www.resistenze.org - pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 16-07-13 - n. 462

ICS 2013 - 22° Seminario Comunista Internazionale

Bruxelles, 31/05 - 02/06/2013
www.icseminar.org - info@icseminar.org

Gli attacchi ai diritti democratici e alle libertà nella crisi capitalista mondiale. Strategie e azioni di risposta.

Contributo del Partito Comunista di Grecia (KKE)

Partito Comunista di Grecia (KKE) | icseminar.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

Cari compagni,

Ringraziamo gli organizzatori ancora una volta per aver ospitato questo seminario internazionale che permette lo scambio di opinioni sulle questioni cruciali riguardanti il movimento comunista e la lotta del movimento operaio.

Vogliamo cogliere questa occasione per ribadire la nostra solidarietà con i compagni del PC del Messico che hanno dovuto condurre la mobilitazione e la marcia per il 1° Maggio in un stato di assedio soffocante attuato dalle forze di repressione agli ordini del governo del partito "progressista" di Rivoluzione Democratica, nell'evidente tentativo di intimidire e mettere in discussione il diritto all'attività di espressione; con il PC del Bangladesh le cui sedi il 5 maggio sono state oggetto di attacchi armati e attentati incendiari da parte di islamisti fanatici; con i compagni delle FARC e del PC colombiano clandestino che le organizzazioni imperialiste e i governi etichettano come "terroristi".

Esprimiamo la nostra solidarietà con le lotte della classe operaia e popolari che si stanno sviluppando, nonostante i padroni e lo stato di intimidazione, la violenza e la repressione, con i comunisti che disinteressatamente, anche sacrificando la propria vita per i diritti e la causa della classe operaia, lottano in condizioni di illegalità, divieti e dura persecuzione.

La dottrina di "ordine e legge" proclamata e applicata dal governo greco non riguarda solo la Grecia. I lavoratori della "Arcelor Mittal" l'hanno sperimentata duramente, assieme a milioni di lavoratori in tutto il mondo, quotidianamente.

L'intensificazione della repressione, l'escalation dell'attacco contro i diritti sindacali e democratici e le libertà da parte della classe borghese in tutto il mondo capitalista è parte integrante della strategia di rafforzamento dei suoi interessi e del suo potere, in condizioni di prolungata crisi capitalista e crescente malcontento popolare. E' l'altra faccia delle ristrutturazioni monopolistiche, della strategia della competitività e imprenditorialità, l'intensificazione dello sfruttamento e della concentrazione e centralizzazione dei capitali. L'approccio classista di lungo periodo della borghesia le fa temere la lotta popolare organizzata soprattutto quando acquista un chiaro contenuto e orientamento di classe, anche se non minaccia il predominio del capitale nel breve termine.

La realtà conferma palesemente la posizione leninista secondo la quale in generale l'imperialismo è politicamente una tendenza alla violenza e alla reazione. Questa tendenza, che normalmente si esprime attraverso il rafforzamento del sistema politico borghese con nuovi meccanismi repressivi sia statali che parastatali con l'adozione di leggi maggiormente reazionarie e autoritarie per spezzare il movimento operaio e popolare, è estesa e esasperata nelle condizioni di crisi.

Una nuova situazione si delinea in Grecia

Questa tendenza si manifesta chiaramente nel nostro paese. Nelle condizioni in cui la crisi del capitalismo si sta aggravando e il malcontento popolare lievita ma senza che il movimento operaio abbia saputo aggregarsi, l'aggressività del capitale ha creato una situazione nuova, con svolte reazionarie che hanno già trovato espressione a livello di istituzioni borghesi e prassi governative.

L'escalation della repressione si manifesta sia con l'aumento dell'arbitrarietà e dell'intimidazione dei padroni, sia nell'accentuazione della repressione di stato attraverso i tribunali e la polizia.

Negli ultimi anni, oltre il 90% degli scioperi sono stati dichiarati illegali e inopportuni da parte dei tribunali borghesi. Ed è di grande importanza che, in queste condizioni, nonostante le intimidazioni, i divieti, la repressione, nel nostro paese gli scioperi siano condotti con successo con il contributo decisivo dei comunisti e del PAME.

