www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 27-02-13 - n. 442

Il socialismo per cui lottiamo
 
Elisseos Vagenas (KKE) | inter.kke.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
26/02/2013
 
Lunedì 25 febbraio si sono svolti a Mosca i lavori della "tavola rotonda" organizzata dal Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) sul tema: "L'immagine del socialismo per cui lottiamo", che ha visto la partecipazione delle delegazioni straniere presenti anche al 15° Congresso del PCFR. 
Elisseos Vagenas, membro del CC e responsabile della sezione Relazioni internazionali del CC del KKE, ha portato alla "tavola rotonda" un contributo per conto del KKE. Quello che segue è il testo dell'intervento:
 
Il socialismo per cui lottiamo
 
Cari compagni,
 
Ringraziamo il PCFR per l'opportunità fornitaci oggi di uno scambio di opinioni su questa importante questione.
 
Il KKE, dopo i cambiamenti controrivoluzionari in Unione Sovietica nel 1991, nonostante risultasse indebolito sul piano organizzativo per via della lotta interna contro le forze opportuniste, che alla fine lasciarono il partito, ha mantenuto la sua identità comunista: la sua fede nella concezione del mondo marxista-leninista e nella necessità del rovesciamento rivoluzionario del capitalismo. Ha difeso la falce e martello e gli altri simboli storici e allo stesso tempo ha dato inizio nel partito a un lavoro di ricerca di lungo termine sulle cause che hanno portato alla sconfitta del socialismo in URSS. Attraverso questo lavoro, che si è concretizzato nella Risoluzione del 18° Congresso del nostro partito, il KKE ha arricchito la sua concezione del socialismo. Un arricchimento che a sua volta si esprime nel nostro nuovo progetto programmatico e che sarà al centro dei lavori del 19° Congresso fra circa un mese.
 
Oggi siamo certamente "un passo" avanti rispetto alla situazione precedente alla Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre. Questo perché oggi c'è la grande esperienza, positiva e negativa, della costruzione del socialismo in Unione Sovietica, Europa orientale e in altri paesi. Il KKE, in contrasto con le forze del cosiddetto "Partito della Sinistra Europea" (PSE), difende l'enorme contributo dell'Unione Sovietica e degli altri paesi socialisti al progresso di tutta l'umanità. Il socialismo esistito nel XX secolo è stato in grado di soddisfare le esigenze più importanti del popolo, che il capitalismo non solo non può, ma non vuole soddisfare: istruzione e sanità gratuite, sicurezza sociale, le vacanze, la casa, la pensione a 55 anni per le donne e 60 per gli uomini, la certezza del futuro e molte altre cose.
 
Non è un caso che questa esperienza, la costruzione del socialismo nel XX secolo, sia oggetto dell'attacco rabbioso delle forze politiche borghesi, dell'UE e degli Stati Uniti, così come delle forze opportuniste, con il "comune denominatore" dell'attacco contro la persona di Giuseppe Stalin, che era a capo del PC e dello Stato sovietico quando furono gettate le fondamenta del socialismo. Il nostro partito considera che questa esperienza socialista sovietica debba essere studiata e utilizzata in funzione del socialismo per cui stiamo lottando.
 
Il rovesciamento del socialismo non si è verificato a causa del "totalitarismo", o perché i lavoratori godevano di conquiste e diritti esagerati, come affermano le diverse forze che lottano contro i comunisti. Il rovesciamento del socialismo è avvenuto perché nelle condizioni di aggressività delle forze di capitale, sono state violate le leggi fondamentali della costruzione del socialismo, come ad esempio la sostituzione della dittatura del proletariato con lo "Stato di tutto il popolo" e il rafforzamento dei rapporti monetario-mercantili nei decenni dopo il 1950.
 
Un secondo punto a cui è giunto il KKE è che il socialismo per cui stiamo lottando non può scaturire dal parlamentarismo borghese, attraverso "governi patriottici di sinistra", che promuovono la correzione "graduale", la "democratizzazione" e "umanizzazione" del capitalismo, senza una rivoluzione socialista, senza la distruzione delle strutture statuali borghesi, senza la costruzione di nuovi organi di potere popolare.
 
La costruzione socialista è un processo ininterrotto che inizia con la conquista del potere da parte della classe operaia. Il nostro partito ha una visione diversa da quei partiti che in nome delle "specificità nazionali" o del "socialismo del XXI secolo" si allontanano dalle caratteristiche fondamentali della società socialista-comunista. Noi consideriamo il socialismo come la prima fase della formazione economico-sociale comunista, e non una formazione economico-sociale indipendente. Si tratta di un comunismo immaturo. La legge fondamentale del modo comunista di produzione resta valida: "produzione pianificata per una estesa soddisfazione dei bisogni sociali".
 
