www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 20-04-13 - n. 450

Incontro internazionale dei Partiti Comunisti a Roma del 6 aprile 2013
 
Contributo del Partito Comunista dei Popoli di Spagna (PCPE)
 
Carmelo Suàrez * | pcpe.es
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
06/04/2013
 
Stimati compagni e compagne.
Stimati rappresentanti diplomatici di Cuba, Venezuela e Corea.
 
A nome del PCPE ringrazio i nostri compagni italiani per l'invito ad essere presenti a questo importante evento internazionale.
 
Oggi i Partiti comunisti nell'UE si trovano ad affrontare la sfida di guidare, in modo coordinato, la necessaria risposta di massa corrispondente alla violenta aggressività di questo polo imperialista.
 
E' una sfida che corrisponde al grado di acutizzazione della lotta di classe nel nostro paese, conseguenza dell'alto livello di esaurimento dei rapporti capitalistici di produzione, del grado di acutizzazione della contraddizione tra l'elevato sviluppo delle forze produttive e i rapporti capitalistici di produzione.
 
L'attuale crisi capitalista, nella quale noi organizzazioni rivoluzionarie sviluppiamo la nostra azione politica, è una nuova espressione della crisi generale del sistema capitalista internazionale, in cui la brutale crisi di sovrapproduzione è aggravata dai problemi nell'ambito energetico, alimentare e cultura. Ma essenzialmente è una crisi conseguenza dell'esaurimento storico del sistema capitalista mondiale, dell'esaurimento della sua capacità di mantenere vivo il ciclo di riproduzione allargata del capitale come elemento centrale della sua barbara logica interna.
 
I Partiti comunisti che hanno sempre mantenuto con fermezza le nostre posizioni, che sempre - e sin dai suoi inizi - denunciano il carattere imperialista della UE, che mai hanno considerato questo progetto oligarchico come un progetto di modernizzazione che avrebbe abbassato il livello di contraddizione tra capitale e lavoro, hanno adesso una grande responsabilità in un momento in cui le classi dominanti europee attraversano grandi difficoltà nel mantenere la loro egemonia.
 
La gestione praticata dall'attuale blocco storico di potere in questa fase della crisi capitalista, comporta un elevato grado di violenza contro la classe operaia e gli altri settori popolari.
 
Le condizioni di vita della maggioranza sociale nell'UE peggiorano in modo brutale e veloce. La classe operaia sta perdendo i suoi servizi di sanità pubblica, sociali ed educativi, le sue condizioni di vita peggiorano ogni giorno di più e situazioni di povertà e fame colpiscono milioni di uomini e donne, la gioventù lavoratrice non ha alcun futuro in questo progetto imperialista i cui tentativi di uscita porteranno ad un grado superiore nell'esercizio della violenza. L'abbassamento del prezzo della forza lavoro è l'asse portante della politica del capitale. Così in Spagna, tra il 2007 e il 2012, la perdita di potere d'acquisto dei salari, come somma della riduzione dei salari e dell'aumento del costo della vita, ha raggiunto il 14%.
 
Il processo di distruzione del capitale sovra-accumulato si traduce nell'intervento sul risparmio dei settori popolari. Quindi, in Spagna, la tassa applicata a determinati fondi di investimento, che sono stati venduti dalle banche con l'inganno, ha raggiunto in alcuni casi il 61% a seguito dell'applicazione delle condizioni del memorandum annesso al piano di salvataggio dell'UE, per un importo di 40 miliardi di euro alle banche spagnole. Miliardi di euro che sono stati rubati ai risparmi della famiglia con questo procedimento.
 
Adesso a Cipro questa stessa tattica è stata applicata con un azione ancora più violenta.
 
I diversi poli imperialisti si disputano oggi ferocemente la posizione di vantaggio nello sfruttamento della classe operaia, nel saccheggio delle materie prime strategiche e nel controllo dei mercati dove vendere le loro merci.
 
In conseguenza di questa acutizzazione delle contraddizioni e delle dispute inter-imperialiste, la violenza del capitale assume forme sempre più esplicite di terrorismo di stato e di guerra imperialista. Così il premio Nobel per la Pace, Barack Obama, ha dato l'ordine di uccidere più di tre mila persone attraverso l'uso dei droni in vari paesi, durante il suo primo mandato presidenziale, mantenendo la prigione di Guantanamo come esempio della sua totale e assoluta violazione dei diritti delle persone. E questo è solo un esempio, al quale l'UE va ad aggiungere i voli segreti della CIA utilizzando numerosi aeroporti dei nostri paesi e con la collaborazione di ogni tipo di governo, senza che nessuno di loro si sia assunto alcuna responsabilità per questa collaborazione criminale.
 