Alcuni altri esempi della svolta in atto:

- La formazione di forze speciali dell'esercito per operazioni di controllo della folla nelle aree urbane, ossia per la repressione della mobilitazione popolare. Abbiamo già assistito a qualche comparsa di tali forze in operazioni di polizia.

- Il prelievo obbligatorio di campioni di DNA dagli abitanti di Halkidiki che lottano contro la costruzione di miniere d'oro nella loro regione; vi sono state incursioni notturne della polizia nelle abitazioni e arresti con il pretesto di provocazioni da parte di gruppi oscuri.

- I preparativi di limitare drasticamente il diritto di manifestare nel centro di Atene

- 2 settembre 2011: Il tribunale vieta la creazione di un'Unione studentesca che si oppone ai meccanismi imperialisti della NATO e dell'Unione europea e alla linea politica imperialista USA perché secondo il giudice: "Non è consentito avere un obiettivo in contrasto con l'ordine pubblico e le disposizioni che costituiscono le fondamenta del sistema sociale ed economico del paese".

- 11 gennaio 2012: Un tribunale nega la fondazione di un'associazione di genitori di una scuola, perché il suo statuto fa riferimento alla lotta per "una formazione superiore realmente unificata con pari dipartimenti e facoltà".

- 20 luglio 2012: Su ordine del Primo Ministro la fabbrica delle Acciaierie greche è occupata dalla polizia antisommossa. Dopo di che seguono persecuzioni e procedimenti contro gli scioperanti che sono ancora in corso. Stiamo parlando di 9 mesi di lunga lotta eroica dei metallurgici che hanno ricevuto ampia solidarietà di classe e sostegno internazionale.

- 30 gennaio 2013. Il governo ha effettuato una evidente provocazione ai danni del PAME con l'arresto di 35 sindacalisti, per una semplice dimostrazione al Ministero del Lavoro definita "estremista". L'accusa crolla e il piano del governo fallisce di fronte alla mobilitazione di migliaia di lavoratori.

- Maggio 2013: Diffida di un tribunale, a seguito dell'istanza di un gruppo imprenditoriale, per impedire al presidente del sindacato dei lavoratori delle telecomunicazioni di avvicinarsi alla società e ordine di rimozione delle sue dichiarazioni dal sito web riguardanti le relazioni sindacali e le denunce dei lavoratori, oltre al divieto di pubblicarne di nuovi.

- Maggio 2013. Il gruppo monopolistico (Kolios-Agno), al fine di spezzare lo sciopero dei lavoratori, chiede che i giudici vietino agli scioperanti di essere presenti all'interno o immediatamente al di fuori del complesso della fabbrica, dalla sala riunioni del sindacato e dalla sala conferenze. Inoltre richiede che il giudice commini ai membri del comitato sindacale una multa di 3.000 € e il fermo.

- Per la terza volta negli ultimi 6 mesi il governo ha usato l'istituto della precettazione contro gli scioperi dei marittimi, degli autisti della metropolitana di Atene e degli insegnanti. Dal 2010 la precettazione è stata usata 5 volte. Ciò significa che negli ultimi 3 anni si è verificato il 50% delle precettazioni degli ultimi 30 anni.

"Legge e ordine", cioè repressione feroce di qualunque sindacato si opponga alla linea politica dominante. Mentre una parte dei diritti sindacali e democratici appartengono già al passato, il governo sta discutendo restrizioni alle mobilitazioni e ai cortei nel centro di Atene e sta progettando il divieto, in sostanza, del diritto di sciopero. Infatti molti funzionari dei partiti della coalizione di governo chiedono che le disposizioni restrittive siano integrate nella costituzione del paese.

Sviluppi reazionari a livello dell'UE

Il funzionamento e il ruolo dei meccanismi repressivi dell'Unione europea, Europol, Eurojust e Frontex sta rafforzando la stessa direzione.

