www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 27-06-13 - n. 460

ICS 2013 - 22° Seminario Comunista Internazionale
 
Bruxelles, 31/05 - 02/06/2013 
www.icseminar.org - info@icseminar.org
 
Gli attacchi ai diritti democratici e alle libertà nella crisi capitalista mondiale. Strategie e azioni di risposta.
 
Partito del Lavoro del Belgio (PTB) | icseminar.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
I. In tempi di crisi vanno sotto attacco i diritti fondamentali
 
1. Gli ideologi del sistema capitalista hanno la tendenza a presentare lo Stato, le leggi e il sistema giudiziario come neutrale e rappresentante degli interessi di tutti. Tuttavia, quando la società è basata sulla proprietà privata dei mezzi di produzione, che per sua natura è ristretta ad un numero limitato di persone, una vera uguaglianza è impossibile.
 
2. Inoltre, ogni diritto sociale o democratico acquisito sotto il capitalismo ha un duplice aspetto: è il risultato della lotta dei lavoratori e di una concessione da parte delle classi dirigenti con l'intenzione di evitare il peggio. Sotto il capitalismo, i diritti democratici ottenuti dai lavoratori non sono mai stati irrevocabili. Il diritto sindacale, il diritto di sciopero, il diritto di voto, le ferie pagate, la giornata lavorativa di 8 ore e la settimana lavorativa di 40 ore, la sicurezza sociale... tutto è stato acquisito dopo lunghe e dure lotte di massa. "I cambiamenti sociali e politici più radicali sono il risultato di espressioni vigorose della pressione dell'opinione pubblica e non attraverso le elezioni e il parlamento", scrive lo storico Gita Deneckere (1). "Il ripristino della legge e l'ordine non sono mai stati ottenuti esclusivamente con lo scontro delle armi e pertanto sono state fatte concessioni per superare i problemi venuti a galla e mettere in pratica la pacificazione". Il 28 dicembre 1944, in Belgio venne sottoscritto un Patto sociale, che portò alla previdenza sociale. Secondo Robert Vandeputte, ex governatore della Banca nazionale del Belgio: "Nel 1944, i capi delle imprese temevano le correnti rivoluzionarie. Il comunismo era tenuto in grande considerazione. Temevano a buon diritto l'espropriazione e la nazionalizzazione" (2). Sotto il capitalismo, nessuna conquista può essere data per scontata. Resta sempre sottoposta alla pressione del capitale.
 
3. Come ovunque in Europa, la borghesia ha fatto di tutto per ridurre nuovamente questi diritti, ha esercitato ogni sforzo per strapparli di nuovo ai lavoratori, per rafforzare l'apparato dello Stato ed il suo carattere repressivo - sia per ragioni economiche, che politiche.
 
4. Prima di tutto, dagli anni 1980, dal momento dell'inizio della crisi nel 1973, in Belgio è stata lanciata una grande offensiva contro i diritti sociali e democratici, attraverso piani di austerità. Il governo ha assunto poteri speciali, eludendo il parlamento: il diritto al lavoro e alle indennità di disoccupazione, il diritto alla salute e i salari sono stati attaccati con veemenza. Allo stesso tempo, con il pretesto della sicurezza e collegata demagogicamente o meno alla questione dell'immigrazione, la lotta contro il crimine è stata utilizzata per giustificare il rafforzamento del sistema repressivo e per attaccare i diritti democratici.
 
5. Inoltre, la caduta dei paesi socialisti dell'Europa orientale nel 1989 è stata per la borghesia solo un'altra occasione per proseguire la sua offensiva. Sono riapparsi in particolare il nazionalismo e il razzismo, con la nascita di un partito fascista come Vlaams Belang [Interesse Fiammingo], in grado di conquistare fino a un quarto dei voti nel nord del Paese, ma anche con una serie di leggi molto repressive contro i lavoratori clandestini (campi di detenzione, espulsioni omicide...).
 
6. Nel 2001, gli attacchi dell'11 settembre hanno permesso la messa in atto di tutta una serie di leggi anti-terrorismo già predisposte da lungo tempo. In primo luogo esse prendevano di mira il "nemico esterno" ed i suoi "partigiani" in Belgio, in breve, per difendere l'imperialismo. Pertanto, diversi movimenti di liberazione del Terzo mondo furono vietati o difficilmente tollerati. Il secondo obiettivo è stato quello di fare leggi di così ampia portata da poter essere usate per perseguitare le organizzazioni che sfidano l'ordine costituito. In questo senso, molto recentemente è stata approvata una legge che vieta l'incitamento indiretto al terrorismo. La lotta contro il "nemico esterno" è stata mischiata con la lotta contro il "nemico interno" e le guerre all'estero sono servite per attaccare i diritti democratici in casa.
 