Oggi i servizi segreti dell'UE mantengono un sistema di vigilanza universale, in tempo reale, su tutta la popolazione. Vengono archiviate tutte le nostre comunicazioni e vengono elaborati in complesse banche dati per tenere registri molto aggiornati e completi sulla militanza rivoluzionaria, le loro capacità organizzative e i loro programmi di azione politica. Le libertà individuali e collettive sono un'illusione all'interno dell'UE.
 
Un altro livello superiore di violenza si sviluppa attraverso la guerra imperialista. Libia, Mali, Repubblica Centrafricana, Afghanistan, Iran, Somalia, Sahara, Siria, ecc., fanno parte di una lunga lista di paesi in cui l'imperialismo sviluppa tutta la sua violenza per raggiungere i suoi obiettivi. La Repubblica Popolare Democratica di Corea e l'Iran sono nel mirino delle potenze imperialiste. La socialdemocrazia francese, sostenuta elettoralmente dal Front de Gauche che include il PCF, promuove, con la stessa convinzione dei rappresentanti più genuini del capitale, queste brutali azioni militari. NATO, FRONTEX, EUROPOL, AFRICOM sono le strutture del terrorismo di stato dell'UE.
 
Nel mentre si realizzano le politiche anti-immigrazione che hanno come unico fine la creazione di forza lavoro disponibile ancora più economica e sottomessa, utilizzata inoltre con l'obiettivo di far pressione sulle aspirazioni della classe operaia nei paesi dell'Unione europea per miglioramenti economici.
 
Quando si produce questa acutizzazione estrema della lotta di classe, i centri intellettuali del potere non rimangono fermi. Vengono sviluppate abili strategie di massa che hanno come obiettivo quello di deviare la classe operaia dalle posizioni rivoluzionarie. Non si tratta solo delle campagne anti-comuniste che sempre ha realizzato il capitale come parte della sua lotta ideologica per mantenere la supremazia, ma del fatto che si dà impulso a movimenti sociali e/o politici che cercano di guidare la classe operaia su percorsi lontani dalla lotta classe, dall'idea della presa del potere e della costruzione del socialismo. Così in questi anni, a partire dallo scoppio della fase attuale della crisi, nel 2007, si è sviluppata nei paesi dell'UE una serie di mobilitazioni al di fuori degli interessi della classe operaia.
 
L'opportunismo politico e le sue diverse espressioni riformiste hanno partecipato a questi inganni fin dall'inizio. Da una posizione di supporto, ha fornito copertura e legittimità a queste mobilitazioni promosse dai centri di potere. Quindi, l'opportunismo, ancora una volta nella storia, sta giocando il suo ruolo di tirapiedi del dominio capitalista. Il Partito della Sinistra Europea è il principale portatore di questa espressione dell'opportunismo, sebbene al suo interno ci siano partiti che mantengono il nome di comunisti senza avere alcuna base scientifica.
 
Il riformismo politico non ha alcuna possibilità di confrontarsi con questa strategia del capitale nell'UE. Piuttosto, la sua posizione politica di collaborazione di classe è un'efficace politica funzionale al blocco di potere dominante e che non desta alcuna preoccupazione per la stabilità del suo sistema di sfruttamento.
 
Viviamo nel periodo storico di transizione dal capitalismo al socialismo. In questa situazione lo strumento fondamentale a disposizione della classe operaia per avanzare nel cammino della sua emancipazione è il Partito comunista che sostiene la sua azione nel marxismo-leninismo, nell'internazionalismo proletario e nella concezione del potere operaio sotto la forma di dittatura del proletariato.
 
Questo tipo di partito è stato quello che storicamente ha risposto con fermezza alle più difficili condizioni della lotta di classe, in Grecia, Italia, Unione Sovietica e Spagna. Oggi la nostra determinazione è la stessa che avevano quei partiti comunisti quando dovettero affrontare le conseguenze più brutali della crisi capitalistica del 1929. Questa è la garanzia che ha la classe operaia dei nostri paesi quando dà la sua fiducia al partito marxista-leninista.
 
Con questa responsabilità, che il PCPE assume con tutte le sue conseguenze, partecipiamo a questo evento unitario. Per avanzare nel cammino che dobbiamo percorrere forgiando l'unità rivoluzionaria, verso il coordinamento comunista internazionale e verso l'unità in un programma di base a supporto di tale coordinamento.
 
Per l'uscita dall'Euro, dall'Unione europea e dalla NATO.
Per l'unità di tutte le lotte nei nostri paesi e in tutti i paesi dell'UE.
Per la lotta per il potere operaio, il socialismo e il comunismo.
Per la più ampia lotta di massa contro la guerra imperialista.
 
Viva l'internazionalismo proletario
Viva il marxismo-leninismo e il movimento comunista internazionale
Viva la lotta della classe operaia per la rivoluzione socialista e il comunismo
 
* Carmelo Suárez, Segretario generale del PCPE
 
 

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