Gli interventi imperialisti sono stati istituzionalizzati. Il collegamento tra l'"apparato di protezione civile" e la "clausola di difesa reciproca e di solidarietà" sta diventando sempre più forte, prevedendo l'intervento in stati membri con il pretesto di situazioni di crisi. Il carattere reazionario e l'aggressività dell'UE si va rafforzando in relazione a interventi militari negli Stati membri con il pretesto del "terrorismo", della "distruzione delle risorse naturali o umane", degli "attacchi informatici", con l'obiettivo della rottura del movimento dei lavoratori e la tutela del sistema politico borghese. Gli avvertimenti di Jean-Claude Juncker, che crisi e alti livelli di disoccupazione rischiano di innescare una "rivolta sociale" in Europa non sono affatto accidentali.

L'offensiva si sta intensificando con l'adozione di attività contro il "radicalismo" e le "ideologie estreme", con il pretesto del "terrorismo". La recente conferenza riguardante la rete di sensibilizzazione al rischio di crescente radicalizzazione, RAN (Radicalization Awareness Network), dell'UE il 29/1/2013 è un esempio molto recente. Il primo ottobre 2010, il Consiglio d'Europa ha adottato una risoluzione contro "l'estremismo", che è definito come "un rifiuto dei valori fondamentali e delle regole del gioco in uno Stato di diritto democratico", cioè della democrazia borghese e della sua legge di classe.

L'ideologia e l'attività politica che consente di sfondare i confini del sistema capitalistico viene criminalizzata, l'anticomunismo si sta intensificando e viene propagandato attraverso vari canali di manipolazione. I meccanismi di vigilanza anch'essi sono moltiplicati, così come la raccolta di dati nei riguardi di militanti radicali grazie alle nuove tecnologie. Come è stato annunciato l'anno scorso nel mese di agosto, le istanze di sorveglianza legale in Grecia da parte della polizia e dei servizi segreti hanno superato le 50.000, con un incremento del 70% in un solo anno.

L'UE criminalizza apertamente l'ideologia comunista, rafforza il suo reazionario arsenale giuridico per persecuzioni, divieti, repressione violenta e attacchi contro il movimento operaio e popolare, soprattutto contro i partiti comunisti che mettono in discussione il sistema di sfruttamento capitalista. Questa tendenza è stata generalizzata con l'allargamento dell'Unione europea nel 2004.

Nel contempo, l'intervento della UE cresce, con il fine di rinforzare i sistemi politici borghesi nei Paesi membri e più in generale. Sono sempre più marcate le caratteristiche reazionarie dei cosiddetti "partiti europei", tra i quali il "Partito della Sinistra Europea", che esprime la fusione organizzativa della corrente opportunista con i meccanismi di classe dell'imperialismo europeo.

I processi di riforma dei sistemi politici indicano l'evoluzione reazionaria in atto

La crescita del malcontento popolare, le lotte operaie e le proteste, anche se non costituiscono per la loro intensità un attacco, sono fonte di preoccupazione per il capitale e il sistema politico borghese, tanto più che risultano fallimentari le varie ricette borghesi di gestione della crisi. La competizione interimperialista e le contraddizioni tra le sezioni del capitale stanno anch'esse esercitando un impatto significativo sull'orientamento e le alleanze internazionali del paese.

Insieme con la repressione e l'offensiva ideologica, si stanno accelerando gli sforzi per la riforma del sistema politico borghese. Si stanno formando nuovi partiti che mirano o stanno già partecipando a governi di coalizione. Sono in atto riallineamenti sia nel centro-destra che nella socialdemocrazia come nell'opportunismo.