7. Infine, dal momento dello scoppio della crisi, nel 2008, viene combattuta una molteplice offensiva contro i diritti della classe operaia, dei sindacati e dei partiti comunisti. Quest'offensiva implica cambiamenti nella legislazione, nelle attuali azioni dello Stato e nelle campagne ideologiche.
 
Offensiva contro i diritti sociali, il diritto di sciopero ed i sindacati
 
8. I diritti economici e sociali acquisiti attraverso una lunga lotta, come i diritti alla sicurezza sociale (diritto alle indennità di disoccupazione illimitate nel tempo, il diritto alla pensione anticipata...) e a condizioni di lavoro dignitose (protezione in caso di licenziamento, statuto dei lavoratori del pubblico impiego, limitazioni dei contratti a tempo determinato, libere trattative salariali e il collegamento automatico dei salari all'indice dei prezzi al consumo...) sono stati attaccati dall'attuale governo guidato dal primo ministro socialista Di Rupo. C'è anche un piano per eliminare quei Contratti collettivi che vanno oltre il livello aziendale. I diritti fondamentali sono minacciati. Per esempio, l'assistenza legale per i poveri è messa in pericolo dal governo. E ancora, il piano nella città di Anversa di vietare l'aiuto medico urgente per le richiedenti asilo in stato di gravidanza e le persone senza documenti malate di AIDS, è stato fermato solo all'ultimo minuto.
 
9. Gli attacchi contro il diritto di sciopero e di azione collettiva diventano sempre più aperti. Ci sono gli esempi dell'introduzione di proposte di legge per il servizio minimo nei servizi pubblici; sanzioni - multe molto pesanti inflitte a chi sciopera - imposte dai tribunali per spezzare i picchetti (come alla Ford); progetti per mettere fuori legge i tentativi di blocco delle zone industriali e dei porti in caso di sciopero, aumento della repressione poliziesca delle manifestazioni dei lavoratori (come si è visto contro gli operai siderurgici della Arcelor-Mittal a Strasburgo, ma anche a Namur).
 
10. Parallelamente va sviluppandosi un'offensiva generale contro i sindacati. Nel nord del Belgio, la borghesia più aggressiva, rappresentata politicamente dalla destra nazionalista di N-VA [Nieuw-Vlaamse Alliantie, Nuova Alleanza Fiamminga], vuole emarginare e di conseguenza escludere i sindacati e creare le Fiandre "corporative". Il suo progetto nazionalista mira a trasferire la sicurezza sociale alle regioni, così come le leggi e i contratti collettivi di lavoro, al fine di indebolire l'influenza dei sindacati. Pertanto, ha lanciato campagne contro gli scioperi, ma anche contro il finanziamento del movimento sindacale al fine di preparare le menti alla costituzione della personalità giuridica per i sindacati, che permetterebbe loro di essere attaccati in tribunale. La legittimità democratica delle organizzazioni della classe operaia è messa in discussione. Sempre più spesso, la democrazia formale (risultati elettorali) viene utilizzata contro la democrazia creata dalle azioni dei sindacati e delle associazioni: l'azione sindacale è attaccata in nome dei voti parlamentari. Le vittorie elettorali vengono imposte come l'unica legittimità democratica. Sotto il capitalismo, l'unico vero contro-potere che può essere creato dal mondo del lavoro è la realizzazione di un equilibrio di potere attraverso la lotta e l'organizzazione in sindacati e nelle altre organizzazioni di massa.
 
11. Questo spiega anche la recrudescenza dell'anti-comunismo in tempi di crisi. L'élite finanziaria sa che i partiti comunisti possono crescere in modo significativo in tempi di crisi, come abbiamo visto negli anni 1930. Nel nostro paese, attacchi di questo tipo cominciano a prendere corpo, dato che  nelle ultime elezioni locali del 2012, il PTB ha compiuto progressi significativi in grandi città come Anversa, Liegi e Bruxelles. Le classi dirigenti temono l'emergere di un forte partito marxista. Così, la N-VA, che ha vinto le elezioni amministrative di Anversa, ha messo in discussione il carattere democratico del PTB per la sua identità comunista. Si voleva disporre, con la collaborazione di altri partiti di destra, un "cordone sanitario" - il divieto di collaborazione da parte di altri partiti - attorno al PTB. Il tentativo è fallito in virtù della formazione di una coalizione con la partecipazione del PTB nella coalizione che governa il distretto di Borgerhout, nella città di Anversa. Anche i dirigenti socialdemocratici nel sud del paese hanno cercato di criminalizzare il PTB, descrivendolo come "anti-democratico".
 
