come mezzo di propaganda, ma si deve considerare che l'importante è il contenuto e l'organizzazione che sta dietro dei messaggi, che il materiale stampa è insostituibile come organizzatore, che nulla sostituisce l'agitazione diretta tra la classe.
In particolare, sotto lo slogan che ci ha convocati proponiamo:
Implementare piattaforme concrete del movimento operaio e sindacale, indicando che la soluzione è la rottura e il rovesciamento del capitalismo e l'edificazione del potere operaio e popolare.
Consideriamo che bisogna proseguire nel rafforzamento della FSM, la FMJD, la FDIM e adottare misure per ricostruire l'Unione Internazionale degli Studenti, e di altre istanze di azione internazionale.
Sosteniamo il processo di pace in Colombia, dobbiamo dal movimento comunista internazionale appoggiare apertamente l'iniziativa delle FARC-EP.
Esprimiamo la nostra piena solidarietà con la Palestina. In Messico sono stati i comunisti coloro che hanno organizzato la prima protesta contro l'aggressione selvaggia dello stato di Israele, e ci siamo uniti alle altre giornate di solidarietà.
Proponiamo di promuovere una Giornata di lotta internazionale il Primo Maggio, Per i diritti dei lavoratori e del popolo contro lo sfruttamento e il potere dei monopoli, per il socialismo. Articolarla attraverso Solidnet e il Gruppo di Lavoro e dell'Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai.
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