Un elemento integrante della riforma del sistema politico borghese è la significativa svolta reazionaria, la repressione e la violenza di Stato e padronale, l'offensiva anticomunista e antisocialista, problema che riguarda la grande maggioranza del popolo. L'offensiva anticomunista si pone due obiettivi alternativi: esercitare una pressione sul KKE in modo che adulteri la sua natura e si trasformi in una componente della "sinistra governativa" o cada nell'isolamento e sia perfino messa fuori legge la sua attività. Questo problema deve essere affrontato con decisione da parte del popolo, per evitare le conseguenze estremamente negative per il movimento operaio e popolare. Conseguentemente emergono nuovi compiti per il movimento dei lavoratori, l'Alleanza Popolare, questioni di importanza strategica. Allo stesso tempo crescono le preoccupazioni circa i cambiamenti reazionari nella Costituzione e nella legge elettorale, nella disciplina dei partiti e del loro finanziamento, nel rafforzamento del ruolo del Presidente della Repubblica con l'obiettivo di rafforzare la stabilità del governo borghese.

Per quanto riguarda il controllo più diretto delle attività dei partiti, gli interventi specifici da parte del Consiglio d'Europa iniziati a partire dal 2003 sotto forma di raccomandazioni e risoluzioni (la risoluzione 1344/2003 aveva come tema "Minacce alla democrazia dei partiti e movimenti estremisti in Europa", concretizzato in un "Codice di buone prassi nell'ambito dei partiti politici") parlano chiaramente di "vietare o sciogliere i partiti che sostengono l'uso della violenza o l'uso della violenza come mezzo per rovesciare l'ordine costituzionale democratico".

Una caratteristica della riforma del sistema politico borghese è l'intensificazione dell'anticomunismo di stato, accompagnata anche dallo sviluppo e la rappresentanza parlamentare del socialfascismo nazionale, l'inasprimento dell'autoritarismo e la repressione statale e parastatale (per esempio la provocazione che ha portato all'incendio della banca MARFIN e la morte di 3 impiegati o gli attacchi omicidi contro il PAME in piazza Syntagma durante gli scioperi).

Alba Dorata è un'organizzazione fascista nazionalsocialista. Colpisce gli immigrati ed è ostile alla lotta del movimento operaio e popolare, utilizza l'anticomunismo nella forma più becera.

Si tratta di una sezione e di un partito del sistema politico borghese, è una organizzazione della classe borghese, del capitale. Il suo programma economico ha molti punti in comune con la sezione borghese "anti-memorandum" e le forze opportuniste. La linea politica ufficiale di violenza e repressione contro gli immigrati rafforza il clima di generale razzismo.

Alba Dorata è sostenuta da importanti cellule nello stato e para-stato e il suo ruolo mira a colpire il KKE e a spezzare il movimento operaio. Tali forze sono nutrite con l'adozione dell'anticomunismo quale politica ufficiale dell'Unione europea, la criminalizzazione delle attività dei PC in molti paesi, la "teoria degli estremi", la diffamazione del socialismo e, soprattutto, l'antistorica equazione del comunismo con il fascismo.

La teoria antistorica dei "due estremi", datata nel nostro paese tra il 1950 e il 1960, che equipara l'attività delle organizzazioni fasciste con l'attività del movimento rivoluzionario, è il veicolo attraverso cui si cerca di equiparare il fascismo con il comunismo, per imporre un silenzio tombale sul movimento e l'attacco finale sui comunisti e gli operai, tra gli altri.

Recentemente, con il pretesto delle attività di organizzazioni fasciste, si è avviata una discussione circa interdizioni legali che apriranno la strada a divieti ai danni dei comunisti. Non è un caso che subito vari "ben pensanti" abbiano ricordato che il KKE esiste e opera al di fuori dell'arco costituzionale.

Alba Dorata e formazioni analoghe non possono essere fronteggiate da indistinte formazioni "antifasciste" alleate alle forze del capitale, che alimentano il fenomeno. Possono essere sconfitte sostanzialmente ed efficacemente solo attraverso l'organizzazione di classe e la lotta. Saranno isolate dalle organizzazioni del movimento operaio e popolare, indebolite dall'attività e dal rafforzamento dell'Alleanza popolare, svaniranno con il rovesciamento del sistema capitalista che le riproduce. C'è già qualche esperienza iniziale rilevante in questo senso.