12. C'è anche un intento più generale da parte dello Stato per "disciplinare" la popolazione in tempi di crisi. I lavoratori sono disciplinati dall'attivazione dei sussidi di disoccupazione e di altri tipi di welfare che li costringono ad accettare lavori sottopagati o stage retribuiti 1,5 euro l'ora. In caso di rifiuto, vengono comminate sanzioni ed eliminate le prestazioni sociali. L'obiettivo è premere sui salari e costringere i lavoratori ad accettare qualsiasi lavoro. Le leggi che facilitano i licenziamenti, la riduzione del periodo di preavviso rientrano in questo disegno. Presunti comportamenti anti-sociali e "incivili" sono evidenziati al fine di disciplinare la popolazione, soprattutto i giovani, con l'introduzione di sanzioni amministrative che possono spingersi fino a vietare alle persone di riunirsi in strada. Gli autori di reati minori sono puniti più severamente e le prigioni sono sovraffollate, nonostante la costruzione di nuove carceri - fenomeno che è molto più importante in tempi di crisi. La violenza della polizia contro la popolazione viene banalizzata. Questi progetti sono accompagnati da un'offensiva ideologica nei confronti delle vittime della crisi, accusate di essere responsabili della propria situazione, che incoraggia l'individualismo e la smobilitazione.
 
II. L'Unione europea, punta di lancia contro i diritti democratici
 
13. In Europa, la borghesia ha volontariamente ceduto parte del suo potere all'Unione europea, che funziona come una punta di lancia contro i diritti democratici. Questo attacco si articola in sei modi:
 
14. Il diritto di sciopero: l'Unione europea vuole imporre le sue quattro "libertà fondamentali" (libera circolazione di beni, capitali, servizi e persone), sui diritti sociali. Recentemente ha tentato di imporre il regolamento Monti II, sottomettendo il diritto di sciopero alla libertà d'impresa. Questa è una conseguenza delle sentenze Laval e Viking del 2007 della Corte di giustizia europea.
 
15. Il diritto di organizzazione: attraverso decisioni quadro, l'Unione europea ha messo a punto un diritto penale europeo per la repressione politica. Tali decisioni definiscono "intenzioni terroristiche" la volontà di imporre un diverso modello di società. La decisione quadro del 2002 menziona la lotta contro la violenza urbana. Queste clausole sono tradotte a livello nazionale e possono essere usate contro movimenti sindacali e partiti politici progressisti. Liste nere delle organizzazioni sono in corso di elaborazione, le loro attività finanziarie possono essere bloccate e le loro operazioni finanziarie controllate. All'interno dell'Unione europea esiste una corrente che vuole mettere fuori legge il comunismo ed i partiti comunisti.
 
16. Il diritto ai servizi pubblici: l'Unione europea consente al capitale di agire sempre più senza barriere e di invadere tutti i settori della società. Le privatizzazioni e la deregolamentazione hanno trasferito i campi precedentemente considerati di uso pubblico, toccando bisogni vitali, ai consigli d'amministrazione di società private: le comunicazioni (posta, telefono, internet), la mobilità (ferrovie, trasporto pubblico urbano), la produzione e distribuzione energetica e idrica, le pensioni (risparmio previdenziale), e sempre più la salute (assicurazioni private) e l'istruzione.
 
17. Crescente autoritarismo dell'esecutivo e nei diritti sociali: l'Unione europea ha accelerato il crescente trasferimento di potere dal legislativo all'esecutivo. I poteri del Parlamento, già molto limitati, sono stati ulteriormente ridotti. Il Trattato sulla stabilità, coordinamento e governance (TSCG) consente alla Commissione europea di sovrintendere il bilancio degli Stati membri e delle loro politiche sociali, permenttendole di decidere sugli orientamenti politici di questi Stati (3). Governi tecnocratici non eletti, guidati da figure provenienti direttamente dalle grandi banche, sono posti a capo di alcuni paesi (Italia, Grecia). Ai livelli più bassi, più vicini alle persone, i funzionari eletti hanno poteri molto limitati. L'autonomia locale è stato svuotata dalle camicie di forza europee e nazionali. I comuni sono posti sotto tutela.
 