Una caratteristica fondamentale della società socialista è la socializzazione dei mezzi di produzione.
 
- La socializzazione dei mezzi di produzione nel settore industriale, energetico e idrico, delle telecomunicazioni, edile, della manutenzione, dei trasporti pubblici, del commercio all'ingrosso e al dettaglio, dell'import-export, delle infrastrutture turistiche e della ristorazione concentrate, delle coltivazioni agricole capitaliste.
 
- La socializzazione della terra e delle risorse minerarie. Saranno create unità produttive statali per la produzione e la trasformazione dei prodotti agricoli sia come materia prima che come prodotti di consumo.
 
- L'abolizione della proprietà privata e dell'attività economica nel campo dell'istruzione, della salute e dell'assistenza, della cultura e dello sport, nei mass media, che saranno totalmente ed esclusivamente organizzati come servizi sociali.
 
- L'abolizione dello sfruttamento del lavoro altrui, vale a dire lavoro salariato, da parte di coloro che ancora possiedono mezzi isolati di produzione nei settori che non sono stati obbligatoriamente socializzati, ad esempio nell'artigianato, nella produzione agricola, nel turismo e ristorazione, in alcuni servizi ausiliari.
 
- Mezzi di produzione, materie prime, materiali e risorse industriali e la forza del lavoro entreranno in un processo di produzione e organizzazione dei servizi sociali e amministrativi attraverso la pianificazione centrale.
 
- L'industria e la maggior parte della produzione agricola sarà realizzata con rapporti di proprietà sociale, pianificazione centrale, controllo operaio sull'intero spettro della gestione e dell'amministrazione.
 
Il potenziale di sviluppo del paese sarà posto al servizio del popolo e dei suoi bisogni, attraverso la pianificazione centrale, così come il frutto dell'attività umana nel campo della scienza, della tecnologia e della cultura. Questo permetterà di garantire un più elevato standard di vita, lo sviluppo e il nutrimento dell'intelletto. La disoccupazione e l'insicurezza del lavoro saranno sradicate, il tempo libero sarà aumentato in modo che i lavoratori abbiano la possibilità di partecipare attivamente ed esercitare il controllo operaio, al fine di salvaguardare il carattere del potere della classe operaia.
 
Saranno promosse cooperative di produzione agricola, che avranno il diritto di utilizzare la terra socializzata come mezzo di produzione. L'integrazione dei piccoli agricoltori sarà effettuata su base volontaria. Gli incentivi alla cooperativizzazione sono: la riduzione del costo di produzione attraverso il lavoro collettivo di coltivazione e di raccolta dei prodotti agricoli; la protezione della produzione agricola dai fenomeni naturali attraverso le infrastrutture statali e il supporto scientifico e tecnico. I prodotti agricoli saranno messi a disposizione attraverso la loro concentrazione attraverso il settore statale al dettaglio.
 
Siamo inoltre dell'idea che la costruzione socialista sia incompatibile con la partecipazione del paese a qualsiasi unione imperialista, come UE, NATO, FMI, OCSE, e con la presenza delle basi militari USA-NATO nel nostro paese.
 
Il nuovo potere della classe operaia, a seconda degli sviluppi internazionali e della situazione regionale, cercherà di sviluppare relazioni inter-statali reciprocamente vantaggiose tra la Grecia e gli altri paesi, in particolare con quelli il cui livello di sviluppo, la natura dei loro problemi e degli interessi immediati possano garantire tale vantaggiosa e reciproca cooperazione.
 
Lo Stato socialista cercherà la cooperazione con i paesi e i popoli che hanno oggettivamente un interesse diretto nel resistere ai centri economici, politici e militari dell'imperialismo, in primo luogo con i popoli che stanno costruendo il socialismo nei loro paesi. Cercherà di utilizzare ogni possibile "rottura" esistente nel "fronte" imperialista, conseguenza delle contraddizioni inter-imperialiste, per difendere e rafforzare la rivoluzione e il socialismo. Una Grecia socialista, fedele ai principi dell'internazionalismo proletario, sarà, nella misura delle sue possibilità, un baluardo per il movimento antimperialista, rivoluzionario e comunista mondiale.
 
I bisogni sociali sono determinati sulla base del livello di sviluppo delle forze produttive nel periodo storico determinato.
 
I bisogni sociali fondamentali (istruzione-sanità-assistenza) sono garantiti gratuitamente in modo universale, a seconda delle necessità, mentre un'altra parte di questi viene soddisfatta attraverso una parte relativamente piccola del reddito monetario da lavoro (casa, utenze elettrica e idrica, riscaldamento, trasporti, alimentazione).
 