La direzione della lotta in senso antimonopolista e anticapitalistica può difendere i diritti operai e democratici

C'è un confronto politico e ideologico serrato intorno alle questioni dei diritti democratici e le libertà, intorno alla linea e alla direzione del movimento operaio. Questo si riflette anche nel movimento comunista.

Le forze politiche borghesi e opportuniste alimentano una teoria non di classe della democrazia, separando la base economica dalla sovrastruttura. Presentano la tendenza alla reazione della democrazia parlamentare borghese - la dittatura dei monopoli "in veste democratica" - come una "deviazione", predicando un capitalismo più "etico", "democratico" e "umano". Il discorso del presidente di SYRIZA alla conferenza di SEB (Federazione ellenica delle imprese) è indicativa. Evocando Lenin e specificamente il suo detto che il socialismo è uguale al potere sovietico più l'elettrificazione, concludeva dichiarando di fronte a una platea di industriali che "oggi possiamo dire che lo sviluppo è uguale a democrazia più investimenti". Alcune di queste forze infatti sostengono che il problema della crisi capitalista è un problema di democrazia, sovvertendo la realtà e abbracciando la visione idealista più estrema, tacendo che la sovrastruttura politica poggia sulla base economica e non viceversa.

Ad esempio, i cosiddetti "movimenti degli Indignados" e le "piazze" apparse negli ultimi anni, con il supporto dei meccanismi della classe borghese e il ruolo dirigente di sezioni dell'aristocrazia operaia e di strati piccolo borghesi, promuovevano meschine parole d'ordine democratico borghesi ("Democracy Now", "democrazia diretta", ecc) e slogan reazionari come "fuori i partiti", "fuori i sindacati". Attorno a questa linea si sono aggregate non solo le forze dell'opportunismo di destra e di sinistra, ma anche le forze nazionaliste e reazionarie.

Su questa base si cerca di trascinare la classe operaia e il suo movimento in una posizione di aiuto alla democrazia borghese: sia chiedendo di aderire ai "fronti antifascisti" o a un'alleanza delle forze dell'"arco costituzionale" contro il "pericolo fascista". In ogni caso il movimento operaio finisce così per allinearsi a sostegno delle istituzioni borghesi, della costituzione borghese, ecc. Questo ha portato ad esempio in Francia il PCF a invocare il voto favorevole per il conservatore liberale Chirac, per evitare la vittoria di Le Pen, o forze simili in Italia a sostenere formazioni di centro-sinistra per impedire la vittoria di Berlusconi, senza ovviamente limitare le tendenze reazionarie. Come si può contrastare la visione fascista se si difende il sistema che la genera? Il fascismo è il capitalismo e, come Brecht ha sottolineato nella sua epoca, "Ogni proclama contro il fascismo, che evita di affrontare le relazioni sociali da cui questo nasce come naturale necessità manca di sincerità. Chi non vuole abbandonare la proprietà privata dei mezzi di produzione, non solo non saprà sbarazzarsi del fascismo, ma ne avrà bisogno". Non è un caso che un'altra figura di spicco del movimento comunista, Alvaro Cunhal (quest'anno è il 100° anniversario della sua nascita), ha osservato nel 1997, confrontando la situazione della classe operaia in un regime di democrazia borghese rispetto a una dittatura fascista: "Quante situazioni e quanti aspetti dei rapporti di lavoro e di sfruttamento imposti dal potere dei monopoli e dei proprietari terrieri nell'era della dittatura sono ripetuti oggi? Non è ovvio che il problema sta nel sistema socio-economico? Non è questa una delle grandi lezioni della storia?" Il problema è ancora più grande quando è trasferito dal processo elettorale al movimento.

L'accettazione della legalità borghese conduce alla fine alla sottomissione, limitando sempre più i confini imposti di volta in volta dallo stato borghese, compromettendosi con la "libertà" del capitale allo sfruttamento della forza lavoro.

A livello di strategia dei PC, separare il fronte di lotta per i diritti democratici dalla lotta antimonopolista e anticapitalista, porta oggettivamente alla logica di una fase intermedia sul terreno del capitalismo, alla logica della lotta per le riforme sul terreno del dominio dei monopoli, anche se a parole si dichiara fede nella lotta per il socialismo.