18. Creazione di forze europee di repressione: il "controllo dell'immigrazione" è utilizzato per testare le leggi prima di applicarle a tutta la popolazione. Frontex è il braccio armato dell'Unione europea per il controllo delle frontiere esterne. E' dotato di equipaggiamento militare e svolge operazioni in mare, di terra e aeree nel Mediterraneo. Si formano unità di polizia europee che possono essere usate contro le rivolte popolari in Europa meridionale. Eurogendfor, una Forza di polizia europea, è pronta a iniziare le sue operazioni in Grecia.
 
19. Controllo generalizzato sulla popolazione. l'Unione europea ha messo a punto strumenti legislativi che estendono i metodi di controllo e di repressione oltre i confini per affrontare potenziali resistenze popolari. Il controllo generalizzato sulla popolazione è parte integrante di questi strumenti. Grazie alla rivoluzione tecnologica e digitale è ora possibile porre tutti i cittadini sotto sorveglianza permanente. La giurisdizione dei servizi segreti e di intelligence per monitorare la popolazione è estesa come materie (terrorismo, radicalismo...) e metodi (metodi investigativi speciali). La libertà personale - privacy e dati personali - non è più rispettata, mentre è essenziale per l'esercizio di altri diritti politici e libertà: la libertà di espressione, di organizzazione, di stampa e la libertà di sciopero.
 
III. Strategie e azioni di risposta
 
20. La crisi del sistema capitalista ha molteplici dimensioni.Quanto più questo sistema mostra la sua natura anti-sociale, tanto più essa mostra la sua natura anti-democratica. Come marxisti, combattiamo l'economicismo che considera solo le lotte socio-economiche come veramente anticapitaliste. I lavoratori devono portare tutte le forme di lotta contro lo sfruttamento e l'oppressione capitalista. In tal modo, i comunisti prendono l'iniziativa nella conquista e difesa dei diritti democratici.
 
21. Il lavoro di massa, una presenza nella società e nei quartieri e l'allargamento del partito sono condizioni essenziali per farsi carico di queste lotte, per combattere la repressione contro i sindacati e le organizzazioni comuniste da parte delle autorità. Dall'8° Congresso del nostro partito, siamo stati in grado di rafforzare il PTB raggiungendo quota 6.811 iscritti, aprendo nuove sezioni nei quartieri e nei posti di lavoro. La mobilitazione di massa è fondamentale: quando il leader nazionalista della N-VA, Bart De Wever, oggi sindaco di Anversa, ha permesso una manifestazione neonazista contro il PTB il 1° maggio 2013, una grande mobilitazione del quartiere, delle associazioni, dei sindacati e del PTB ha fatto naufragare l'iniziativa. Ciò che ha avuto luogo invece è stata una grande festa popolare.
 
22. Come partito, siamo in prima linea per i diritti democratici. Nel corso degli ultimi anni, la difesa dei diritti sociali e democratici nel mondo del lavoro è stato un asse principale di intervento del nostro partito, in particolare nella lotta contro i programmi di austerità. Ma anche in difesa dei diritti sindacali e di sciopero. In particolare attraverso l'azione dei sindacalisti, avvocati e comunisti alla SNCB (ferrovie), Carrefour (distribuzione), Ford e all'aeroporto nazionale di Bruxelles (Zaventem).
 
23. Un altro lavoro importante viene portato avanti dal nostro movimento giovanile - COMAC -, dalle nostre sezioni locali di quartiere e dagli avvocati, contro le sanzioni amministrative (multe per "comportamento antisociale") imposte dai comuni, e a favore della parità di diritti per i lavoratori immigrati.
 
24. Un punto fondamentale per il prossimo anno sarà la lotta contro l'offensiva nazionalista della N-VA, che vuole vincere le elezioni nazionali del 2014, per imporre la divisione del paese, punta di diamante dello smantellamento di una serie di diritti sociali e democratici.
 
25. In ultima analisi, proponiamo la richiesta di diritti democratici nella prospettiva più ampia della lotta per il socialismo, l'unica via che conduce alla democrazia autentica e completa per i lavoratori. Verso la fine del 2014, si terrà un Convegno sul nostro progetto sociale, il socialismo. Il tema della democrazia socialista sarà l'asse più importante.
 
Note
 
1. Gita Deneckere. Sire, het volk mort. Sociaal protest in België [1831-1918] (Sire, il popolo mormora. Protesta sociale in Belgio). Antwerp/Ghent, Hadewijch/Amsab, 1997, p. 26. 
2. Trends, 14 ottobre 1993, p.172.
3. A livello europeo, il potere del Parlamento è ancora più limitato rispetto a quello dei parlamenti nazionali. Difficilmente può proporre progetti di legge: le procedure per una partecipazione minima sono molto gravose.
 

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