Una caratteristica della prima fase dei rapporti comunisti, cioè dei rapporti socialisti, è la distribuzione di una parte dei prodotti "secondo il lavoro". La distribuzione di una parte della produzione socialista "secondo il lavoro", che assomiglia solo formalmente a uno scambio mercantile, è una conseguenza dell'eredità capitalista.
 
Il nuovo modo di produzione non è ancora riuscito a eliminarla, perché non si è sviluppato tutto il necessario potere produttivo umano e tutti i mezzi di produzione nelle dimensioni necessarie, attraverso il più ampio utilizzo delle nuove tecnologie. La produttività del lavoro non permette ancora una riduzione così marcatamente elevata del tempo di lavoro, l'eliminazione del lavoro pesante e unilaterale, in modo tale che la necessità sociale del lavoro obbligatorio possa essere abolita.
 
La distribuzione pianificata della forza lavoro e dei mezzi di produzione comporta la distribuzione pianificata del prodotto sociale. Questa è una differenza fondamentale rispetto alla distribuzione del prodotto sociale attraverso il mercato, in base alle leggi e alle categorie dello scambio mercantile.
 
Il potere socialista è il potere rivoluzionario della classe operaia, la dittatura del proletariato. Il potere operaio rivoluzionario richiede un alto livello di organizzazione, con tutti i mezzi disponibili. Richiede il controllo operaio nell'esercizio di amministrazione delle unità industriali nei settori di importanza strategica, in modo che svolga il suo lavoro creativo, economico-sociale e culturale, al fine di ottenere la supremazia della maggioranza operaia e popolare contro la resistenza organizzata del capitale interna ed estera e la loro attività controrivoluzionaria dopo la perdita del potere.
 
L'entità e le forme del potere rivoluzionario che la classe operaia utilizza per la repressione delle attività controrivoluzionarie dipendono dalla posizione delle organizzazioni politiche e sociali verso i due poteri in conflitto, la classe operaia e la classe capitalista.
 
Lo Stato socialista come organo della lotta di classe, che continua con altre forme e in condizioni nuove, non ha solo una funzione difensiva, repressiva e organizzativa. Esso svolge anche un'opera creativa, economica, culturale, educativa sotto la guida della sua avanguardia ideologico-politica, del suo partito. Esprime una forma più alta di democrazia la cui caratteristica principale è la partecipazione attiva della classe operaia e in generale delle persone, le quali vengono educate in base a incentivi (non monetari) che derivano dal modo di produzione e democrazia superiore nel corso della formazione della società socialista, durante la risoluzione delle vecchie contraddizioni e disuguaglianze sociali attraverso il controllo della gestione delle unità produttive, dei servizi sociali e amministrativi di tutti gli organi del potere, dal basso verso l'alto.
 
L'esercizio del controllo operaio e sociale sarà istituzionalizzato e salvaguardato nella pratica, così come la critica senza impedimenti delle decisioni e prassi che ostacolano la costruzione socialista, la denuncia senza ostacoli dell'arbitrarietà soggettiva e del comportamento burocratico dei funzionari e degli altri fenomeni negativi e deviazioni dai principi del socialismo-comunismo.
 
Il fondamento del potere della classe operaia è l'unità di produzione, di servizi sociali, di unità amministrative, di cooperative di produzione in cui i lavoratori esercitano il diritto di eleggere e di revocare i rappresentanti.
 
Il partito comunista, come avanguardia politico-ideologica organizzata della classe operaia, costituisce la forza trainante del potere rivoluzionario della classe, la dittatura del proletariato. E rivendica il suo ruolo di guida rivoluzionaria, a condizione che sia espressione degli interessi generali della classe operaia e delle leggi scientifiche della costruzione socialista-comunista nella pratica.
 
Cari compagni,
 
Al termine di questo breve contributo, mi sia consentito dire che i comunisti in Grecia mantengono vivo nei loro cuori l'eroismo di massa dei proletari che presero d'assalto il Palazzo d'Inverno, dei comunisti e del Komsomol [Unione comunista della gioventù, NdT] che schiacciarono la controrivoluzione in condizioni storiche senza precedenti e che hanno posto le fondamenta per la costruzione del socialismo, dei soldati dell'Armata Rossa che schiacciarono le orde naziste! I loro sacrifici e le loro lotte non sono stati vani, ma sostengono e incoraggiano i comunisti di tutto il mondo, le forze che lottano per la ricomposizione rivoluzionaria del movimento comunista internazionale.
 

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