Riconosciamo nella strategia dell'eurocomunismo lo sviluppo compiuto di questa visione. Una strategia che separa la politica dall'economia e ritiene che la strada verso il socialismo passi attraverso l'espansione della democrazia borghese. Il risultato è ben noto e gli esempi non sono pochi (per esempio: la posizione dell'eurocomunismo in relazione alla rivoluzione di Aprile in Portogallo; in Grecia, la linea di sostegno al governo di Nuova Democrazia in nome dell'unità nazionale dopo la caduta della dittatura militare, ecc.). L'opportunismo, mentre sostiene il sistema politico della dittatura dei monopoli, con il suo strumento, il Partito della Sinistra Europea, agisce per minare e colpire i partiti comunisti. Il Presidente di SYRIZA in un'intervista sostiene significativamente che un partito della classe operaia, un partito bolscevico, un partito di tipo nuovo "non sarebbe uno strumento, ma un impedimento per la costruzione di una vasta società aperta e democratica". In realtà, la classe operaia e gli strati popolari possono rispondere alle offensive del capitale solo mettendo in discussione la legalità borghese e la democrazia borghese, in direzione antimonopolistica e anticapitalista. La legge è ciò che è giusto per i lavoratori: questo slogan esprime la spina dorsale di una nuova legittimità nata dalle lotte.

Ci sono molti esempi (ad esempio la lotta contro la dittatura in Grecia e in altri paesi). Ci limitiamo ad un esempio caratteristico delle recenti lotte operaie nel nostro paese.

Nel caso della metropolitana di Atene, lo sciopero di gennaio del 2013 è cessato immediatamente dopo la dichiarazione di precettazione da parte del governo. Ci fu un ritiro completo senza nemmeno una riunione del comitato esecutivo del sindacato, semplicemente sulla base del parere di un avvocato. Per contro, i marittimi hanno effettuato 35 scioperi pienamente riusciti nel periodo 2010-2013 e continuano, pur essendo in stato di precettazione, cioè in uno stato di legge marziale. E in vero in condizioni di un equilibrio di forze molto sfavorevole negli organi centrali della federazione. La chiave di volta è stata l'attività pianificata del PAME e delle organizzazioni sindacali di classe, con organizzazione, orientamento di classe, una buona preparazione e la solidarietà di classe.

Siamo in grado di trarre conclusioni valide sulle necessità del movimento del lavoro, quale organizzazione, direzione e preparazione. La questione della presa di posizione nei confronti della legalità borghese acquista un'importanza più generale nelle condizioni di crisi.

Nella risoluzione politica del nostro 19° Congresso valutiamo che: "Gli sviluppi indicano che l'intensificazione della violenza e della repressione di stato, la restrizione delle libertà politiche e sindacali si concretizzeranno in una revisione reazionaria della costituzione che incorporerà le leggi e le restrizioni della UE. La classe borghese e i suoi partiti non sono ancora soddisfatti della democrazia borghese che hanno stabilito. La loro scelta di spezzare il movimento operaio, per impedire ogni possibile radicalizzazione della classe operaia e degli strati popolari poveri è indissolubilmente legata con la limitazione dell'attività del KKE, con i proclami di anticomunismo quale ideologia ufficiale dello stato, con l'utilizzo della ben nota teoria dei due estremi.

"In caso di un coinvolgimento più diretto e attivo in una guerra imperialista le prime misure repressive che verranno prese saranno inerenti al movimento operaio e popolare e al KKE.

"Pertanto, il nostro Partito deve raggiungere un livello di piena preparazione, mirando principalmente allo sviluppo di legami più consistenti e forti con la più ampia sezione possibile della classe operaia; deve superare le debolezze sia in termini di orientamento che in termini di misure concrete di rafforzamento dell'Alleanza Popolare, in modo che la direzione anticapitalista e antimonopolista di lotta per la tutela delle persone da qualsiasi tipo di attacco diventi una convinzione del popolo.

"E' un dato di fatto che la lotta rivoluzionaria, i movimenti popolari dovranno affrontare una macchina repressiva molto più organizzata, mezzi di informazione e di distruzione di massa più avanzati tecnologicamente. Avranno a che fare con i meccanismi della violenza di stato capitalista che sono integrati nelle strutture interstatali, come la NATO, l'esercito europeo, l'accordo di Schengen, ecc

"Nonostante tutto l'umanità non cessa di essere il fattore chiave nell'utilizzo e nel trattamento della tecnologia. Su questa base, l'attività dei lavoratori e del popolo ha il potenziale per neutralizzare questi mezzi o di utilizzarli a favore del movimento rivoluzionario".

La linea di lotta anticapitalista e antimonopolista fornisce una risposta globale ai problemi complessi che ci vengono posti dagli eventi, quali l'aggravarsi della crisi capitalistica, l'intensificazione della concorrenza interimperialista, l'acuirsi dell'aggressività del capitale.

Nell'Alleanza popolare della classe operaia con i semi-proletari, i lavoratori autonomi e i contadini poveri, i giovani e le donne della classe operaia e gli strati popolari, nella lotta contro i monopoli e la proprietà capitalista e contro l'assimilazione del nostro paese nelle unioni imperialiste, c'è la risposta di come le forze popolari potranno essere pronte per gli scontri decisivi e i conflitti di classe.

Le nozioni di democrazia, sovranità popolare, imperialismo e guerra imperialista hanno un più profondo contenuto di classe per l'alleanza del popolo. Sono direttamente connesse all'abolizione dello sfruttamento di classe, alla socializzazione dei mezzi concentrati di produzione combinata con l'organizzazione dei piccoli agricoltori in cooperative e la socializzazione della terra.

L'Alleanza popolare inizia con la resistenza, la solidarietà e la sopravvivenza del popolo. Questo è il punto di partenza che prosegue nella lotta per tutta la classe operaia e per i diritti popolari. Adotta la socializzazione dei monopoli, di tutti i mezzi concentrati di produzione, la pianificazione centralizzata, il controllo operaio-sociale. Adotta il disimpegno della Grecia dall'UE e dalla NATO, da ogni forma di rapporto con le organizzazioni imperialiste. Ha come obiettivo l'abolizione delle basi straniere, la presenza, con vari pretesti, di forze militari e di polizia straniere in Grecia. Lotta contro la repressione di stato, la violenza padronale, difende le libertà politiche e sindacali.

L'Alleanza popolare fornisce la risposta al problema di come debba essere organizzata la lotta oggi per respingere le barbare misure antioperaie e antipopolari, con una concentrazione di forze e il contrattacco, in modo da ottenere delle conquiste sulla strada della lotta per il rovesciamento del potere dei monopoli.

Risponde alla chiamata e alla necessità del socialismo, che con il potere della classe operaia e l'abolizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo, è la base per la valorizzazione qualitativa dei diritti del popolo, la soddisfazione dei bisogni sociali contemporanei, la partecipazione del popolo nella costruzione della nuova società, della democrazia per i più. Il potere della classe operaia rivoluzionaria, che è la dittatura del proletariato, è di gran lunga migliore rispetto alla "migliore" democrazia parlamentare borghese. Sostituirà tutte le istituzioni borghesi, decadenti, con quelle nuove create dal popolo; esprimerà una forma superiore di democrazia la cui caratteristica principale è la partecipazione attiva della classe operaia e in generale del popolo. La costituzione rivoluzionaria e la nuova legislazione rivoluzionaria che si formerà, sarà conforme ai nuovi rapporti sociali.

L'orientamento stabile al rafforzamento del movimento operaio, la formazione dell'alleanza popolare, la coerenza nella prospettiva del potere operaio e popolare sono i compiti dei comunisti. Richiedono un costante lavoro ideologico e organizzativo per neutralizzare la paura, infrangere i meccanismi di corruzione e assimilazione della classe operaia e  spezzare la cautela verso la prospettiva del rovesciamento rivoluzionario.


Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.